Solvay

BE0003470755
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115,60 EUR 20/04/2018 17:35 Bruxelles
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108,90 131,25  52 settimane min max
3,84 % Rendimento a 1 anno
2,26 % Rendimento da dividendo
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Articoli

  • Analisi
    Solvay: risultati positivi, ma prospettive deboli un mese fa - venerdì 9 marzo 2018
    I risultati 2017 sono positivi e la trasformazione del gruppo sembra ormai terminata. Per il 2018, però, le prospettive indicate dal gruppo non sono brillanti, quindi meglio essere prudenti. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Solvay: cambiamenti al vertice 2 mesi fa - venerdì 16 febbraio 2018
    L'attuale amministratore delegato lascerà Solvay per Engie, ma per qualche mese manterrà le redini del gruppo belga per assicurare una transizione senza intoppi. 

    Prezzo al momento dell'analisi (15/02/2018): 112,30 euro

    Ai prezzi attuali, l’azione resta correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    Certo con le dimissioni al vertice è iniziato un periodo d’incertezza per la belga Solvay (Isin BE0003470755), ma non è il caso di allarmarsi. La trasformazione del gruppo in un attore della redditizia chimica delle specialità è, infatti, terminata, con la cessione dei poliammidi (nylon) alla tedesca Basf. Indubbiamente Solvay dovrà continuare a digerire le cessioni e acquisizioni degli ultimi anni e dovrà proseguire l’integrazione dell’americana Cytec, specializzata in materiali compositi per l’industria automobilistica e aeronautica, ma il processo è, secondo noi, ben avviato. Mantieni questa azione correttamente valutata.

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  • Analisi
    Solvay: conti non così negativi 4 mesi fa - lunedì 27 novembre 2017
    Dopo una lunga corsa iniziata nel 2016, negli ultimi giorni il titolo Solvay ha ripiegato in Borsa. Il mercato sembra essere deluso dagli ultimi conti trimestrali, ma noi non siamo così pessimisti.

    Prezzo al momento dell'analisi (24/11/17): 119,25 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Solvay (Isin BE0003470755) ha chiuso il 3° trimestre con ricavi e utili industriali in crescita, rispettivamente, del 4% e dell’1,3%. La ripresa del mercato nordamericano del petrolio e del gas (da cui si ottengono i tensioattivi di Solvay) ha compensato sia il calo della domanda di componenti industriali, sia un aumento dei costi. Il mercato ha giudicato i conti deludenti, ma il management ha confermato la forchetta di previsioni per l’utile industriale di tutto il 2017 (crescita compresa tra il 6% e l’8%). L’annunciata vendita dei poliammidi a BASF consentirà, inoltre, a Solvay di concentrarsi ancora di più sulla redditizia attività chimica delle specialità (pesa per oltre il 70% del fatturato di Solvay contro il 25% del 2010). Noi siamo meno negativi del mercato: alziamo le stime sull’utile per azione 2017 da 5,85 a 6,30 euro e le confermiamo a 6,85 euro per il 2018 (elementi straordinari esclusi).

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  • Analisi
    Chimica: un settore in riorganizzazione 6 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Quali prospettive per i titoli di questo comparto?

    I movimenti di concentrazione in atto e la ristrutturazione delle attività rappresentano due vettori di crescita per il settore chimico. In base alle nostre stime di utili (prudenti) e dopo la salita in Borsa, il settore non è, però, da acquistare. Puoi comunque mantenere alcuni titoli, che dovrebbero beneficiare della buona tenuta dell’economia e degli sforzi fatti per migliorare la redditività.

     

    I motivi che spingono alla concentrazione

    Lo scenario economico attuale (assenza di accelerazione della crescita negli Usa e in Europa e rallentamento in Cina e Americana Latina) fa sì che la domanda resti debole nella chimica, salvo per alcuni prodotti di nicchia.

    Per reagire, gli attori del settore ricercano quindi la redditività tramite la ristrutturazione delle attività o le acquisizioni (in modo da generare sinergie). Per diventare meno dipendenti dall’economia e seguire le tendenze del mercato, i gruppi chimici riorganizzano, inoltre, i loro portafogli d’attività tramite la vendita o la quotazione in Borsa delle attività non strategiche (Bayer si è separata dalle plastiche, Solvay dal PVC) o l’acquisizione di attività più promettenti. Infine, molti attori del settore cercano di aumentare le loro dimensioni per resistere meglio alle pressioni sia dei colossi del settore petrolifero (i loro fornitori di materie prime) sia dei loro grossi clienti industriali (settore auto, farmacia, beni di consumo).

     

    Un solo settore, ma tanti comparti

    Agrochimica: da due anni è in fase di concentrazione (la cinese ChemChina ha acquisito la svizzera Syngenta, gli americani DuPont e Dow Chemical si sono fusi…). Questi avvicinamenti sono stati favoriti dal calo dei prezzi dei cereali (per livelli eccessivi di produzione e di scorte), che spingono gli agricoltori a limitare l’uso di prodotti fitosanitari e di semi per ridurre i costi. In attesa che i prezzi risalgano (non prima del 2025 secondo diverse stime), i big dell’agrochimica dovranno accontentarsi delle sinergie che scaturiscono dalle fusioni/acquisizioni.

    Fertilizzanti: questo segmento (azoto, potassio, fosfati…) accusa il calo della domanda proveniente dall’agricoltura e il rallentamento dell’attività in Cina, che calmiera i prezzi delle materie prime fra cui quelli dei fertilizzanti. Resta alla larga da questo mercato.

    Gas industriali: i gruppi attivi in questo comparto vendono gas industriali come idrogeno, azoto o acetilene a industrie attive in diversi settori: metalli, chimica, raffinazione, energia, elettronica, salute… I contratti sono a lungo termine (15-20 anni), cosa che assicura loro una crescita regolare dei risultati. Dal 2016, con l’acquisizione dell’americana Air Gas da parte della francese Air Liquide, il settore è in piena effervescenza (fusione in corso tra l’americana Praxair e la tedesca Linde). Da qui al 2022 è attesa per questo mercato una crescita media annua del 6% trainata dalla domanda proveniente dall’aeronautica, dalla sanità e dall’Asia.

    Chimica delle specialità: si tratta di prodotti ad alto valore aggiunto (vernici, rivestimenti, polimeri, additivi…) che dipendono poco dalla congiuntura economica. Grazie alla loro specializzazione, i gruppi attivi in questo campo sono, secondo noi, i meglio armati per difendere le loro quote di mercato e i loro margini.

    Chimica di base: prodotti chimici “semplici” fabbricati in grandi quantità. Si tratta di un’attività molto ciclica che dipende dai prezzi delle materie prime, con margini poco elevati, con una concorrenza agguerrita soprattutto da parte dei grandi gruppi cinesi e con capacità produttive in molti casi eccedentarie. Appartiene a questo comparto anche la petrolchimica (trasformazione di composti chimici derivati dalla raffinazione del petrolio).

     

    Che fare

    Viste le prospettive non proprio brillanti del settore agrochimica, limitati a mantenere il titolo Bayer (116,90 euro; Isin DE000BAY0017). Vendi, invece, DowDuPont (71,22 USD; Isin US26078J1007).

    Mantieni anche Air Liquide (104,25 euro; Isin FR0000120073): il settore ha prospettive un po’ più vivaci, ma il titolo ne tiene già conto ed è correttamente valutato.

    Solvay (125,70 euro; BE0003470755) opera prevalentemente nel settore della chimica delle specialità: come ti abbiamo detto qui sopra è uno dei comparti meglio “armati”, ma il titolo è già correttamente valutato e per questo è solo da mantenere.

    Mantieni, infine, BASF (89,80 euro; Isin DE000BASF111): titolo diversificato nei vari comparti della chimica, ma correttamente valutato ai prezzi attuali.

     

    NB I prezzi indicati nell'analisi si riferiscono alla chiusura di venerdì 6 ottobre 2017

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  • Analisi
    Solvay: cede i poliammidi 7 mesi fa - lunedì 25 settembre 2017
    Solvay vende l’attività poliammidi (nylon) alla tedesca BASF a un prezzo che ci sembra corretto. 

    Prezzo al momento dell'analisi (22/09/2017): 125,65 euro

    Ai prezzi attuali, il titolo resta correttamente valutato.

    Consiglio: mantieni

    La vendita dell’attività poliammidi quadra con la strategia della belga Solvay (Isin BE0003470755) di ricentrarsi sulle attività più redditizie. Il perfezionamento dell’operazione è previsto nel 3° trimestre 2018, ma la divisione poliammidi sarà già registrata in bilancio tra le attività da cedere. Tenendo, quindi, conto dei cambiamenti nelle attività incluse nel gruppo e dell’apprezzamento dell’euro negli ultimi mesi, il gruppo riduce leggermente la sua forchetta di previsioni sull’utile industriale 2017, stimandone ormai una crescita compresa tra il 6 e l’8% (non più tra il 6 e il 9% come prevedeva in agosto). Niente di allarmante tuttavia, anche perché la vendita di questa attività dovrebbe far migliorare la redditività del gruppo chimico belga. Mantieni questa azione correttamente valutata.

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 131,25 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 108,90 EUR
ISIN BE0003470755
Borsa Bruxelles
Beta 0,99
Volatilità 22,88 %
Numero di azioni 105.876.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 12,18 EUR
Settore Chimica
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 30.924 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 2,60 2,52 2,42 2,41
Utile corrente 6,50 7,97 6,01 4,85
Utile netto 8,85 10,27 6,01 4,85
Cash Flow corrente 12,80 14,43 12,62 14,16
Cash Flow netto 15,15 16,72 12,62 14,16
EBIT 11,85 9,44 9,97 10,16
EBITDA 18,55 16,25 17,23 20,64
Patrimonio netto 94,75 89,61 90,58 87,50
Patrimonio netto tangibile 45,95 40,81 35,56 31,22

Rendimento in euro

Solvay Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -3,68 % -4,72 % -5,26 %
Rendimento ultimi 6 mesi -6,46 % -1,84 % 0,77 %
Rendimento ultimo anno 3,84 % 1,25 % -0,19 %
Rendimento ultimi 5 anni 6,42 % 6,02 % 12,87 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 35,91 % 57,33 % 84,48 % 360,00 %
Current ratio 1,47 1,32 1,53 1,27
ROE 8,90 % 6,64 % 4,47 % 7,89 %
ROE netto 11,46 % 6,64 % 4,47 % 1,27 %
Margine lordo 28,34 % 35,13 % 33,90 % 24,08 %
Margine netto 10,25 % 5,26 % 3,62 % 0,12 %
EBIT margin 8,96 % 8,04 % 6,79 % 8,90 %
EBITDA margin 15,42 % 13,89 % 13,78 % 16,64 %
Tax rate -21,44 % -2,90 % 22,79 % 90,44 %
Gearing 34,51 46,42 48,15 16,75
Patrimonio netto / totale attivo 43,69 % 39,76 % 36,82 % 36,27 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 2,26 % 2,19 %
Prezzo/utile corrente 17,70 14,43
Prezzo/cash flow corrente 8,99 7,98
Prezzo/patrimonio netto 1,21 1,28
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,50 2,82
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,22 % -

(e) : stima

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