Telecom Italia

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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Cambi di fronte 28 giorni fa - lunedì 17 settembre 2018
    Settimana positiva per le principali Borse mondiali. New York ha chiuso in rialzo dell’1,2%, Tokio ha messo su il 3,5%, mentre i listini della zona euro, in media, hanno guadagnato l’1,6%. Maglia rosa a Milano, col suo +2,1%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Telecom italia, tensioni tra i soci un mese fa - lunedì 10 settembre 2018
    Le polemiche tra gli azionisti hanno ricominciato a zavorrare il titolo Telecom Italia.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Telecom Italia: per ora nessun ribaltone 4 mesi fa - lunedì 28 maggio 2018
    Negli ultimi giorni il titolo Telecom Italia ha pagato pegno per via di conti trimestrali non brillanti, che hanno appesantito un clima di Borsa già nervoso per le incertezze politiche.

    Prezzo al momento dell'analisi (25/05/18): 0,73 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Con la presentazione dei risultati del 1° trimestre 2018 si apre la “nuova gestione”, dopo l’assemblea di inizio mese che ha sancito nuovi equilibri tra i grandi azionisti – di fatto si è chiusa la “stagione” di Vivendi, che pure rimane azionista, e si è aperta quella del fondo Elliott. Chi, però, sperava in un ribaltone è rimasto deluso. Il vertice del gruppo, che non è cambiato, ha ribadito la volontà di proseguire sulla strada già tracciata e il piano di scorporo della rete, anche se prosegue, non sembra ora destinato a particolari accelerazioni. A questo si aggiungono conti trimestrali non esaltanti, seppur in linea con le nostre attese: i ricavi salgono del 2,7% (a parità di metodi contabili), ma l’utile industriale è in calo dell’1,8%. Confermiamo le nostre stime di un utile per azione di 0,05 euro nel 2018 e 2019. Sia per un investimento di lungo termine, sia se hai speculato, limitati a mantenere.

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  • Analisi
    Senza colore: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 7 maggio 2018
    Settimana poco brillante per i listini azionari. La Borsa di New York ha chiuso con un calo dello 0,2%. Le Borse europee, in media, sono salite dello 0,6%. Tra queste, in barba alla crisi di governo, si distingue in positivo Piazza Affari, salita dell’1,7% – dalla chiusura del 1° marzo Milano guadagna l’8,4% contro il +3,1% medio delle Borse europee. Ti parliamo anche della futura quotazione di Xiaomi.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Telecom Italia raddoppierà! 6 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
    Lo sostiene uno degli azionisti del gruppo, il fondo Elliott. Ma davvero l’azione può raddoppiare il suo valore? O le dichiarazioni fanno solo parte della complicata partita a poker per accaparrarsi il controllo del gruppo?

    LE CARTE IN MANO

    La “fotografia” attuale valuta il gruppo Telecom Italia circa 42 miliardi: 34 miliardi è il valore di tutte le attività italiane, gli altri 8 sono le attività in Brasile. I 34 miliardi delle attività italiane comprendono tre elementi. Il primo è la rete, oggi valutata intorno a 9 miliardi. Il secondo è Sparkle (l’azienda che detiene cavi sottomarini che collegano Italia, Stati Uniti, Nord Africa e Medio Oriente), oggi valutata circa 1 miliardo. Infine c’è la vera e propria società di “servizi”, che rappresenta gli altri 24 miliardi.

     Tolti i 25 miliardi di debiti, il valore “netto” della società è di poco più di 17 miliardi, gli 0,85 euro per azione a cui è scambiata oggi in Borsa.

    UN TRIS PER RADDOPPIARE LA POSTA IN GIOCO

    Secondo Elliott (il “fondo-avvoltoio” che è entrato da poche settimane nel capitale di Telecom Italia, dando battaglia al principale azionista Vivendi per la gestione del gruppo), Telecom Italia può valere altri 16 miliardi, quindi altri 0,8 euro per azione. Due miliardi (0,1 euro per azione) verrebbero dalla conversione delle azioni di risparmio (quelle che non permettono di votare ma danno un dividendo maggiorato). Altri 6 (0,3 euro per azione) dalla separazione della rete, argomento che sta tenendo banco in queste settimane. Gli ultimi 8 miliardi (0,4 euro per azione) dalla riduzione dell’indebitamento.

    Ma sono stime attendibili? Vediamole punto per punto.

    PRIMA CARTA: VIA LE AZIONI DI RISPARMIO 

    Ipotesi migliore: Telecom Italia lancia un’offerta volontaria di scambio tra azioni di risparmio e ordinarie, facendo pagare in contanti la differenza di prezzo e tutti gli azionisti di risparmio aderiscono. Il capitale di Telecom Italia è attualmente diviso in oltre 21 miliardi di azioni. 15 miliardi sono azioni ordinarie, gli altri 6 miliardi sono azioni di risparmio. La differenza di prezzo tra ordinarie e di risparmio è di 0,11 euro (il prezzo dell’azione di risparmio è oggi 0,74 euro); il gruppo potrebbe raccogliere al massimo 660 milioni di euro (0,03 euro per azione). Se invece il gruppo varasse uno scambio obbligatorio non raccoglierebbe capitali freschi, ma ridurrebbe il numero di azioni: se, per esempio, offrisse 4 azioni ordinarie ogni 5 di risparmio (ipotesi ottimistica), il numero di azioni complessivo diminuirebbe a circa 20 miliardi e ogni azione varrebbe 0,87 euro anziché 0,85 (il valore della società, 17 miliardi, sarebbe diviso per un numero più piccolo di azioni). In un caso o nell’altro il beneficio sarebbe al più 0,03 euro per azione.

    SECONDA CARTA: SEPARAZIONE DELLA RETE

    La rete di Telecom è l’insieme delle infrastrutture che consentono di comunicare attraverso lo scambio di dati, immagini o suoni. Sono migliaia di centrali dislocate in tutta Italia e una “ragnatela” di cavi lunga 129 milioni di chilometri: è questa infrastruttura, insieme ai dipendenti che se ne occupano, che il gruppo vorrebbe separare in una società ad hoc. Oggi la rete è circa 9 dei 34 miliardi di valore “lordo” delle attività italiane, 5 volte il suo utile industriale (pari a 1,8 miliardi nel 2017). Secondo Elliott, se fosse separata varrebbe anche 8 volte il suo utile industriale, cioè 5 miliardi in più. Stessa cosa separando Sparkle, da cui verrebbe un miliardo. Totale, 6 miliardi, cioè 0,3 euro per azione. Da un lato sono stime condivisibili: una valutazione di 8 volte l’utile industriale è in linea con quella di altre reti, non solo nel settore telecom (come la società di torri di telecomunicazioni Inwit, società quotata a giugno 2015) ma anche in altri (Terna, Snam…).

    Si tratta, tuttavia, della migliore delle ipotesi. Separare la rete in un’altra società, ma continuare a controllarla al 100%, non basta a far emergere questo valore. Il mercato può valorizzare di più la rete, rispetto a ora, solo se la separazione rappresenta il primo passo per nuovi sviluppi: per esempio una fusione con Open Fiber, controllata da Cdp e Enel, che sta creando una rete “concorrente” a quella di Telecom. Ma le differenze tecnologiche tra i due (la rete Telecom è in gran prevalenza in rame, quella di Open Fiber punta totalmente sulla fibra) rendono improbabile, per ora, questo scenario. Se la rete di Telecom continua a “vivere” da sola, le opzioni sono due: o investe molto per rimanere al passo con la concorrenza, e questo costa, o la rete “invecchia” e rischia di valere anche meno dei 9 miliardi attuali. Per questo, tenendo conto del costo degli investimenti, il beneficio che può venire dalla separazione non è di 0,3 euro per azione, ma circa la metà. 

     

    UN ALTRO "PREZZO AL METRO QUADRO"

    Il valore di una società al lordo dei debiti (in inglese, enterprise value) rappresenta, in un certo senso, il prezzo che stanno pagando tutti coloro che investono nella società o come azionisti o come creditori (per esempio con le obbligazioni). L’utile industriale, invece, è quello derivante dalle attività tipiche, senza tener conto degli oneri finanziari e delle tasse; in altre parole è il guadagno che la società realizza ogni anno per ripagare sia i creditori (tramite gli interessi) sia gli azionisti (tramite l’utile netto). Per questo, il rapporto tra enterprise value e utile industriale rappresenta un indicatore di convenienza: più è basso, più la società è sottovalutata. Un po’ come il rapporto tra prezzo di Borsa e utili, di cui ti parliamo spesso, che riguarda però solo gli azionisti.

     

    TERZA CARTA: MENO DEBITI

    La mole di debiti è sempre stata il principale tallone d’Achille del gruppo. Questo pesa sull’utile, azzoppato ogni anno da oltre 3 miliardi di interessi, e di conseguenza sulla valutazione delle azioni in Borsa. La vendita di una parte della rete consentirebbe di risanare in parte questa situazione, per questo Eliott stima un beneficio di altri 8 miliardi (0,04 euro per azione). Anche qui si tratta, per noi, di stime ottimistiche: i benefici su questo fronte andrebbero ad azzerare, in buona parte, quelli della separazione della rete di cui ti abbiamo parlato prima. Facciamo un esempio. Supponiamo, ottimisticamente, che il mercato arrivi a valutare la rete 15 miliardi. Vendendone il 75% Telecom può ripagare debiti per circa 11,25 miliardi, risparmiando (supponendo che rimborsi i debiti con interessi più alti) circa 700 milioni di euro ogni anno. L’utile aumenterebbe di un importo analogo: dato che il mercato valuta Telecom circa 17 volte il suo utile, la valutazione aumenterebbe di 11,9 miliardi. Così avrebbe però solo il 25% della rete, perciò da questa cifra vanno tolti gli 11,25 miliardi della rete venduta. Morale, il beneficio reale è di soli 650 milioni, cioè 0,03 euro per azione.

     

    DEBITO A CARO PREZZO

    Pur tenendo conto degli strumenti derivati per abbassare il costo degli interessi – strumenti che comunque hanno un costo - Telecom ha 1,2 miliardi di debiti su cui paga oltre il 10% annuo di interesse. Su altri 1,8 miliardi paga tra il 7,5% e il 10%, e su ben 7,4 miliardi paga tra il 5% e il 7,5%.

     

    ENTRA NELLA PARTITA, MA NON FAR LA PARTE DEL POLLO

    Il tris di scommesse lanciato da Elliott può sì valorizzare meglio Telecom Italia, ma non così tanto come promesso: l’impressione è che il fondo azionista stia un po’ “sparando alto” anche per convincere gli altri grandi investitori a schierarsi dalla sua parte nella prossima assemblea. A nostro avviso, il titolo può arrivare a superare, con un po’ di pazienza, quota 1 euro, ma non molto più di questo. Ecco perché, già settimana scorsa, sul nostro sito ti abbiamo consigliato di scommettere, ma con cautela: fallo solo se il prezzo del titolo rimane, come ha fatto in questi giorni, nei dintorni degli 0,85 euro. Se acquisti a prezzi più alti, il potenziale guadagno non è tale, secondo noi, da compensare i rischi della scommessa. Se invece non punti a una scommessa, ma piuttosto a un investimento di lungo periodo “da buon padre di famiglia”, limitati a mantenere.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 0,88 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 0,48 EUR
ISIN IT0003497168
Borsa Milano
Beta 0,95
Volatilità 34,99 %
Numero di azioni 15.203.120.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 7,45 EUR
Settore Telecomunicazioni
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 82.597 EUR
Punteggio corporate governance 4

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,00 0,00 0,00 0,00
Utile corrente 0,05 0,05 0,08 -0,02
Utile netto 0,05 0,05 0,09 0,00
Cash Flow corrente 0,26 0,27 0,27 0,15
Cash Flow netto 0,26 0,27 0,27 0,17
EBIT 0,15 0,16 0,18 0,15
EBITDA 0,36 0,37 0,38 0,36
Patrimonio netto 1,04 0,95 1,01 0,90
Patrimonio netto tangibile -0,38 -0,38 -0,40 -0,62

Rendimento in euro

Telecom Italia Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -20,27 % -6,61 % -0,07 %
Rendimento ultimi 6 mesi -43,10 % -5,24 % 10,66 %
Rendimento ultimo anno -35,40 % -8,03 % 11,14 %
Rendimento ultimi 5 anni -6,40 % 2,87 % 13,77 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 0,00 % - 12,22 %
Current ratio - 0,95 0,93 1,11
ROE - 8,37 % -2,59 % 5,47 %
ROE netto - 8,53 % -0,41 % 7,51 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 9,84 % 3,18 % 8,69 %
EBIT margin - 18,62 % 14,33 % 20,08 %
EBITDA margin - 40,04 % 33,90 % 38,94 %
Tax rate - 30,92 % 37,90 % 32,13 %
Gearing - 129,75 149,72 149,73
Patrimonio netto / totale attivo - 33,43 % 29,72 % 30,10 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente 9,80 9,80
Prezzo/cash flow corrente 1,88 1,81
Prezzo/patrimonio netto 0,47 0,52
Prezzo/patrimonio netto tangibile - -
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,91 % -

(e) : stima

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