Telecom Italia

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Articoli

  • Analisi
    Telecom Italia: la Cdp al rilancio? 2 mesi fa - venerdì 15 febbraio 2019
    Oggi il titolo Telecom Italia è sostenuto in Borsa dalla notizia secondo cui la Cassa depositi e prestiti potrebbe aumentare la sua partecipazione. Che conseguenze avrebbe per il gruppo?
     
     
     
     

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  • Analisi
    Col freno a mano tirato 2 mesi fa - lunedì 28 gennaio 2019
    Settimana nervosa per i listini azionari che archiviano variazioni poco significative. In particolare, New York ha registrato un calo dello 0,2%, mentre le Borse europee, in media, hanno perso lo 0,4%. Milano ha chiuso con un progresso dello 0,5%, lo stesso risultato di Tokio.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Telecom Italia: giù le previsioni sui profitti 3 mesi fa - venerdì 18 gennaio 2019
    Brutta giornata per Telecom Italia, che segna una netta perdita in Borsa. Colpa del taglio alle previsioni sui risultati: non è un vero e proprio allarme sugli utili, ma di certo non è una buona notizia. 

    In una giornata in cui Piazza Affari regge bene (a metà giornata, nel momento in cui scriviamo, segna un +1,1%), Telecom Italia è la pecora nera del listino con un pesante -6,6% a 0,49 euro. Il mercato non ha gradito le ultime indicazioni arrivate dai vertici su come il gruppo potrebbe chiudere l’anno. Ma per capire meglio cosa è successo, facciamo un passo indietro.

    Da mesi gli azionisti “di peso” di Telecom (da un lato il fondo Elliott, che controlla l’attuale Consiglio, dall’altro Vivendi che pur essendo l’azionista con la maggioranza relativa del capitale ha perso le “poltrone” che contano) si stanno dando battaglia a colpi di accuse reciproche sulla cattiva gestione del gruppo.

    Il prossimo appuntamento in cui proseguirà la lotta è l’assemblea convocata per fine marzo, e proprio in vista di questo appuntamento i vertici hanno pubblicato, come da legge, una relazione sulla gestione. Da qui le cattive notizie: se il piano che era stato impostato dal vecchio management (quello emanazione di Vivendi) prevedeva una crescita dell’utile industriale del 2-3%, la relazione presentata ora dai nuovi vertici parla invece di un calo nell’ordine del 5%.

    Un segnale di crisi del gruppo, da tempo alle prese con un debito elevato e con uno scarso dinamismo degli investimenti? O solo una mossa dei nuovi vertici per rinnovare le accuse ai predecessori ed evitare che riprendano il controllo del gruppo?

    Probabilmente un po’ tutte e due le cose, ma fatto sta che il mercato non l’ha comunque presa bene. Non si tratta, comunque, di un vero e proprio profit warning, tant’è che le nostre stime già prevedevano un calo del 5% dell’utile industriale 2018 e una perdita netta di 0,04 euro per azione.

    Ai prezzi attuali, il nostro consiglio non cambia: limitati a mantenere l’azione.

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  • Analisi
    Telecom Italia: terremoto al vertice 5 mesi fa - mercoledì 14 novembre 2018
    Terremoto in casa Telecom Italia, che perde il suo amministratore delegato. Che succederà ora?
    Telecom Italia

    Telecom Italia

    Prezzo al momento dell'analisi (a metà giornata di Borsa del 14/11/2018): 0,52 euro

    Nella battaglia tra l’azionista Vivendi, che aveva nominato il vertice, e il fondo Elliott, che ha conquistato il controllo del consiglio di amministrazione la scorsa primavera, questa notizia è una vittoria per Elliott che rende un po’ più vicino anche il progetto di separazione della rete. Nell’incertezza attuale, limitati a mantenere.

    Da mesi Telecom Italia vive una situazione anomala: l’azionista principale è Vivendi, che ha il 23,9% del capitale, ma a detenere il controllo del Consiglio di amministrazione, e quindi a stabilire la strategia del gruppo, è il fondo Elliott, anche se la sua quota nel capitale (è entrato nella scorsa primavera) è dell’8,65%, inferiore quindi a quella di Vivendi. Questa anomalia ha portato a una battaglia tra azionisti che dura ormai da mesi, e che ora è sfociata nell’ultimo colpo di scena: l’amministratore delegato, che era stato nominato da Vivendi, è stato sfiduciato. Per Telecom questo significa un passo avanti verso lo “spezzatino” della società: fin dal suo ingresso, infatti, il fondo Elliott non ha mai nascosto di puntare alla separazione della rete in una società ad hoc. Il motivo è che, sulla carta, i singoli “pezzi” di Telecom valgono più di quanto valga oggi l’intera Telecom considerata così com’è: sotto questo punto di vista, quindi, la separazione andrebbe a vantaggio non solo di Elliott, ma anche degli altri azionisti. Ma non va dimenticato che Telecom è zavorrata dal suo enorme debito, che con i tassi in rialzo sarà più difficile da sostenere: quale delle società derivanti dallo “spezzatino” si accollerà questa zavorra? Oltre a questo, c’è da considerare che i piani di Telecom si intrecciano con quelli del Governo che vuole creare un’unica rete unendo quella di Telecom con quella di Open Fiber. Ma al di là delle differenze dal punto di vista tecnico (le due reti sono difficilmente compatibili tra loro, una è ancora prevalentemente in rame l’altra in fibra), c’è ancora molta incertezza su come verrebbe impostato il meccanismo tariffario. Resta il fatto che Telecom sta pagando la mancanza di investimenti che l’hanno portata a non tenere il passo dell’ammodernamento rispetto ai concorrenti. Ne sono una prova i conti del terzo trimestre, chiusi in pesante rosso per aver dovuto svalutare di ben 2 miliardi alcune sue attività (il risultato sarebbe stato positivo per 1,2 miliardi, è invece finito in perdita per 800 milioni); motivo per cui abbiamo dovuto tagliare le nostre stime sul 2018 a una perdita 840 milioni di euro, cioè 0,04 euro per azione. Dubitiamo che un’integrazione delle due reti possa perciò avvenire in tempi brevi, e soprattutto senza ulteriori costi. Per questi motivi, anche se lo “spezzatino” può aumentare il valore delle singole attività di Telecom, ti consigliamo di limitarti a mantenere.

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  • Analisi
    La festa appena cominciata… 5 mesi fa - lunedì 12 novembre 2018
    … è già finita? Dopo il rimbalzo d’inizio novembre Piazza Affari ha chiuso la scorsa settimana in calo dello 0,7%. Le altre colleghe dell’eurozona, invece, hanno messo a segno un rialzo medio limitato allo 0,5%. Si è distinta New York che ha continuato nel recupero, guadagnando il 2,1%.
     
     
     
     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 0,88 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 0,45 EUR
ISIN IT0003497168
Borsa Milano
Beta 1,11
Volatilità 27,59 %
Numero di azioni 15.203.120.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 7,91 EUR
Settore Telecomunicazioni
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 65.729 EUR
Punteggio corporate governance 4
Italia

Indici chiave per azione (EUR)

2019 (e) 2018 (e) 2017 (e) 2016
Dividendo 0,01 0,00 0,00 0,00
Utile corrente 0,04 -0,06 0,05 0,08
Utile netto 0,04 -0,06 0,05 0,09
Cash Flow corrente 0,25 0,27 0,27 0,27
Cash Flow netto 0,25 0,27 0,27 0,27
EBIT 0,16 0,03 0,16 0,18
EBITDA 0,37 0,37 0,37 0,38
Patrimonio netto 0,96 0,93 0,95 1,01
Patrimonio netto tangibile -0,34 -0,37 -0,38 -0,40

Rendimento in euro

Telecom Italia Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -0,93 % 11,08 % 10,78 %
Rendimento ultimi 6 mesi 2,05 % 7,16 % 5,32 %
Rendimento ultimo anno -37,78 % 2,32 % 17,05 %
Rendimento ultimi 5 anni -9,43 % 3,22 % 13,74 %

Indici finanziari della società

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Pay out - - 0,00 % -
Current ratio - - 0,95 0,93
ROE - - 8,37 % -2,59 %
ROE netto - - 8,53 % -0,41 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - 9,84 % 3,18 %
EBIT margin - - 18,62 % 14,33 %
EBITDA margin - - 40,04 % 33,90 %
Tax rate - - 30,92 % 37,90 %
Gearing - - 129,75 149,72
Patrimonio netto / totale attivo - - 33,43 % 29,72 %

Dati di Borsa per azione

2019 (e) 2018 (e)
Rendimento da dividendo 1,92 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente 13,00 -
Prezzo/cash flow corrente 2,08 1,93
Prezzo/patrimonio netto 0,54 0,56
Prezzo/patrimonio netto tangibile - -
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,86 % -

(e) : stima

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