Telefónica

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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Entusiasmo raffreddato: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 26 febbraio 2018
    Solo grazie a uno scatto nell’ultima seduta New York è riuscita a chiudere la settimana con un piccolo rialzo dello 0,6%. Le Borse europee, in media, hanno archiviato un bilancio invariato. Bilancio in rosso per Milano (-0,6%).

    Variazioni settimanali su prezzi al 23/02/18

     

    I verbali della banca centrale americana

    C’è stato un evento, in particolare, che in settimana ha messo New York di cattivo umore: la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Banca centrale Usa. Il mercato ha iniziato l’anno convinto che quest’ultima, nel corso del 2018, avrebbe rialzato per sole tre volte i tassi d’interesse. Questa convinzione ha cominciato a vacillare a inizio febbraio – determinando i pesanti cali dei listini – e ora, a seguito dei verbali, le aspettative di un quarto rialzo nei tassi sono salite tanto – addirittura c’è chi si spinge a pensare che i rialzi potrebbero essere cinque. L’economia è forte abbastanza da reggere a questa possibile “stretta” monetaria? Nell’ultima seduta della settimana il mercato ha trovato spunti per dare una risposta positiva a questa domanda (alcuni conti societari), ma, di fondo, resta molto nervoso.

    La Borsa di Londra ha chiuso la settimana a -0,7%. A pesare sul risultato c’è stato il -9,9% delle Reckitt Benckiser (5.920 pence; Isin GB00B24CGK77): la società ha presentato conti inferiori alle attese e non ha dato indicazioni rassicuranti per l’anno in corso. Vendi le Reckitt.

     

    I colossi che vacillano

    Infatti, se alcune società stanno mostrando conti superiori alle attese, le delusioni da parte di alcuni colossi dell’economia a stelle strisce non mancano. Su tutti, quelli della catena di distribuzione Walmart (92,89 Usd; Isin US9311421039): non solo l’utile per azione è stato inferiore alle attese, ma le vendite del gruppo tramite il canale online, proprio nell’importante stagione natalizia, sono cresciute molto meno di quello che ci si aspettava. Per questo le azioni della società hanno perso in settimana l’11,3%. In qualche modo, però, il gruppo è già corso ai ripari: entro la fine dell’anno è previsto un rifacimento totale del sito per le vendite online (con qualche anticipazione di alcune sezioni già tra qualche settimana). Vedremo se basterà. Tu, al più, mantieni queste azioni, ma non comprarle: la concorrenza di Amazon (1.500 Usd; Isin US0231351067) sembra davvero molto forte. Non per nulla le notizie delle difficoltà di Walmart hanno spinto le Amazon su nuovi massimi storici (+3,5% in settimana). E il lancio di una nuova linea di farmaci da banco – Amazon basic care (Amazon non li fa, ma li vende col suo marchio a prezzo più basso di quello che si può trovare altrove) – lascia pensare che davvero nessuno, in futuro, potrà fare a meno di comprare su Amazon. Se vuoi scommettere che così sarà, puoi ancora comprare le Amazon. Ricorda, però, che se guardiamo ai meri numeri le azioni sono molto care. Il buon padre di famiglia ne stia alla larga. Tra i colossi di Wall Street, General Electric (14,49 Usd; Isin US3696041033) ha ceduto un altro 3,7%. Al mercato non sono bastate le rassicurazioni dei vertici sul fatto di non star considerando un aumento di capitale e di prevedere a breve introiti per 4 miliardi di dollari (tramite cessioni di attività). Anche noi non siamo convinti: al più, mantieni.

     

    Incertezza elettorale

    La prospettiva di un rialzo più rapido del previsto dei tassi d’interesse non ha scaldato più di tanto le azioni delle banche Usa (in media +0,4%). Ancora peggio sono andati i titoli bancari europei (-1,3%), nonostante alcune buone notizie arrivate dal Regno Unito: Barclays (209,8 pence; Isin GB0031348658) ha annunciato che tornerà a pagare un dividendo di 6,5 pence per azione dopo averlo dovuto più che dimezzare negli anni scorsi per far fronte agli oneri di ristrutturazione. Le Barclays hanno recuperato in settimana il 4,9%, ma non tutte le difficoltà del gruppo sono superate (di per sé i conti del 2017 non sono stati così brillanti). Limitati a mantenere queste azioni. Tra i titoli bancari si sono distinti in negativo quelli di casa nostra: per esempio, Unicredit (17,23 euro) e Intesa Sanpaolo (3,08 euro) hanno perso, rispettivamente, il 3,3% e l’1,7%. Non c’è stata, però, nessuna particolare notizia che riguardasse queste due banche: semplicemente hanno risentito del generale clima negativo che si è abbattuto su Piazza Affari in previsione dell’esito elettorale, che appare sempre più incerto. Intesa e Unicredit restano convenienti e da acquistare per un investimento di lungo periodo: se vuoi proteggerti da loro eventuali cali nei prossimi giorni usa i certificate turbo short suggeriti su Altroconsumo Finanza n° 1258. Nel settore finanziario si sono difese le azioni Axa (25,48 euro; Isin FR0000120628), salite in settimana dell’1%. Il piano strategico sta dando i frutti sperati sia in termini di crescita del giro d’affari, sia in termini di redditività. Tanto che il gruppo ha fissato il dividendo (1,26 euro per azione) su un livello lievemente superiore alle nostre attese. Acquista.

     

    Telefoni bollenti

    Tra le poche azioni italiane a chiudere la settimana in positivo ci sono state le Telecom Italia (0,73 euro; mantieni), salite del 5,2% grazie al ritorno delle voci sullo scorporo della rete. Altri titoli del settore telefonico (invariato) si sono distinti. Orange (14,02 euro, Isin FR0000133308; +2,7%) ha riaperto la porta a possibili aggregazioni con altre società. Per ora grandi risposte non sono arrivate, ma la prospettiva potrebbe dar pepe alle azioni. Mantieni. Telefónica (8,02 euro; Isin ES0178430E18) ha mostrato un bilancio 2017 rassicurante e ha prospettato miglioramenti nei conti 2018. Gli investimenti sulla qualità della rete dovrebbero, infatti, permetterle di alzare le tariffe (senza perdere clienti) e di veder crescere la redditività. Le azioni sono salite in settimana del 5% ma, secondo noi, restano convenienti. Acquista. Buoni i conti di Telefônica Brasil (16,20 Usd; Isin US87936R1068): l’utile per azione del 2017 è salito sopra le nostre attese grazie al miglioramento della redditività e alla conquista di quote di mercato nella telefonia mobile. Alziamo le stime: approfitta del calo dell’1,5% fatto in settimana per acquistarle.

     

    Risposte per te

    @Felice Per il certificate 7x short di Société Générale (3,955 euro; Isin DE000SG2QNU4), che punta sul ribasso di Piazza Affari, non esiste un livello barriera – è quello che se toccato dalla Borsa fa estinguere il prodotto prima della scadenza (21/12/18).

    @Rino Vodafone ha pagato a partire dal 2 febbraio il dividendo staccato lo scorso 22 novembre – se non avevi le azioni in quella data, non lo hai ricevuto. Si tratta solo di un “acconto”: il saldo dovrebbe essere staccato a giugno con pagamento in agosto.

    @Saverio Consolidated Edison (77,63 Usd; Isin US2091151041) ha presentato buoni conti per il 2017 e ha rialzato il dividendo trimestrale da 0,69 a 0,715 Usd per azione. Il titolo paga la generale debolezza del settore utility, ma resta da avere in mano.

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  • Analisi
    Telefónica: cederà 02? 9 mesi fa - lunedì 25 settembre 2017

    Le azioni Telefónica sono abbastanza ballerine e hanno pagato il generale ribasso del settore telefonico degli ultimi mesi.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Telefonica: management più ottimista 11 mesi fa - venerdì 28 luglio 2017
    In occasione della pubblicazione dei risultati trimestrali, il management ha alzato gli obiettivi.

    Prezzo al momento dell'analisi (27/07/2017): 9,79 euro

    Consiglio: acquista

    I risultati trimestrali di Telefonica (Isin ES0178430E18) si sono dimostrati incoraggianti. L’utile industriale è salito del 5,5%, mentre l’utile netto per azione registra un rialzo del 22%. A fronte di questi risultati, il management ha rivisto leggermente al rialzo le previsioni per l’intero anno, forte anche di un miglioramento in America Latina dove l’utile industriale di Telefonica Brasil è salito del 23%, compensando la debolezza in Spagna.

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  • Analisi
    Senza infamia e senza lode: la settimana delle Borse un anno fa - lunedì 15 maggio 2017
    New York ha chiuso la settimana a -0,3%, mentre le Borse europee, in media, sono riuscite a salire dello 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 12/05/17 

     

    Usa: Settimana calda per la politica, fredda per i mercati

    Trump ha rimosso il capo dell’Fbi – la famosa agenzia investigativa americana – facendo gridare in molti allo scandalo. E ora c’è addirittura chi ritiene che il Presidente sarà costretto a lasciare la Casa Bianca prima della fine naturale del mandato. Wall Street ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump, quindi, se questa non fosse portata a termine, per la Borsa Usa potrebbero essere dolori. Per ora il mercato sembra scontare come bassa la probabilità di un tale evento: non ci sono stati cali particolarmente evidenti dopo la notizia. In ogni caso, se hai un profilo d’investimento prudente, ti consigliamo di vendere tutte le azioni americane.

     

    Gli ultimi scampoli della stagione delle trimestrali

    A contribuire al risultato incolore della Borsa Usa ci hanno pensato anche i conti trimestrali societari. Per esempio, quelli di Walt Disney (109,69 Usd; Isin US2546871060) non hanno convinto il mercato – il titolo in settimana ha perso il 2,1%. L’anno fiscale 2016/17 (termina il 30 settembre) fin qui non sta andando granché – gli utili sono saliti del 2%, ma le attività legate alla rete televisiva sportiva ESPN continuano a soffrire – ma è anche vero che si sapeva che questo sarebbe stato un anno di transizione. Continuiamo a stimare un utile per azione di 5,97 Usd per l’anno fiscale in corso – in rialzo rispetto a quello dell’anno precedente solo grazie al riacquisto di azioni proprie – e di 6,6 Usd per l’anno prossimo. Secondo noi, il titolo è correttamente valutato. Se ce l’hai, mantienilo. Meglio, invece, sono stati accolti i conti di Teva Pharma (31,89 Usd; Isin US8816242098) – il titolo in settimana è salito del 2,4%. Tra il lancio di nuovi farmaci generici e l’apporto di Allargan (società acquisita a metà dell’anno scorso), nel primo trimestre le vendite del gruppo sono salite del 22% rispetto a quelle del primo trimestre 2016. Teva ha, inoltre, aumentato le stime sui risparmi di costo ottenibili dall’acquisizione (e fusione) con Allargan e ha ottenuto il via libera a un suo nuovo farmaco da parte dell’autorità sanitaria a stelle e strisce. Secondo noi il titolo è ancora conveniente, acquista.

     

    Il prezzo del petrolio si riprende un po’

    A sostenere un po’ la Borsa Usa ci hanno pensato i titoli del settore petrolifero, saliti in settimana del 2% per effetto del +2,7% del prezzo del greggio. Eni (14,89 euro) si è mossa in linea col settore, salendo in settimana del 2,1% dopo la presentazione di conti trimestrali superiori alle attese. Abbiamo deciso di portare la stima sul dividendo a valere sul bilancio 2017 da 0,6 a 0,8 euro per azione. Questo, però, non basta a farci cambiare opinione sul titolo. Anche alla luce delle indagini della magistratura sull’attuale “capitano” dell’Eni per supposta corruzione internazionale, secondo noi l’azione resta correttamente valutata: non comprare le Eni – al massimo, se le hai, limitati a mantenerle. 

     

    Londra sostenuta dai farmaceutici, milano dalle banche

    A trainare le Borse europee c’è stata quella di Londra, salita in settimana dell’1,9%. Oltre a un indebolimento della sterlina, registrato nella parte finale della settimana, a contribuire a questo risultato ci sono stati i rialzi di alcuni titoli importanti per il listino. Tra tutti segnaliamo AstraZeneca (5.176 pence; Isin GB0009895292), che ha fatto +12,4%. Il gruppo farmaceutico ha beneficiato dei buoni risultati clinici ottenuti dal Durvalumab, farmaco per il trattamento del cancro al polmone. Si tratta di una buona notizia per questa società che è comunque alle prese con la scadenza di diversi brevetti. Se per caso hai le azioni in mano, approfitta di questo rialzo per venderle. Milano ha chiuso la settimana lievemente sopra la parità (+0,4%), ma ha fatto comunque meglio del resto delle Borse della zona euro (-0,6% in media). A sostenere il listino meneghino ci hanno pensato i titoli bancari: Unicredit (17,01 euro), per esempio, ha fatto +4,9% dopo aver pubblicato conti trimestrali rassicuranti. Li commentiamo sia a pagina 6, sia in Detto tra noi. Qui ti anticipiamo che il consiglio resta invariato: acquista le azioni ordinarie dell’Unicredit.

     

    Poste e telegrafi: gioie e dolori per Amsterdam e Madrid

    Sulla Borsa di Amsterdam (settimana chiusa a +0,3%) va segnalato il -6,8% di PostNL (4,31 euro; Isin NL0009739416). Anche se il gruppo ha chiuso il trimestre con un rialzo dell’utile per azione di quasi il 6%, il mercato è rimasto deluso dal calo della consegna delle lettere (-10%). La consegna dei pacchi continua, però, ad andar bene (+8%) e il piano di risparmio sui costi avanza in linea con le attese. La reazione del mercato ci sembra eccessiva: approfitta del calo per acquistare. Sul risultato di Madrid (-2,2%) ha pesato il -4,2% di Telefónica (10,06 euro; Isin ES0178430E18): nel primo trimestre, in Spagna (vale il 30% degli utili industriali del gruppo) il risultato industriale è sceso del 2,4%. La reazione del mercato è eccessiva: in America Latina, che vale più della Spagna (50% degli utili industriali), i risultati sono in crescita e le cessioni di attività dovrebbero aiutare il gruppo a ridurre l’indebitamento. Approfitta del calo per acquistare. Settimana positiva anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano, L’Etf Lyxor mid cap pir (131,62 euro; Isin FR0011758085) ha messo su lo 0,6% e resta valido per una speculazione sul successo dei fondi pir.

     

    L’attacco informatico di venerdì 12 ha permesso alle Check Point (107,6 Usd; Isin IL0010824113) di fare +1,5%. Le azioni di questa società israeliana che si occupa di sicurezza informatica meritano ancora una scommessa. -18% per Snapchat (19,14 Usd; Isin US83304A1060), dopo aver mostrato un profondo rosso nei conti trimestrali e un calo degli utenti. Restane alla larga. 

     

    Atlantia: offerta su Abertis

    Atlantia (24,21 euro) ha formalizzato l’offerta per l’acquisto di Abertis (16,45 euro). Le azioni della nuova società ai prezzi attuali di Borsa sarebbero convenienti. Ci sono però dei rischi, su tutti l’indebitamento. La nuova società avrà un rapporto tra debiti e utile industriale di 5,5: per le altre società del settore siamo intorno a 4. Per questo consigliamo prudenza. Limitati a mantenere le azioni Atlantia (tra l’altro, ci sono le incognite legate all’Alitalia). Limitati anche a mantenere le Abertis: potrai scegliere tra contanti (16,50 euro per azione Abertis) o azioni (0,697 per ogni Abertis). Queste azioni non saranno, però, negoziabili fino al febbraio 2019. Non è il massimo. Potrebbe essere il caso di accettare l’offerta in contanti. Torneremo a parlarne quando l’operazione verrà ufficialmente approvata e lanciata. Per ora mantieni le Abertis.

     

    Headwaters addio

    A seguito del successo dell’Opa di Boral, Headwaters è stata ritirata dagli scambi di Borsa. Dovresti aver già ricevuto sul tuo conto corrente il corrispettivo di 24,25 Usd per azione Headwaters, prezzo che valuta correttamente le prospettive del gruppo.

     

    Risposte per te

    @Andrea Anche se compri un’azione estera sulla Borsa di Milano, sui dividendi sarai comunque soggetto alla doppia tassazione.

    @Erminio La tassazione belga sui dividendi è salita al 30% nel 2017. Il netto che ti entra in tasca è ora pari al 51,8% dell’importo lordo.

    @Mauro Le minusvalenze su Etf azionari possono compensare plusvalenze su singole azioni, ma non plusvalenze su Etf azionari.

     

     



     

     

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  • Analisi
    Telefonica: modifica la politica dei dividendi un anno fa - lunedì 7 novembre 2016
    Il gruppo ha deciso di modificare la politica dei dividendi. Questo, però, non ha influenzato l’andamento del titolo. Segno che il mercato crede alle prospettive di ripresa del gruppo.
    Prezzo al momento dell'analisi (04/11/16): 8,86 EUR
    Consiglio: Acquista


    I risultati del 3° trimestre di Telefonica (Isin ES0178430E18) sono in linea con le nostre attese. I vertici, tuttavia, hanno annunciato di aver rivisto al ribasso le stime sui dividendi del 2016 e 2017. Quello del 2016 sarà di 0,55 euro: solo 0,2 euro saranno in contanti, il resto sarà sotto forma di “diritto” (potrai scegliere se contanti o altre azioni). Per il 2017 sarà di 0,4 euro, tutto in contanti. Anche se a livello industriale il gruppo va meglio di qualche mese fa – grazie soprattutto alla ritrovata crescita della controllata brasiliana Telefônica Brasil, che vale il 23% dei suoi profitti – il debito resta elevato. La situazione a livello di indebitamento potrebbe, comunque, migliorare in futuro grazie agli incassi legati alle cessioni e quotazioni in Borsa di attività (fino a oggi sono state rimandate, ma restano in programma). Secondo noi, il titolo è conveniente.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 9,82 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 7,45 EUR
ISIN ES0178430E18
Borsa Madrid
Beta 0,94
Volatilità 24,57 %
Numero di azioni 5.192.131.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 38,68 EUR
Settore Telecomunicazioni
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 115.813 EUR
Punteggio corporate governance 4

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 0,40 0,40 0,20 0,38
Utile corrente 0,70 0,61 0,48 0,55
Utile netto 0,70 0,61 0,48 0,55
Cash Flow corrente 2,45 2,32 2,42 2,18
Cash Flow netto 2,45 2,32 2,42 2,18
EBIT 1,42 1,33 1,11 0,58
EBITDA 3,27 3,17 3,08 2,29
Patrimonio netto 3,20 2,91 3,50 3,17
Patrimonio netto tangibile -2,04 -2,33 -2,36 -1,15

Rendimento in euro

Telefónica Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -5,53 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi -7,78 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno -18,80 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni -0,53 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 64,46 % 42,72 % 70,67 % 77,57 %
Current ratio 0,69 0,56 0,91 0,77
ROE 21,02 % 13,82 % 17,21 % 15,97 %
ROE netto 21,02 % 13,82 % 17,21 % 15,97 %
Margine lordo - - - -
Margine netto 6,50 % 4,61 % 6,10 % 6,46 %
EBIT margin 13,06 % 10,51 % 6,14 % 13,83 %
EBITDA margin 31,12 % 29,05 % 24,17 % 30,80 %
Tax rate 26,52 % 26,07 % 0,45 % 10,54 %
Gearing 179,80 177,53 194,88 161,25
Patrimonio netto / totale attivo 21,38 % 22,14 % 20,83 % 22,86 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 5,41 % 5,41 %
Prezzo/utile corrente 10,57 12,07
Prezzo/cash flow corrente 3,02 3,19
Prezzo/patrimonio netto 2,31 2,55
Prezzo/patrimonio netto tangibile - -
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,53 % -

(e) : stima

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