Telefônica Brasil US87936R1068

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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Una settimana incolore: il punto sulle Borse 3 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017
    In attesa dell’avvio della stagione dei conti trimestrali – si comincia il 14 luglio con i risultati di alcuni colossi bancari americani – le Borse mantengono il freno a mano tirato. Wall Street ha chiuso la settimana a +0,1%, le Borse della zona euro, in media, a -0,2%. Milano è l’unica che spicca (+2,1%). Qui facciamo il punto anche sull'aumento di capitale di Santander, sul cambio di consiglio per Sainsbury e Edp Renováveis, sul calo di Tesla. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 07/07/17

     

    Incroci pericolosi tra Europa e stati Uniti

    I verbali dell’ultima riunione della Banca centrale Usa non hanno avuto particolare impatto sui mercati, anche se il piccolo riferimento ai valori “alti” raggiunti dalle Borse (già fatto in passato) non ha sicuramente agevolato una corsa dei listini. Oltre a questo, la Borsa Usa è stata frenata dal calo di uno dei suoi colossi, General Electric (26,15 Usd; Isin US3696041033). Il titolo ha perso il 3,2% dopo che la Commissione europea ha accusato la società di aver fornito informazioni scorrette nel momento in cui ha acquisito una società europea che fa le pale per gli impianti eolici. La paura è che ci siano sanzioni pesanti, anche se sicuramente la società farà ricorso e i tempi saranno lunghi. Per ora confermiamo il nostro consiglio: limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove. La settimana si era aperta con le voci di una possibile scalata di Verizon (43,48 Usd; Isin US92343V1044) su Disney (103,32 Usd; Isin US2546871060). E’ poco credibile che accada, non per nulla l’entusiasmo è scemato presto e entrambi i titoli hanno chiuso la settimana in calo del 2,6% e 2,8%, rispettivamente. Sono, al più, da mantenere.

     

    Bene le banche del Vecchio continente

    Anche in Europa, la Banca centrale europea ha svelato i verbali della sua ultima riunione. Non ci sono state particolari sorprese, ma il mercato ha voluto comunque leggere tra le righe un atteggiamento meno “accomodante”. La prospettiva di tassi d’interesse in rialzo ha spinto i titoli bancari europei che, mediamente, hanno chiuso la settimana a +1,5%. E ancor meglio sono andati i titoli bancari italiani (+4,5% in media), galvanizzati dall’ok al piano di salvataggio del Monte Paschi (titolo sospeso dalle quotazioni) da parte dell’Europa. Questo spiega l’ottimo risultato di Milano, listino dove i titoli bancari hanno un peso rilevante: Intesa Sanpaolo (2,84 euro) e Unicredit (17,5 euro), che sono tra i primi 5 titoli della Borsa italiana, sono saliti rispettivamente del 2,3% e del 7% – quest’ultimo balzo è stato favorito anche dal perfezionamento della cessione di Pioneer. Entrambi i titoli sono da acquistare in un’ottica di lungo periodo. Nella settimana dell’avvio dell’aumento di capitale da 7 miliardi, ha retto bene anche il titolo Santander (5,81 euro, Isin ES0113900J37; +2% alla fine della settimana). Se sei azionista ti è stato dato un diritto d’opzione (0,095 euro; Isin ES06139009P1) per ogni azione Santander. Hai due scelte: o usi i diritti per comprare nuove azioni Santander al prezzo di 4,85 euro ciascuna (dovrai usare 10 diritti per ogni azione nuova) o vendi i diritti in Borsa. Ti consigliamo questa seconda scelta: con l’acquisto del Banco Popular, Santander aumenterà il suo giro d’affari, ma anche i crediti “marci” in pancia. Il titolo è al più correttamente valutato, quindi non ha senso acquistare altre azioni. Vendi al più presto i diritti in Borsa (avrai tempo solo fino al 20 luglio, ma fallo subito) e mantieni le azioni che hai. Lo sbarco a Piazza Affari di DoBank, la società che ha in gestione i crediti “marci” di Unicredit, dovrebbe avvenire prima del previsto, il 14 luglio. L’offerta non è stata aperta ai piccoli risparmiatori.

     

    Londra galleggia

    Londra è riuscita a chiudere la settimana con un piccolo attivo (+0,5%) nonostante il calo del 2,1% di Sainsbury (246,4 pence; Isin GB00B019KW72). Penalizzazione ingiusta, perché la strategia del gruppo è convincente e comincia a dare i frutti sperati – le vendite del primo trimestre dell’anno fiscale 2017/18 (finisce a marzo 2018) sono state superiori alle attese. Il mercato, però, sembra voler ignorare i buoni risultati e voler concentrarsi sui timori di un’ulteriore compressione dei margini di guadagno del gruppo per effetto sia del rialzo dei prezzi delle materie prime importate (si teme sterlina debole a lungo), sia delle minori spese da parte delle famiglie per colpa dell’inflazione. Purtroppo non crediamo che a breve termine questo atteggiamento cambierà: ti consigliamo di vendere il titolo. Comunque lo seguiremo e valuteremo se sarà il caso di tornare a investirci più avanti. A Londra ha pagato dazio anche Reckitt Benckiser (7.668 pence; Isin GB00B24CGK77): il gruppo ha rivisto al ribasso le attese sui ricavi dell’anno in corso e il titolo ha perso l’1,5%. Titolo caro, vendi.

     

    Tecnologici tra alti e bassi

    Non ha aiutato i listini l’andamento traballante del settore tecnologico (-0,3%). A pesare, questa volta, c’è stato il titolo Tesla (313,22 Usd; Isin US88160R1014), sceso del 13,4%. Doveva essere una settimana trionfale, con l’annuncio della produzione della Model 3 finalmente nei tempi previsti – Tesla non è mai stata puntuale – ma tutto è andato storto. I livelli di produzione della Model 3 per settembre sono stati abbassati. Inoltre, anche i dati di vendita degli altri modelli già in circolazione, per il primo semestre dell’anno, sono stati inferiori alle previsioni. Infine, la vettura Model S non è riuscita a ottenere la “medaglia d’oro” nei recenti test sulla sicurezza (Tesla si vantava della sicurezza). Non approfittare del calo per acquistare: Tesla è una società che non fa utili e brucia liquidità. Se hai le azioni, vendile. 

     

     

    Edp renováveis: via!

    L’Opa su EDP Renováveis (6,86 euro; Isin ES0127797019) è partita. Rilanci non ce ne sono stati e l’operazione dovrebbe portare al ritiro del titolo dal listino. Te ne devi liberare. Il prezzo in Borsa è lievemente superiore a quello d’Opa (6,75 euro), ma le commissioni di compravendita sui titoli portoghesi sono di solito elevate. Meglio, dunque, aderire all’Offerta – in questo caso non dovresti pagare commissioni. Chiedi alla banca se puoi farlo – capita che a volte gli italiani non possano partecipare alle operazioni estere. Se puoi, aderisci all’Opa. Altrimenti vendi in Borsa. Informati subito, devi fare tutto entro fine luglio. 

     

    Risposte per te

    @Carlo Vodafone ha staccato il saldo del dividendo per l’anno 2016/17 l’8 giugno. Il pagamento partirà dall’8 agosto. Lo stacco dell’acconto del dividendo per il 2017/18 è previsto il 23 novembre.

    @Giuseppe Per comprare azioni non serve aprire piattaforme in broker esteri. Basta aprire un conto titoli presso la tua banca. Scegli il regime amministrato: la banca si occuperà di curare tutta la fiscalità per te.

    @Stefano Anche se compri le azioni Telefônica Brasil sulla Borsa di New York (13,41 Usd; Isin US87936R1068), la società resta comunque brasiliana. Come tale la devi considerare ai fini del tuo portafoglio.

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  • Analisi
    La peggior giornata del 2017: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    New York l’ha vissuta mercoledì 17 maggio, registrando un calo dell’1,8%. Poi, però, ha recuperato. Per la Borsa brasiliana, invece, la giornata nera è stata giovedì 18: -8,8%. Milano ha terminato piatta, ma Biesse... Qui trovi informazioni anche sui raggruppamenti di ArcelorMittal, National Grid e Saipem

    Variazioni settimanali su prezzi al 19/05/17 

     

    Scontro politico sempre più acceso negli Usa

    Le ragioni del calo di Wall Street sono ancora una volta legate alla politica e, in particolare, ai rapporti di Trump con la Russia: mercoledì 17 c’è addirittura chi si è spinto a prospettare la possibilità di impeachment per il presidente – è la procedura che può provocare la sua destituzione. La possibilità che si realizzi un evento di questo tipo è bassa e il mercato se n’è presto reso conto: dopo lo sbandamento di mercoledì – legato anche a qualche presa di beneficio, visto che a inizio settimana l’indice S&P500 della Borsa Usa aveva superato per la prima volta nella storia i 2.400 punti –Wall Street ha recuperato, tanto da chiudere la settimana a -0,4%. Nessun dramma, dunque. Resta comunque il fatto che il mercato ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump: più la posizione del presidente si indebolisce, più si riducono le probabilità che la riforma possa essere implementata in tempi rapidi, più la Borsa di New York rischia di registrare altre scivolate. Te lo diciamo già da tempo e te lo ribadiamo: se hai un profilo d’investitore “prudente”, vendi tutte le azioni Usa che hai mano. 

     

    Un titolo in controtendenza: colgate-Palmolive

    Tra i titoli che maggiormente hanno pagato gli alti e bassi di Wall Street ci sono quelli bancari: non per nulla sono anche quelli che più sono saliti dall’elezione di Trump. Per esempio, Bank of America (23,05 Usd; Isin US0605051046) ha perso quasi il 6% nella giornata di mercoledì 17 per poi chiudere la settimana a -4%. Non abbiamo motivi per cambiare il nostro prudente giudizio sul titolo: al più, mantieni. Tra tanti segni meno, spicca il +5% di Colgate-Palmolive (74,82 Usd; Isin US1941621039): per la prima volta i vertici della società hanno aperto alla possibilità di vendere a qualche altra società. Per il momento non c’è nessuna reale offerta, ma queste dichiarazioni hanno stuzzicato la fantasia del mercato – operazioni di questo tipo tendono sempre a far schizzare i prezzi delle società “preda”. Colgate è un titolo che conosci, perché è uno di quelli “che salgono sempre” – vedi Altroconsumo Finanza n° 1221. Non è un titolo conveniente, ma si può ancora scommettere sul fatto che continui, anche in futuro, a seguire la tendenza media di crescita registrata negli scorsi anni. Se compri le Colgate-Palmolive fai una scommessa: considerala una posta extra-portafoglio. Nonostante i risultati dell’anno fiscale 2016/17 (terminato il 31 marzo) abbiano superato le attese, anche le azioni della società americana CA (31,26 Usd; Isin US12673P1057) hanno perso terreno in settimana. È vero, le attese per i risultati nei prossimi anni non sono brillanti – anche noi ci aspettiamo utili in lieve calo rispetto a quelli dell’ultimo anno fiscale – ma la società è finanziariamente solida e potrà mettere a segno delle acquisizioni per migliorare la crescita. Il titolo è ancora conveniente. Acquista. 

     

    Un altro presidente a rischio, quello del brasile

    La Borsa di San Paolo ha chiuso la settimana a -8,2% (in real; -14,8% in euro). L’unico titolo carioca che ti consigliamo, Telefônica Brasil (14,11 Usd; Isin US87936R1068), ha retto un po’ meglio, calando del 5,3% (in real; in dollari Usa, visto che la compri su New York è -8,5%, in euro è -10,7%). L’investimento si può ancora fare a patto che tu non sia un investitore “prudente” e che il titolo pesi al massimo il 5% del tuo portafoglio.

     

    Londra si salva

    I listini europei hanno chiuso la settimana con un calo medio dell’1,1%. Spicca la Borsa di Londra, che ha archiviato un piccolo rialzo dello 0,5%. A contribuire a questo risultato c’è stato il rialzo di alcuni titoli importanti. Rio Tinto (3.167,5 pence; Isin GB0007188757), per esempio, ha fatto +6,7% beneficiando sia di un piccolo recupero dei prezzi delle materie prime, sia delle dichiarazioni dei vertici che hanno rassicurato sulla capacità del gruppo di dare soddisfazione agli azionisti. Il titolo è conveniente: acquista. Buono anche il traino di Vodafone (220,30 pence; Isin GB00BH4HKS39): nonostante la perdita riportata sul bilancio dell’ultimo trimestre, il titolo è salito in settimana del 4,4%. A pagina 6 ti spieghiamo il perché di questa reazione. Qui ci limitiamo a dirti che il titolo vale ancora un acquisto.

     

    Italia sotto il fuoco della ue

    Piazza Affari ha vissuto una settimana sulle montagne russe, riuscendo alla fine a chiudere invariata. A pesare a metà settimana, c’è stata anche la notizia della procedura di infrazione aperta sull’Italia per colpa di Fca (9,72 euro, -3% in settimana). Per fartela breve, Fca avrebbe “truccato” il programma informatico che controlla le emissioni della 500x, ma siccome spetta a ogni Paese (in questo caso l’Italia) verificare che un’automobile soddisfi tutte le norme europee prima che possa essere venduta sul mercato europeo, rischiamo tutti, come italiani, di beccarci una multa salata. Ulteriore motivo per confermare quello che ti diciamo da tempo: vendi le Fca. Bene, invece, le Biesse (32,56 euro) che sono salite in settimana del 4,9%. La scommessa di una crescita dei risultati a doppia cifra per ora è andata a buon fine – gli utili trimestrali sono addirittura triplicati rispetto a quelli del primo trimestre 2016. Dal primo consiglio dato a metà marzo su Altroconsumo Finanza n° 1214 il titolo ha guadagnato circa il 32% contro il +7,4% del resto di Piazza Affari. Fai così: portati comunque a casa una fetta di guadagni, vendendo metà delle azioni Biesse che hai (verifica comunque che ne valga la pena sulla base dell’entità del tuo investimento e delle commissioni che ti applica la banca). Tieni il resto se vuoi scommettere sul fatto che anche i prossimi conti trimestrali mostrino una crescita a doppia cifra – questi risultati dovrebbero essere annunciati il 4 agosto. Alti e bassi anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano. L’Etf Lyxor mid cap pir (130,70 euro; Isin FR0011758085) ha chiuso la settimana con un bilancio in calo (-0,7%), ma resta ancora valido per una scommessa.

     

    ArcelorMittal, National Grid e Saipem raggruppano

    Le operazioni sono avvenute questa settimana. Hai ricevuto 1 nuova azione Saipem ogni 10 possedute (le frazioni dovrebbero essere state vendute in automatico), 1 nuova ArcelorMittal ogni 3 possedute, 11 azioni National Grid ogni 12 possedute (inoltre questa ha staccato un dividendo straordinario di 84,375 pence che sarà pagato a giugno). I prezzi che vedi – alle ore 12 di lunedì mattina ArcelorMittal prezza 20,31 euro, Saipem 4,02 euro, National Grid 1.059 pence – sono legati a queste operazioni. L’operazione di raggruppamento di per sé è neutra: il valore dell’investimento non cambia


    Parrtita l’Opa su Zetes a 54,50 euro. Se per caso hai ancora queste azioni, aderisci all’Opa. 

     

    Risposte per te

    @Adriana Le azioni Chevron che hai visto sul listino Xetra sono le stesse quotate sulla Borsa di New York. La differenza di prezzo è legata fondamentalmente al cambio – su Xetra sono in euro. Su Xetra sono anche meno scambiate.

    @Alberto Non esistono più i lotti minimi per gli acquisti di azioni. Puoi comprare anche una sola singola azione di un dato titolo – occhio, però, che così le commissioni di compravendita bancarie possono valere più dell’investimento stesso.

    @Gaia Se vendi l’azione il giorno dello stacco del dividendo, avrai lo stesso diritto a quest’ultimo, anche se pagato tempo dopo – il giorno dello stacco, in apertura, il prezzo del titolo scende dell’importo del dividendo staccato.

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  • Analisi
    Telefonica Brasil: utile in crescita 5 mesi fa - lunedì 15 maggio 2017

    I solidi conti trimestrali mostrano che gli anni di recessione brasiliana sono alle spalle.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Telefonica Brasil: il punto sulla situazione un anno fa - lunedì 4 luglio 2016
    Il gruppo sembra, però, aver ritrovato la crescita e dovrebbe approfittare anche delle difficoltà della concorrente Oi.

    Prezzo al momento dell'analisi (1/07/2016): 13,58 euro

    Consiglio: acquista

    Anche se la recessione brasiliana ha portato sull’orlo del fallimento Oi, n°1 nella telefonia fissa e n°4 in quella mobile in Brasile, non temiamo che un simile scenario si ripeta per Telefônica Brasil (Isin US87936R1068). Anzi: la società, finanziariamente solida, potrebbe trarre vantaggio dalle disgrazie di Oi (che ha un debito enorme)per rafforzarsi sul mercato brasiliano. In Brasile il contesto economico e politico resta difficile, ma di recente il gruppo è tornato a crescere (+7% il risultato industriale nel 1° trimestre); una tendenza che sembra destinata ad affermarsi grazie anche all’acquisizione, nel 2015, di GVT, che ha una presenza più capillare in Brasile e un’offerta più ampia di servizi. Ci aspettiamo, quindi, che Telefônica Brasil continui a offrire dividendi generosi. Stimiamo un utile per azione pari a 0,73 dollari nel 2016 e a 0,81 dollari nel 2017.

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  • Analisi
    Un rimbalzo fragile: la settimana delle Borse un anno fa - lunedì 25 gennaio 2016
    Negli ultimi giorni la tensione sui mercati si è stemperata. Ma la calma potrebbe non durare.
    Variazioni settimanali su prezzi al 22/01/16

    Nelle prime tre sedute della scorsa settimana Milano ha perso il 6,4%. Poi, in due ha recuperato il 5,9%. Clamorosa Mps (0,75 euro): in tre giorni -43%, poi in due +47% – alla larga dal titolo. Anche Tokio, per esempio, ha fatto prima -6,6% e poi +5,9%. La risalita è legata alle speranze di un intervento da parte delle Banche centrali a sostegno delle Borse. Il che la dice lunga su quanto queste, per salire, siano dipendenti dalla “droga” di liquidità e su quanto fragili possano essere le basi di questo rimbalzo. New York ha perso prima l’1,1% e poi ha fatto +2,6%. Merito anche di alcuni buoni risultati societari, come quelli di Verizon (47,04 Usd; Isin US92343V1044). Il titolo ha messo su il 5,9%, ma resta uno dei cavalli su cui puntare se il tuo orizzonte d’investimento è lungo – se, invece, investi a 5 anni e non vuoi correre rischi non lo devi avere. Tutta in discesa la settimana di Saipem, che ha perso il 37% circa. L’aumento di capitale è partito lunedì 25: in mattinata (ore 12) Saipem quotava 0,56 euro e il diritto di opzione non faceva prezzo (ribasso teorico di -20% a 2,98 euro). Se non hai le Saipem restane alla larga. Se le hai mantenute fin qui non investirci ancora, ma limitati a mantenere: devi quindi vendere una parte dei diritti per poter esercitare la restante parte; quanti diritti vendere lo trovi qui sul nostro sito https://www.altroconsumo.it/finanza/saipem-aumento-di-capitale-al-via-s5318414.htm. Puoi accettare la conversione delle Enel green power (1,77 euro) in azioni Enel (3,73 euro) a patto, però, di non aumentare troppo il peso di queste ultime in portafoglio. Altrimenti (o se non vuoi entrare in Enel che è solo correttamente valutata) vendi le Green power in Borsa: il prezzo è allineato a quello di recesso (1,78 euro), ma se recedi vedi i soldi tra una vita.

     

    Risposte per te

    @Massimiliano La somma ricevuta è solo una parte del dividendo di Total, che di solito stacca il dividendo in quattro fette. La nostra stima di 2,44 euro è per tutto l’anno.

    @Pietro Non puoi usare le minusvalenze sulle azioni per compensare le plusvalenze sui tuoi Etf azionari – sono plusvalenze che non possono essere mai compensate con niente.

    @Viviana Telefônica Brasil stacca spesso fettine piccine di dividendo. A volte vengono pagate subito, a volte anche dopo 9 mesi assieme ad altre fettine. Per ora tutto in regola.

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 16,71 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 12,13 USD
ISIN US87936R1068
Borsa New York
Beta 1,05
Volatilità 29,92 %
Numero di azioni 1.119.340.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 17,95 USD
Settore Telecomunicazioni
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 21.201 USD
Punteggio corporate governance 4

Indici chiave per azione (USD)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 0,76 0,55 1,05 0,99
Utile corrente 0,83 0,69 0,69 1,41
Utile netto 0,83 0,69 0,69 1,87
Cash Flow corrente 2,37 2,00 2,06 3,42
Cash Flow netto 2,37 2,00 2,06 3,87
EBIT 1,27 1,08 1,05 1,93
EBITDA 2,81 2,38 2,42 3,93
Patrimonio netto 12,96 12,60 10,25 15,05
Patrimonio netto tangibile 8,37 8,40 6,80 11,63

Rendimento in euro

Telefônica Brasil Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 11,75 % 0,93 % 0,64 %
Rendimento ultimi 6 mesi 2,28 % 3,15 % -0,95 %
Rendimento ultimo anno 14,31 % 13,23 % 10,55 %
Rendimento ultimi 5 anni 5,38 % 7,26 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 79,37 % 173,30 % 49,56 % 122,06 %
Current ratio 0,90 1,00 0,97 1,16
ROE 5,90 % 4,99 % 8,32 % 8,66 %
ROE netto 5,90 % 4,99 % 10,98 % 8,66 %
Margine lordo 51,01 % 49,50 % 50,79 % 49,48 %
Margine netto 9,61 % 8,49 % 14,10 % 10,70 %
EBIT margin 14,98 % 13,01 % 14,60 % 14,05 %
EBITDA margin 32,99 % 29,92 % 29,73 % 30,30 %
Tax rate 20,44 % 22,15 % 17,03 % 20,30 %
Gearing 5,89 6,68 5,18 4,20
Patrimonio netto / totale attivo 67,84 % 67,43 % 61,52 % 61,68 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 4,74 % 3,44 %
Prezzo/utile corrente 19,33 23,10
Prezzo/cash flow corrente 6,77 8,04
Prezzo/patrimonio netto 1,24 1,27
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,92 1,91
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,06 % -

(e) : stima

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