Tesla

US88160R1014
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352,05 USD 23/02/2018 22:00 Nasdaq
5,88 USD (1,70 %) Variazione dall'ultima chiusura
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Articoli

  • Analisi
    Correzioni: la settimana delle Borse 13 giorni fa - lunedì 12 febbraio 2018
    Settimana negativa per le Borse: New York ha perso il 5,2%. Le Borse europee hanno per un po’ dato l’impressione di reggere meglio, ma poi hanno chiuso anche loro a -5,4%. Malissimo le asiatiche: Giappone -8,1%, Cina -10,1%. Ma Umicore...
     
     
     
     

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  • Analisi
    Tesla: ancora un rinvio per la Model 3 un mese fa - lunedì 8 gennaio 2018
    Il nuovo rinvio della produzione su larga scala della Model 3 non è piaciuto al mercato. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Luce a oriente: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 13 novembre 2017
    Il bilancio settimanale delle Borse occidentali non è granché: Wall Street ha chiuso con un calo dello 0,2% e le Borse europee, in media, hanno perso l’1,8%. Migliore il bilancio delle Borse orientali: Tokio ha messo su un altro 0,6% mentre per Shangai il rialzo è stato del 3%. 

    Prezzi e variazioni al 10/11/17

     

    A pesare sull’andamento di New York ci sono stati i timori di un allungamento dei tempi per il varo della tanto attesa riforma fiscale di Trump: il Senato ha, infatti, proposto una bozza di riforma diversa da quella della Camera. Bisognerà trovare un accordo e non sarà semplice. Ce lo aspettavamo: non per nulla da tempo ti invitiamo alla prudenza nei confronti della Borsa Usa – se ti ritrovi nel nostro portafoglio dedicato all’investitore difensivo devi vendere tutte le azioni americane. In Europa, a penalizzare le Borse ci sono stati i conti di alcune banche – ne parliamo nel paragrafo successivo. La Borsa giapponese continua, invece, a beneficiare delle attese di crescita legate alla politica economica del premier appena rieletto, mentre le Borse cinesi hanno beneficiato della decisione di allentare i vincoli agli investimenti stranieri nel settore finanziario. Secondo noi sia le azioni giapponesi, sia quelle cinesi sono interessanti. Attenzione, però: non sono interessanti per tutti allo stesso modo. Dipende da che tipo di investitore sei: controlla se e quanto investirci andando qui sul nostro sito internet all’indirizzo www.altroconsumo.it/finanza/portafogli. Tra le altre Borse consigliate, segnaliamo il buon +1,2% di quella australiana e il -2,4% di quella brasiliana. Londra è andata in linea con il resto delle Borse europee, chiudendo a -1,7%. 

     

    Una settimana difficile per il settore bancario

    A trascinare al ribasso il settore bancario europeo ci sono stati i conti di alcuni colossi francesi. In particolare, le azioni di Société Générale (43,74 euro; Isin FR0000130809) hanno ceduto il 4,3% dopo la pubblicazione dei conti trimestrali che hanno mostrato il perdurare delle difficoltà nelle attività di banca al dettaglio in Francia – la banca è stata costretta a fare degli accantonamenti che hanno appesantito il bilancio. Ci aspettiamo, a questo punto, una revisione drastica della strategia: l’annuncio dovrebbe arrivare a fine novembre. Per ora limitati a mantenere queste azioni. Non solo le banche “grandi” sono andate male. Per esempio, a determinare il -2% settimanale di Piazza Affari c’è stato anche il tracollo del 47% delle azioni del Credito valtellinese (1,58 euro). La banca ha varato un maxi aumento di capitale solo per coprire le svalutazioni dei crediti marci. E il valore di queste svalutazioni è più del doppio del valore complessivo di tutta la banca in Borsa. Alla fine dell’operazione, che comprende anche la cessione di alcuni crediti, la banca sarà più solida? Mah, l’indicatore di solidità Cet1 (11% circa) non sarà tanto più alto di quello di qualche mese fa e comunque inferiore rispetto a quello di altre banche (13% circa per Intesa e Unicredit). Insomma, non ci sentiamo tranquilli: sospendiamo il giudizio sull’affidabilità e consigliamo di non avere in mano azioni Creval. Intesa Sanpaolo (2,83 euro) è stata tra le poche a presentare risultati trimestrali rassicuranti, tanto che le azioni sono riuscite a contenere il calo allo 0,7% (rosso inferiore a quello generale di Piazza Affari). Acquista.

     

    Testacoda

    Anche il settore auto non si è comportato bene in settimana (-1,5%). In particolare, ha pesato il -3,7% di BMW (86,21 euro; Isin DE0005190003). Nel terzo trimestre il gruppo ha visto le vendite salire solo di circa l’1% e l’utile (ante imposte) scendere di circa il 6%. Il mercato non ha gradito, ma noi non siamo spaventati. Il calo dell’utile è legato ai massicci investimenti per il rinnovamento della gamma (auto a guida “autonoma” compresa). Crediamo che questi investimenti daranno i frutti sperati. Inoltre, non siamo spaventati dal richiamo di alcuni veicoli fatto in Nord America – il gruppo dovrebbe risolvere il tutto con la sostituzione di una valvola, o poco più, quindi i costi del richiamo dovrebbero essere contenuti. Acquista. Altra settimana negativa per le Tesla (302,99 Usd; Isin US88160R1014) che hanno perso l’1%. Il mercato continua a dare troppa fiducia a questa società. Vendi.

     

    Coda in cassa

    Alti e bassi nel settore della grande distribuzione (+0,6%). Tra le azioni che meglio si sono comportate ci sono quelle di Ahold Delhaize (17,06 euro; Isin NL0011794037), salite del 4,9% dopo che i conti del terzo trimestre hanno dimostrato che il gruppo è in grado di sostenere la crescente concorrenza negli Stati Uniti, dove realizza più del 50% del suo giro d’affari. Noi ne siamo sempre stati convinti: ti confermiamo il consiglio. Acquista. Sainsbury (232,20 pence; Isin GB00B019KW72), al contrario, continua a pagare la concorrenza delle grandi catene di discount: gli utili dei primi sei mesi dell’anno fiscale 2017/18 (termina il 31 marzo) sono scesi di circa il 12% (elementi straordinari esclusi). Si tratta del 4° calo consecutivo. Nonostante le acquisizioni fatte per rilanciare la crescita, siamo scettici sulle prospettive: anche se le azioni hanno perso un altro 1,2%, vendile. Settimana nervosa anche per l’importante settore tecnologico (pesa per un quarto dei movimenti di Wall Street): nonostante alcune operazioni di fusione, che di solito aiutano i prezzi in Borsa, il bilancio si è chiuso con un calo dello 0,2%.

     

    Alti e bassi per Teva

    Settimana nervosa per le Teva Pharma (11,78 Usd; Isin US8816242098). All’inizio si sono impennate del 9% sulla notizia che un importante investitore potrebbe acquistare il 25% della società. Poi sono scese, chiudendo la settimana a +3,3%, sulla notizia che l’agenzia di rating Fitch ha tagliato il giudizio sull’affidabilità del gruppo. Anche altre agenzie potrebbero tagliare, ma questo non compromette le prospettive del gruppo. L’investimento è un po’ rischioso, ma mantieni le azioni che già hai. 

     

    Risposte per te

    @AlexIl fatto di comprare le Chevron su un mercato diverso da quello americano non ti mette al riparo dalla doppia tassazione dei dividendi: in ogni caso pagherai sempre prima il 15% al fisco Usa e poi il 26% al fisco italiano.

    @LuigiGli acquisti di azioni proprie sono un modo per remunerare gli azionisti, alternativo alla distribuzione di denaro contante tramite dividendo – riducendo il numero delle azioni in circolazione, i risultati “per azione” salgono.

    @SergioAprire un conto in Francia da residente italiano (più facile a dirsi che a farsi) per comprare azioni francesi non ti dà alcun vantaggio fiscale sui dividendi. Pagherai il 30% in Francia e poi, tramite modelloUnico, il 26% in Italia.

     

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  • Analisi
    Navigando tra i bilanci: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 6 novembre 2017
    Sono stati i risultati trimestrali societari a condizionare l’andamento delle Borse. New York ha chiuso la settimana con un modesto progresso dello 0,3%. Migliore il risultato delle Borse dell’eurozona, salite, in media dell’1%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 3/11/17

    Grandi manovre, avanti da copione

    In settimana ci sono stati due appuntamenti importanti. Primo: l’annuncio del nuovo presidente della Banca centrale Usa. Della persona scelta si vociferava da giorni – te ne avevamo parlato proprio su queste pagine in Altroconsumo Finanza n° 1241 – e non dovrebbe portare stravolgimenti alla politica monetaria adottata e a quella annunciata per il futuro. Secondo: la presentazione della riforma fiscale di Trump, su cui i mercati hanno tanto scommesso. La discussione sarà lunga, ma per ora è confermata la tassazione per le imprese al 20% (quasi dimezzata rispetto ai livelli attuali). Sono buone notizie, ma confermano quanto era già emerso nei giorni scorsi: per questo né New York, né le altre Borse sono state smosse dalle stesse. Il mercato si è quindi concentrato sui conti trimestrali societari. 

     

    Chi vince…

    In particolare, l’attenzione era tutta concentrata su quelli di Apple (172,5 Usd; Isin US0378331005) e il gigante californiano non ha deluso: sia le vendite, grazie alla Cina, sia gli utili, si sono dimostrati superiori alle attese. Non solo: le lunghe code davanti ai negozi per il nuovo cellulare iPhone X hanno dato ottimismo per l’importante stagione natalizia e il gruppo ha rialzato le previsioni su ricavi di vendita a fine 2017. Le azioni hanno chiuso la settimana con un guadagno del 5,8% e si sono attestate su nuovi massimi storici. Noi siamo un po’ più scettici sul possibile successo dell’iPhone X: al più mantieni le azioni Apple che già hai in mano tutte le azioni Usa, Apple inclusa, vanno comunque vendute se ti riconosci nel portafoglio che abbiamo dedicato all’investitore difensivo. Tra gli altri risultati societari, quelli di Mondelez (40,97 Usd; Isin US6092071058) sono tra quelli che più ci hanno convinto: da un lato i ricavi sono saliti di quasi il 3% grazie alla spinta arrivata dall’America Latina e dall’Europa (meno brillanti le vendite negli Usa) e, dall’altro, la redditività è migliorata grazie al piano di riduzione dei costi. Sono risultati superiori alle nostre attese: abbiamo alzato le stime sui risultati del gruppo. Il titolo ha chiuso la settimana con un progresso dello 0,7% e, secondo noi, resta da mantenere. 

    … e chi perde

    Tra gli altri big della tecnologia, alti e bassi per Facebook (178,92 Usd; Isin US30303M1027): il gruppo ha presentato buoni conti trimestrali, ma ha preannunciato un aumento dei costi per il 2018. Le azioni hanno perso, dopo i conti, quasi tutto il vantaggio conquistato a inizio settimana e hanno chiuso con progresso dello 0,6%. Secondo noi sono da vendere. Tra i titoli sotto i riflettori, grande delusione anche da parte di Tesla (306,09 Usd; Isin US88160R1014): non solo la società ha chiuso il terzo trimestre con il rosso più pesante della sua storia, ma ha dovuto anche ammettere ritardi nella produzione dell’attesissima auto elettrica Model 3. Un mezzo disastro. Le azioni hanno perso il 4,6% in settimana, ma sono ancora da vendere.

     

    Il dramma di Teva

    La maglia nera della settimana, comunque, va alle azioni Teva Pharma (11,4 Usd; Isin US8816242098) che hanno chiuso la settimana a -14,4%. I conti trimestrali, di per sé, non sono stati così negativi – ricavi in crescita e utili di poco sotto le attese. Quello che ha spaventato il mercato è il forte taglio per i risultati attesi a fine 2017 (è la seconda revisione al ribasso di fila): -13% circa per l’utile per azione (al netto delle componenti straordinarie) e -30% circa per la liquidità generata dalle attività del gruppo rispetto alle previsioni fatte dalla società solo tre mesi fa. Secondo noi, comunque, non c’è da scappare: le difficoltà sono in gran parte legate a un momento poco favorevole per il mercato dei farmaci generici negli Usa – aumento della concorrenza e pressioni sui prezzi di vendita. Siamo, però, convinti che la società abbia le carte in regola (ampio portafogli di prodotti) per reagire e riuscire ad approfittare, nel medio-lungo periodo, delle attese di una maggiore diffusione, a livello globale, dei farmaci generici. In ogni caso, non è il momento di tornare a comprare il titolo. Due i motivi. Primo: la società ha un nuovo “capitano d’azienda” e come spesso accade quando c’è un cambio al vertice e il momento è difficile, potrebbe esserci la tentazione di cambiare di tutto e di più e fare “pulizie di bilancio”. In breve c’è il rischio di ulteriori svalutazioni nei prossimi trimestri. Inoltre, c’è da considerare che l’attuale primo azionista di Teva ha dichiarato che potrebbe vendere le azioni in suo possesso – non lo ha potuto fare finora, per precedenti accordi contrattuali appena scaduti. Se vendesse davvero questo potrebbe pesare sul titolo. Limitati a mantenere le azioni Teva che hai già in mano. Nel settore farmaceutico (+0,1%) si sono distinte negativamente anche le azioni Merck (56,06 Usd; Isin US58933Y1055): la società ha deciso di non sottoporre alle autorità sanitarie europee un suo farmaco per la cura del cancro (Keytruda). Sono potenziali nuovi ricavi in meno. Le azioni hanno perso il 3,7%, ma restano correttamente valutate 

     

    Tra le Borse migliori della settimana c’è stata, ancora una volta, Tokio: l’onda lunga della conferma dell’attuale premier alla guida del Paese ha fatto salire il listino del 2,4%. Da fine agosto Tokio ha fatto +14,7% contro il +4,7% di New York e il +7,8% medio delle Borse dell’eurozona. Londra ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,7%. La decisione della Banca centrale inglese di rialzare i tassi d’interesse dopo lungo tempo non ha fatto particolarmente bene né alla Borsa, né alla sterlina 

     

    Risposte per te

    @Luigi Lo stacco del dividendo di National Grid, se hai comprato le azioni a Londra, è previsto per il 24 novembre. Al momento di andare in stampa non è ancora noto l’importo - probabilmente sarà annunciato con i conti trimestrali previsti il 9 novembre.

    @Mauro non si possono mai compensare le minusvalenze ottenute su Etf azionari con plusvalenze ottenute su qualsiasi altra forma di Etf (e fondi comuni). Puoi, invece, usare quelle minusvalenze per compensare plusvalenze ottenute su singole azioni.

    @Pier Giorgio Per comprare e vendere azioni è necessario aprire un deposito titoli. Lo puoi aprire semplicemente anche presso la tua attuale banca – se operi online spendi meno in termini di costi del deposito e di compravendita azionaria.

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  • Analisi
    Tesla: produzione al rilento 4 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017

    I ritardi nella commercializzazione della “model 3” non sembrano, per ora, pesare più di tanto sul titolo.

    Prezzo al momento dell'analisi (06/10/17): 356,88 USD
    Consiglio:Vendi

     

    Tesla (Isin US88160R1014) ha annunciato che finora sono state prodotte solo 260 “model 3” sulle 1.500 preannunciate fino a qualche mese fa. Il gruppo ammette intoppi nella produzione partita nel mese di agosti, ma non fornisce altri dettagli. La “model 3” è tanto attesa dal mercato: è l’auto elettrica a un prezzo accessibile che dovrebbe consentire al gruppo di viaggiare su numeri di produzione più elevati di quelli attuali. Numeri necessari perché la società possa andare in attivo. Noi siamo scettici: al meglio, ci aspettiamo un risultato di questo tipo nel 2019. Tesla, infatti, è impelagata in molti nuovi progetti (produzione di batterie e camion elettrici su tutti) e continua a bruciare più liquidità di quanta ne generi, facendo così lievitare il suo debito. Tesla deve ancora convincerci che la sua strategia sia sostenibile anche sul piano finanziario. Secondo noi, il titolo è caro.

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 385,00 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 243,69 USD
ISIN US88160R1014
Borsa Nasdaq
Beta 1,40
Volatilità 52,55 %
Numero di azioni 166.887.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 57,77 USD
Settore Settore automobilistico
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 2.106.208 USD
Punteggio corporate governance 7

Indici chiave per azione (USD)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,00 0,00 0,00 0,00
Utile corrente -7,00 -11,80 -4,49 -6,83
Utile netto -7,00 -11,80 -4,68 -6,93
Cash Flow corrente -3,00 -4,00 -4,49 -3,53
Cash Flow netto -3,00 -4,00 -4,68 -3,64
EBIT -5,00 -9,80 -4,63 -5,91
EBITDA -1,00 -2,00 -4,63 -2,62
Patrimonio netto 18,60 25,60 29,41 8,48
Patrimonio netto tangibile 16,00 23,00 27,08 8,48

Rendimento in euro

Tesla Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 5,95 % -1,74 % -0,39 %
Rendimento ultimi 6 mesi -3,16 % 1,21 % 5,28 %
Rendimento ultimo anno 8,32 % 1,87 % -2,06 %
Rendimento ultimi 5 anni 59,25 % 5,68 % 13,77 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015
Pay out - - -
Current ratio - 1,07 0,61
ROE - -13,64 % -80,41 %
ROE netto - -14,20 % -81,61 %
Margine lordo - 22,85 % 22,82 %
Margine netto - -11,04 % -21,96 %
EBIT margin - -9,53 % -18,74 %
EBITDA margin - 4,00 % -8,30 %
Tax rate - - -
Gearing - 44,54 110,97
Patrimonio netto / totale attivo - 24,44 % 13,46 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente - -
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 18,61 13,52
Prezzo/patrimonio netto tangibile 21,64 15,05
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,73 % -

(e) : stima

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