Tesla US88160R1014

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Articoli

  • Analisi
    Sfumature di grigio: la settimana delle Borse 13 giorni fa - lunedì 11 settembre 2017
    È stata un’altra settimana poco brillante per i listini azionari: New York ha chiuso a -0,6%, le Borse europee, in media, sono rimaste piatte. In particolare, tra queste, Piazza Affari ha perso lo 0,4%, Londra ha ceduto lo 0,8%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Wall Street batte un altro record un mese fa - giovedì 3 agosto 2017

    Lo storico indice Dow Jones della Borsa americana ha chiuso per la prima volta nella sua storia una seduta sopra i 22.000 punti. Ecco i motivi.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Una settimana incolore: il punto sulle Borse 2 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017
    In attesa dell’avvio della stagione dei conti trimestrali – si comincia il 14 luglio con i risultati di alcuni colossi bancari americani – le Borse mantengono il freno a mano tirato. Wall Street ha chiuso la settimana a +0,1%, le Borse della zona euro, in media, a -0,2%. Milano è l’unica che spicca (+2,1%). Qui facciamo il punto anche sull'aumento di capitale di Santander, sul cambio di consiglio per Sainsbury e Edp Renováveis, sul calo di Tesla. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Tutti pazzi per la tecnologia 4 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    Il settore sta correndo molto: devi puntarci qualcosa? 

    Da inizio anno i titoli tecnologici mondiali han reso quasi il doppio rispetto agli altri titoli quotati: sono saliti in media del 19% contro il +10% circa dei listini mondiali. Due sono i motivi principali dietro questa corsa.

    Il primo è squisitamente americano, ma ha senso citarlo perché i pesi massimi del settore – Apple, Alphabet (Google), Microsoft, Amazon e Facebook – sono Usa. Queste società, per non pagare il fisco Usa, hanno “congelato” negli scorsi anni buona parte della loro liquidità all’estero – oltre il 90% di quella di Apple è fuori dagli Stati Uniti. Ora, con la riforma fiscale di Trump, c’è la possibilità che questi soldi siano “rimpatriati”: pure al netto delle tasse da pagare una tantum, stile “condono”, è una montagna di soldi a disposizione per aumentare i dividendi e gli acquisti azioni proprie. È una prospettiva sui cui il mercato ha fin qui scommesso.

    Il secondo riguarda il peso sempre più presente della tecnologia nelle nostre vite: si stima che già nel 2017 quasi 9.000 negozi di beni di consumo negli Usa chiuderanno i battenti, soppiantati dal commercio elettronico.

    Tecnologia sul tetto del mondo

     Tecnologia

    I titoli tecnologici (grassetto; indice Datastream relativo a 400 titoli del settore quotati su diversi listini mondiali) negli ultimi anni hanno corso molto di più rispetto agli altri titoli quotati (linea sottile; indice Datastream relativo a un andamento medio delle Borse mondiali). Questo li rende in media al più correttamente valutati.

     

    Ma non finisce qui: si stima che nel 2030, in media, circa il 40% di tutta la forza lavoro negli Usa potrebbe essere sostituita dalle macchine – la percentuale raggiunge picchi di oltre il 70% in alcuni settori, come la ristorazione (McDonald’s negli Usa sta già sperimentando un “bancomat” dei panini). Per chi vive di tecnologia sono prospettive da capogiro.

    Occhio, che ci sono dei rischi. Primo: la riforma fiscale di Trump è ancora fumosa. Non se ne conoscono i dettagli e se dovesse naufragare – c’è chi scommette che Trump possa essere costretto ad abbandonare la Casa Bianca prima della fine del suo mandato – per le società del settore tecnologico potrebbero essere dolori. Secondo: l’avanzamento tecnologico non necessariamente porta benessere alla comunità. Un recente studio commissionato dal governo Usa, ha dimostrato che negli scorsi anni, nel solo settore manifatturiero, ogni robot installato per ogni 1.000 operai ha finito, alla lunga, per distruggere circa 6 posti di lavoro e determinare un calo medio dei salari di circa l’1%. Sono prospettive che potrebbero portare anche a rivolte civili, nello scenario peggiore, o a nuove legislazioni per arginare lo sviluppo “eccessivo” dell’invasione tecnologica.

     

    La nostra pagella tra prospettive e rischi

    Abbiamo cercato di trasformare in numeri queste riflessioni. Ci aspettiamo un rendimento medio, in futuro, dei titoli del settore tecnologico di circa il 6% annuo - superiore al 5% stimato per i titoli del settore media, meno del quasi 8% stimato per i titoli del settore petrolifero (vedi tabella Il nostro giudizio sui principali settori). Non ti stupire: è vero che le prospettive sono buone, ma è anche vero che non tutte le società nel settore tecnologico fanno utili. Il caso più clamoroso è Tesla (310,83 Usd; Isin US88160R1014), società di auto elettriche il cui “capitano” è considerato un “guru” che rivoluzionerà il nostro mondo: nel primo trimestre 2017 ha bruciato 600 milioni di dollari, metà del recente aumento di capitale e quasi il 40% dei soldi bruciati in tutto il 2016. Come rischio, al settore, abbiamo attribuito circa 13, uno dei valori più elevati dopo il 20 delle materie prime e il 15 del settore energetico – i prezzi di petrolio e materie prime continueranno per noi a essere ballerini. Combinando i valori nelle due colonne, otteniamo un voto di 2,3 su una scala che va da 0 (molto caro) a 5 (molto conveniente). Ciò ci dice che il settore tecnologico è al più correttamente valutato. Per questo non consigliamo al buon padre di famiglia di puntare su tutto il settore. Piuttosto è meglio scegliere alcuni singoli titoli tecnologici.

    Il nostro giudizio sui principali settori

    Settore

    Rendimento atteso (più alto è meglio è)

    Valutazione rischio (più è basso, meglio è)

    Voto da 0 a 5 (0 minimo, 5 massimo)

    Utility

    7,5%

    8,9

    3,5

    Beni di consumo

    6,7%

    9,7

    3

    Alimentari e bevande

    6,3%

    9,2

    2,9

    Telecomunicazioni

    6,1%

    8,9

    2,9

    Energetico

    7,8%

    15,2

    2,8

    Immobiliare

    6,5%

    11,8

    2,7

    Finanziario

    6,7%

    12,4

    2,7

    Farmaceutico e biotech

    6,1%

    12,7

    2,4

    Tecnologico

    5,8%

    12,8

    2,3

    Media

    5,3%

    11,6

    2,2

    Materie prime

    5,9%

    20,1

    1,5

     

    Li abbiamo selezionati per te, sono convenienti e li trovi a pagina 10 nella sezione Alta tecnologia. Valuta tu quale acquistare, aiutandoti con il nostro Supplemento Tecnico o con www.altroconsumo.it/finanza – per esempio, puoi scegliere quello col rendimento da dividendo più elevato, che tra questi è IBM (151,98 Usd; Isin US4592001014). E se vuoi fare una scommessa su tutto il settore? Come detto, non la consigliamo, ma abbiamo comunque cercato lo strumento migliore per farla. È l’Etf Lyxor Msci world information technology (188,55 euro; Isin LU0533033667), quotato a Piazza Affari. Ha un costo dello 0,4% all’anno e investe su circa 160 titoli del settore tecnologico mondiali. Lo preferiamo sia agli Etf che investono sul Nasdaq (puntano solo su titoli Usa e hanno dentro anche società del settore farmaceutico), sia a un fondo comune sul settore tecnologico – ne abbiamo analizzati 70 e nessuno ha spiccato per qualità, anzi quasi tutti hanno offerto rendimenti molto inferiori a quelli medi del settore (1 stella nella nostra scala da 1 a 5). 

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  • Analisi
    Inquietudini: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 10 aprile 2017
    Una serie di punti interrogativi grava sull’economia e sulle Borse. Questo spiega il perché di una settimana fiacca: New York ha chiuso a -0,3%, le Borse della zona euro a -0,1%.

    Variazioni, prezzi e valutazioni al 07/04/17 

     

    New York attenta a Trump e alla banca centrale Usa

    L’attesa riforma fiscale di Trump, secondo le dichiarazioni di uno degli esponenti più importanti del partito del presidente, rischia di slittare. A contribuire a questa sensazione anche il fatto che si sia tornati a parlare della riforma del sistema sanitario (avrebbe dovuto essere accantonata per occuparsi delle tasse). In ogni caso la discussione sulla riforma sanitaria è ancora agli inizi: non tornare a speculare sulla HealthEquity (43,15 Usd; Isin US42226A1079), società che fa dei conti di deposito che potrebbero essere centrali nella nuova sanità di Trump –il titolo in settimana è salito (+1,6%), ma senza slanci particolari. A rendere nervosi i mercati ci ha pensato anche il verbale dell’ultima riunione della Banca centrale Usa: secondo alcuni membri di quest’ultima, la Borsa di New York viaggia su livelli “abbastanza elevati” – in particolare, come indicatore al di sopra della media storica, citano il rapporto tra valore di Borsa e utili fatti in media dalle società Usa. Per te questa non dovrebbe essere una novità: ti abbiamo parlato proprio di questo indicatore – e di altri – nella nostra analisi su Altroconsumo Finanza n° 1215. Se sei un investitore “prudente”, non devi avere azioni americane in mano. Altrimenti, se sei disposto a correre qualche rischio in più per spuntare un rendimento migliore, puoi ancora investire sulla Borsa Usa, ma deve pesare al massimo il 10% del portafoglio – vedi pagina 15.

     

    La frenata del settore auto

    Un altro elemento che ha messo sul chi va là Wall Street è stato il dato sulle vendite di auto negli Usa nel mese di marzo. Le grandi compagnie hanno, in media, registrato risultati inferiori alle attese. Fca (9,59 euro), in particolare, ha visto le vendite calare del 5%. Il titolo ha perso il 6,5% in settimana, un risultato peggiore rispetto a quello medio delle altre società del settore auto (-2,9%), ma secondo noi è ancora caro. Vendi. Bene sono andate le vendite del gruppo BMW (+3,5% negli Usa a marzo), ma il titolo (83,15 euro; Isin DE0005190003) ha comunque perso il 2,8% scontando la generale debolezza del settore e gli scioperi annunciati dai lavoratori nelle fabbriche delle Mini in Regno Unito – i primi scioperi in venti anni. Per ora, comunque, non c’è da spaventarsi: BMW secondo noi resta il miglior titolo nel settore. Molto rumore hanno fatto le vendite di Tesla (302,54 Usd; Isin US88160R1014), aumentate del 70% circa rispetto a quelle del primo trimestre del 2016. In realtà, i dati annunciati da Tesla sono relativi alle vendite in tutto il mondo e non solo nel mercato Usa. E c’è chi stima che sul mercato americano (il più rilevante) le vendite di Tesla siano in calo (la società non pubblica questi dati con precisione). Insomma, l’entusiasmo sul titolo (+8,7% in settimana) ci sembra esagerato. Non dimenticare che Tesla è una società che ancora non produce un solo centesimo di utile e che brucia il denaro in cassa. Non acquistare e se per caso hai le azioni, vendile.

     

    Venti di guerra in tutto il mondo…

    Prima l’attentato a San Pietroburgo, poi l’attacco americano in Siria e infine il camion sulla folla a Stoccolma: la settimana è stata costellata da eventi tragici e azioni di guerra. Ancora una volta, però, il mercato si è mostrato cinico: le Borse non hanno, di fatto, reagito alle notizie e anche i titoli del settore della Difesa hanno avuto una risposta tiepida, chiudendo, in media, con un +0,7%. Un po’ meglio della media ha fatto il nostro titolo “preferito” nel settore, Bae Systems (649 pence; Isin GB0002634946), col suo +1%. Resta conveniente. Elbit Systems (117,09 Usd; Isin IL0010811243), società israeliana del settore suggerita su Altroconsumo Finanza n° 1216, col suo +3% ha spiccato: resta un titolo buono per diversificare il tuo portafoglio. La L3 Technologies (165,8 Usd; Isin US5024131071), società Usa consigliata su Altroconsumo Finanza n° 1212 per scommettere sull’aumento delle spese militari da parte di Trump, ha fatto +0,3% in settimana, ma dall’attacco americano ha fatto +1,8% contro il +1,1% del settore: scommessa valida.

     

    … che infiammano il petrolio

    Le tensioni in Medioriente hanno ravvivato il prezzo del petrolio, che è salito del 5% circa e si è ormai riportato vicino ai valori di inizio marzo. Ovviamente, ne hanno beneficiato i titoli del settore, saliti in media dell’1,2%. Tra questi ha spiccato Total (49 euro; Isin FR0000120271) che ha fatto +3,3%, dopo le notizie sui progressi nello shale gas in Regno Unito. Buona notizia, ma che non cambia il nostro giudizio sul titolo: mantieni. Tra gli altri titoli del settore petrolifero, BP (470,4 pence; Isin GB0007980591) ha fatto +2,8% dopo la cessione di alcune infrastrutture petrolifere nel Mare del Nord, mentre Royal Dutch Shell (25,17 euro; Isin GB00B03MLX29) ha fatto +2,3% dopo la vendita di alcuni giacimenti di gas in Nuova Zelanda. Mantieni entrambi.

     

    Milano sotto la media europea, ma i titoli medio-piccoli…

    L’indice Ftsemib, che raccoglie i primi 40 titoli del nostro listino, ha chiuso a -0,9%. Andamento totalmente opposto per i titoli delle piccole (+0,8%) e medie imprese (+1,1%). Come mai? È per gli acquisti dei fondi pir

     

     

    Risposte per te

    @Antonio BP ha staccato il dividendo trimestrale lo scorso 16 febbraio (sono 4 fette ogni anno). Il pagamento, però, è partito solo dal 31 marzo. Dovresti aver ricevuto l’accredito in questi giorni.

    @Marcello Philips continua a essere un titolo della nostra selezione. Data la virata strategica del gruppo, lo trovi, però, ora nella sezione “salute e farmacia” (pagina 8) piuttosto che in quella “alta tecnologia”.

    @Vittorio Il codice Isin dell’azione Chevron è US1667641005, quello di Exxon Mobil è US30231G1022, quello di Repsol è ES0173516115. I primi due sono quotati a New York, il terzo a Madrid.

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 385,00 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 181,45 USD
ISIN US88160R1014
Borsa Nasdaq
Beta 1,40
Volatilità 54,31 %
Numero di azioni 161.088.600
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 59,04 USD
Settore Settore automobilistico
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 1.685.413 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,00 0,00 0,00
Utile corrente -7,00 -4,49 -6,83
Utile netto -7,00 -4,68 -6,83
Cash Flow corrente -3,00 -4,49 -3,53
Cash Flow netto -3,00 -4,68 -3,64
EBIT -7,00 -4,63 -5,91
EBITDA -3,00 -4,63 -2,62
Patrimonio netto 22,40 29,41 8,48
Patrimonio netto tangibile 20,10 27,08 8,48

Rendimento in euro

Tesla Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -9,00 % -1,45 % -4,05 %
Rendimento ultimi 6 mesi 32,56 % 1,92 % -3,27 %
Rendimento ultimo anno 66,86 % 11,80 % 8,01 %
Rendimento ultimi 5 anni 67,79 % 6,78 % 13,28 %

Indici finanziari della società

2016 2015
Pay out - -
Current ratio 1,07 0,61
ROE -13,64 % -80,41 %
ROE netto -14,20 % -81,61 %
Margine lordo 22,85 % 22,82 %
Margine netto -11,04 % -21,96 %
EBIT margin -9,53 % -18,74 %
EBITDA margin -9,53 % -8,30 %
Tax rate - -
Gearing 44,54 110,97
Patrimonio netto / totale attivo 24,44 % 13,46 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente - -
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 16,36 12,46
Prezzo/patrimonio netto tangibile 18,23 13,53
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,21 % -

(e) : stima

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