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    Time Warner: si avvicina la fusione con AT&T 5 giorni fa - giovedì 14 giugno 2018
    A 20 mesi dall’annuncio dell’offerta amichevole di AT&T su Time Warner, e nonostante il parere contrario dell’antitrust americano, il tribunale Usa ha dato il via libera all’operazione senza imporre particolari condizioni (per esempio cessioni di attività). Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, l’operazione dovrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni.
     
     
     
     

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  • Analisi
    AT&T e Time Warner: in attesa del verdetto del tribunale 3 mesi fa - venerdì 23 febbraio 2018
    Sia AT&T sia Time Warner hanno pubblicato dei risultati trimestrali solidi, che dimostrano la loro capacità di “sopravvivere” anche da soli.

    In attesa che il prossimo 19 marzo il tribunale Usa si pronunci sulle loro sorti, mantieni entrambi i titoli.

    Il prossimo 19 marzo si conoscerà il verdetto del tribunale che stabilirà se l’opposizione delle autorità americane che regolano la concorrenza all’acquisizione di Time Warner da parte di AT&T è giustificata. Nell’attesa, ti consigliamo di mantenere entrambi i titoli.

    Se sei un azionista di Time Warner (94,37 USD; Isin US8873173038) ti sconsigliamo di speculare sull’offerta (107,5 Usd per azione, il 50% in contanti e il 50% in azioni AT&T). È vero che continuiamo a ritenere probabile che alla fine l’offerta si concretizzi, ma c’è il rischio reale che, a breve termine, il titolo crolli se l’operazione non dovesse andare in porto. Certo le prospettive a lungo termine restano positive: il gruppo è perfettamente in grado di continuare la sua avventura anche da solo, come dimostrano gli ultimi risultati pubblicati. Nel 4° trimestre, grazie alla sua abilità di controllare i costi e di gestire al meglio la digitalizzazione del settore, Time Warner è riuscita ad aumentare il fatturato del 9,1%, più del previsto, e l’utile per azione di ben il 12,8%. Il titolo è quindi da mantenere, a prescindere dal verdetto del tribunale.

    Se invece sei un azionista di AT&T (36,47 USD; Isin US00206R1023), per te la situazione è più complessa. A seconda dell’esito del processo, il nostro consiglio sul titolo potrebbe cambiare. Se il progetto di acquisire Time Warner – un’operazione che non ci convince e che farebbe aumentare nettamente il debito del gruppo – dovesse venir respinto dal tribunale, ai prezzi attuali di Borsa del titolo potremmo anche rivedere il nostro giudizio su AT&T e tornare a consigliartene l’acquisto. Nel frattempo, mantienilo.

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  • Analisi
    Time Warner: conti semestrali aspettando la fusione con AT&T 10 mesi fa - venerdì 4 agosto 2017
    Ecco il punto sui conti del secondo trimestre 2017 di Time Warner. Sulla carta sono buoni, ma...
     
     
     
     

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  • Analisi
    Time Warner: trimestre superiore alle attese un anno fa - lunedì 15 maggio 2017
    Anche se il 1° trimestre del gruppo ha superato le attese, manteniamo invariate le stime sui risultati 2017 (costi della fusione) e 2018. 

    Prezzo al momento dell'analisi (12/05/2017): 98,71 USD

    In attesa del perfezionamento dell’operazione (atteso per fine anno), i prezzi di Borsa del titolo si avvicinano a quelli dell’offerta di AT&T.

    Consiglio: mantieni

    Nel 1° trimestre l’utile per azione di Time Warner (Isin US8873173038) è salito di oltre il 20%, gonfiato anche da guadagni straordinari. Nei film (Warner Bros) l’utile industriale è cresciuto del 15,1% e nelle serie TV (HBO) è accelerata la crescita dei nuovi abbonamenti. Visti i solidi risultati trimestrali del gruppo e l’intenzione di Trump di ridurre al 15% le tasse per le società, il prezzo dell’offerta di AT&T – già approvata dagli azionisti e in attesa del via libera delle autorità – potrebbe sembrare troppo basso (107,50 Usd in contanti e azioni). Noi non ne siamo convinti: da una parte, i tagli delle imposte per le società potrebbero non andare in porto per problemi di bilancio negli Usa; dall’altra, i prossimi anni potrebbero essere difficili per il gruppo alle prese con la transizione verso il digitale e costi dei programmi (+17% per i canali via cavo nel 1° trimestre).

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  • Analisi
    Un sospiro di sollievo: la settimana delle Borse un anno fa - lunedì 20 marzo 2017
    Bilancio settimanale positivo per le Borse. Gli eventi che hanno determinato questo risultato sono stati due: la riunione della Banca centrale Usa e le elezioni in Olanda. 

    Wall Street: avanti a passi piccoli

    Cominciamo dalla Borsa Usa, visto che è quella che spesso influenza i movimenti di tutti gli altri mercati. Wall Street ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,2%. A dare un po’ di ottimismo alla Borsa sono state le parole dei vertici della Banca centrale Usa: hanno confermato che il rialzo dei tassi d’interesse sarà lento e graduale, quindi sostenibile dall’economia a stelle e strisce. Un pochino meglio sono andate le azioni del colosso della telefonia AT&T (42,61 Usd; Isin US00206R1023), salite in settimana dello 0,6%: è stato superato un altro ostacolo che avrebbe potuto compromettere l’acquisizione di Time Warner (98,56 Usd, Isin US8873173038; invariata in settimana). Mantieni sia le AT&T, sia le Time Warner. Settimana negativa, invece, per Intel (35,27 Usd; Isin US4581401001). Le sue azioni hanno perso l’1,8% nonostante il generale buon andamento del settore tecnologico (+1,5% a livello mondiale). Il mercato non ha apprezzato l’acquisto della società Mobileye. È vero, il prezzo pagato da Intel non è stracciato, ma l’operazione ha una rilevanza strategica notevole. Secondo noi le Intel valgono un acquisto – trovi più dettagli sull’acquisizione a pagina 6.

     

    Bene le borse europee…

    Meglio di New York sono andate le Borse europee, salite, in media, dell’1,3%. Il mercato ha accolto bene il risultato delle elezioni politiche in Olanda, con le forze “anti-euro” che non hanno ottenuto il risultato schiacciante che si temeva. Per alcune Borse l’euforia è stata comunque mitigata da altre notizie “locali”. In particolare su Parigi – che ha chiuso la settimana a +0,7% – ha pesato il caso Renault (78,65 euro; Isin FR0000131906). Secondo un rapporto ufficiale redatto dal Ministero dell’industria francese, il gruppo automobilistico negli ultimi 25 anni avrebbe “taroccato” i dati sulle emissioni inquinanti per passare i testi di omologazione di alcuni dei suoi motori diesel e benzina. Il gruppo dice che tutto si è svolto in modo regolare, ma ora la palla passa al Tribunale. Le ombre di questo caso rischiano di proiettarsi sull’andamento delle azioni a lungo: il -7,1% registrato in settimana rischia essere solo l’inizio del momento negativo. Cambiamo il nostro consiglio: vendi le Renault.

    Sempre rimanendo in tema settore auto, segnaliamo il -1,7% delle azioni Volkswagen (141,23 euro; Isin DE0007664005), che ha contribuito a frenare un po’ Francoforte (+1,1% alla fine della settimana). Il gruppo è tornato in utile dopo un 2015 gravato da accantonamenti per far fronte allo scandalo delle emissioni truccate, ma le cause in giro per il mondo restano tante. Al più, se hai le azioni, mantienile – il livello di rischio dell’investimento è comunque abbastanza elevato, 4 su una scala che arriva al massimo a 5.

     

    … con Milano superstar

    Il listino meneghino, col suo +2,1%, è tra quelli che ha beneficiato maggiormente dell’esito elettorale in Olanda – il mercato teme un collasso del nostro Paese in caso di disgregazione dell’Unione monetaria. A favorire la salita di Milano ci sono stati anche alcuni buoni risultati giunti dalle società quotate. Generali (14,6 euro), per esempio, ha pubblicato per il 2016 i risultati migliori degli ultimi 9 anni. Abbiamo alzato le stime sugli utili futuri: nonostante il + 3% registrato in settimana, queste azioni continuano a essere convenienti. Acquista. Ottimi sono stati anche i conti di Iren (1,78 euro), le cui azioni in settimana sono salite del 9,3%. Il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile per azione di 0,14 euro, in netto rialzo rispetto alle nostre stime di 0,11 euro. Inoltre, la società ha spiazzato, positivamente, il mercato annunciando un rialzo del dividendo di circa il 14% - da 55 a 62,5 centesimi. Crediamo che il dividendo possa salire anche nei prossimi anni: mantieni queste azioni. Se non le hai, però, non è il caso di acquistarle. Settimana sull’ottovolante per Leonardo, l’ex Finmeccanica (13,6 euro). Prima le azioni sono volate del 7,8% sulla notizia che la società tornerà a pagare un dividendo dopo 6 anni. Poi sono scese sulle voci – confermate nel fine settimana – di un cambio al vertice: arriverà il vecchio “capitano” di Unicredit e presidente di Mps. Il titolo ha chiuso in rialzo la scorsa settimana (+4,9%), ma ha aperto malissimo questa settimana. Al più, mantieni.

     

    E il canale?

    L’indice Ftsemib ha chiuso la settimana a 20.074 punti, superando per più sedute quella soglia di 19.600 che nelle scorse settimane si era dimostrata ostica. Quella figura dell’analisi tecnica, il “canale”, di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1213, sembra ormai superata – di già? Sì, in analisi tecnica le cose possono cambiare velocemente. Se avevi comprato il certificate short 7x (0,0237 euro; Isin DE000SG409N9) è in caso di venderlo: la scommessa di una rapida discesa della Borsa verso i 18.600 punti non sembra poter andare a buon fine. Tenendolo ancora rischi di incrementare le perdite – al momento, alla peggio, perdi intorno al 18%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Lo stacco del dividendo di Generali è previsto per il 22 maggio. Il pagamento partirà due giorni dopo.

    @Gianni Il dividendo, di azioni estere e italiane, non può mai essere compensato con minusvalenze pregresse.

    @Simone Sull’acquisto di azioni francesi paghi la tobin tax: dal 1° gennaio 2017 è lo 0,3% dell’investimento.

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