UBI Banca IT0003487029

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Articoli

  • Analisi

    Ubi Banca: avanti con la riorganizzazione

    19 giorni fa - lunedì 10 aprile 2017

    Nonostante il (discontinuo) rialzo iniziato nell’ultima parte del 2016, il titolo Ubi Banca non ha ancora recuperato tutto lo svantaggio nei confronti di Piazza Affari. Per non parlare dei prezzi raggiunti nel 2015.

     
     
     
     

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  • Analisi

    In breve: pillole dalle società quotate

    2 mesi fa - lunedì 27 febbraio 2017
    Ecco tutte le altre notizie importanti della settimana per le società della nostra selezione.
     
     
     
     

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  • Analisi

    Ubi Banca: offerta su tre delle "good banks"

    3 mesi fa - giovedì 12 gennaio 2017
    Un euro per acquistare 3 banche. Ma il vero costo non si limita certo a quello.

    Prezzo al momento dell'analisi: 2,83 euro alla chiusura di mercoledì 11/01/2017, 3,08 euro (+8,7%) a mezz'ora dalla chiusura di giovedì 12/01/2017

    Consiglio: vendi

    Ubi Banca ha annunciato l’offerta, di cui ormai si parlava da un po’ di tempo, su tre delle banche “salvate” a fine 2015 (Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria, Nuova Carichieti). Il mercato ha accolto bene la notizia, grazie al prezzo puramente simbolico pagato da Ubi (1 euro) e al fatto che l’acquisto avverrà solo dopo aver, ancora una volta, risanato a spese di tutto il sistema bancario le tre banche - a conferma del fatto che le tre banche non erano affatto così “sane” come qualcuno cercava di far credere. Prima di cederle a Ubi il Fondo di risoluzione che è l’attuale proprietario dovrà infatti cedere 2,2 miliardi di crediti problematici ad Atlante (in pratica, tutto il sistema bancario e i suoi clienti, che a seconda del prezzo di cessione rischiano nuovi sacrifici). Non solo: il Fondo di risoluzione (anche questo, come Atlante, composto un po’ da tutte le banche) dovrà anche ricapitalizzare le banche con altri 450 milioni di euro prima di venderle a Ubi. Insomma l’offerta di Ubi si concretizzerà in un acquisto solo se si darà un nuovo, forte colpo di spugna al passato delle banche. Questo, in sostanza, il motivo della buona accoglienza della notizia in Borsa. Ma sarà davvero una chiusura definitiva con il passato? Ne dubitiamo: i problemi di queste banche, a nostro avviso, non sono affatto terminati. La cessione di 2,2 miliardi di crediti dubbi porta a dimezzare, ma non ad annullare, questa “zavorra” di bilancio, e gli accantonamenti per far fronte a nuove perdite sulla parte che non sarà ceduta non appaiono particolarmente “robusti”. Non ultimo c’è il fatto che, se l’operazione andrà in porto, Ubi dovrà varare un aumento di capitale da 400 milioni di euro, tenendo conto del quale abbassiamo le nostre stime sull’utile per azione a 0,07 euro sia per il 2017 sia per il 2018. Alla luce di questi elementi, non condividiamo l’entusiasmo del mercato e il nostro consiglio sulle azioni Ubi Banca non cambia.

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  • Analisi

    Ubi Banca: avanti sul progetto Banca Unica

    5 mesi fa - lunedì 28 novembre 2016
    Da quando, qualche mese fa, si è cominciato a parlare di un suo interesse per le banche “salvate”, Ubi Banca ha perso di nuovo terreno rispetto al settore bancario europeo.
    Prezzo al momento dell'analisi (25/11/16): 2,05 EUR
    Consiglio: Vendi

    Il progetto Banca Unica – la fusione di una serie di banche controllate, vedi Altroconsumo Finanza n° 1181 – compie passi in avanti con l’incorporazione di Banca Regionale Europea e Banca Popolare Commercio e Industria. Nei prossimi mesi sarà ufficializzata la fusione delle altre banche coinvolte nel progetto, ma intanto l’attenzione del mercato resta focalizzata sul possibile acquisto di tre delle quattro banche “salvate”. Anche se il management dichiara di non volersi far carico di salvataggi, e ha messo come condizione la pulizia di bilancio delle tre banche, ci sono comunque timori che l’operazione, se portata a termine, possa pesare sui conti del gruppo. Conti che già allo statu quo non sono certo brillanti: nonostante l’utile di 0,03 euro per azione nel 3° trimestre, il bilancio da inizio anno resta comunque in rosso per 0,77 euro per azione.

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  • Analisi

    In breve: pillole dalle società quotate

    6 mesi fa - lunedì 10 ottobre 2016
    Ecco tutte le altre notizie importanti della settimana per le società della nostra selezione.
    Variazioni settimanali su prezzi al 7/10/16

    BREMBO  53 EURO, -0,2%
    Entra a far parte del FTSE Mib, il principale indice di Piazza Affari, al posto di Italcementi che lascia la Borsa (vedi pagina 2). L’ingresso nel FTSE Mib è positivo perché aumenta la visibilità del titolo e favorisce gli acquisti degli investitori istituzionali (in particolare quelli che “agganciano” i propri risultati all’andamento dell’indice). Si tratta, tuttavia, di un effetto limitato, tant’è che il prezzo del titolo è comunque in calo. Il titolo resta caro. Vendi.

    ENEL  3,77 EURO, -4,9%
    L’Antitrust ha avviato un’indagine sul gruppo, sospettato di aver violato le norme sulla concorrenza applicando costi eccessivi di approvvigionamento a Terna. Anche in caso di conferma della sanzione, non ci aspettiamo impatti particolarmente pesanti. Confermiamo il consiglio: mantieni.

    ENI 13,29 EURO, +3,7%
    Attraverso Eni East Africa ha siglato un accordo con una società del gruppo BP per la vendita del gas naturale liquefatto prodotto nell’impianto Coral South (Mozambico). L’accordo, della durata ventennale, rappresenta una buona notizia per il gruppo ma non ne modifica in modo sostanziale le prospettive. Il nostro consiglio, di conseguenza, non cambia: mantieni.

    UBI BANCA  2,21 EURO, +7,6%
    L’ipotesi che Ubi si compri tre delle quattro banche “salvate” (esclusa Cariferrara) sembra allontanarsi alla luce delle condizioni imposte dalla Bce. Uno dei nodi principali è l’ammontare dell’eventuale aumento di capitale che Ubi Banca dovrebbe sobbarcarsi; ammontare che dipende anche da se, e quanto, Ubi dovrà farsi carico dei crediti problematici. Visto che giudichiamo negativamente l’eventuale acquisizione, l’ipotesi che sfumi è a nostro avviso positiva per il gruppo. Ma il rischio che l’operazione si faccia non è ancora scongiurato: vendi.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 4,03 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 2,00 EUR
ISIN IT0003487029
Borsa Milano
Beta 1,52
Volatilità 50,60 %
Numero di azioni 977.236.700
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 3,80 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 42.138 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2014
Dividendo 0,03 0,11 0,11 0,08
Utile corrente 0,06 -0,85 0,13 -
Utile netto 0,06 -0,85 0,13 -0,81
Cash Flow corrente - - - -
Cash Flow netto - - - -
EBIT - - - -
EBITDA - - - -
Patrimonio netto 7,39 9,10 10,98 10,80
Patrimonio netto tangibile 6,30 7,60 9,35 9,17

Rendimento in euro

UBI Banca Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 9,40 % 5,84 % 2,56 %
Rendimento ultimi 6 mesi 52,40 % 13,49 % 12,52 %
Rendimento ultimo anno 7,00 % 11,33 % 18,66 %
Rendimento ultimi 5 anni 9,40 % 8,40 % 15,74 %

Indici finanziari della società

2015 2014
Pay out - - 84,82 % 0,00 %
Current ratio - - - -
ROE - - - -
ROE netto - - 1,18 % -7,46 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - - 46,88 % -
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo - - 8,89 % 8,45 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 0,77 % 2,83 %
Prezzo/utile corrente 64,83 -
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 0,53 0,43
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,62 0,51
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 3,96 % -

(e) : stima

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