UBI Banca

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Articoli

  • Analisi
    Ubi Banca: fusioni in vista? 2 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
    Da inizio 2017 Ubi Banca ha seguito da vicino l’andamento di Piazza Affari, anche se con una maggior tendenza agli alti e bassi. Al momento non vediamo particolari spunti di interesse che possano ravvivare il titolo.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Il regalo di Natale: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 18 dicembre 2017
    È quello che il mercato sta aspettando da Trump con il varo definitivo della riforma fiscale – dovrebbe arrivare mentre stai leggendo queste righe. Nell’attesa New York ha chiuso la settimana in rialzo dello 0,9%. Meno brillanti le Borse europee, che hanno chiuso, in media, a +0,2%.  

    Prezzi e variazioni settimanali al 15/12/17

     

    Al massimo il 5% sulla borsa Usa

    Per tutta la settimana si sono rincorse le indiscrezioni sul contenuto effettivo della riforma fiscale di Trump. Solo sul finire della settimana è stato presentato il testo definitivo, che mette insieme le versioni approvate da Camera e Senato. Nel momento in cui ci leggi questo ultimo testo dovrebbe essere al voto finale. Il mercato sembra dare per scontato che la riforma passerà – alcuni membri del partito di Trump che fin qui sono stati “scettici” si sono detti convinti dal testo finale. Non vale la pena, però, aumentare ulteriormente la quota di azioni americane in portafoglio: proprio sull’attesa della riforma fiscale, New York nel 2017 è già salita del 20% circa, molto più del resto delle altre Borse (+6% circa per le Borse europee). Se sei un investitore “difensivo” non devi avere azioni americane. Negli altri casi New York merita al massimo il 5% del tuo portafoglio. Per più informazioni vedi www.altroconsumo.it/finanza/portafogli.

     

    Banche in ritirata

    Le notizie sulla riforma fiscale hanno messo in secondo piano l’esito della riunione della Banca centrale Usa. Quest’ultimo, comunque, è stato in linea con le attese – per approfondimenti vedi pagine 11-12 – e il mercato è rimasto nel complesso indifferente. L’unico settore che è rimasto un po’ colpito è stato quello bancario: i titoli americani del settore sono scesi, mediamente, dello 0,2%. Come mai? I toni usati dalla Banca centrale Usa in merito alle prospettive future di inflazione sembrano eliminare ogni possibilità di accelerazione sul piano di rialzo dei tassi d’interesse: le banche, invece, un po’ ci speravano, visto che anni di tassi d’interesse bassi hanno ridotto i loro margini di guadagno al lumicino. Anche in Europa, comunque, i titoli bancari non sono andati benissimo. Un po’ perché la Banca centrale europea ha confermato, da attese, di voler andare avanti con la politica di tassi d’interesse bassi ancora a lungo, un po’ per problemi specifici di alcune banche. In particolare, qui da noi le azioni Ubi Banca (3,70 euro) hanno perso il 9,2%. Il mercato si è spaventato quando, in un prospetto informativo legato al collocamento di alcune obbligazioni, ha letto che Ubi dovrà aggiornare entro marzo 2018 il piano di smaltimento dei suoi crediti “marci”. Non è una novità, ma ha comunque riacceso l’attenzione del mercato sul tema. Nonostante il calo in Borsa confermiamo il nostro consiglio: se le hai in mano, vendi le azioni Ubi banca. Un po’ per il calo dei titoli bancari, che sul nostro listino pesano più che su altre Borse, un po’ per le tensioni per le prossime elezioni, Piazza Affari, col suo -3%, è stata tra le peggiori della settimana. Salvatore Ferragamo (21,15 euro) ha perso in Borsa il 9,3% dopo aver lanciato un allarme sul fatto che il 2018 sarà un anno difficile come il 2017. Abbiamo abbassato le stime ma il consiglio non cambia. Al più, mantieni.

     

    Bene la farmacia con Teva

    Tra i settori che meglio si sono comportati c’è, invece, il settore farmaceutico (+1,6%). A trainarlo ci sono state le azioni Teva Pharma (18,61 Usd; Isin US8816242098), salite in settimana del 15,9% dopo la presentazione del nuovo piano strategico. Le misure sono lacrime e sangue – licenziamento del 25% della forza lavoro e sospensione del pagamento del dividendo (non si sa fino a quando, forse a febbraio avremo aggiornamenti in merito) – ma dovrebbero permettere a Teva di risparmiare circa 3 dollari per azione di soli costi da qui al 2019 e di evitare un aumento di capitale. Quest’ultima prospettiva è quella che è piaciuta al mercato, ma noi siamo meno entusiasti. Primo: la ristrutturazione avrà comunque, a breve, un impatto negativo sui conti – stimiamo ora una perdita di 4,5 dollari per azione nel 2017 e di 0,5 dollari nel 2018. Secondo: la ristrutturazione potrebbe rallentare le attività di ricerca e sviluppo e il lancio di nuovi farmaci. Il consiglio non cambia: al più mantieni le azioni che hai già. Nel settore farmaceutico le Eli Lilly (86,54 Usd; Isin US5324571083) hanno chiuso la settimana solo a +0,1% sebbene la società abbia preannunciato per il 2018 un rialzo degli utili superiore a quanto attualmente previsto dal mercato. Il consiglio resta mantieni.

     

    Settore media +1,3% con Walt Disney

    Anche il settore media si è comportato bene grazie al +6,8% fatto segnare dalle azioni Walt Disney (111,27 Usd; Isin US2546871060). Il gruppo acquisirà le attività di intrattenimento di 21st Century Fox: il prezzo è lievemente superiore a quello da noi ritenuto come corretto, ma, visto il ritiro dell’altro pretendente, almeno non si è scatenata una guerra di prezzi come si temeva fino a qualche giorno fa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1248). Insomma, alla fine è andata meglio del previsto. L’operazione è importante per rafforzare l’offerta, soprattutto in streaming, ma non avrà impatti sui conti di Disney per almeno due anni. Mantieni le azioni che hai.

     

    A Stoccolma spicca Ericsson

    In una settimana negativa per Stoccolma (-1%) spicca il +4,2% delle Ericsson (55,10 sek; Isin SE0000108656). La società ha siglato un accordo con Deutsche Telekom (15,09 euro, Isin DE0005557508; -3 %, mantieni) per la fornitura di un’infrastruttura per la rete 5G volta a coprire metà della Germania. Il gruppo svedese ha puntato molto su questa nuova tecnologia. La notizia è buona, ma il consiglio non cambia: mantieni le Ericsson. 

    Ericsson ha siglato un accordo sulla rete 5G anche con l’americana Verizon (52,67 Usd; Isin US92343V1044). Quest’ultima, in previsione di questo internet velocissimo, sta cercando anche di arricchire l’offerta di contenuti per i suoi clienti: ha siglato un accordo per trasmettere in streaming negli Usa le partite di football americano. Un bel colpo. Il titolo ha fatto in settimana +3,1%. Mantieni le azioni.

     

    Risposte per te

    @Andrea L’acquisto di azioni proprie è una pratica diffusa, soprattutto per le società Usa. È un modo per sostenere il titolo e, quindi, indirettamente remunerare gli azionisti. In genere non prelude a nessuna particolare operazione (fusioni o acquisizioni).

    @Claudio B. Nel corso del 2017 Unicredit non ha pagato alcun dividendo in contanti. Lo 0,5 euro che leggi, riguarda le nostre attese sul dividendo che sarà pagato nel 2018 a valere sul bilancio del 2017. Per ora, dunque, non ci sono né date, né importo certo.

    @Claudio C. Se hai minusvalenze in scadenza nel 2017 o le sfrutti entro la fine dell’anno o le perdi per sempre. Sono un modo per pagare meno tasse sui titoli (fondi comuni e Etf esclusi) su cui sei in guadagno – devi vendere questi ultimi per usarle.

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  • Analisi
    Ubi Banca: fase di transizione 6 mesi fa - lunedì 4 dicembre 2017
    Anche se con un andamento più ballerino, nel 2017 Ubi Banca è rimasta sostanzialmente allineata all’andamento di Piazza Affari.

    Prezzo al momento dell'analisi (1/12/17): 3,96 EUR
    Consiglio: Vendi

     

    Periodo di transizione per Ubi Banca. Da un lato, deve ancora “digerire” l’acquisizione delle tre banche “salvate” – proprio in questi giorni si è conclusa la fusione nella capogruppo Ubi di Banca Tirrenica, la ex Nuova Banca Etruria. Dall’altro, studia il passaggio da un sistema di gestione duale – che prevede un consiglio di sorveglianza e un consiglio di gestione – a un sistema con un solo consiglio di amministrazione: scelta che giudichiamo positiva, visto che il sistema duale non ci ha mai convinto, ma che non si realizzerà prima di metà 2018. La fase di transizione si riflette anche nei conti: il terzo trimestre si è chiuso con utili di soli 6,4 milioni di euro, a fronte di 32,4 milioni (0,03 euro per azione) un anno fa. Per il 2017 stimiamo utili di 0,18 euro per azione (0,57 con i benefici straordinari per l’acquisto delle tre banche). Per il 2018 e il 2019, stimiamo utili di 0,38 euro per azione.

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  • Analisi
    Ubi Banca: acquista azioni proprie 8 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017

    Nelle scorse settimane Ubi Banca ha recuperato lo svantaggio nei confronti di Milano. In questi giorni, però, le notizie provenienti dalla Banca centrale europea (Bce) la stanno penalizzando e il piano di riacquisto di azioni non basta ad attutire il calo.

    Prezzo al momento dell'analisi (06/10/17): 4,12 EUR
    Consiglio:Vendi

     

    Il gruppo ha annunciato l’avvio di un piano di acquisto di azioni da usare come “incentivo” al personale. Una notizia che avrebbe dovuto far bene al titolo – gli incentivi rendono più probabile il raggiungimento degli obiettivi del piano industriale – ma che è arrivata con un tempismo sfortunato. In questi giorni, infatti, la Bce ha reso noto che sta valutando la possibilità di chiedere una copertura totale delle sofferenze; in altre parole, i crediti “marci” registrati dal prossimo anno in poi dovranno essere controbilanciati da accantonamenti di pari importo. Anche se la decisione non è ancora definitiva, e anche se gli accantonamenti saranno diluiti su più anni, questa ipotesi è una zavorra per l’operatività delle banche, che han pagato dazio in Borsa. In ogni caso, anche senza le nuove regole e pur tenendo conto dei risultati in crescita del primo semestre, il titolo è secondo noi caro.

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  • Analisi
    Flamenco globale: la settimana delle Borse 8 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Le tensioni in Catalogna hanno pesato sul listino azionario di Madrid (-1,9%), ma non sembrano, per ora, turbare le altre Borse mondiali che hanno chiuso la settimana con un rialzo medio dello 0,8%. Bene New York che ha fatto +1,2%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 06/10/2017

     

    Borse europee: +0,5%

    Per il momento la questione catalana sembra non destare grandi preoccupazioni nemmeno all’interno della zona euro: la Borsa di Parigi ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,6%, quella di Amsterdam ha messo su lo 0,5% e il listino di Francoforte è salito dell’1%. Lo hanno confermato anche i vertici dell’Enel (4,98 euro), che è molto esposta in Spagna visto che controlla Endesa, la Enel spagnola: nessun grande investitore si è dimostrato preoccupato per la situazione catalana, tanto che l’emissione obbligazionaria dell’Enel, perfezionata in questi giorni, ha ricevuto richieste tre volte superiori alla quantità effettivamente offerta. Mantieni le Enel, ma non pensare di approfittare del -2,2% fatto dal titolo in settimana per acquistare ancora queste azioni. Questo stato di calma sulle Borse europee potrebbe, infatti, non durare, complici anche le decisioni che arrivano dalla Banca centrale europea (vedi subito qua sotto). Settimana molto positiva per la Borsa di Londra, salita del 2%. Questa Piazza merita ampio spazio nel tuo portafoglio.

     

    Milano zavorrata dalle banche

    Oltre a Madrid, tra le Borse europee si è distinta negativamente Milano, che ha chiuso in calo dell’1,3%. In questo caso il ribasso è stato determinato dalla scivolata dei titoli bancari: solo per citare i nomi più importanti, Intesa Sanpaolo (2,93 euro) ha perso il 2,1%, Unicredit (17,32 euro) ha ceduto il 3,9%, Ubi Banca (4,12 euro) è scesa del 6%. A determinare questo calo il nuovo orientamento espresso da parte della Banca centrale europea in relazioni ai “crediti marci”: dal 2018 le regole dovrebbero diventare più severe e questo potrebbe zavorrare i bilanci delle banche – il rischio è meno utili e meno dividendi. Per ora non c’è alcun tipo di decisione definitiva e confermiamo tutti i nostri consigli – acquista Intesa e Unicredit, vendi Ubi Banca. Teniamo, però, l’attenzione alta. A proposito di banche italiane, continua la saga del Monte Paschi: le azioni non sono ancora state riammesse alle negoziazioni sul listino milanese, ma è stata annunciata un’offerta riservata a chi ha ora in mano azioni Monte Paschi, ma in precedenza aveva le obbligazioni subordinate Upper Tier II 2008/2018 (Isin IT0004352586). 

    Tra le azioni del settore bancario, si è distinta UBS (16,75 franchi; Isin CH0244767585): i vertici hanno confermato la strategia – puntare sulla gestione dei grossi patrimoni finanziari, che mantengono delle buone prospettive di crescita – e hanno detto di non avere in programma cessioni. L’azione è salita in settimana dell’1,2% e resta conveniente. Acquista.

     Pirelli (6,7 euro) chiude la prima settimana con un +3,1% sul prezzo di collocamento. Le azioni sono correttamente valutate. Da oggi le seguiremo costantemente. Lascia, invece, la nostra selezione Intek (0,33 euro; vendi).

     

    Bruxelles sorride

    Tra le Piazze europee, una delle migliori è stata Bruxelles (+0,7%). A sostenere la corsa di questo listino sono stati una serie di titoli che potresti avere in mano. Il primo è Umicore (72,81 euro; Isin BE0003884047), su cui ti abbiamo consigliato una scommessa in Altroconsumo Finanza n° 1238. Le azioni sono salite del 4% sulla “chiamata alle armi” da parte dell’Unione Europea per la creazione di un consorzio tra aziende automobilistiche, chimiche e ingegneristiche per fare ricerca e sviluppo (e produzione) su batterie per veicoli elettrici. La notizia lascia sperare in un ulteriore aumento degli ordini di lavoro per Umicore: la scommessa è confermata (se sei un buon padre di famiglia, però, non comprare queste azioni). Bene anche le Atenor (49,7 euro; Isin BE0003837540) dopo che il gruppo ha deciso di investire in un nuovo progetto immobiliare nella capitale rumena, dove cresce la domanda di uffici. La zona scelta per il progetto, tra l’altro, è particolarmente interessante: questo spiega il rialzo del 2,7% fatto registrare dal titolo che, comunque, resta conveniente. Acquista. Infine, si sono distinte anche le azioni Melexis (86 euro; Isin BE0165385973) salite in settimana del 5,1% sulla scia del buon andamento del settore auto (vedi qua sotto) – Melexis fa sensori per automobili. Anche se viaggia sui massimi di sempre, secondo noi, il titolo è ancora conveniente. Acquista. Poco brillante Ahold Delhaize (15,84 euro; Isin NL0011794037), catena di supermercati presente anche il Belgio. Da indiscrezioni, il gruppo starebbe puntando ad acquisire il gruppo americano Kroger. L’operazione sarebbe valida da un punto di vista strategico, ma pesante da un punto di vista finanziario. Nel frattempo, il gruppo ultima le cessioni in Olanda. Il titolo (+0,1% in settimana) resta conveniente.

     

    Wall Street fa un passo in avanti

    Dall’altra parte dell’Atlantico, le Borse hanno chiuso l’ennesima settimana positiva – si tratta della quarta di fila. A spingere Wall Street ci sono stati, da un lato, alcuni buoni dati sull’andamento dell’economia e, dall’altro, l’avanzamento della riforma fiscale voluta da Trump, che il mercato aspetta con ansia. In questo clima si è distinto il titolo BlackRock (463,22 Usd; Isin US09247X1019). Si tratta di uno dei più grandi gestori di Etf (e patrimoni finanziari) al mondo: se la Borsa e l’economia vanno bene, le persone hanno più voglia di investire. Non per nulla le azioni del gruppo sono salite in settimana del 3,6% portandosi su nuovi massimi storici. Secondo noi non è comunque il caso di comprare ora queste azioni – la riforma di Trump deve ancora essere approvata e non è scontato. Al più, se le hai, mantienile. Le notizie sull’avanzamento del piano di riforma fiscale di Trump fanno bene anche al settore tecnologico: il listino Nasdaq ha chiuso in progresso dell’1,5%.

     

    Sgommata del settore auto

    A dare una spinta alle Borse, ci sono stati anche i titoli del settore automobilistico (+2%): le vendite negli Usa a settembre sono andate bene. Quasi tutte le case automobilistiche hanno registrando progressi consistenti rispetto a un anno fa. Tra le poche a registrare un calo di vendite c’è FCA (14,94 euro): non per nulla il titolo è stato tra i peggiori del settore, perdendo l’1,5%. Anche le vendite di BMW (89,27 euro; Isin DE0005190003) sono cresciute a settembre negli Usa. Il titolo è salito del 4,5% ma resta quello sui cui puntare nel settore.

     

    Risposte per te

    @Enzo Ti sconsigliamo di comprare le Orbotech (42,39 Usd; Isin IL0010823388) a Francoforte. Sono poco scambiate e diversi titoli esteri sono stati ritirati, di recente, dai listini tedeschi (senza preavviso). Se vuoi scommetterci su, fallo sul Nasdaq.

    @Luigi Oriflame ha già dichiarato l’importo del dividendo straordinario: è di 0,5 euro per azione, in aggiunta a 1 euro ordinario. 1 euro è già stato pagato, il resto sarà staccato in fettine da 0,25 euro ciascuna il 14 novembre 2017 e il 14 febbraio 2018.

    @Vincenzo L’inglese IMI pubblica i conti societari solo due volte l’anno (semestre e fine anno). Alla chiusura del primo e del terzo trimestre dà solo aggiornamenti generici sull’andamento dei conti – i prossimi sono comunque previsti per il 9 novembre 2017.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 4,58 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 3,11 EUR
ISIN IT0003487029
Borsa Milano
Beta 1,52
Volatilità 45,45 %
Numero di azioni 1.144.244.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 3,89 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 46.991 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,11 0,11 0,10 0,10
Utile corrente 0,39 0,18 -0,81 0,12
Utile netto 0,39 0,61 -0,81 0,12
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 8,87 8,59 9,15 10,46
Patrimonio netto tangibile 7,58 7,30 7,71 8,91

Rendimento in euro

UBI Banca Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -9,50 % 2,32 % 7,95 %
Rendimento ultimi 6 mesi -6,80 % -1,05 % 6,00 %
Rendimento ultimo anno -1,66 % -1,26 % 9,12 %
Rendimento ultimi 5 anni 6,52 % 6,26 % 14,67 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - - 84,82 % -
Current ratio - - - -
ROE - -8,89 % 1,18 % -7,46 %
ROE netto - -8,89 % 1,18 % -7,46 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - - 46,88 % -
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo - 8,37 % 8,89 % 8,45 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 3,24 % 3,24 %
Prezzo/utile corrente 8,72 18,89
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 0,38 0,40
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,45 0,47
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,73 % -

(e) : stima

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