UBI Banca IT0003487029

Avvisi: ON/OFF
Aggiungi al portafoglio
4,03 EUR 20/10/2017 17:35 Milano
0,05 EUR (1,31 %) Variazione dall'ultima chiusura
1,90 4,58  52 settimane min max
77,46 % Rendimento a 1 anno
2,77 % Rendimento da dividendo
tutti i dettagli

Contenuto premium

I consigli dei nostri esperti e le nostre valutazioni di rischio sono riservati agli abbonati. Desideri accedere?

Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Ubi Banca: acquista azioni proprie 12 giorni fa - lunedì 9 ottobre 2017

    Nelle scorse settimane Ubi Banca ha recuperato lo svantaggio nei confronti di Milano. In questi giorni, però, le notizie provenienti dalla Banca centrale europea (Bce) la stanno penalizzando e il piano di riacquisto di azioni non basta ad attutire il calo.

     
     
     
     

    Il parere dei nostri esperti e le nostre valutazioni del rischio sono solo per gli abbonati. Vuoi accedere?

    Voglio accedere a questo contenuto!
  • Analisi
    Flamenco globale: la settimana delle Borse 12 giorni fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Le tensioni in Catalogna hanno pesato sul listino azionario di Madrid (-1,9%), ma non sembrano, per ora, turbare le altre Borse mondiali che hanno chiuso la settimana con un rialzo medio dello 0,8%. Bene New York che ha fatto +1,2%.
     
     
     
     

    Il parere dei nostri esperti e le nostre valutazioni del rischio sono solo per gli abbonati. Vuoi accedere?

    Voglio accedere a questo contenuto!
  • Analisi
    Senza una direzione precisa: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 19 giugno 2017
    Altra settimana nervosa per le Borse. Il bilancio, in media, è sostanzialmente piatto: New York archivia un piccolo progresso (+0,1%), le Borse europee un piccolo calo (-0,5%).

    Variazioni settimanali su prezzi al 16/06/17

     

    Gli elementi di tensione di Wall Street…

    A New York c’è stata la riunione della Fed, la Banca centrale americana. L’evento era molto atteso, ma l’esito, alla fine, non ha spaventato più di tanto il mercato: è vero che la Fed sarà in futuro meno generosa che in passato, ma tutto sommato la strada indicata è stata quella che il mercato si aspettava. Più rilevanti, e inaspettate, sono state le nuove accuse a Trump di aver ostacolato le indagini sulle interferenze russe nelle ultime elezioni americane. Come ti diciamo da tempo, su Trump e sulla sua riforma fiscale il mercato ha scommesso molto: non sorprende, quindi, che queste notizie non siano state gradite dalle Borse. In particolare, l’indebolimento della posizione di Trump ha pesato sui grandi titoli del settore della tecnologia: la speranza era che le varie Apple (-4,5% alla fine della settimana; 142,27 Usd, Isin US0378331005) e Google – che ora si chiama Alphabet (-1,2% alla fine della settimana; 958,62 Usd; Isin US02079K3059) – potessero, grazie alla riforma fiscale, rimpatriare un po’ di denaro liquido che ora è all’estero, in modo da distribuirlo agli azionisti come dividendi o acquisti di azioni proprie. Ora, come minimo, i tempi sembrano allungarsi. Il mercato, quindi, è passato un po’ all’incasso su questi titoli che erano saliti molto da inizio anno anche sulla base di quelle speranze. Al più, mantieni Apple e Alphabet: se, però, sei un investitore “prudente”, che non ama i batticuore in Borsa, vendili. L’operatore telefonico Verizon (-0,2%; 46,63 Usd, Isin US92343V1044) si sposta ancor più verso le attività internet, perfezionando l’acquisto di alcune attività (posta elettronica, notizie, motore di ricerca…) di Yahoo!. Secondo noi l’azione resta correttamente valutata. Mantieni.

     

    … sono stati per ora digeriti

    Nonostante questi elementi di tensione, New York ha comunque retto. L’indice principale della Borsa Usa, lo S&P500, è riuscito persino a chiudere la settimana con un piccolo progresso dello 0,1%. A sostenerlo c’è stata anche la corsa di un altro “peso massimo” del listino, come General Electric (29 Usd; Isin US3696041033). Il titolo ha messo su il 3,8% (+4,7% se teniamo conto del dividendo di 0,24 dollari lordi per azione staccato in settimana) dopo che è stato annunciato un cambiamento al vertice dopo 16 anni. La persona scelta, comunque, fa già parte dell’azienda e non ci aspettiamo grandi stravolgimenti nella gestione: mantieni le azioni che hai già, ma non acquistarne di nuove. Persino il Nasdaq, il listino dei titoli tecnologici, ha tutto sommato retto, chiudendo la settimana con un calo contenuto allo 0,9%. Un segnale di come, probabilmente, il settore non sia all’inizio di un tracollo come quello visto nel 2000 – vedi Detto tra noi. Puoi, quindi, comunque puntare su qualche buon titolo del settore: IBM (155,38 Usd; Isin US4592001014), per esempio, è conveniente e ha retto bene ai cali di questi giorni – da inizio giugno ha messo su l’1,8% contro il -0,8% fatto dal Nasdaq. Acquistalo con un’ottica d’investimento di lungo periodo. Se Wall Street si è salvata, l’altra Borsa del Nord America, quella di Toronto, ha sofferto per il calo dei titoli legati alle materie prime (-4,4%), chiudendo la settimana a -1,8%. Per ora merita ancora il 5% dei tuoi investimenti.

     

    Tensioni su titoli bancari in Spagna

    I listini europei hanno chiuso la settimana con un calo medio dello 0,5%. Oltre agli alti e bassi di Wall Street, a pesare ci sono stati i rinnovati timori sulla tenuta del settore bancario. In Spagna, infatti, si teme che Liberbank possa essere in seria difficoltà e possa fare la fine del Banco Popular (con azionisti e possessori di obbligazioni subordinate che hanno perso tutto). Non per nulla, in settimana, i titoli del settore bancario hanno perso, in media, l’1,7% e la Borsa di Madrid è stata, col suo -1,8%, tra le Borse peggiori d’Europa. Il bilancio avrebbe potuto essere più pesante se, sul finire della settimana, non fossero arrivate le notizie sulla Grecia che hanno permesso ai mercati di tirare un piccolo sospiro di sollievo – il Paese ellenico riceverà una nuova fetta d’aiuti internazionali che gli permetterà di onorare i debiti in scadenza a luglio (altrimenti sarebbe stato fallimento).

     

    A Milano sull’ottovolante

    Milano è riuscita a non fare la fine di Madrid – ha chiuso a -0,9% – grazie al rialzo del 6,1% registrato da Ubi Banca (3,56 euro): l’aumento di capitale, partito proprio questa settimana, è evidentemente stato apprezzato dal mercato. Noi siamo meno impressionati: Ubi sta raccogliendo denaro per mettere una pezza alle perdite delle tre banche – le nuove Banca Etruria, Carichieti e Banca Marche – che aveva acquistato a 1 euro e il titolo è caro. Approfitta dei rialzi, se non l’hai ancora fatto, per venderlo (come ti abbiamo detto già lunedì 12 su www.altroconsumo.it/finanza, vendi anche i diritti dell’aumento di capitale, sono negoziabili solo fino al 21 giugno). Ha deluso, invece, Saipem (3,29 euro): aveva iniziato benissimo la settimana, sulla scia della prospettiva di nuovi contratti nel settore eolico, poi, però, complice il calo del prezzo del greggio (-2,3%) legato all’aumento delle scorte di prodotti petroliferi negli Usa è scesa chiudendo a -4,4%. Al più, se hai le azioni, mantienile. A proposito di banche, la doBank dovrebbe sbarcare tra qualche settimana a Piazza Affari. È la società che gestisce i crediti problematici dell’Unicredit. Chi la porta in Borsa con quei crediti ci ha già fatto i soldi. Potrai farli ora anche tu? Per ora la sottoscrizione parrebbe riservata solo agli investitori professionali...

    Se le società milanesi con maggior valore in Borsa hanno chiuso la settimana a -0,9%, quelle di media grandezza si sono comportate un po’ meglio, limitando il calo allo 0,7%. La scommessa sull’Etf lyxor mid cap (130,69 euro; Isin FR0011758085) – punti sulla corsa dei titoli di media grandezza per effetto degli acquisti da parte dei fondi pir – resta valida.

    La maggioranza del presidente Temer in Brasile, nonostante qualche defezione, sembra poter essere in grado di reggere e di andare avanti col programma di riforme. Questo spiega la relativa “tranquillità” del listino di San Paolo che ha chiuso la settimana con un calo limitato allo 0,9%. 

     

    Risposte per te

    @Mario Le minusvalenze scadono come i punti del supermercato. Sono valide nell’anno in cui le hai realizzate e nei 4 anni solari successivi – se le realizzi oggi sono valide fino al 31/12/2021. Se hai scelto il regime amministrato la tua banca si occuperà della loro gestione.

    @Readino Exxon Mobil ha staccato l’ultima fetta di dividendo (stacca quattro volte all’anno) il 10 maggio, ma il pagamento è partito solo dal 9 giugno – dovresti quindi avere già ricevuto l’accredito sul conto (0,77 Usd lordi per azione, 0,4843 Usd netti da doppia tassazione).

    @Silvano Per effetto dell’aumento di capitale del febbraio scorso, il prezzo di carico delle tue azioni Unicredit si è praticamente dimezzato. È corretto, riflette il fatto che il prezzo del titolo si è dimezzato rispetto a prima dell’operazione – l’altra metà è andata nel diritto d’opzione.

    condividi questo articolo

  • Analisi
    Ubi banca, al via l'aumento di capitale 4 mesi fa - lunedì 12 giugno 2017
    È partito stamattina l’aumento di capitale di Ubi Banca destinato, di fatto, a finanziare il risanamento delle tre banche “salvate”. Che fare?
    Fino al 27 giugno, gli azionisti di Ubi Banca hanno la possibilità di acquistare 6 nuove azioni ogni 35 vecchie, al prezzo di 2,395 euro per ciascuna nuova azione. Da tempo ti consigliamo di vendere le azioni Ubi (3,52 euro alla chiusura di venerdì 9 giugno, 3,43 euro all’apertura di oggi dopo lo stacco del diritto di opzione), non dovresti perciò averle in portafoglio. Se, tuttavia, le possiedi, il nostro consiglio è di non aderire all’aumento di capitale. Prima di tutto, per ragioni economiche: il titolo Ubi Banca è caro e lo “sconto” applicato per le nuove azioni non è particolarmente generoso (circa il 26%, per esempio Unicredit nell’ultimo aumento di capitale è arrivata intorno al 40%). In secondo luogo, per le incertezze legate all’operazione: i 400 milioni che Ubi conta di raccogliere servono, di fatto, a mettere una pezza alle perdite delle tre banche “salvate” che Ubi ha acquistato per 1 euro negli scorsi mesi. Che fare quindi? Vendi sia le azioni, sia i diritti di opzione (0,17 euro nella mattinata di oggi); per questi ultimi hai tempo solo fino al 21 giugno, vendili il prima possibile (sempre che le spese bancarie non superino l’importo – esiguo – che puoi incassare, in questo caso lasciali scadere).

    condividi questo articolo

  • Analisi
    Ubi Banca: avanti con la riorganizzazione 6 mesi fa - lunedì 10 aprile 2017

    Nonostante il (discontinuo) rialzo iniziato nell’ultima parte del 2016, il titolo Ubi Banca non ha ancora recuperato tutto lo svantaggio nei confronti di Piazza Affari. Per non parlare dei prezzi raggiunti nel 2015.

    Prezzo al momento dell'analisi (07/04/17): 3,45 EUR
    Consiglio:Vendi

    Finora la riorganizzazione di Ubi aveva riguardato la rete territoriale, con il progetto Banca Unica che l’ha portata a inglobare 7 banche nella capogruppo. Ora la razionalizzazione si sposta sul corporate e private banking (servizi per imprese e privati con patrimoni elevati): prima facevano capo a diversi istituti, ora sono stati accorpati in due sole divisioni (imprese e privati). Sono tutti cambiamenti che hanno lo scopo di alleggerire i costi, e i conti 2016 dimostrano quanto Ubi ne abbia bisogno: la perdita è di 0,85 euro per azione, dovuta certo a eventi straordinari come la svalutazione dei crediti (tanto che il gruppo non ha rinunciato a distribuire un dividendo), ma comunque indice della necessità di eliminare le inefficienze. Contando che il piano vada in porto e che non ci siano altre maxi-svalutazioni, per il 2017 e il 2018 stimiamo utili di 0,06 euro per azione, ma il titolo resta caro. 

    condividi questo articolo

Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 4,58 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 1,90 EUR
ISIN IT0003487029
Borsa Milano
Beta 1,52
Volatilità 45,45 %
Numero di azioni 1.144.244.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 4,54 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 48.011 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 0,11 0,10 0,10 0,08
Utile corrente 0,18 -0,81 0,12 -0,77
Utile netto 0,57 -0,81 0,12 -0,77
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 8,60 9,15 10,46 10,30
Patrimonio netto tangibile 7,30 7,71 8,91 8,75

Rendimento in euro

UBI Banca Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 1,53 % 0,93 % 0,64 %
Rendimento ultimi 6 mesi 24,77 % 3,15 % -0,95 %
Rendimento ultimo anno 77,46 % 13,23 % 10,55 %
Rendimento ultimi 5 anni 8,02 % 7,26 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out - 84,82 % - 21,53 %
Current ratio - - - -
ROE -8,89 % 1,18 % -7,46 % 2,44 %
ROE netto -8,89 % 1,18 % -7,46 % 2,44 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - 46,88 % - -36,04 %
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo 8,37 % 8,89 % 8,45 % 8,96 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 2,77 % 2,64 %
Prezzo/utile corrente 22,06 -
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 0,46 0,43
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,54 0,51
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,43 % -

(e) : stima

Raccomanderesti l'utilizzo di questa pagina alla tua famiglia e ai tuoi amici? Puoi indicare un giudizio compreso tra 1 (assolutamente no) e 10 (assolutamente sì) *
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Lasciaci un commento (opzionale)
Invia