Unilever NV

NL0000009355
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47,58 EUR 22/06/2018 17:36 Amsterdam
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Articoli

  • Analisi
    Unilever: Rotterdam sarà l'unica sede 3 mesi fa - lunedì 19 marzo 2018
    La multinazionale anglo-olandese Unilever ha annunciato che avrà un’unica sede sociale in Olanda. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Unilever tra crescita e scetticismo 4 mesi fa - lunedì 19 febbraio 2018
    Dopo aver rifiutato l’offerta d’acquisto di Kraft, Unilever ha moltiplicato gli sforzi per soddisfare le attese degli azionisti. 

    Prezzo al momento dell'analisi (16/02/2018): 43,97 euro

    La netta crescita degli utili 2017 non è stata, però, apprezzata dal mercato; uno scetticismo che condividiamo. Ai prezzi attuali, l’azione resta, secondo noi, cara.

    Consiglio: vendi

    Nel 4° trimestre il fatturato di Unilever (Isin NL0000009355) è aumentato del 4,3% (senza cessioni/acquisi­zioni e senza la divisione margarine in vendita). Il lancio di prodotti innovativi (per la cura della persona e per la casa) non è stato, tuttavia, accompagnato da un aumento dei prezzi di vendita; anzi, nei Paesi industrializzati (42% del fatturato) i prezzi hanno addirittura registrato una tendenza al ribasso. Per l’intero 2017 la crescita del fatturato si è limitata al 3,1% (senza cessioni/acquisizioni), ma l’utile per azione (senza elementi straordinari) è cresciuto di ben l’11,8% a 2,04 euro, beneficiando dei tagli ai costi, della riforma fiscale americana e del piano di acquisti di azioni proprie. Nei prossimi anni il gruppo, in linea con il piano lanciato nei mesi scorsi, conta di continuare ad aumentare la redditività industriale senza sacrificare la crescita; un obiettivo ambizioso che, alla luce della forte concorrenza, non sarà affatto facile da raggiungere.

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  • Analisi
    Unilever: cederà l'attività margarine 6 mesi fa - venerdì 22 dicembre 2017
    Unilever ha annunciato la prossima cessione dell’attività margarine e creme spalmabili. 

    Prezzo al momento dell'analisi (21/12/2017): 47,56 euro

    Ai prezzi attuali, l’azione resta cara.

    Consiglio: vendi

    Fallito il progetto di acquisizione da parte dell’americana Kraft, Unilever (Isin NL0000009355) cerca di mostrarsi più attenta verso gli azionisti. In quest’ottica ha perfezionato il piano di acquisto di azioni proprie da 5 miliardi di euro previsto per il 2017 e annuncia, come previsto, la prossima cessione (attesa a metà 2018) dell’attività margarine e creme spalmabili (6% del fatturato) a un prezzo, secondo noi, corretto. I proventi della vendita di questa attività, ancora redditizia ma in declino, dovrebbero essere in parte redistribuiti agli azionisti (acquisti di azioni proprie e dividendi) e, in parte, investiti in nuove acquisizioni. Visto il contesto difficile per il settore, il gruppo intende, infatti, “dopare” la crescita puntando sui prodotti più sani (negli alimentari) e più ecologici (nei prodotti per la cura della persona e i detersivi). Temiamo, però, che Unilever non riesca ad assicurarsi, al contempo, una sensibile crescita dell’attività e un netto miglioramento della redditività (prevede una redditività industriale al 20% nel 2020 contro il 15,3% del 2016). Se ancora l’hai in portafoglio, vendi questa azione cara.

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  • Analisi
    Wall Street sale, Milano scende: la settimana delle Borse 8 mesi fa - lunedì 23 ottobre 2017
    Altro passo avanti per New York che porta a sei il numero dei bilanci settimanali consecutivi chiusi in attivo. Bene anche Tokio, che ha fatto +1,4%. Piatte, in media, le Borse dell’eurozona, con Piazza Affari (-0,3%) tra le peggiori.

    Variazioni settimanali su prezzi al 20/10/17

    New York chiude la settimana a +0,9%

    La stagione dei conti trimestrali societari negli Usa sta procedendo tra alti e bassi, sia per quanto riguarda il settore finanziario, sia per quanto riguarda quello tecnologico – sono i due settori principali della Borsa a stelle e strisce. Per questo, pur chiudendo la settimana in attivo e su nuovi massimi storici, la Borsa Usa non ha archiviato chissà quali rialzi. Più che dai conti societari i motivi di ottimismo sono arrivati dalla politica. Da un lato, infatti, il Senato americano ha approvato il bilancio proposto dall’amministrazione Trump, fatto che rende più semplice l’approvazione della tanto attesa riforma fiscale. Dall’altro, si sono intensificate le indiscrezioni su chi sarà il nuovo governatore della Banca centrale Usa: sulla carta si tratta di una persona che non dovrebbe portare stravolgimenti all’annunciata politica sui tassi d’interesse. Per ora, dunque, un sospiro di sollievo, ma la strada, soprattutto per la riforma fiscale, è ancora lunga. Il settore farmaceutico è il terzo “pilastro” della Borsa di New York. Nel settore ti segnaliamo il +3,1% di Abbott (56,32 Usd; Isin US0028241000) dopo la presentazione di conti trimestrali che si sono attestati nella parte alta della “forchetta” dei risultati attesi dal mercato. Il gruppo ha anche perfezionato l’acquisto di Alere (diagnostici) e il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Settore tecnologico: +0,4%

    Si diceva dei conti trimestrali e tra quelli che più sono piaciuti al mercato ci sono senza dubbio quelli di IBM (162,07 Usd; Isin US4592001014): i vertici del colosso della tecnologia dopo ben 22 trimestri di risultati in calo hanno annunciato per il 3° trimestre ricavi stabili e utili in leggera crescita. Le prospettive per la fine dell’anno sembrano essere ancora migliori: che sia arrivato il momento della svolta? Il mercato ci crede – il titolo ha chiuso la settimana a +10,2% – e anche noi siamo ottimisti. Nonostante il balzo in Borsa, il titolo resta conveniente. Acquista. Debole, invece, Apple (156,25 Usd; Isin US0378331005) che ha chiuso la settimana con un calo dello 0,5%. I risultati trimestrali ancora non sono stati annunciati, ma le indiscrezioni che stanno trapelando non sono rassicuranti: gli ordini del nuovo telefonino iPhone 8 starebbero andando peggio delle previsioni mentre in Cina il nuovo Apple Watch sembra non funzionare bene come dovrebbe, generando delusione tra i consumatori. Vedremo se questi timori saranno confermati: i conti sono attesi per il 2 novembre (da noi sarà tarda serata). Tu, nel frattempo, al più limitati a mantenere le azioni Apple che hai già in mano. Ricorda che se ti riconosci nel profilo di “investitore difensivo” non devi avere in mano azioni americane. Devi, quindi, venderle tutte, comprese quelle che hanno come consiglio “acquista” o “mantieni”, come Apple. Vedi qui sul sito alla sezione portafogli tutti i dettagli.

     

    Risultati contrastanti anche in Europa

    Piano piano anche in Europa la stagione dei conti trimestrali sta entrando nel vivo. E anche qui da noi non mancano le indicazioni contrastanti. Da un lato, per esempio, il mercato è stato rassicurato da Danone (70,29 euro; Isin FR0000120644): i conti del terzo trimestre hanno mostrato ricavi in crescita sopra le attese grazie all’aumento dei prezzi di vendita e al miglioramento delle vendite in Cina. Il titolo è salito del 2%, ma secondo noi i problemi del gruppo sono tutto fuorché superati. Il titolo è caro. Vendi. Dall’altro, però, il mercato è stato innervosito dai risultati di un altro gigante dei prodotti alimentari e per la cura della persona, Unilever (47,79 euro; Isin NL0000009355). Il titolo ha perso in settimana il 7,7% dopo aver mostrato nel corso del 3° trimetre un rallentamento della crescita delle vendite per effetto di condizioni di mercato difficili, soprattutto in Nord America. A questo punto il gruppo ha due scelte: o rinuncia all’obiettivo di redditività prefissato per il 2020 o perde altre quote di mercato. In entrambi casi la prospettiva non è delle migliori: se le hai in mano, vendi queste azioni care. Mercato del Nord America difficile anche per un altro colosso degli alimentari come Nestlé (83,45 franchi; Isin CH0038863350): la crescita dei ricavi nei primi nove mesi dell’anno è ai minimi dal 1999. Anche i prossimi mesi resteranno difficili, nonostante la ristrutturazione. Abbassiamo le stime sull’utile per azione del 2017 da 3 a2,85 franchi, ma il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Incroci pericolosi tra Milano e Madrid

    A pesare sulle Borse europee c’è stata anche la tensione politica in Spagna, con la minaccia di una dichiarazione unilaterale d’indipendenza da parte della Catalogna. Stiamo parlando di scenari da fantapolitica, ma tanto è bastato a far perdere ulteriore terreno alla Borsa di Madrid (-0,3% in settimana). Tra le azioni iberiche, però, si è distinta Abertis (19,06 euro; Isin ES0111845014), salita in settimana del 9,1%. Il rialzo è legato all’arrivo di un’offerta d’acquisto (OPA), rivale di quella lanciata da Atlantia (27,29 euro). L’ha lanciata una società tedesca, Hochtief (150,15 euro; Isin DE0006070006) – dietro, però ci sono gli spagnoli – offrendo 18,76 euro in contanti per ogni azione Atlantia (oppure 0,1281 azioni Hochtief per ogni azione Abertis). Il prezzo offerto da Hochtief è del 13,6% superiore ai 16,5 euro offerti da Atlantia. Che fare con le Abertis? Mantienile. Primo: l’offerta di Hochtief deve essere ancora approvata dalla Consob spagnola e ci potrebbero volere anche tre mesi, quindi non rischi di vedere sparire le azioni da un giorno all’altro. Secondo: l’offerta di Atlantia per ora è sospesa, ma il gruppo italiano potrebbe rilanciare. In ogni caso non ci aspettiamo che Atlantia possa arrivare oltre i 20 euro per azione: non vale la pena comprare ora speculativamente le Abertis. Mantieni anche le Atlantia: l’incertezza di una guerra con gli spagnoli per il controllo di Abertis c’è, ma la società ha le spalle grosse per reggerla. Non per nulla le azioni in settimana hanno comunque retto, chiudendo a -0,6% a fronte di un -0,3% per Milano (continuano le tensioni sui titoli bancari in vista delle nuove regole europee sui crediti “marci”). Se hai le Hochtief, vendile: il gruppo rischia di indebitarsi parecchio e di dover fare un consistente aumento di capitale. Milano è stata condizionata anche dalla frenata di Fca (14,23 euro; -5,4%): starebbe per tagliare la produzione di Alfa Romeo e Maserati per i limiti alle importazioni fissati dalla Cina. Inoltre, si teme che i conti del terzo trimestre non siano granché. Se investi per il lungo periodo e sei un buon padre di famiglia vendi le FCA. Mantienile solo se le hai comprate sulla base della speculazione data su Altroconsumo Finanza n° 1233. 

     

    Risposte per te

    @Graziano Anche se sull’Eurotlx o su Borsa italiana costa meno come commissioni bancarie, consigliamo di comprare le Engie (14,32 euro; Isin FR0010208488) a Parigi per evitare problemi in caso di operazioni sul capitale.

    @Marco Su tutti gli acquisti di azioni inglesi devi pagare una tassa alla Regina. Si chiama “stamp duty” ed è pari allo 0,5% dell’importo investito. Si applica solo al momento dell’acquisto, non a quello della vendita.

    @Vincenzo La class action su Teva è per chi ha comprato azioni dal 15 novembre 2016 perché quella è la data di pubblicazione dei primi conti trimestrali che avrebbero “nascosto” informazioni al mercato. La causa è ancora tutta da definire.

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  • Analisi
    Unilever: acquisizione in Asia 9 mesi fa - venerdì 29 settembre 2017
    Unilever ha appena annunciato l’acquisizione di Carver, un’azienda sudcoreana di cosmetici; ma è un’operazione che non ci convince del tutto.

    Prezzo al momento dell'analisi (28/09/2017): 49,53 euro

    Ai prezzi attuali, l’azione resta cara.

    Consiglio: vendi

    Unilever (Isin NL0000009355) si rafforza nelle attività legate alla cura della persona acquisendo il produttore sudcoreano di cosmetici Carver. Con questa acquisizione il management conta di rilanciarsi sul promettente mercato asiatico. In particolare, il Pacifico asiatico è un mercato strategico per i cosmetici, ma c’è da considerare la forte concorrenza (Unilever è solo al 5° posto su questo mercato); per questo, ci sembra che Carver sia stata pagata troppo cara. A breve termine, questa operazione avrà solo un impatto marginale sull’utile per azione del gruppo e non riuscirà, secondo noi, a compensare il rallentamento delle altre attività. Il nostro consiglio resta, quindi, invariato: vendi questa azione cara.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 52,25 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 42,17 EUR
ISIN NL0000009355
Borsa Amsterdam
Beta 0,44
Volatilità 17,74 %
Numero di azioni 1.561.700.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 73,23 EUR
Settore Beni di consumo
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 195.184 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 1,55 1,43 1,28 1,21
Utile corrente 2,23 2,04 1,83 1,73
Utile netto 2,23 2,16 1,83 1,73
Cash Flow corrente 2,76 2,36 2,31 2,18
Cash Flow netto 2,76 2,48 2,31 2,18
EBIT 3,38 3,04 2,75 2,65
EBITDA 3,94 3,29 3,26 3,13
Patrimonio netto 3,62 4,62 5,76 5,44
Patrimonio netto tangibile -2,82 -1,54 -0,45 -0,27

Rendimento in euro

Unilever NV Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 8,96 % 1,57 % 7,17 %
Rendimento ultimi 6 mesi 0,25 % -2,52 % 4,66 %
Rendimento ultimo anno -2,74 % -1,97 % 8,38 %
Rendimento ultimi 5 anni 13,72 % 6,32 % 14,34 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 69,44 % 69,34 % 61,81 %
Current ratio - 0,68 0,63 0,63
ROE - 31,70 % 31,80 % 30,98 %
ROE netto - 31,70 % 31,80 % 37,88 %
Margine lordo - 42,65 % 42,17 % 38,52 %
Margine netto - 10,52 % 9,87 % 11,39 %
EBIT margin - 14,80 % 14,11 % 13,60 %
EBITDA margin - 17,58 % 16,68 % 16,56 %
Tax rate - 25,73 % 27,16 % 27,87 %
Gearing - 77,82 76,74 74,11
Patrimonio netto / totale attivo - 30,09 % 30,75 % 29,70 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 3,30 % 3,06 %
Prezzo/utile corrente 21,03 22,99
Prezzo/cash flow corrente 16,99 19,87
Prezzo/patrimonio netto 12,95 10,15
Prezzo/patrimonio netto tangibile - -
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,52 % -

(e) : stima

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