Verizon US92343V1044

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Articoli

  • Analisi
    Il regalo di Natale: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 18 dicembre 2017
    È quello che il mercato sta aspettando da Trump con il varo definitivo della riforma fiscale – dovrebbe arrivare mentre stai leggendo queste righe. Nell’attesa New York ha chiuso la settimana in rialzo dello 0,9%. Meno brillanti le Borse europee, che hanno chiuso, in media, a +0,2%.  
     
     
     
     

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  • Analisi
    Verizon: utile in calo 2 mesi fa - lunedì 30 ottobre 2017

    La pubblicazione di risultati trimestrali in linea con le attese non ha dato particolare brio al titolo. Tra vari alti e bassi, da 5 anni il titolo segue un andamento che tecnicamente si definisce “laterale” – né su, né giù.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Tra trionfo e tragedia: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 25 settembre 2017
    Bilanci quasi invariati per i listini azionari: New York ha chiuso a +0,1%, le Borse europee, in media, a +0,8%. L’avvio di questa settimana è stato relativamente tranquillo: l’esito delle elezioni tedesche sembra non spaventare i mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 22/09/17 

     

    Bene i titoli bancari americani

    La riunione della Banca centrale Usa era uno degli appuntamenti più attesi della settimana appena finita. Da un lato, l’autorità monetaria ha confermato che da ottobre inizierà la riduzione del doping di liquidità – per i dettagli vedi pagina 11 – dall’altro, però, ha lasciato intendere che la stretta monetaria, in termini di rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe essere più lenta di quanto preventivato. Bastone e carota: l’effetto finale sulle Borse è stato sostanzialmente limitato – spavento all’inizio sulla notizia della riduzione del doping, sospiro di sollievo dopo. In ogni caso, un rialzo dei tassi d’interesse a dicembre è ancora probabile: per questo, i vincitori della settimana sono stati i titoli americani del settore bancario, saliti, in media, del 3,5% – i loro margini di guadagno, in questi anni di tassi d’interesse bassi, si sono progressivamente ridotti. Bank of America (25,02 Usd; Isin US0605051046), col suo +2,6% settimanale, si è riportata sui massimi degli ultimi cinque anni. Il titolo, però, è ancora correttamente valutato: mantieni. Positivo anche l’andamento dei titoli Usa del settore assicurativo (+1%), nonostante i nuovi uragani nell’Atlantico. Tra i titoli del settore assicurativo si è distinto Axa (24,96 euro; Isin FR0000120628), salito dell’1,6% sulle voci di novità sulle attività di gestione patrimoniale – fusione con quelle di Natixis o cessione a Bnp Paribas. Sono voci che non ci dispiacciono: confermiamo il consiglio sul titolo. Acquista.

     

    Banche europee: occhi sulla questione commerzbank

    Anche le azioni bancarie europee sono salite (+1,4%), ma qui da noi l’attenzione si è concentrata sul destino di Commerzbank (11,17 euro; Isin DE000CBK1001). A metà settimana si è, infatti, diffusa la voce che il governo tedesco stesse per vendere il pacchetto di azioni Commerzbank che ha in mano. Tra i pretendenti si è parlato di Unicredit (17,81 euro) e il mercato non l’ha presa bene, facendo perdere al titolo il 2,2% nella sola giornata di mercoledì 20 – Commerzbank è una banca in difficoltà, che ha chiuso il primo semestre in perdita e che licenzierà diecimila persone. Poi, però, il Tesoro tedesco ha smentito di avere allo studio una vendita (almeno per ora) e le azioni Unicredit hanno ripreso fiato, tanto da chiudere la settimana con un +1%. Non ci aspettiamo che Unicredit si butti in un’operazione di questo tipo: confermiamo il consiglio. Acquista. Non speculare su Commerzbank: dopo il +4% settimanale, la corsa rischia di sgonfiarsi, soprattutto se il governo tedesco la tirerà per le lunghe con la vendita. Considerata la situazione della banca, il gioco non vale la candela.  

     

    Titoli tecnologici in affanno per colpa di apple

    Tra le azioni peggiori della settimana ci sono state, invece, quelle del settore tecnologico – l’indice Nasdaq, che ne include tante, ha perso lo 0,3%. A condizionarle c’è stato il -5% di Apple (151,89 Usd; Isin US0378331005): indiscrezioni parlano di ordini ben sotto le attese per il telefonino iPhone8. Inoltre, il nuovo orologio intelligente Watch Series 3 ha ancora problemi di connessione, a pochissimi giorni dal lancio. Non solo buone notizie, visto che il mercato aveva puntato molto sul successo di questi prodotti. Al più, le azioni Apple sono da mantenere (se sei un investitore prudente, vendile assieme a tutte le altre azioni americane). Tra i titoli tecnologici, spicca il +0,9% di Alphabet A (943,26 Usd; Isin US02079K3059) dopo che la società ha deciso di acquistare una parte delle attività del produttore di smartphone HTC. L’operazione dovrebbe permettere ad Alphabet di sfidare ancor più Apple – anche se per vedere gli impatti dell’acquisizione ci vorrà del tempo. Mantieni le Alphabet.

     

    Ondata di fusioni nella telefonia?

    A proposito di telefoni, il settore delle telecomunicazioni è stato tra i più vivaci della settimana (il bilancio finale medio è di un +0,8%). Sono, infatti, ripartite le discussioni per una fusione tra gli operatori americani Sprint e T-mobile: se l’operazione dovesse andare in porto, Deutsche Telekom (15,55 euro; Isin DE0005557508) potrebbe emergere come il principale azionista del nuovo gruppo. Le azioni del colosso tedesco hanno chiuso la settimana a +3,8%: se le hai in mano, mantienile, altrimenti non le comprare. Per ora la prospettiva di un nuovo colosso con cui concorrere, non ha penalizzato i due principali operatori di telefonia negli Usa: le azioni AT&T (38,59 Usd; Isin US00206R1023) e le azioni Verizon (49,90 Usd; Isin US92343V1044) hanno chiuso la settimana, rispettivamente, a +4% e a +4,3%. Che siano nell’aria fusioni e acquisizioni anche per questi due colossi? Per ora lo escludiamo: limitati a mantenere le azioni AT&T e Verizon che hai già in mano, ma non comprarne di nuove. Speriamo che queste grandi manovre “sveglino” un po’ anche Telefónica (9,05 euro; Isin ES0178430E18): da tempo ragiona sulla cessione della controllata inglese O2, ma finora non ha concretizzato nulla. L’operazione farebbe bene al gruppo e questo potrebbe essere il momento giusto per portarla in porto. Le azioni Telefonica hanno chiuso la settimana a -0,5% e sono convenienti. Acquista.

     

    Venti di guerra

    Le Borse sono state anche ostaggio delle minacce di guerra in Corea del Nord, acuitesi dopo il discorso del presidente Trump alle Nazioni Unite. Per ora non ci sono particolari reazioni scomposte, ma la tensione è strisciante. Lo dimostra il progresso del 2,4% registrato dai titoli della Difesa. Tra questi, ha spiccato Bae Systems (632 pence; Isin GB0002634946), che ha chiuso in rialzo del 6% grazie all’importante commessa in arrivo dal Qatar (dove ci sono altri venti di guerra). Il titolo in estate aveva sofferto un po’ per la debolezza del dollaro Usa (i risultati fatti oltreoceano pesano meno), un po’ per il rischio di essere esclusa da possibili gare causa l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ma secondo noi resta conveniente

    Madrid, tra le Piazze europee, è stata tra le peggiori della settimana, chiudendo a +0,1%. Milano, invece, è stata tra le migliori, chiudendo a +1,4%. La Borsa di Londra ha chiuso la settimana a +1,3%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Il 14 novembre è previsto lo stacco di un’altra fettina (0,25 euro per azione) del dividendo 2017 di Oriflame. Il pagamento dovrebbe partire già pochi giorni dopo (previsto per il 23 novembre).

    @Piero Il prezzo di Nation Grid è di 944,1 pence (indicati anche come GBp, con la p piccola). 100 pence fanno una sterlina: la tua banca può indicarti il prezzo come 9,441 GBP (sterline, con la P grande).

    @Pietro Xerox ha effettuato un raggruppamento azionario lo scorso 15 giugno (1 azione nuova per ogni 4 possedute). In tale occasione il codice Isin è cambiato da US9841211033 a US9841216081.

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  • Analisi
    Verizon: risultati in linea con le attese 6 mesi fa - venerdì 28 luglio 2017
    Le offerte commerciali lanciate dal gruppo sembrano dare i loro frutti.

    Prezzo al momento dell'analisi (27/07/2017): 47,81 USD

    Consiglio: mantieni

    Il risultato trimestrale di Verizon (Isin US92343V1044) si è rivelato in linea con le nostre attese e caratterizzato da un importante balzo nel numero di abbonati. Il gruppo ha raggiunto questo traguardo soprattutto grazie alle sue politiche commerciali: l’offerta illimitata lanciata a febbraio, e destinata a contrattaccare le offensive dei concorrenti, sembra essere stata, almeno per ora, la scelta giusta. Confermiamo il nostro consiglio. 

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  • Analisi
    Una settimana incolore: il punto sulle Borse 6 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017
    In attesa dell’avvio della stagione dei conti trimestrali – si comincia il 14 luglio con i risultati di alcuni colossi bancari americani – le Borse mantengono il freno a mano tirato. Wall Street ha chiuso la settimana a +0,1%, le Borse della zona euro, in media, a -0,2%. Milano è l’unica che spicca (+2,1%). Qui facciamo il punto anche sull'aumento di capitale di Santander, sul cambio di consiglio per Sainsbury e Edp Renováveis, sul calo di Tesla. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 07/07/17

     

    Incroci pericolosi tra Europa e stati Uniti

    I verbali dell’ultima riunione della Banca centrale Usa non hanno avuto particolare impatto sui mercati, anche se il piccolo riferimento ai valori “alti” raggiunti dalle Borse (già fatto in passato) non ha sicuramente agevolato una corsa dei listini. Oltre a questo, la Borsa Usa è stata frenata dal calo di uno dei suoi colossi, General Electric (26,15 Usd; Isin US3696041033). Il titolo ha perso il 3,2% dopo che la Commissione europea ha accusato la società di aver fornito informazioni scorrette nel momento in cui ha acquisito una società europea che fa le pale per gli impianti eolici. La paura è che ci siano sanzioni pesanti, anche se sicuramente la società farà ricorso e i tempi saranno lunghi. Per ora confermiamo il nostro consiglio: limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove. La settimana si era aperta con le voci di una possibile scalata di Verizon (43,48 Usd; Isin US92343V1044) su Disney (103,32 Usd; Isin US2546871060). E’ poco credibile che accada, non per nulla l’entusiasmo è scemato presto e entrambi i titoli hanno chiuso la settimana in calo del 2,6% e 2,8%, rispettivamente. Sono, al più, da mantenere.

     

    Bene le banche del Vecchio continente

    Anche in Europa, la Banca centrale europea ha svelato i verbali della sua ultima riunione. Non ci sono state particolari sorprese, ma il mercato ha voluto comunque leggere tra le righe un atteggiamento meno “accomodante”. La prospettiva di tassi d’interesse in rialzo ha spinto i titoli bancari europei che, mediamente, hanno chiuso la settimana a +1,5%. E ancor meglio sono andati i titoli bancari italiani (+4,5% in media), galvanizzati dall’ok al piano di salvataggio del Monte Paschi (titolo sospeso dalle quotazioni) da parte dell’Europa. Questo spiega l’ottimo risultato di Milano, listino dove i titoli bancari hanno un peso rilevante: Intesa Sanpaolo (2,84 euro) e Unicredit (17,5 euro), che sono tra i primi 5 titoli della Borsa italiana, sono saliti rispettivamente del 2,3% e del 7% – quest’ultimo balzo è stato favorito anche dal perfezionamento della cessione di Pioneer. Entrambi i titoli sono da acquistare in un’ottica di lungo periodo. Nella settimana dell’avvio dell’aumento di capitale da 7 miliardi, ha retto bene anche il titolo Santander (5,81 euro, Isin ES0113900J37; +2% alla fine della settimana). Se sei azionista ti è stato dato un diritto d’opzione (0,095 euro; Isin ES06139009P1) per ogni azione Santander. Hai due scelte: o usi i diritti per comprare nuove azioni Santander al prezzo di 4,85 euro ciascuna (dovrai usare 10 diritti per ogni azione nuova) o vendi i diritti in Borsa. Ti consigliamo questa seconda scelta: con l’acquisto del Banco Popular, Santander aumenterà il suo giro d’affari, ma anche i crediti “marci” in pancia. Il titolo è al più correttamente valutato, quindi non ha senso acquistare altre azioni. Vendi al più presto i diritti in Borsa (avrai tempo solo fino al 20 luglio, ma fallo subito) e mantieni le azioni che hai. Lo sbarco a Piazza Affari di DoBank, la società che ha in gestione i crediti “marci” di Unicredit, dovrebbe avvenire prima del previsto, il 14 luglio. L’offerta non è stata aperta ai piccoli risparmiatori.

     

    Londra galleggia

    Londra è riuscita a chiudere la settimana con un piccolo attivo (+0,5%) nonostante il calo del 2,1% di Sainsbury (246,4 pence; Isin GB00B019KW72). Penalizzazione ingiusta, perché la strategia del gruppo è convincente e comincia a dare i frutti sperati – le vendite del primo trimestre dell’anno fiscale 2017/18 (finisce a marzo 2018) sono state superiori alle attese. Il mercato, però, sembra voler ignorare i buoni risultati e voler concentrarsi sui timori di un’ulteriore compressione dei margini di guadagno del gruppo per effetto sia del rialzo dei prezzi delle materie prime importate (si teme sterlina debole a lungo), sia delle minori spese da parte delle famiglie per colpa dell’inflazione. Purtroppo non crediamo che a breve termine questo atteggiamento cambierà: ti consigliamo di vendere il titolo. Comunque lo seguiremo e valuteremo se sarà il caso di tornare a investirci più avanti. A Londra ha pagato dazio anche Reckitt Benckiser (7.668 pence; Isin GB00B24CGK77): il gruppo ha rivisto al ribasso le attese sui ricavi dell’anno in corso e il titolo ha perso l’1,5%. Titolo caro, vendi.

     

    Tecnologici tra alti e bassi

    Non ha aiutato i listini l’andamento traballante del settore tecnologico (-0,3%). A pesare, questa volta, c’è stato il titolo Tesla (313,22 Usd; Isin US88160R1014), sceso del 13,4%. Doveva essere una settimana trionfale, con l’annuncio della produzione della Model 3 finalmente nei tempi previsti – Tesla non è mai stata puntuale – ma tutto è andato storto. I livelli di produzione della Model 3 per settembre sono stati abbassati. Inoltre, anche i dati di vendita degli altri modelli già in circolazione, per il primo semestre dell’anno, sono stati inferiori alle previsioni. Infine, la vettura Model S non è riuscita a ottenere la “medaglia d’oro” nei recenti test sulla sicurezza (Tesla si vantava della sicurezza). Non approfittare del calo per acquistare: Tesla è una società che non fa utili e brucia liquidità. Se hai le azioni, vendile. 

     

     

    Edp renováveis: via!

    L’Opa su EDP Renováveis (6,86 euro; Isin ES0127797019) è partita. Rilanci non ce ne sono stati e l’operazione dovrebbe portare al ritiro del titolo dal listino. Te ne devi liberare. Il prezzo in Borsa è lievemente superiore a quello d’Opa (6,75 euro), ma le commissioni di compravendita sui titoli portoghesi sono di solito elevate. Meglio, dunque, aderire all’Offerta – in questo caso non dovresti pagare commissioni. Chiedi alla banca se puoi farlo – capita che a volte gli italiani non possano partecipare alle operazioni estere. Se puoi, aderisci all’Opa. Altrimenti vendi in Borsa. Informati subito, devi fare tutto entro fine luglio. 

     

    Risposte per te

    @Carlo Vodafone ha staccato il saldo del dividendo per l’anno 2016/17 l’8 giugno. Il pagamento partirà dall’8 agosto. Lo stacco dell’acconto del dividendo per il 2017/18 è previsto il 23 novembre.

    @Giuseppe Per comprare azioni non serve aprire piattaforme in broker esteri. Basta aprire un conto titoli presso la tua banca. Scegli il regime amministrato: la banca si occuperà di curare tutta la fiscalità per te.

    @Stefano Anche se compri le azioni Telefônica Brasil sulla Borsa di New York (13,41 Usd; Isin US87936R1068), la società resta comunque brasiliana. Come tale la devi considerare ai fini del tuo portafoglio.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 53,53 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 42,89 USD
ISIN US92343V1044
Borsa New York
Beta 0,56
Volatilità 16,64 %
Numero di azioni 4.079.406.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 210,29 USD
Settore Telecomunicazioni
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 753.239 USD
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (USD)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 2,40 2,34 2,29 2,23
Utile corrente 3,95 3,80 3,22 4,38
Utile netto 3,95 3,80 3,22 4,38
Cash Flow corrente 7,92 7,65 6,98 8,19
Cash Flow netto 7,92 7,65 6,98 8,19
EBIT 7,27 6,96 6,63 8,09
EBITDA 11,35 10,91 10,54 12,01
Patrimonio netto 8,54 6,99 5,53 4,03
Patrimonio netto tangibile 1,87 0,31 -1,15 -2,19

Rendimento in euro

Verizon Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 3,11 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi 15,15 % 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno -9,53 % 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni 10,54 % 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 70,97 % 47,75 % 81,07 %
Current ratio - 0,87 0,64 1,06
ROE - 58,28 % 108,83 % 78,26 %
ROE netto - 58,28 % 108,83 % 78,26 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 10,80 % 13,96 % 9,41 %
EBIT margin - 21,48 % 25,12 % 15,42 %
EBITDA margin - 34,12 % 37,29 % 28,43 %
Tax rate - 35,16 % 34,93 % 21,70 %
Gearing - 437,74 592,56 746,69
Patrimonio netto / totale attivo - 9,84 % 7,29 % 5,88 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 4,62 % 4,51 %
Prezzo/utile corrente 13,14 13,66
Prezzo/cash flow corrente 6,55 6,79
Prezzo/patrimonio netto 6,08 7,43
Prezzo/patrimonio netto tangibile 27,76 167,45
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,53 % -

(e) : stima

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