Vodafone Group

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203,55 GBp 19/02/2018 17:35 Londra
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5,39 % Rendimento a 1 anno
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Articoli

  • Analisi
    Vodafone Group in trattative con Liberty Global 14 giorni fa - lunedì 5 febbraio 2018
    Venerdì scorso Vodafone Group ha confermato di essere in trattative con Liberty Global per acquisire alcune sue attività europee; un annuncio che è piaciuto al mercato e che ha permesso al titolo di recuperare una parte del terreno perso nei giorni precedenti.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Vodafone: si attenua l'effetto-trimestrale 3 mesi fa - giovedì 23 novembre 2017
    L’effetto positivo sui prezzi di Borsa dato dall’annuncio dei risultati semestrali superiori alle attese sembra essersi già esaurito, almeno per il momento. 

    Prezzo al momento dell'analisi (22/11/2017): 228,75 pence

    Restiamo ottimisti: negli ultimi 5 anni il titolo (dividendi inclusi, in euro) ha reso, in media, quasi l’11% l’anno, ma continua ad avere, secondo noi, un importante potenziale di crescita.

    Consiglio: acquista

    Come ti abbiamo già accennato qualche giorno fa, i risultati del 1° semestre 2017/2018 di Vodafone (Isin GB00BH4HKS39) sono stati ottimi e hanno portato il gruppo ad alzare le stime sul futuro: prevede ormai per tutto il 2017/18 un risultato in crescita del 10% (non più del 6%). In Europa (70% degli utili industriali) il gruppo cresce più dei concorrenti, grazie al ricentraggio su alcuni mercati, ai tagli ai costi e all’ampliamento dell’offerta. In particolare, realizza un forte aumento del numero di abbonati e dei ricavi medi per abbonato sui suoi 4 mercati chiave (Germania, Italia, Regno Unito e Spagna). Nonostante le acquisizioni, il debito non è, secondo noi, a un livello eccessivo rispetto alle liquidità generate dall’attività; per questo, Vodafone dovrebbe poter aumentare regolarmente il già generoso dividendo. Alziamo le stime sull’utile per azione a 6,84 pence nel 2017/18 e a 8,45 pence nel 2018/19.

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  • Analisi
    Ancora un calo per l'Europa: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 20 novembre 2017
    Secondo bilancio settimanale in rosso per le Borse europee, che in media hanno fatto -1,3%. Debole anche Wall Street che ha chiuso la settimana con un piccolo calo dello 0,1%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Un altro piccolo record per Wall Street: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017
    Grazie al +1,6% fatto segnare in settimana, la Borsa Usa si è portata su nuovi massimi storici. Bene anche le Borse europee che, in media, sono salite dell’1,4%. L’ottimismo, però, è fragile e le tensioni legate a un conflitto in Corea del Nord potrebbero far tornare il brutto tempo sui mercati.

    Prezzi e variazioni settimanali al 15/09/17 

     

    Il rimbalzo degli assicuratori

    A sostenere la salita delle Borse c’è stato il rimbalzo dei titoli degli assicuratori – le azioni di quelli specializzati nel ramo danni sono salite, in media, dell’1,7%. L’uragano Irma che ha colpito la Florida si è dimostrato, infatti, meno devastante del previsto: ora i danni stimati dal settore assicurativo sono tra i 20 e i 40 miliardi di dollari contro i 100 che si temevano all’inizio. Sui danni effettivi, però, c’è ancora incertezza: meglio evitare di investire sul settore assicurativo americano. Gli assicuratori europei sembrano essere molto poco esposti ai disastri naturali avvenuti dall’altra parte dell’Oceano, ma questo comunque non vuol dire che lo scenario in cui si muovono sia tutto rose e fiori: il permanere di bassi tassi d’interesse (e il rischio che questa situazione in Europa possa proseguire a lungo) pesa ancora sui loro bilanci. Nel settore consigliamo di acquistare solo due titoli: Generali (15,32 euro; +2,4% in settimana) e Axa (24,55 euro, Isin FR0000120628; +2,5%) – la prima era già presente sul promettente mercato asiatico, la seconda vi ci sta investendo con decisione. La settimana è stata positiva per tutto il settore finanziario (+1,8%). In particolare, sono andati beni i titoli bancari europei, saliti dell’1,9%. Compra Unicredit (17,64 euro; +5,4%) e Intesa Sanpaolo (2,91 euro; +3,6%).

     

    La corsa dei petrolieri

    Un’ottima spinta è arrivata anche dai titoli del settore energetico (+2,2% in media), che hanno beneficiato dell’ulteriore rialzo dei prezzi del greggio – quello di qualità brent si è ormai riportato sui 55 dollari al barile (+3% in settimana), valori che non vedeva dallo scorso aprile. A infiammare l’oro nero sono stati i dati che hanno mostrato nel secondo trimestre dell’anno un aumento della domanda di greggio, a livello mondiale, come mai si era visto negli ultimi due anni. Ma non solo: a questo si è aggiunta una riduzione dell’attività delle trivelle che potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Maggiore domanda e minore offerta sono le classiche condizioni che portano a un aumento dei prezzi. Vedremo, però, quanto i Paesi del Medioriente andranno davvero avanti con il “freno tirato”: non investire direttamente sul prezzo del greggio, c’è il rischio di ulteriori su e giù nei prossimi mesi. Meglio scegliere azioni di una compagnia petrolifera: Chevron (114,63 Usd; Isin US1667641005), per esempio, ha già riorganizzato le attività per riuscire a reggere anche a fronte di una nuova discesa del greggio. Il titolo ha messo su il 3,5% in settimana, ma resta convenienteEni (13,81 euro; +2,6%) ha staccato il 18 settembre l’acconto sul dividendo 2017. L’importo è di 0,4 euro, un valore in linea con le nostre attese. Confermiamo il consiglio: mantieni. 

     

    Apple non scalda più di tanto i tecnologici

    Poca spinta, invece, è arrivata da Apple (159,88 Usd; Isin US0378331005): nonostante la tanto attesa presentazione del nuovo iPhone, il titolo ha chiuso la settimana con modesto rialzo dello 0,8%. Non ci sorprende: le azioni erano salite tanto nelle settimane scorse sulla scia delle indiscrezioni sul nuovo telefonino e queste si sono rivelate tutte confermate – in finanza vale il solito adagio, compra sulla base delle indiscrezioni, vendi sulla base delle notizie. Inoltre le prime consegne avverranno un po’ più tardi del previsto. Le azioni Apple sono salite del 38% da inizio anno contro il +12% circa della Borsa Usa. Secondo noi Apple è al più da mantenere – se sei un investitore “prudente”, però, vendi le azioni Apple e tutte quelle americane. La finlandese Rovio - quella di Angry birds - di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1235, ha avviato l’operazione di quotazione in Borsa. Rispetto a quanto inizialmente ventilato, ha “ridimensionato” la richiesta: chiede tra 10,25 e 11,5 euro per azione, fatto che valorizza la società tra 950 e 1,1 miliardi di dollari (si parlava di 2 miliardi di dollari). È comunque tanto: non sottoscrivere queste azioni. 

     

    Teva infiamma il settore farmaceutico

    Progresso dello 0,7% per il settore farmaceutico, dove, però spicca il +16,8% di Teva Pharma (18,10 Usd; Isin US8816242098). Due i motivi alla base di questo risultato. Primo: la società ha finalmente trovato un nuovo “capitano d’azienda”. Si tratta di una persona che lavora da trent’anni nel settore e che ha guidato i laboratori danesi Novo Nordisq e Lundbeck. Secondo: la società sta andando avanti con il piano di dismissioni – ha annunciato la chiusura dell’accordo per la vendita della controllata Paragard. Le notizie sono sicuramente positive, ma preferiamo mantenere un consiglio prudente, visto che il piano di cessioni è ambizioso e che i nuovi vertici non hanno ancora dato dettagli sull’orientamento strategico. Limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove.

     

    Londra maglia nera

    Tra le Borse europee si è distinta negativamente quella di Londra, calata del 2,2%. La ragione principale del calo va cercata nei dati sull’inflazione (la corsa dei prezzi), salita più del previsto. Questo rende più probabile un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale britannica e ha, quindi, spinto la sterlina a recuperare terreno nei confronti dell’euro (+3,6%). Non è il massimo per le tante società del listino che vivono di esportazioni. A questo si è aggiunta la bomba fatta esplodere nella metro di Londra che, nella giornata di venerdì 15, ha acuito la tensione già presente sul mercato. Per ora non ci spaventiamo: confermiamo il peso della Borsa inglese in portafoglio (20%) e i consigli d’acquisto su Vodafone (206,45 pence; Isin GB00BH4HKS39), scesa in settimana del 3,4%, e Rio Tinto (3.452,5 pence; Isin GB0007188757), scesa del 4,1%. 

    La Borsa brasiliana ha guadagnato il 3,7% nonostante le nuove accuse contro il presidente Temer nell’inchiesta sulla corruzione. Evidentemente il mercato non crede, per ora, che questo possa portare a un cambio nella guida del Paese (il real ha ceduto solo lo 0,3% nei confronti dell’euro). Se sei un investitore prudente, non investire sulla Borsa brasiliana. Altrimenti, dedicaci il 5% del tuo portafoglio.

    Risposte per te

    @Gianfranco La normativa sulla fiscalità degli Etf è cambiata da aprile 2014. Da allora non c’è alcun modo di compensare le plusvalenze ottenute su Etf con minusvalenze pregresse, nemmeno parzialmente.

    @Nicola Le variazioni dell’Etfs gold bullion sono corrette: seguono l’andamento dell’oro, ma risentono anche al tasso di cambio euro/dollaro. Se l’oro sale dell’1% e il dollaro perde l’1%, l’Etf resta fermo in Borsa.

    @Rosanna Il certificate 7x short che usavi con codice Isin DE000SG409N9 è ancora quotato. A seguito del raggruppamento di luglio, però, il suo codice Isin è diventato DE000SG2QNU4.

     

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  • Analisi
    Male l'Europa, si salva Wall Street: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 24 luglio 2017

    Settimana poco esaltante per le Borse: i primi conti trimestrali societari stanno riservando qualche sorriso, ma anche amarezze. New York ha chiuso a +0,5%, le Borse europee, in media, a -1,6%. Debole anche Milano, -1,3%. Parliamo qui anche di JinkoSolar e di Atlantia. 

     

    Variazioni settimanali su prezzi al 24/07/17 

     

    Oltre ai conti societari, i mercati, in settimana, attendevano con ansia altri due eventi. Il primo: la riunione della Banca centrale europea. Chi temeva una stretta sul “doping” già fin da ora ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Non ci sono, però, stati slanci di entusiasmo dopo la decisione: è verosimile che di stretta si riparli molto presto, già in autunno. Insomma, per ora si va avanti come si è fatto finora, ma con uno spauracchio all’orizzonte: una prospettiva non proprio rassicurante per i mercati. Il secondo: il varo della riforma sanitaria di Trump negli Usa. Ancora una volta è stato un buco nell’acqua. Bisognerà, verosimilmente, ripartire da zero nella stesura del testo – significa dover aspettare ancora parecchio tempo. Questo, assieme alle notizie di ulteriori indagini sul presidente (questa volta legate alle sue aziende), ha invogliato il mercato a continuare a essere cauto: il rischio è che la tanto attesa riforma delle tasse, che dovrebbe spingere consumi e utili societari, arrivi troppo tardi (o non arrivi mai). Si tratta di un atteggiamento di prudenza che vediamo da settimane: il rialzo complessivo di Wall Street dal 1° giugno è solo dell’1,7%.

     

    IBM: -4,6% dopo i conti

    Il settore tecnologico ha chiuso la settimana con un bilancio positivo (+1,5%), ma non tutte le società che hanno presentato i conti hanno convinto. Tra le delusioni, c’è stata IBM (147,08 Usd; Isin US4592001014). I ricavi sono scesi per il 21° trimestre consecutivo. Non ci spaventiamo: il risultato era atteso in quanto legato alla trasformazione della società da un venditore di materiali informatici a un fornitore di software e servizi alle imprese. Tra l’altro, i vertici restano fiduciosi sulla possibilità di registrare un progresso degli utili a fine anno, complice il lancio di un nuovo server in autunno. Noi confermiamo le stime su un utile per azione di 12 usd nel 2017 e di 12,8 Usd nel 2018. Il titolo secondo noi è conveniente. Acquista.

     

    La cina spinge i titoli delle materie prime

    Qualche sorriso è arrivato dalla Cina, dopo che i dati sulla ricchezza prodotta dal Paese nel secondo trimestre dell’anno si sono dimostrati lievemente superiori alle attese. La Borsa (indice Csi300) ha chiuso la settimana il rialzo dello 0,7%: se sei un investitore prudente non investirci su. Altrimenti, dedicaci tra il 5% e il 10% del tuo portafoglio. I dati cinesi hanno fatto risalire i prezzi di molte materie prime, favorendo le società del settore (+1,5% il rialzo medio). Tra queste si è distinta, ancora una volta, Schnitzer Steel (26,2 Usd; Isin US8068821060), salita in settimana di un ulteriore 2,1%. Pare che un incontro tra le delegazioni americane e cinesi sia andato malissimo: la sensazione è che gli Usa vadano sempre più verso l’introduzione di dazi sulle importazioni di acciaio cinesi. Un bene per Schnitzer Steel: puoi continuare a comprare questo titolo conveniente. Poco brillante, invece, Rio Tinto (3.353 pence; Isin GB0007188757), scesa del 2,8% dopo aver ridotto gli obiettivi sui volumi di consegna del minerale di ferro nel 2017 a causa del maltempo in Australia, dove si trovano molte sue importanti miniere. Per ora non ci spaventiamo e non crediamo che questo possa portare a una revisione del dividendo pagato dal gruppo. Il titolo resta conveniente. Acquistalo in un’ottica di lungo periodo. Per sapere esattamente quanto puntare sulla Borsa cinese e con quali strumenti visita www.altroconsumo.it/finanza/portafogli. 

     

    Balzo in avanti di jinkosolar

    Tra le società cinesi, JinkoSolar (27,36 Usd; Isin US47759T1007) si è distinta con un’impennata del 18,4%. Diversi i motivi del rialzo. Dei buoni dati sull’economia cinese abbiamo già detto: quest’anno nel gigante asiatico si dovrebbe battere un nuovo record in fatto di pannelli solari installati. Poi c’è il rialzo del prezzo del greggio (+3,7% nelle ultime due settimane per quello di qualità brent): più il petrolio costa, più le aziende hanno interesse a puntare sulle energie rinnovabili. Infine, dopo San Francisco e altre 2 città californiane, anche la città di Miami ha varato una normativa che obbliga l’istallazione di pannelli solari in tutte le nuove case: fatto che lascia sperare sul fatto che altre città americane seguano questo esempio. Per questo, anche se il titolo viaggia non lontano dai massimi degli ultimi cinque anni, resta correttamente valutato. Se hai già in mano le azioni, mantienile. Se non le hai, però, non vale la pena acquistarle a questi prezzi.

     

    L’incrocio delle autostrade tra spagna e italia

    In una Milano indebolita dal rallentamento dei titoli bancari per effetto delle parole della Banca centrale europea, le Atlantia (25,39 euro, +2,3%) sono state tra le azioni protagoniste della settimana. A inizio settimana sono salite: l’offerta d’acquisto sulla spagnola Abertis (16,65 euro; Isin ES0111845014) sembrava poter procedere senza intoppi dopo che era sfumata la possibile controfferta da parte della spagnola Aena. Sul finire della settimana, però, l’umore è cambiato: un altro gruppo spagnolo, Acs, ha dichiarato di star valutando una controfferta su Abertis. Questi tentativi sembrano avere dietro una regia “politica”. È possibile che il governo spagnolo – che è della partita per via di alcune partecipazioni detenute da Abertis – chieda alla fine ad Atlantia di alzare la posta in gioco. Non è il massimo: limitati a mantenere le Atlantia senza acquistarne di nuove. Mantieni anche le Abertis, consigliate su Altroconsumo Finanza n° 1219, per beneficiare del possibile ritocco dell’offerta. Non le comprare ora se non le hai: se ci sarà, il ritocco non sarà da strapparsi i capelli e, viste le dimensioni di Abertis, le probabilità che una controfferta vada in porto restano basse.

     

    La paura di uno scandalo “dieselgate” ha fatto perdere il 3,5% alle azioni Daimler (62,42 euro; Isin DE0007100000). La società deve fare un aggiornamento del software delle auto, ma il costo dell’operazione è tutto sommato contenuto. Puoi mantenere queste azioni.

     

    Londra +1%

    Il listino britannico è andato bene grazie alla ripresa di due titoli che avevano sofferto nelle scorse settimane. Il primo è Reckitt Benckiser (7.881 pence; Isin GB00B24CGK77), salito dell'1,8% dopo che la società ha trovato l’accordo per vendere la controllata RB Food al gruppo americano MC Cormick. Il prezzo spuntato è buono, ma l’introito serve solo a ridurre i debiti. Il consiglio non cambia: vendi. Compra, piuttosto, Vodafone (226 pence; Isin GB00BH4HKS39): il gruppo ha mostrato, a perimetro aziendale costante, un progresso dei ricavi del 2,2% (la crescita si era fermata al +1,5% nel trimestre precedente). Grazie a questi risultati il titolo ha guadagnato in settimana il 3,3%, ma secondo noi è ancora conveniente.

     

    Risposte per te

    @DanieleLascia stare leopzioni binarie. Non si tratta di un vero investimento finanziario, ma di una semplice scommessa come quelle che puoi fare allaSnai– per maggiori informazioni vediAltroconsumo Finanzan° 1172.

    @FrancoLe azioni americane solitamente pagano il dividendo in quattro fette ogni anno. Quello che trovi indicato nelle schede azioni allepagine 4-6è quello complessivo annuo da noi stimato a valere sul bilancio del 2017.

    @NicolaLe minusvalenze sugli Etf azionari hanno esattamente la stessa durata delle minusvalenze sulle singole azioni: 4 anni più quello in corso. Se vendi ora l’Etf, le tue minusvalenze scadranno a fine dicembre del 2021.

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 238,00 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 198,00 GBp
ISIN GB00BH4HKS39
Borsa Londra
Beta 0,62
Volatilità 19,39 %
Numero di azioni 26.962.750.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 5.517,93 GBp
Settore Telecomunicazioni
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 13.330.965 GBp
Punteggio corporate governance 7

Indici chiave per azione (GBp)

2017-18 (e) 2016-17 (e) 2015-16 2014-15
Dividendo 13,52 12,52 11,45 11,22
Utile corrente 6,84 -5,40 -3,06 21,75
Utile netto 6,84 -19,10 -15,08 21,75
Cash Flow corrente 39,70 27,90 33,46 57,36
Cash Flow netto 39,70 27,90 33,45 57,36
EBIT 10,85 11,14 4,99 7,66
EBITDA 47,08 45,15 42,26 43,77
Patrimonio netto 209,30 208,43 236,62 238,45
Patrimonio netto tangibile 123,54 126,35 150,81 153,44

Rendimento in euro

Vodafone Group Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -8,15 % -1,12 % -0,07 %
Rendimento ultimi 6 mesi -3,61 % 0,40 % 4,08 %
Rendimento ultimo anno 5,39 % 2,84 % -0,21 %
Rendimento ultimi 5 anni 8,57 % 5,78 % 14,03 %

Indici finanziari della società

2016-17 (e) 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out - - 50,81 % 32,68 %
Current ratio - 0,84 0,69 0,99
ROE - -1,30 % 9,11 % -10,57 %
ROE netto - -6,40 % 9,11 % 115,20 %
Margine lordo - 25,72 % 26,87 % 27,13 %
Margine netto - -9,32 % 14,01 % 154,96 %
EBIT margin - 3,25 % 4,81 % -10,93 %
EBITDA margin - 27,53 % 27,46 % 26,00 %
Tax rate - - -413,63 % -38,71 %
Gearing - 45,39 34,37 26,14
Patrimonio netto / totale attivo - 48,07 % 52,87 % 43,02 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17 (e)
Rendimento da dividendo 6,61 % 6,12 %
Prezzo/utile corrente 29,92 -
Prezzo/cash flow corrente 5,15 7,34
Prezzo/patrimonio netto 0,98 0,98
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,66 1,62
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 8,41 % -

(e) : stima

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