Volkswagen

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Articoli

  • Analisi
    Piccoli sorrisi sui mercati: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 27 novembre 2017
    Settimana moderatamente positiva per i listini azionari: Wall Street ha archiviato un rialzo dello 0,9%, le Borse europee, in media, hanno fatto +1,1%, Londra è salita dello 0,4%. Torniamo anche a fare il punto su United Utilities, dopo i conti. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 24/11/17

     

    La luce in fondo al tunnel

    Gli spunti di ottimismo sono arrivati dai dati macroeconomici. Negli Usa sia la fiducia dei consumatori, sia i dati sulla vendita delle case sono stati migliori delle attese. Significa che c’è ricchezza e questo lascia ben sperare per un progresso degli utili delle aziende quotate in Borsa. Anche l’economia europea, però, sembra finalmente in ripresa dopo una lunghissima crisi: i dati sull’andamento dell’attività manifatturiera sono stati i migliori mai registrati dal 2000. A rasserenare ci sono state anche le notizie arrivate, sul finire della settimana, dalla Germania: si è riaperto uno spiraglio per la formazione di un governo di “larghe intese” che possa scongiurare un ritorno alle urne – sarebbe motivo d’incertezza sul destino della locomotiva d’Europa, quindi tale prospettiva non piace ai mercati. 

    Il Nasdaq, il listino con tanti titoli tecnologici, ha fatto meglio del resto di Wall Street: +1,6%. Applied Materials (57,91 Usd; Isin US0382221051) ha fatto meglio del settore, salendo del 2,5%. Ci aspettavamo, però, un reazione migliore ai conti presentati qualche giorno fa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1245). La sensazione è che il titolo abbia già dato: vendi e goditi i guadagni – dal primo consiglio di ottobre 2015 (vedi Altroconsumo Finanza n° 1145) il prezzo è salito del 252%!

     

    A marcia ingranata

    Il miglioramento delle prospettive economiche non poteva che far bene ai titoli delle auto: il settore automobilistico è stato tra i migliori della settimana (+2,2%). In particolare, si sono distinte le azioni Volkswagen (169,39 euro; Isin DE0007664005), salite del 5,5% dopo che la società ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita di ricavi e utili da qui al 2020. Le attese sulla crescita dei ricavi di Volkswagen al 2020 sono state portate dal 20% al 25%. Quelle sugli utili dal 30% al 25%. Gli obiettivi sono ambiziosi, soprattutto quello sugli utili, considerati gli investimenti notevoli e l’incognita dello scandalo legato alle emissioni truccate che ancora grava sul gruppo tedesco. Per questo restiamo prudenti con stime e consiglio. Al più, se le hai, mantieni le azioni Volkswagen.

     

    Milano maglia rosa

    Tra le Borse europee si è distinta Milano, che ha chiuso la settimana in rialzo dell’1,5%. Una spinta importante è arrivata da Mediaset (3,202 euro), salita in settimana dell’8,8%. Due le notizie che hanno permesso questa corsa. Primo: la società sarebbe vicina a trovare un accordo con Tim per la fornitura di contenuti per la tv online Tim vision (significa soldi che entrano nelle casse di Mediaset). Secondo: indiscrezioni danno Vivendi disponibile a trovare un accordo con Mediaset per chiudere definitivamente la questione Mediaset Premium versando 700 milioni di euro nelle casse di Mediaset. Una soluzione “amichevole” era ciò su cui ti avevamo fatto scommettere su Altroconsumo Finanza n° 1241. Se hai comprato le Mediaset in quest’ottica, mantienile, anche se all’inizio di questa settimana le probabilità di un accordo a breve sono un po’ scese. Se non avevi fatto la scommessa allora, non la fare adesso: alla luce dei rialzi recenti non vale la pena speculare ora. Al di là delle speculazioni, in un’ottica di lungo periodo le Mediaset sono correttamente valutate. A proposito di Tim e Vivendi, un’altra azione che ha aiutato Milano è stata Telecom Italia (0,723 euro). In settimana sono circolate indiscrezioni secondo cui il gruppo sarebbe vicino a scorporare dal perimetro aziendale l’infrastruttura di rete fissa. Che questa sia venduta o quotata in Borsa, sarebbero comunque soldi che entrerebbero nelle casse di Telecom Italia. Questo ha permesso al titolo di chiudere la settimana con un rialzo del 6,5%. Non vale la pena, però, speculare su questa possibile operazione, né acquistare le azioni Telecom Italia: i soldi serviranno solo per coprire gli ampi debiti del gruppo. Se hai le Telecom, vendile. 

    II governo americano è sceso ufficialmente in campo per bloccare la fusione tra AT&T (34,81 Usd; Isin US00206R1023) e Time Warner (89,5 Usd; Isin US8873173038). La partita, però, è ancora lunga. Le azioni AT&T e Time Warner hanno chiuso la settimana, entrambe, a +0,9%. Mantienile entrambe.  

     

    Londra frenata dalle utility

    La Borsa di Londra (+0,4%) è stata penalizzata dal -15% circa delle azioni Centrica (139 pence, Isin GB00B033F229; non acquistare): la società di distribuzione di gas ha lanciato un allarme sui risultati e ha ammesso di aver perso diversi clienti. Il calo non poteva non pesare sugli altri titoli britannici del settore: le United Utilities (789,5 pence; Isin GB00B39J2M42) hanno ceduto l’1,1%, le National Grid (866,6 pence; Isin GB00BDR05C01) hanno perso l’1,8%. Restiamo, però, ottimisti su entrambi questi titoli. I conti della United Utilities non hanno mostrato segnali di debolezza: anche se per ora non è emerso un significativo aumento della clientela per effetto della liberalizzazione del settore idrico (vedi Altroconsumo Finanza n° 1245), i ricavi sono comunque saliti del 2,5% e gli utili, componenti straordinarie escluse, sono aumentati del 6%. L’acconto sul dividendo è stato alzato da 12,95 a 13,24 pence. L’acconto sul dividendo di United Utilities sarà staccato il 21/12/17 e pagato dall’1/2/2018. Secondo noi resta un buon titolo per scommettere sulla sempre maggiore attenzione del mercato al tema delle risorse idriche. Anche i conti di National Grid hanno mostrato segnali che lasciano ben sperare sul fatto che la società possa continuare a distribuire dividendi generosi – ne parliamo a pagina 5 e in Detto tra noi. Dai massimi di maggio le azioni hanno perso circa il 25%: un calo eccessivo. Acquista. 

     

    La spagnola Acciona (67,84 euro; Isin ES0125220311) rischia di dover mettere a bilancio svalutazioni consistenti legate all’acquisizione della società Nordex (in perdita). Il rischio è concreto in quanto la stessa Consob ha acceso i fari sul bilancio di Acciona. Per questo cambiamo il nostro consiglio: vendi le azioni Acciona.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Sia L3 Technologies, sia Sainsbury hanno staccato il dividendo il 16 novembre. La messa in pagamento, però, avverrà a partire dal 15 dicembre per L3 e dal 2 gennaio 2018 per Sainsbury.

    @Giuseppe Sconsigliamo di chiedere il dividendo Sainsbury in azioni del gruppo. Anzi, consigliamo di vendere le Sainsbury (227,4 pence; Isin GB00B019KW72) che hai – avrai comunque diritto al dividendo.

    @Wanda Non fare trading con i cfd. Sono prodotti derivati altamente rischiosi: se il mercato ti viene contro non hai il tempo dalla tua parte per sperare in un recupero. Puoi solo leccarti le ferite.

     

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  • Analisi
    Volkswagen: nuovi accantonamenti per il dieselgate 8 mesi fa - lunedì 16 ottobre 2017

    Volkswagen dovrà mettere a bilancio dei nuovi accantonamenti per lo scandalo dieselgate. Confermiamo, tuttavia, le nostre stime, già prudenti, sull’utile per azione 2017 (20 euro) e 2018 (23 euro).

     
     
     
     

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  • Analisi
    Ancora guai per il settore auto tedesco 11 mesi fa - giovedì 27 luglio 2017
    Le rivelazioni su un possibile cartello (un accordo illegale) tra i produttori di auto tedeschi scuotono ancora di più la reputazione di un settore già intaccata dallo scandalo dieselgate. 

    A causa di queste notizie, è ragionevole aspettarsi un aumento della volatilità nei prossimi mesi. La prudenza resta, quindi, d’obbligo. Nonostante valutazioni di Borsa non eccessive, VW e Daimler restano al più da mantenere. Solo BMW, che nega ogni coinvolgimento, può meritare, ad oggi, un acquisto.

    Mentre Volkswagen (138,58 euro; Isin DE0007664005) e Daimler (60,50 euro; Isin DE0007100000) richiamano milioni di auto in  seguito allo scandalo diesel, è ora un’altra vicenda a scuotere l’industria automobilistica tedesca. Sembrerebbe che dagli anni 90 i costruttori teutonici si siano accordati su prezzi, tecnologie, fornitori… Se questa ipotesi di “cartello”, che è ora oggetto di indagini da parte della Commissione europea, fosse confermata, l’impatto finanziario per i gruppi coinvolti sarebbe sensibile, anche se difficile da stimare oggi. Ma più ancora che la sanzione, che i gruppi possono sostenere vista la loro solida liquidità, è la pressione dell’opinione pubblica a impensierire un po’ di più – anche se c’è da dire che il precedente dello scandalo dieselgate ha mostrato come la reputazione di un marchio consolidato possa a lungo termine resistere a questi scossoni. In ogni caso, ce n’è abbastanza per restare prudenti sul settore. L’unico titolo che merita un acquisto è BMW (78,91 euro; Isin DE0005190003).

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  • Analisi
    Un sospiro di sollievo: la settimana delle Borse un anno fa - lunedì 20 marzo 2017
    Bilancio settimanale positivo per le Borse. Gli eventi che hanno determinato questo risultato sono stati due: la riunione della Banca centrale Usa e le elezioni in Olanda. 

    Wall Street: avanti a passi piccoli

    Cominciamo dalla Borsa Usa, visto che è quella che spesso influenza i movimenti di tutti gli altri mercati. Wall Street ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,2%. A dare un po’ di ottimismo alla Borsa sono state le parole dei vertici della Banca centrale Usa: hanno confermato che il rialzo dei tassi d’interesse sarà lento e graduale, quindi sostenibile dall’economia a stelle e strisce. Un pochino meglio sono andate le azioni del colosso della telefonia AT&T (42,61 Usd; Isin US00206R1023), salite in settimana dello 0,6%: è stato superato un altro ostacolo che avrebbe potuto compromettere l’acquisizione di Time Warner (98,56 Usd, Isin US8873173038; invariata in settimana). Mantieni sia le AT&T, sia le Time Warner. Settimana negativa, invece, per Intel (35,27 Usd; Isin US4581401001). Le sue azioni hanno perso l’1,8% nonostante il generale buon andamento del settore tecnologico (+1,5% a livello mondiale). Il mercato non ha apprezzato l’acquisto della società Mobileye. È vero, il prezzo pagato da Intel non è stracciato, ma l’operazione ha una rilevanza strategica notevole. Secondo noi le Intel valgono un acquisto – trovi più dettagli sull’acquisizione a pagina 6.

     

    Bene le borse europee…

    Meglio di New York sono andate le Borse europee, salite, in media, dell’1,3%. Il mercato ha accolto bene il risultato delle elezioni politiche in Olanda, con le forze “anti-euro” che non hanno ottenuto il risultato schiacciante che si temeva. Per alcune Borse l’euforia è stata comunque mitigata da altre notizie “locali”. In particolare su Parigi – che ha chiuso la settimana a +0,7% – ha pesato il caso Renault (78,65 euro; Isin FR0000131906). Secondo un rapporto ufficiale redatto dal Ministero dell’industria francese, il gruppo automobilistico negli ultimi 25 anni avrebbe “taroccato” i dati sulle emissioni inquinanti per passare i testi di omologazione di alcuni dei suoi motori diesel e benzina. Il gruppo dice che tutto si è svolto in modo regolare, ma ora la palla passa al Tribunale. Le ombre di questo caso rischiano di proiettarsi sull’andamento delle azioni a lungo: il -7,1% registrato in settimana rischia essere solo l’inizio del momento negativo. Cambiamo il nostro consiglio: vendi le Renault.

    Sempre rimanendo in tema settore auto, segnaliamo il -1,7% delle azioni Volkswagen (141,23 euro; Isin DE0007664005), che ha contribuito a frenare un po’ Francoforte (+1,1% alla fine della settimana). Il gruppo è tornato in utile dopo un 2015 gravato da accantonamenti per far fronte allo scandalo delle emissioni truccate, ma le cause in giro per il mondo restano tante. Al più, se hai le azioni, mantienile – il livello di rischio dell’investimento è comunque abbastanza elevato, 4 su una scala che arriva al massimo a 5.

     

    … con Milano superstar

    Il listino meneghino, col suo +2,1%, è tra quelli che ha beneficiato maggiormente dell’esito elettorale in Olanda – il mercato teme un collasso del nostro Paese in caso di disgregazione dell’Unione monetaria. A favorire la salita di Milano ci sono stati anche alcuni buoni risultati giunti dalle società quotate. Generali (14,6 euro), per esempio, ha pubblicato per il 2016 i risultati migliori degli ultimi 9 anni. Abbiamo alzato le stime sugli utili futuri: nonostante il + 3% registrato in settimana, queste azioni continuano a essere convenienti. Acquista. Ottimi sono stati anche i conti di Iren (1,78 euro), le cui azioni in settimana sono salite del 9,3%. Il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile per azione di 0,14 euro, in netto rialzo rispetto alle nostre stime di 0,11 euro. Inoltre, la società ha spiazzato, positivamente, il mercato annunciando un rialzo del dividendo di circa il 14% - da 55 a 62,5 centesimi. Crediamo che il dividendo possa salire anche nei prossimi anni: mantieni queste azioni. Se non le hai, però, non è il caso di acquistarle. Settimana sull’ottovolante per Leonardo, l’ex Finmeccanica (13,6 euro). Prima le azioni sono volate del 7,8% sulla notizia che la società tornerà a pagare un dividendo dopo 6 anni. Poi sono scese sulle voci – confermate nel fine settimana – di un cambio al vertice: arriverà il vecchio “capitano” di Unicredit e presidente di Mps. Il titolo ha chiuso in rialzo la scorsa settimana (+4,9%), ma ha aperto malissimo questa settimana. Al più, mantieni.

     

    E il canale?

    L’indice Ftsemib ha chiuso la settimana a 20.074 punti, superando per più sedute quella soglia di 19.600 che nelle scorse settimane si era dimostrata ostica. Quella figura dell’analisi tecnica, il “canale”, di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1213, sembra ormai superata – di già? Sì, in analisi tecnica le cose possono cambiare velocemente. Se avevi comprato il certificate short 7x (0,0237 euro; Isin DE000SG409N9) è in caso di venderlo: la scommessa di una rapida discesa della Borsa verso i 18.600 punti non sembra poter andare a buon fine. Tenendolo ancora rischi di incrementare le perdite – al momento, alla peggio, perdi intorno al 18%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Lo stacco del dividendo di Generali è previsto per il 22 maggio. Il pagamento partirà due giorni dopo.

    @Gianni Il dividendo, di azioni estere e italiane, non può mai essere compensato con minusvalenze pregresse.

    @Simone Sull’acquisto di azioni francesi paghi la tobin tax: dal 1° gennaio 2017 è lo 0,3% dell’investimento.

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  • Analisi
    Volkswagen: patteggia col fisco Usa un anno fa - lunedì 16 gennaio 2017
    Mentre lo scandalo “dieselgate” scoppia su Fca, Volkswagen ammette le proprie colpe e patteggia con la giustizia americana. Il mercato ha apprezzato questo (costoso) passo in avanti e il titolo si è riportato ancora più vicino ai valori precedenti l’esplosione dello scandalo.
    Prezzo al momento dell'analisi (13/01/17): 151,42 EUR
    Consiglio: Mantieni


    Finalmente Volkswagen (Isin DE0007664005) comincia a intra­vedere la luce alla fine del tunnel. Dopo il risarcimento da 17,5 miliardi di dollari pagato per chiudere le cause civili negli Usa, ora ha raggiunto un accordo con la giustizia americana per chiudere an­che l’indagine penale. L’accordo prevede, oltre all’ammissione di colpevolezza su alcuni punti, il pa­gamento di una maximulta da 4,3 miliardi di dollari, che costringerà il gruppo a mettere a bilancio nuovi accantonamenti (le nostre stime ne tengono già conto). Altra buona notizia, nonostante lo scandalo dei motori “truccati” e il peggioramento dell’andamento economico nei mercati emergenti, il gruppo è riuscito a ritrovare un buon dinamismo commerciale (+12% le vendite a dicembre). Alziamo, quindi, le nostre stime sull’utile per azione a 18 euro per il 2017 e a 20 euro per il 2018.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 190,00 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 128,18 EUR
ISIN DE0007664005
Borsa Francoforte
Beta 1,27
Volatilità 29,13 %
Numero di azioni 295.089.700
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 46,68 EUR
Settore Settore automobilistico
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 153 EUR
Punteggio corporate governance 3

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 4,20 3,90 2,00 0,11
Utile corrente 23,00 22,65 18,74 19,77
Utile netto 23,00 22,65 10,26 -3,16
Cash Flow corrente 51,92 50,17 42,63 43,43
Cash Flow netto 51,92 50,17 49,15 54,20
EBIT 31,92 27,57 29,17 25,58
EBITDA 60,84 56,08 56,47 51,53
Patrimonio netto 214,09 195,01 169,80 160,58
Patrimonio netto tangibile 167,32 148,25 122,75 113,41

Rendimento in euro

Volkswagen Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -1,07 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi -4,43 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno 18,30 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni 2,03 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 17,32 % 19,73 % - 21,15 %
Current ratio 1,00 0,88 0,98 1,00
ROE 11,61 % 11,03 % 12,31 % 12,77 %
ROE netto 11,61 % 6,04 % -1,97 % 12,77 %
Margine lordo 18,44 % 18,87 % 15,90 % 18,04 %
Margine netto 5,05 % 2,48 % -0,64 % 5,47 %
EBIT margin 5,99 % 6,73 % 6,01 % 6,27 %
EBITDA margin 12,19 % 13,03 % 12,11 % 12,08 %
Tax rate 16,35 % 26,23 % - 25,19 %
Gearing -22,84 -31,85 -27,78 -19,56
Patrimonio netto / totale attivo 23,21 % 20,83 % 23,11 % 25,68 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 2,65 % 2,47 %
Prezzo/utile corrente 6,88 6,98
Prezzo/cash flow corrente 3,05 3,15
Prezzo/patrimonio netto 0,74 0,81
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,95 1,07
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,89 % -

(e) : stima

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