Volkswagen DE0007664005

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Articoli

  • Analisi
    Volkswagen: nuovi accantonamenti per il dieselgate un mese fa - lunedì 16 ottobre 2017

    Volkswagen dovrà mettere a bilancio dei nuovi accantonamenti per lo scandalo dieselgate. Confermiamo, tuttavia, le nostre stime, già prudenti, sull’utile per azione 2017 (20 euro) e 2018 (23 euro).

     
     
     
     

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  • Analisi
    Ancora guai per il settore auto tedesco 3 mesi fa - giovedì 27 luglio 2017
    Le rivelazioni su un possibile cartello (un accordo illegale) tra i produttori di auto tedeschi scuotono ancora di più la reputazione di un settore già intaccata dallo scandalo dieselgate. 

    A causa di queste notizie, è ragionevole aspettarsi un aumento della volatilità nei prossimi mesi. La prudenza resta, quindi, d’obbligo. Nonostante valutazioni di Borsa non eccessive, VW e Daimler restano al più da mantenere. Solo BMW, che nega ogni coinvolgimento, può meritare, ad oggi, un acquisto.

    Mentre Volkswagen (138,58 euro; Isin DE0007664005) e Daimler (60,50 euro; Isin DE0007100000) richiamano milioni di auto in  seguito allo scandalo diesel, è ora un’altra vicenda a scuotere l’industria automobilistica tedesca. Sembrerebbe che dagli anni 90 i costruttori teutonici si siano accordati su prezzi, tecnologie, fornitori… Se questa ipotesi di “cartello”, che è ora oggetto di indagini da parte della Commissione europea, fosse confermata, l’impatto finanziario per i gruppi coinvolti sarebbe sensibile, anche se difficile da stimare oggi. Ma più ancora che la sanzione, che i gruppi possono sostenere vista la loro solida liquidità, è la pressione dell’opinione pubblica a impensierire un po’ di più – anche se c’è da dire che il precedente dello scandalo dieselgate ha mostrato come la reputazione di un marchio consolidato possa a lungo termine resistere a questi scossoni. In ogni caso, ce n’è abbastanza per restare prudenti sul settore. L’unico titolo che merita un acquisto è BMW (78,91 euro; Isin DE0005190003).

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  • Analisi
    Un sospiro di sollievo: la settimana delle Borse 8 mesi fa - lunedì 20 marzo 2017
    Bilancio settimanale positivo per le Borse. Gli eventi che hanno determinato questo risultato sono stati due: la riunione della Banca centrale Usa e le elezioni in Olanda. 

    Wall Street: avanti a passi piccoli

    Cominciamo dalla Borsa Usa, visto che è quella che spesso influenza i movimenti di tutti gli altri mercati. Wall Street ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,2%. A dare un po’ di ottimismo alla Borsa sono state le parole dei vertici della Banca centrale Usa: hanno confermato che il rialzo dei tassi d’interesse sarà lento e graduale, quindi sostenibile dall’economia a stelle e strisce. Un pochino meglio sono andate le azioni del colosso della telefonia AT&T (42,61 Usd; Isin US00206R1023), salite in settimana dello 0,6%: è stato superato un altro ostacolo che avrebbe potuto compromettere l’acquisizione di Time Warner (98,56 Usd, Isin US8873173038; invariata in settimana). Mantieni sia le AT&T, sia le Time Warner. Settimana negativa, invece, per Intel (35,27 Usd; Isin US4581401001). Le sue azioni hanno perso l’1,8% nonostante il generale buon andamento del settore tecnologico (+1,5% a livello mondiale). Il mercato non ha apprezzato l’acquisto della società Mobileye. È vero, il prezzo pagato da Intel non è stracciato, ma l’operazione ha una rilevanza strategica notevole. Secondo noi le Intel valgono un acquisto – trovi più dettagli sull’acquisizione a pagina 6.

     

    Bene le borse europee…

    Meglio di New York sono andate le Borse europee, salite, in media, dell’1,3%. Il mercato ha accolto bene il risultato delle elezioni politiche in Olanda, con le forze “anti-euro” che non hanno ottenuto il risultato schiacciante che si temeva. Per alcune Borse l’euforia è stata comunque mitigata da altre notizie “locali”. In particolare su Parigi – che ha chiuso la settimana a +0,7% – ha pesato il caso Renault (78,65 euro; Isin FR0000131906). Secondo un rapporto ufficiale redatto dal Ministero dell’industria francese, il gruppo automobilistico negli ultimi 25 anni avrebbe “taroccato” i dati sulle emissioni inquinanti per passare i testi di omologazione di alcuni dei suoi motori diesel e benzina. Il gruppo dice che tutto si è svolto in modo regolare, ma ora la palla passa al Tribunale. Le ombre di questo caso rischiano di proiettarsi sull’andamento delle azioni a lungo: il -7,1% registrato in settimana rischia essere solo l’inizio del momento negativo. Cambiamo il nostro consiglio: vendi le Renault.

    Sempre rimanendo in tema settore auto, segnaliamo il -1,7% delle azioni Volkswagen (141,23 euro; Isin DE0007664005), che ha contribuito a frenare un po’ Francoforte (+1,1% alla fine della settimana). Il gruppo è tornato in utile dopo un 2015 gravato da accantonamenti per far fronte allo scandalo delle emissioni truccate, ma le cause in giro per il mondo restano tante. Al più, se hai le azioni, mantienile – il livello di rischio dell’investimento è comunque abbastanza elevato, 4 su una scala che arriva al massimo a 5.

     

    … con Milano superstar

    Il listino meneghino, col suo +2,1%, è tra quelli che ha beneficiato maggiormente dell’esito elettorale in Olanda – il mercato teme un collasso del nostro Paese in caso di disgregazione dell’Unione monetaria. A favorire la salita di Milano ci sono stati anche alcuni buoni risultati giunti dalle società quotate. Generali (14,6 euro), per esempio, ha pubblicato per il 2016 i risultati migliori degli ultimi 9 anni. Abbiamo alzato le stime sugli utili futuri: nonostante il + 3% registrato in settimana, queste azioni continuano a essere convenienti. Acquista. Ottimi sono stati anche i conti di Iren (1,78 euro), le cui azioni in settimana sono salite del 9,3%. Il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile per azione di 0,14 euro, in netto rialzo rispetto alle nostre stime di 0,11 euro. Inoltre, la società ha spiazzato, positivamente, il mercato annunciando un rialzo del dividendo di circa il 14% - da 55 a 62,5 centesimi. Crediamo che il dividendo possa salire anche nei prossimi anni: mantieni queste azioni. Se non le hai, però, non è il caso di acquistarle. Settimana sull’ottovolante per Leonardo, l’ex Finmeccanica (13,6 euro). Prima le azioni sono volate del 7,8% sulla notizia che la società tornerà a pagare un dividendo dopo 6 anni. Poi sono scese sulle voci – confermate nel fine settimana – di un cambio al vertice: arriverà il vecchio “capitano” di Unicredit e presidente di Mps. Il titolo ha chiuso in rialzo la scorsa settimana (+4,9%), ma ha aperto malissimo questa settimana. Al più, mantieni.

     

    E il canale?

    L’indice Ftsemib ha chiuso la settimana a 20.074 punti, superando per più sedute quella soglia di 19.600 che nelle scorse settimane si era dimostrata ostica. Quella figura dell’analisi tecnica, il “canale”, di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1213, sembra ormai superata – di già? Sì, in analisi tecnica le cose possono cambiare velocemente. Se avevi comprato il certificate short 7x (0,0237 euro; Isin DE000SG409N9) è in caso di venderlo: la scommessa di una rapida discesa della Borsa verso i 18.600 punti non sembra poter andare a buon fine. Tenendolo ancora rischi di incrementare le perdite – al momento, alla peggio, perdi intorno al 18%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Lo stacco del dividendo di Generali è previsto per il 22 maggio. Il pagamento partirà due giorni dopo.

    @Gianni Il dividendo, di azioni estere e italiane, non può mai essere compensato con minusvalenze pregresse.

    @Simone Sull’acquisto di azioni francesi paghi la tobin tax: dal 1° gennaio 2017 è lo 0,3% dell’investimento.

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  • Analisi
    Volkswagen: patteggia col fisco Usa 10 mesi fa - lunedì 16 gennaio 2017
    Mentre lo scandalo “dieselgate” scoppia su Fca, Volkswagen ammette le proprie colpe e patteggia con la giustizia americana. Il mercato ha apprezzato questo (costoso) passo in avanti e il titolo si è riportato ancora più vicino ai valori precedenti l’esplosione dello scandalo.
    Prezzo al momento dell'analisi (13/01/17): 151,42 EUR
    Consiglio: Mantieni


    Finalmente Volkswagen (Isin DE0007664005) comincia a intra­vedere la luce alla fine del tunnel. Dopo il risarcimento da 17,5 miliardi di dollari pagato per chiudere le cause civili negli Usa, ora ha raggiunto un accordo con la giustizia americana per chiudere an­che l’indagine penale. L’accordo prevede, oltre all’ammissione di colpevolezza su alcuni punti, il pa­gamento di una maximulta da 4,3 miliardi di dollari, che costringerà il gruppo a mettere a bilancio nuovi accantonamenti (le nostre stime ne tengono già conto). Altra buona notizia, nonostante lo scandalo dei motori “truccati” e il peggioramento dell’andamento economico nei mercati emergenti, il gruppo è riuscito a ritrovare un buon dinamismo commerciale (+12% le vendite a dicembre). Alziamo, quindi, le nostre stime sull’utile per azione a 18 euro per il 2017 e a 20 euro per il 2018.

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  • Analisi
    Volkswagen: cerca di voltare pagina 11 mesi fa - lunedì 12 dicembre 2016
    Il nuovo piano strategico di Volkswagen, seppur ambizioso, non convince gli investitori, che continuano a temere le conseguenze legali e finanziarie del dieselgate.
    Prezzo al momento dell'analisi (09/12/16): 134,34 EUR
    Consiglio: Mantieni


    Il colosso tedesco Volkswagen (Isin DE0007664005) cerca di voltare pagina, presentando un piano strategico (Transform 2025+) che prevede il rilancio del marchio Volkswagen che da anni perde quote di mercato e ha una redditività (2% nel 2015) inferiore a quella del gruppo (5,7%). L’obiettivo è di portare, grazie ai tagli ai costi, il margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato) del marchio principale al 4% nel 2020 e al 6% nel 2025 e di rivitalizzare le vendite con il lancio di diversi modelli nel redditizio segmento dei suv. Il gruppo conta, inoltre, di diventare da qui al 2025 il numero uno al mondo nelle auto elettriche. Prima di realizzare questo ambizioso progetto, Volkswagen dovrà però superare lo scandalo dei motori “truccati”, scoppiato 14 mesi fa, ma le cui conseguenze finanziarie non sono ancora del tutto note.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 167,40 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 127,11 EUR
ISIN DE0007664005
Borsa Francoforte
Beta 1,27
Volatilità 29,13 %
Numero di azioni 295.089.700
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 47,36 EUR
Settore Settore automobilistico
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 195 EUR
Punteggio corporate governance 3

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 3,00 2,00 0,11 4,80
Utile corrente 20,00 18,74 19,77 21,86
Utile netto 20,00 10,26 -3,16 21,86
Cash Flow corrente 47,92 42,63 43,43 44,84
Cash Flow netto 47,92 49,15 54,20 44,84
EBIT 28,74 29,17 25,58 25,59
EBITDA 56,66 56,47 51,53 49,31
Patrimonio netto 187,78 169,80 160,58 178,57
Patrimonio netto tangibile 140,78 122,75 113,41 129,01

Rendimento in euro

Volkswagen Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 21,41 % 1,54 % 4,16 %
Rendimento ultimi 6 mesi 8,68 % -2,77 % 1,40 %
Rendimento ultimo anno 25,84 % 13,73 % 7,70 %
Rendimento ultimi 5 anni 4,38 % 7,93 % 15,46 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 19,73 % - 21,15 % 20,64 %
Current ratio 0,88 0,98 1,00 1,03
ROE 11,03 % 12,31 % 12,77 % 10,58 %
ROE netto 6,04 % -1,97 % 12,77 % 10,58 %
Margine lordo 18,87 % 15,90 % 18,04 % 18,07 %
Margine netto 2,48 % -0,64 % 5,47 % 4,64 %
EBIT margin 6,73 % 6,01 % 6,27 % 5,92 %
EBITDA margin 13,03 % 12,11 % 12,08 % 11,24 %
Tax rate 26,23 % - 25,19 % 26,41 %
Gearing -31,85 -27,78 -19,56 -19,16
Patrimonio netto / totale attivo 20,83 % 23,11 % 25,68 % 27,14 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 1,87 % 1,25 %
Prezzo/utile corrente 8,03 8,57
Prezzo/cash flow corrente 3,35 3,77
Prezzo/patrimonio netto 0,85 0,95
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,14 1,31
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,86 % -

(e) : stima

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