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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Correzioni: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 12 febbraio 2018
    Settimana negativa per le Borse: New York ha perso il 5,2%. Le Borse europee hanno per un po’ dato l’impressione di reggere meglio, ma poi hanno chiuso anche loro a -5,4%. Malissimo le asiatiche: Giappone -8,1%, Cina -10,1%. Ma Umicore...

    Variazioni settimanali su prezzi al 09/02/18

     

    Ondata di vendite sulla Borsa Usa

    Il malumore sui mercati è partito dalla Borsa Usa. Un po’ continua a pesare la sorpresa per un possibile quarto rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale americana – il mercato scommetteva su tre e si sta rendendo conto che i tempi del “doping” di liquidità stanno arrivando alla fine. Un po’ il fatto che con i rialzi dei rendimenti dei titoli di Stato, quel fattore TINAThere Is No Alternative, ovvero non c’è alternativa all’investimento in Borsa perché tutto il resto rende poco o niente – sta per venir meno e questo sta portando i gestori dei grandi fondi comuni a riorientare un po’ gli investimenti. Un po’ c’è il fatto che la Borsa Usa ha comunque corso tanto e che le valutazioni di alcuni titoli tecnologici sono fuori di testa. Sta di fatto che il mercato ha deciso in settimana di passare all’incasso: la Borsa Usa ha bruciato tutti i rialzi fatti a gennaio, tornando sui valori di novembre.

     

    Nessuno è salvo…

    In questo quadro, anche le azioni di società che hanno rilasciato buone notizie sono state colpite dalle vendite. Per esempio, Walt Disney (103,09 Usd; Isin US2546871060) in settimana ha svelato il bilancio 2017 mostrando un andamento delle attività migliore delle attese, soprattutto per quelle legate ai parchi di divertimento. Ciò nonostante le sue azioni hanno chiuso in calo del 5,2%, in linea con la discesa generale del mercato. Se hai queste azioni in mano puoi comunque continuare a mantenerle. Se così sono andate le azioni che hanno mostrato conti positivi, figuriamoci quelle che, invece, hanno riservato sorprese negative. Stiamo pensando a Teva Pharma (18,61 Usd; Isin US8816242098), le cui azioni in settimana hanno perso il 9,5%. Diverse le cose che non ci sono piaciute. In primo luogo, i conti del 2017 sono stati gravati da pesanti svalutazioni legate ai farmaci generici di Allergan – fatto che testimonia il momento difficile per questo mercato (in termini di prezzi di vendita). Inoltre, la società ha fissato obiettivi per il 2018 che sono inferiori a quelli che ci aspettavano, complice anche il fatto che il lancio di un nuovo importante farmaco contro l’emicrania sarà, molto probabilmente, rimandato. Per questo abbiamo peggiorato le nostre stime. Ci aspettiamo una perdita per azione di 16,3 dollari nel 2018 e di 1,3 dollari nel 2019. Dal 2020, per effetto anche della ristrutturazione aziendale, la situazione dovrebbe, però, cambiare: se hai queste azioni, mantienile. L’orizzonte temporale dell’investimento è, comunque, di lungo periodo. 

    In settimana un’auto Tesla è stata materialmente lanciata nello spazio, ma nello stesso periodo, qui sulla Terra, le azioni della società (310,42 Usd; Isin US88160R1014) si sono sgonfiate di circa il 10%. Il gruppo continua a bruciare denaro (nel quarto trimestre 2017 è stato aiutato solo da introiti straordinari) e il successo della sua utilitaria elettrica è tutto da vedere. Vendi.

     

    … tranne Ion Geophysical

    Tra i pochissimi titoli Usa che si sono salvati c’è Ion Geophysical (27,55 Usd; Isin US4620442073), salita in settimana di ben il 51%. I conti trimestrali sono piaciuti al mercato e il titolo ha recuperato lo scivolone registrato a metà gennaio riportandosi su valori che non vedeva da metà 2015. Non ci lasciamo prendere da facili entusiasmi. Se è vero che il rialzo del prezzo del greggio dei mesi scorsi lascia sperare in un aumento del giro d’affari (aumentano gli investimenti delle compagnie petrolifere) è anche vero che la società dovrebbe chiudere il 2018 con conti ancora in rosso e che il suo debito, per quanto in discesa, resta ancora su livelli alti. Inoltre, la causa con Schlumberger, che accusa Ion di violazione di alcuni brevetti, è ancora in ballo e rischia di sfociare in una multa pesante per Ion. Prospettive a lungo periodo buone, ma a breve il percorso è pieno di buche. Al più, mantieni.

     

    La mazzata cinese

    A risentire del calo della Borsa Usa sono state, in particolare, le azioni cinesi, complici alcuni dati macroeconomici che hanno fatto temere sulla forza della crescita economica del Paese. Tra le peggiori ci sono state le JinkoSolar (17,18 Usd; Isin US47759T1007), scese del 20%. Ha pesato il lancio di un piccolo aumento del capitale, da cui tu sei stato escluso in quanto riservato solo ad alcuni grandi investitori. Il timore è che la società abbia cercato di rafforzarsi per far fronte ai problemi che arriveranno per effetto dei dazi che Trump ha imposto sulle importazioni di pannelli solari provenienti dalla Cina. Per ora la società ufficialmente minimizza e si aspetta solo una piccola riduzione delle vendite negli Usa, ma meglio non abbassare la guardia. Nonostante il calo, non comprare. Al più, mantieni.

     

    Milano contiene la discesa grazie alle banche

    Per buona parte della settimana le Borse europee hanno dato la sensazione di reggere meglio ai cali – il tutto è sfumato nell’ultima seduta. Milano comunque ha perso un po’ meno delle colleghe (-4,5%) grazie alle buone notizie giunte da due colossi bancari. Intesa Sanpaolo (3,08 euro) ha presentato conti 2017 migliori delle attese e ha annunciato un piano di crescita ambizioso, ma credibile. Unicredit (17,76 euro), oltre a presentare anch’essa conti 2017 sopra le attese, ha confermato il tanto atteso ritorno alla distribuzione di un dividendo in contanti (sarà di 0,32 euro per azione e sarà pagato in primavera). I titoli hanno retto bene: Intesa ha chiuso la settimana con un -1%, Unicredit ha fatto +1,1%. Acquista entrambe. 

     

    In settimana si sono distinte anche le Umicore (44,08 euro; Isin BE0974320526), salite dell’8,1% dopo la pubblicazione di conti ben superiori alle attese del mercato. Le attività legate al riciclo delle batterie elettriche vanno a gonfie vele e il gruppo potrebbe raggiungere già quest’anno gli obiettivi fissati per il 2020. Il titolo è rischioso, ma vale ancora una scommessa – punti sul crescente successo delle auto elettriche.  

     

    Anche la Banca centrale d’Inghilterra ha riservato sorprese sui tassi d’interesse: potrebbe alzarli prima del previsto. L’effetto di rafforzamento sulla sterlina è, però, durato ben poco e, quindi, la Borsa di Londra ha retto meglio delle colleghe europee, perdendo “solo” il 4,7% (le società inglesi fanno tanti utili al di fuori del Regno Unito, quindi se la sterlina si rialza i loro utili all’estero valgono di meno). 

     

    Risposte per te

    @Alessandro L’annuncio dei conti 2017 di Oriflame (312,6 sek; Isin CH0256424794) è previsto per il 15 febbraio. Il calo del titolo dei giorni scorsi dipende dalla generale debolezza di Stoccolma. Acquista.

    @Lelio Anche se il tuo Etf è di natura azionaria, non significa che, ai fini fiscali, sia come le azioni. I suoi guadagni non sono compensabili con minusvalenze pregresse. La banca ha agito secondo la legge.

    @Pietro Schnitzer Steel ha staccato il 9 febbraio 0,1875 dollari lordi per azione di dividendo (è un quarto di quello annuale; netto sono 0,118 dollari). Il pagamento è previsto, però, solo a partire dal 26 febbraio.

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  • Analisi
    Il regalo di Natale: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 18 dicembre 2017
    È quello che il mercato sta aspettando da Trump con il varo definitivo della riforma fiscale – dovrebbe arrivare mentre stai leggendo queste righe. Nell’attesa New York ha chiuso la settimana in rialzo dello 0,9%. Meno brillanti le Borse europee, che hanno chiuso, in media, a +0,2%.  

    Prezzi e variazioni settimanali al 15/12/17

     

    Al massimo il 5% sulla borsa Usa

    Per tutta la settimana si sono rincorse le indiscrezioni sul contenuto effettivo della riforma fiscale di Trump. Solo sul finire della settimana è stato presentato il testo definitivo, che mette insieme le versioni approvate da Camera e Senato. Nel momento in cui ci leggi questo ultimo testo dovrebbe essere al voto finale. Il mercato sembra dare per scontato che la riforma passerà – alcuni membri del partito di Trump che fin qui sono stati “scettici” si sono detti convinti dal testo finale. Non vale la pena, però, aumentare ulteriormente la quota di azioni americane in portafoglio: proprio sull’attesa della riforma fiscale, New York nel 2017 è già salita del 20% circa, molto più del resto delle altre Borse (+6% circa per le Borse europee). Se sei un investitore “difensivo” non devi avere azioni americane. Negli altri casi New York merita al massimo il 5% del tuo portafoglio. Per più informazioni vedi www.altroconsumo.it/finanza/portafogli.

     

    Banche in ritirata

    Le notizie sulla riforma fiscale hanno messo in secondo piano l’esito della riunione della Banca centrale Usa. Quest’ultimo, comunque, è stato in linea con le attese – per approfondimenti vedi pagine 11-12 – e il mercato è rimasto nel complesso indifferente. L’unico settore che è rimasto un po’ colpito è stato quello bancario: i titoli americani del settore sono scesi, mediamente, dello 0,2%. Come mai? I toni usati dalla Banca centrale Usa in merito alle prospettive future di inflazione sembrano eliminare ogni possibilità di accelerazione sul piano di rialzo dei tassi d’interesse: le banche, invece, un po’ ci speravano, visto che anni di tassi d’interesse bassi hanno ridotto i loro margini di guadagno al lumicino. Anche in Europa, comunque, i titoli bancari non sono andati benissimo. Un po’ perché la Banca centrale europea ha confermato, da attese, di voler andare avanti con la politica di tassi d’interesse bassi ancora a lungo, un po’ per problemi specifici di alcune banche. In particolare, qui da noi le azioni Ubi Banca (3,70 euro) hanno perso il 9,2%. Il mercato si è spaventato quando, in un prospetto informativo legato al collocamento di alcune obbligazioni, ha letto che Ubi dovrà aggiornare entro marzo 2018 il piano di smaltimento dei suoi crediti “marci”. Non è una novità, ma ha comunque riacceso l’attenzione del mercato sul tema. Nonostante il calo in Borsa confermiamo il nostro consiglio: se le hai in mano, vendi le azioni Ubi banca. Un po’ per il calo dei titoli bancari, che sul nostro listino pesano più che su altre Borse, un po’ per le tensioni per le prossime elezioni, Piazza Affari, col suo -3%, è stata tra le peggiori della settimana. Salvatore Ferragamo (21,15 euro) ha perso in Borsa il 9,3% dopo aver lanciato un allarme sul fatto che il 2018 sarà un anno difficile come il 2017. Abbiamo abbassato le stime ma il consiglio non cambia. Al più, mantieni.

     

    Bene la farmacia con Teva

    Tra i settori che meglio si sono comportati c’è, invece, il settore farmaceutico (+1,6%). A trainarlo ci sono state le azioni Teva Pharma (18,61 Usd; Isin US8816242098), salite in settimana del 15,9% dopo la presentazione del nuovo piano strategico. Le misure sono lacrime e sangue – licenziamento del 25% della forza lavoro e sospensione del pagamento del dividendo (non si sa fino a quando, forse a febbraio avremo aggiornamenti in merito) – ma dovrebbero permettere a Teva di risparmiare circa 3 dollari per azione di soli costi da qui al 2019 e di evitare un aumento di capitale. Quest’ultima prospettiva è quella che è piaciuta al mercato, ma noi siamo meno entusiasti. Primo: la ristrutturazione avrà comunque, a breve, un impatto negativo sui conti – stimiamo ora una perdita di 4,5 dollari per azione nel 2017 e di 0,5 dollari nel 2018. Secondo: la ristrutturazione potrebbe rallentare le attività di ricerca e sviluppo e il lancio di nuovi farmaci. Il consiglio non cambia: al più mantieni le azioni che hai già. Nel settore farmaceutico le Eli Lilly (86,54 Usd; Isin US5324571083) hanno chiuso la settimana solo a +0,1% sebbene la società abbia preannunciato per il 2018 un rialzo degli utili superiore a quanto attualmente previsto dal mercato. Il consiglio resta mantieni.

     

    Settore media +1,3% con Walt Disney

    Anche il settore media si è comportato bene grazie al +6,8% fatto segnare dalle azioni Walt Disney (111,27 Usd; Isin US2546871060). Il gruppo acquisirà le attività di intrattenimento di 21st Century Fox: il prezzo è lievemente superiore a quello da noi ritenuto come corretto, ma, visto il ritiro dell’altro pretendente, almeno non si è scatenata una guerra di prezzi come si temeva fino a qualche giorno fa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1248). Insomma, alla fine è andata meglio del previsto. L’operazione è importante per rafforzare l’offerta, soprattutto in streaming, ma non avrà impatti sui conti di Disney per almeno due anni. Mantieni le azioni che hai.

     

    A Stoccolma spicca Ericsson

    In una settimana negativa per Stoccolma (-1%) spicca il +4,2% delle Ericsson (55,10 sek; Isin SE0000108656). La società ha siglato un accordo con Deutsche Telekom (15,09 euro, Isin DE0005557508; -3 %, mantieni) per la fornitura di un’infrastruttura per la rete 5G volta a coprire metà della Germania. Il gruppo svedese ha puntato molto su questa nuova tecnologia. La notizia è buona, ma il consiglio non cambia: mantieni le Ericsson. 

    Ericsson ha siglato un accordo sulla rete 5G anche con l’americana Verizon (52,67 Usd; Isin US92343V1044). Quest’ultima, in previsione di questo internet velocissimo, sta cercando anche di arricchire l’offerta di contenuti per i suoi clienti: ha siglato un accordo per trasmettere in streaming negli Usa le partite di football americano. Un bel colpo. Il titolo ha fatto in settimana +3,1%. Mantieni le azioni.

     

    Risposte per te

    @Andrea L’acquisto di azioni proprie è una pratica diffusa, soprattutto per le società Usa. È un modo per sostenere il titolo e, quindi, indirettamente remunerare gli azionisti. In genere non prelude a nessuna particolare operazione (fusioni o acquisizioni).

    @Claudio B. Nel corso del 2017 Unicredit non ha pagato alcun dividendo in contanti. Lo 0,5 euro che leggi, riguarda le nostre attese sul dividendo che sarà pagato nel 2018 a valere sul bilancio del 2017. Per ora, dunque, non ci sono né date, né importo certo.

    @Claudio C. Se hai minusvalenze in scadenza nel 2017 o le sfrutti entro la fine dell’anno o le perdi per sempre. Sono un modo per pagare meno tasse sui titoli (fondi comuni e Etf esclusi) su cui sei in guadagno – devi vendere questi ultimi per usarle.

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  • Analisi
    La Borsa scalda l'Europa: la settimana dei listini azionari 6 mesi fa - lunedì 11 dicembre 2017
    Risultati contrastanti per le varie Borse mondiali: Wall Street è salita di un modesto 0,4%, Tokio è rimasta piatta. Invece, i listini azionari dell’eurozona, in media, sono saliti dell’1,8%. Tra questi si è distinta Piazza Affari con il suo +3%. 

    Valutazioni e variazioni settimanali all'8/12/17 

     

    Tecnologia ancora in calo

    Sono state le azioni del settore tecnologico a pesare sulla Borsa americana – per esempio, i titoli dei produttori di microchip hanno chiuso, mediamente, la settimana in calo dello 0,5%. Il motivo? Il mercato ha studiato la bozza di riforma fiscale che era stata approvata nel fine settimana dal Senato americano e ha scoperto che all’ultimo secondo è stata introdotta una norma che potrebbe pesare proprio sulle società tecnologiche. Noi da tempo ti diciamo che il settore tecnologico nel complesso non merita un investimento (vedi Altroconsumo Finanza n° 1227). Confermiamo il giudizio, ma comunque non siamo troppo preoccupati dai cali di questi giorni.

     Lunedì 11 dicembre, nella mattinata Usa (primo pomeriggio da noi) è esplosa una bomba in una stazione dei bus di New York. Al momento di andare in stampa, la reazione delle Borse alla notizia è nulla (nessun particolare calo).

     

    Sì ad acquisti selezionati

    Primo, perché la suddetta norma potrà essere comunque rimossa prima del varo finale della riforma – bisogna mettere insieme le versioni approvate dal Senato e dalla Camera, dove quella norma non c’era. Secondo, e più importante, perché uno dei punti fermi della riforma resta l’abbassamento delle tasse sulle somme di denaro che potranno essere “rimpatriate” negli Usa dai conti all’estero. E tra le società che più potrebbero beneficiare di questo “rimpatrio” ci sono proprio i colossi del settore tecnologico. Tra questi ultimi c’è Cisco Systems (37,61 Usd; Isin US17275R1023), che ha quasi il 90% della sua liquidità in conti fuori dagli Usa – le azioni Cisco si sono comportate in settimana un pochino meglio del resto del settore, chiudendo invariate. Morale: non investire su tutto il settore tecnologico con Etf o fondi comuni. Punta solo su alcune selezionatissime azioni del settore. Cisco Systems è una di queste.

    Le azioni Intel (43,35 Usd; Isin US4581401001) sono scese del 3% dopo che sono stati presentati i primi pc Windows 10 senza i chip di Intel (è la prima volta che succede). Non ci spaventiamo: Intel ha già investito per non essere più così dipendente dalle vendite dei personal computer. Il titolo resta conveniente. Acquista.

     

    Una mezza finanziaria per le Apple

    Apple (169,37 Usd; Isin US0378331005) è una società che potrebbe beneficiare molto dell’abbassamento delle tasse sul “rimpatrio” di denaro dall’estero. Il titolo, però, ha comunque chiuso la settimana con un calo dell’1%, peggiore di quello del resto del settore. Il motivo va cercato nell’accordo trovato con il governo irlandese per la restituzione di tasse non pagate: Apple dovrà scucire 13 miliardi di euro. Di per sé la cifra è sicuramente elevata – è l’importo di una mezza manovra finanziaria italiana – ma è gestibilissima dal colosso californiano. Apple, infatti, ogni anno produce tramite la sua attività circa 40 miliardi di euro di liquidità (sono soldi contanti, già al netto delle spese per investimenti e pagamento dei dividendi). Inoltre, ha cassa e titoli obbligazionari pronti da vendere per un valore complessivo di circa 220 miliardi di euro. Insomma, se quelli irlandesi non sono bruscolini, poco ci manca. Puoi mantenere le azioni Apple, ma solo se il portafoglio nel quale ti ritrovi prevede azioni Usa.

     

    Bene banche e settore media

    L’avanzamento della riforma fiscale di Trump continua, invece, a far bene ai titoli del settore bancario Usa (+2%) – è intuibile: se scendono le tasse, l’economia “gira” e le banche possono concedere più prestiti. Non per nulla le azioni Bank of America (29,05 Usd; Isin US0605051046) sono salite in settimana di un altro 3,4%, portando il bilancio delle ultime due settimane a un +9,3% rispetto al +1,9% generale della Borsa americana. Secondo noi, Bank of America resta un titolo da tenere in mano, se già ce l’hai. Se, invece, non è in portafoglio, non è questo il momento di acquistarlo. Molto bene è andato anche il settore media (+2,2%): non sorprende, se l’economia “gira” i consumatori sono più disposti a spendere in prodotti legati allo “svago” e al tempo libero. E se le aziende hanno più soldi, possono investire più in pubblicità, fonte cruciale di ricavi soprattutto per giornali e televisioni. Le azioni Walt Disney (104,23 Usd; Isin US2546871060) si sono distinte in negativo, chiudendo la settimana con un calo dell’1%. Il successo al botteghino dell’ultimo film d’animazione, Coco, e le prospettive di incasso legate al lancio del nuovo film della saga di Star Wars non sono bastate a contenere i timori del mercato per la volontà del gruppo di lanciarsi alla conquista della casa di produzione 21st Century Fox: rischia di strapagarla. Limitati a mantenere le azioni Walt Disney se le hai già in mano. 

    Tra le azioni del settore media si sono distinte anche le Mediaset (3,28 euro), salite del 4,7%. Tim sembra a un passo dall’acquisto di contenuti multimediali prodotti da Mediaset. Mantieni queste azioni. 

     

    Settore farmaceutico in calo

    Settimana fiacca per il settore farmaceutico, calato dello 0,1%. Da un lato, ha pesato il -2,2% di Sanofi (73,18 euro; Isin FR0000120578), legato a problemi emersi con un vaccino del gruppo. A pagina 5 ti spieghiamo perché puoi ancora mantenere le Sanofi. Dall’altro lato, c’è stata un’operazione che ha portato un grande operatore farmaceutico americano a comprarsi una società che vende polizze sanitarie. Al mercato questa operazione non è piaciuta: una mossa della disperazione perché lo sbarco di Amazon (1.162 Usd; Isin US0231351067) nel settore farmaceutico Usa è sempre più vicino? Puoi scommettere su Amazon, che ha chiuso la settimana invariata. Trovi i termini della scommessa sulle Amazon su Altroconsumo Finanza n° 1243 e n° 1245.

     

    Risposte per te

    @Ivano Se hai scelto il regime amministrato (molto probabile) non devi preoccuparti dei vari calcoli fiscali sui dividendi delle azioni estere: farà la tua banca tutto per te e non dovrai inserire nulla in dichiarazione dei redditi. Sei già a posto col fisco così.

    @Giovanni Le azioni in euro che ti propone la banca sono le stesse National Grid quotate a Londra, solo, verosimilmente, quotate a Francoforte. Se le compri a Francoforte rischi problemi in caso di aumenti di capitale (in ogni caso non comprarle su Xetra).

    @Giuseppe Quello staccato a novembre (15,49 pence) è solo un acconto del dividendo di National Grid. A maggio 2017 è stato staccato un dividendo straordinario di 84,375 pence per azione (per questo il rendimento per quest’anno è così alto).

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  • Analisi
    Walt Disney: avvertimento sui risultati 9 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017
    Dopo i risultati trimestrali in chiaroscuro pubblicati a fine agosto, l’avvertimento sui risultati annuali lanciato da Walt Disney non ci ha sorpreso.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Una settimana incolore: il punto sulle Borse 11 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017
    In attesa dell’avvio della stagione dei conti trimestrali – si comincia il 14 luglio con i risultati di alcuni colossi bancari americani – le Borse mantengono il freno a mano tirato. Wall Street ha chiuso la settimana a +0,1%, le Borse della zona euro, in media, a -0,2%. Milano è l’unica che spicca (+2,1%). Qui facciamo il punto anche sull'aumento di capitale di Santander, sul cambio di consiglio per Sainsbury e Edp Renováveis, sul calo di Tesla. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 07/07/17

     

    Incroci pericolosi tra Europa e stati Uniti

    I verbali dell’ultima riunione della Banca centrale Usa non hanno avuto particolare impatto sui mercati, anche se il piccolo riferimento ai valori “alti” raggiunti dalle Borse (già fatto in passato) non ha sicuramente agevolato una corsa dei listini. Oltre a questo, la Borsa Usa è stata frenata dal calo di uno dei suoi colossi, General Electric (26,15 Usd; Isin US3696041033). Il titolo ha perso il 3,2% dopo che la Commissione europea ha accusato la società di aver fornito informazioni scorrette nel momento in cui ha acquisito una società europea che fa le pale per gli impianti eolici. La paura è che ci siano sanzioni pesanti, anche se sicuramente la società farà ricorso e i tempi saranno lunghi. Per ora confermiamo il nostro consiglio: limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove. La settimana si era aperta con le voci di una possibile scalata di Verizon (43,48 Usd; Isin US92343V1044) su Disney (103,32 Usd; Isin US2546871060). E’ poco credibile che accada, non per nulla l’entusiasmo è scemato presto e entrambi i titoli hanno chiuso la settimana in calo del 2,6% e 2,8%, rispettivamente. Sono, al più, da mantenere.

     

    Bene le banche del Vecchio continente

    Anche in Europa, la Banca centrale europea ha svelato i verbali della sua ultima riunione. Non ci sono state particolari sorprese, ma il mercato ha voluto comunque leggere tra le righe un atteggiamento meno “accomodante”. La prospettiva di tassi d’interesse in rialzo ha spinto i titoli bancari europei che, mediamente, hanno chiuso la settimana a +1,5%. E ancor meglio sono andati i titoli bancari italiani (+4,5% in media), galvanizzati dall’ok al piano di salvataggio del Monte Paschi (titolo sospeso dalle quotazioni) da parte dell’Europa. Questo spiega l’ottimo risultato di Milano, listino dove i titoli bancari hanno un peso rilevante: Intesa Sanpaolo (2,84 euro) e Unicredit (17,5 euro), che sono tra i primi 5 titoli della Borsa italiana, sono saliti rispettivamente del 2,3% e del 7% – quest’ultimo balzo è stato favorito anche dal perfezionamento della cessione di Pioneer. Entrambi i titoli sono da acquistare in un’ottica di lungo periodo. Nella settimana dell’avvio dell’aumento di capitale da 7 miliardi, ha retto bene anche il titolo Santander (5,81 euro, Isin ES0113900J37; +2% alla fine della settimana). Se sei azionista ti è stato dato un diritto d’opzione (0,095 euro; Isin ES06139009P1) per ogni azione Santander. Hai due scelte: o usi i diritti per comprare nuove azioni Santander al prezzo di 4,85 euro ciascuna (dovrai usare 10 diritti per ogni azione nuova) o vendi i diritti in Borsa. Ti consigliamo questa seconda scelta: con l’acquisto del Banco Popular, Santander aumenterà il suo giro d’affari, ma anche i crediti “marci” in pancia. Il titolo è al più correttamente valutato, quindi non ha senso acquistare altre azioni. Vendi al più presto i diritti in Borsa (avrai tempo solo fino al 20 luglio, ma fallo subito) e mantieni le azioni che hai. Lo sbarco a Piazza Affari di DoBank, la società che ha in gestione i crediti “marci” di Unicredit, dovrebbe avvenire prima del previsto, il 14 luglio. L’offerta non è stata aperta ai piccoli risparmiatori.

     

    Londra galleggia

    Londra è riuscita a chiudere la settimana con un piccolo attivo (+0,5%) nonostante il calo del 2,1% di Sainsbury (246,4 pence; Isin GB00B019KW72). Penalizzazione ingiusta, perché la strategia del gruppo è convincente e comincia a dare i frutti sperati – le vendite del primo trimestre dell’anno fiscale 2017/18 (finisce a marzo 2018) sono state superiori alle attese. Il mercato, però, sembra voler ignorare i buoni risultati e voler concentrarsi sui timori di un’ulteriore compressione dei margini di guadagno del gruppo per effetto sia del rialzo dei prezzi delle materie prime importate (si teme sterlina debole a lungo), sia delle minori spese da parte delle famiglie per colpa dell’inflazione. Purtroppo non crediamo che a breve termine questo atteggiamento cambierà: ti consigliamo di vendere il titolo. Comunque lo seguiremo e valuteremo se sarà il caso di tornare a investirci più avanti. A Londra ha pagato dazio anche Reckitt Benckiser (7.668 pence; Isin GB00B24CGK77): il gruppo ha rivisto al ribasso le attese sui ricavi dell’anno in corso e il titolo ha perso l’1,5%. Titolo caro, vendi.

     

    Tecnologici tra alti e bassi

    Non ha aiutato i listini l’andamento traballante del settore tecnologico (-0,3%). A pesare, questa volta, c’è stato il titolo Tesla (313,22 Usd; Isin US88160R1014), sceso del 13,4%. Doveva essere una settimana trionfale, con l’annuncio della produzione della Model 3 finalmente nei tempi previsti – Tesla non è mai stata puntuale – ma tutto è andato storto. I livelli di produzione della Model 3 per settembre sono stati abbassati. Inoltre, anche i dati di vendita degli altri modelli già in circolazione, per il primo semestre dell’anno, sono stati inferiori alle previsioni. Infine, la vettura Model S non è riuscita a ottenere la “medaglia d’oro” nei recenti test sulla sicurezza (Tesla si vantava della sicurezza). Non approfittare del calo per acquistare: Tesla è una società che non fa utili e brucia liquidità. Se hai le azioni, vendile. 

     

     

    Edp renováveis: via!

    L’Opa su EDP Renováveis (6,86 euro; Isin ES0127797019) è partita. Rilanci non ce ne sono stati e l’operazione dovrebbe portare al ritiro del titolo dal listino. Te ne devi liberare. Il prezzo in Borsa è lievemente superiore a quello d’Opa (6,75 euro), ma le commissioni di compravendita sui titoli portoghesi sono di solito elevate. Meglio, dunque, aderire all’Offerta – in questo caso non dovresti pagare commissioni. Chiedi alla banca se puoi farlo – capita che a volte gli italiani non possano partecipare alle operazioni estere. Se puoi, aderisci all’Opa. Altrimenti vendi in Borsa. Informati subito, devi fare tutto entro fine luglio. 

     

    Risposte per te

    @Carlo Vodafone ha staccato il saldo del dividendo per l’anno 2016/17 l’8 giugno. Il pagamento partirà dall’8 agosto. Lo stacco dell’acconto del dividendo per il 2017/18 è previsto il 23 novembre.

    @Giuseppe Per comprare azioni non serve aprire piattaforme in broker esteri. Basta aprire un conto titoli presso la tua banca. Scegli il regime amministrato: la banca si occuperà di curare tutta la fiscalità per te.

    @Stefano Anche se compri le azioni Telefônica Brasil sulla Borsa di New York (13,41 Usd; Isin US87936R1068), la società resta comunque brasiliana. Come tale la devi considerare ai fini del tuo portafoglio.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 112,47 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 96,93 USD
ISIN US2546871060
Borsa New York
Beta 1,18
Volatilità 17,25 %
Numero di azioni 1.543.480.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 168,01 USD
Settore Media e tempo libero
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 853.598 USD
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (USD)

2017-18 (e) 2016-17 (e) 2015-16 2014-15
Dividendo 1,70 1,62 1,49 1,37
Utile corrente 6,05 5,73 5,76 4,95
Utile netto 6,05 5,73 5,76 4,95
Cash Flow corrente 7,57 7,22 7,25 6,26
Cash Flow netto 7,57 7,22 7,25 6,26
EBIT 9,23 8,75 8,72 7,78
EBITDA 10,75 10,24 10,27 9,16
Patrimonio netto 35,03 30,68 26,56 26,28
Patrimonio netto tangibile 17,97 13,62 9,49 9,86

Rendimento in euro

Walt Disney Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 11,82 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi -0,93 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno 0,13 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni 15,94 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2016-17 (e) 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out - 25,84 % 27,68 % 2,00 %
Current ratio - 1,01 1,03 1,14
ROE - 21,71 % 18,83 % 16,68 %
ROE netto - 21,71 % 18,83 % 16,68 %
Margine lordo - 100,00 % 45,94 % 100,00 %
Margine netto - 17,60 % 16,87 % 16,40 %
EBIT margin - 25,53 % 25,10 % 23,35 %
EBITDA margin - 30,07 % 29,59 % 28,04 %
Tax rate - 34,15 % 36,17 % 34,64 %
Gearing - 32,88 26,86 23,70
Patrimonio netto / totale attivo - 51,42 % 55,18 % 57,23 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17 (e)
Rendimento da dividendo 1,56 % 1,49 %
Prezzo/utile corrente 17,99 19,00
Prezzo/cash flow corrente 14,38 15,08
Prezzo/patrimonio netto 3,11 3,55
Prezzo/patrimonio netto tangibile 6,06 7,99
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,56 % -

(e) : stima

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