Walt Disney US2546871060

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Articoli

  • Analisi
    Walt Disney: avvertimento sui risultati un mese fa - lunedì 18 settembre 2017
    Dopo i risultati trimestrali in chiaroscuro pubblicati a fine agosto, l’avvertimento sui risultati annuali lanciato da Walt Disney non ci ha sorpreso.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Una settimana incolore: il punto sulle Borse 3 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017
    In attesa dell’avvio della stagione dei conti trimestrali – si comincia il 14 luglio con i risultati di alcuni colossi bancari americani – le Borse mantengono il freno a mano tirato. Wall Street ha chiuso la settimana a +0,1%, le Borse della zona euro, in media, a -0,2%. Milano è l’unica che spicca (+2,1%). Qui facciamo il punto anche sull'aumento di capitale di Santander, sul cambio di consiglio per Sainsbury e Edp Renováveis, sul calo di Tesla. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 07/07/17

     

    Incroci pericolosi tra Europa e stati Uniti

    I verbali dell’ultima riunione della Banca centrale Usa non hanno avuto particolare impatto sui mercati, anche se il piccolo riferimento ai valori “alti” raggiunti dalle Borse (già fatto in passato) non ha sicuramente agevolato una corsa dei listini. Oltre a questo, la Borsa Usa è stata frenata dal calo di uno dei suoi colossi, General Electric (26,15 Usd; Isin US3696041033). Il titolo ha perso il 3,2% dopo che la Commissione europea ha accusato la società di aver fornito informazioni scorrette nel momento in cui ha acquisito una società europea che fa le pale per gli impianti eolici. La paura è che ci siano sanzioni pesanti, anche se sicuramente la società farà ricorso e i tempi saranno lunghi. Per ora confermiamo il nostro consiglio: limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove. La settimana si era aperta con le voci di una possibile scalata di Verizon (43,48 Usd; Isin US92343V1044) su Disney (103,32 Usd; Isin US2546871060). E’ poco credibile che accada, non per nulla l’entusiasmo è scemato presto e entrambi i titoli hanno chiuso la settimana in calo del 2,6% e 2,8%, rispettivamente. Sono, al più, da mantenere.

     

    Bene le banche del Vecchio continente

    Anche in Europa, la Banca centrale europea ha svelato i verbali della sua ultima riunione. Non ci sono state particolari sorprese, ma il mercato ha voluto comunque leggere tra le righe un atteggiamento meno “accomodante”. La prospettiva di tassi d’interesse in rialzo ha spinto i titoli bancari europei che, mediamente, hanno chiuso la settimana a +1,5%. E ancor meglio sono andati i titoli bancari italiani (+4,5% in media), galvanizzati dall’ok al piano di salvataggio del Monte Paschi (titolo sospeso dalle quotazioni) da parte dell’Europa. Questo spiega l’ottimo risultato di Milano, listino dove i titoli bancari hanno un peso rilevante: Intesa Sanpaolo (2,84 euro) e Unicredit (17,5 euro), che sono tra i primi 5 titoli della Borsa italiana, sono saliti rispettivamente del 2,3% e del 7% – quest’ultimo balzo è stato favorito anche dal perfezionamento della cessione di Pioneer. Entrambi i titoli sono da acquistare in un’ottica di lungo periodo. Nella settimana dell’avvio dell’aumento di capitale da 7 miliardi, ha retto bene anche il titolo Santander (5,81 euro, Isin ES0113900J37; +2% alla fine della settimana). Se sei azionista ti è stato dato un diritto d’opzione (0,095 euro; Isin ES06139009P1) per ogni azione Santander. Hai due scelte: o usi i diritti per comprare nuove azioni Santander al prezzo di 4,85 euro ciascuna (dovrai usare 10 diritti per ogni azione nuova) o vendi i diritti in Borsa. Ti consigliamo questa seconda scelta: con l’acquisto del Banco Popular, Santander aumenterà il suo giro d’affari, ma anche i crediti “marci” in pancia. Il titolo è al più correttamente valutato, quindi non ha senso acquistare altre azioni. Vendi al più presto i diritti in Borsa (avrai tempo solo fino al 20 luglio, ma fallo subito) e mantieni le azioni che hai. Lo sbarco a Piazza Affari di DoBank, la società che ha in gestione i crediti “marci” di Unicredit, dovrebbe avvenire prima del previsto, il 14 luglio. L’offerta non è stata aperta ai piccoli risparmiatori.

     

    Londra galleggia

    Londra è riuscita a chiudere la settimana con un piccolo attivo (+0,5%) nonostante il calo del 2,1% di Sainsbury (246,4 pence; Isin GB00B019KW72). Penalizzazione ingiusta, perché la strategia del gruppo è convincente e comincia a dare i frutti sperati – le vendite del primo trimestre dell’anno fiscale 2017/18 (finisce a marzo 2018) sono state superiori alle attese. Il mercato, però, sembra voler ignorare i buoni risultati e voler concentrarsi sui timori di un’ulteriore compressione dei margini di guadagno del gruppo per effetto sia del rialzo dei prezzi delle materie prime importate (si teme sterlina debole a lungo), sia delle minori spese da parte delle famiglie per colpa dell’inflazione. Purtroppo non crediamo che a breve termine questo atteggiamento cambierà: ti consigliamo di vendere il titolo. Comunque lo seguiremo e valuteremo se sarà il caso di tornare a investirci più avanti. A Londra ha pagato dazio anche Reckitt Benckiser (7.668 pence; Isin GB00B24CGK77): il gruppo ha rivisto al ribasso le attese sui ricavi dell’anno in corso e il titolo ha perso l’1,5%. Titolo caro, vendi.

     

    Tecnologici tra alti e bassi

    Non ha aiutato i listini l’andamento traballante del settore tecnologico (-0,3%). A pesare, questa volta, c’è stato il titolo Tesla (313,22 Usd; Isin US88160R1014), sceso del 13,4%. Doveva essere una settimana trionfale, con l’annuncio della produzione della Model 3 finalmente nei tempi previsti – Tesla non è mai stata puntuale – ma tutto è andato storto. I livelli di produzione della Model 3 per settembre sono stati abbassati. Inoltre, anche i dati di vendita degli altri modelli già in circolazione, per il primo semestre dell’anno, sono stati inferiori alle previsioni. Infine, la vettura Model S non è riuscita a ottenere la “medaglia d’oro” nei recenti test sulla sicurezza (Tesla si vantava della sicurezza). Non approfittare del calo per acquistare: Tesla è una società che non fa utili e brucia liquidità. Se hai le azioni, vendile. 

     

     

    Edp renováveis: via!

    L’Opa su EDP Renováveis (6,86 euro; Isin ES0127797019) è partita. Rilanci non ce ne sono stati e l’operazione dovrebbe portare al ritiro del titolo dal listino. Te ne devi liberare. Il prezzo in Borsa è lievemente superiore a quello d’Opa (6,75 euro), ma le commissioni di compravendita sui titoli portoghesi sono di solito elevate. Meglio, dunque, aderire all’Offerta – in questo caso non dovresti pagare commissioni. Chiedi alla banca se puoi farlo – capita che a volte gli italiani non possano partecipare alle operazioni estere. Se puoi, aderisci all’Opa. Altrimenti vendi in Borsa. Informati subito, devi fare tutto entro fine luglio. 

     

    Risposte per te

    @Carlo Vodafone ha staccato il saldo del dividendo per l’anno 2016/17 l’8 giugno. Il pagamento partirà dall’8 agosto. Lo stacco dell’acconto del dividendo per il 2017/18 è previsto il 23 novembre.

    @Giuseppe Per comprare azioni non serve aprire piattaforme in broker esteri. Basta aprire un conto titoli presso la tua banca. Scegli il regime amministrato: la banca si occuperà di curare tutta la fiscalità per te.

    @Stefano Anche se compri le azioni Telefônica Brasil sulla Borsa di New York (13,41 Usd; Isin US87936R1068), la società resta comunque brasiliana. Come tale la devi considerare ai fini del tuo portafoglio.

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  • Analisi
    Walt Disney Opa su Euro Disney 4 mesi fa - giovedì 8 giugno 2017
    Walt Disney si ricompra le azioni residue della controllata francese Euro Disney.

    Prezzo al momento dell'analisi (07/06/2017): 105,92 USD

    Ai prezzi attuali, l’azione Walt Disney resta correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    Lo scorso febbraio Walt Disney (Isin US2546871060), casa madre di Euro Disney, aveva annunciato la sua intenzione di lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni non ancora detenute (14%) della sua controllata francese in una delicata fase finanziaria, prima di iniettarvi i capitali necessari al suo rilancio. Il prezzo offerto (2 euro per azione) ci sembra onesto. Il nostro consiglio sulle azioni Walt Disney non cambia: mantieni.

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  • Analisi
    Senza infamia e senza lode: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 15 maggio 2017
    New York ha chiuso la settimana a -0,3%, mentre le Borse europee, in media, sono riuscite a salire dello 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 12/05/17 

     

    Usa: Settimana calda per la politica, fredda per i mercati

    Trump ha rimosso il capo dell’Fbi – la famosa agenzia investigativa americana – facendo gridare in molti allo scandalo. E ora c’è addirittura chi ritiene che il Presidente sarà costretto a lasciare la Casa Bianca prima della fine naturale del mandato. Wall Street ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump, quindi, se questa non fosse portata a termine, per la Borsa Usa potrebbero essere dolori. Per ora il mercato sembra scontare come bassa la probabilità di un tale evento: non ci sono stati cali particolarmente evidenti dopo la notizia. In ogni caso, se hai un profilo d’investimento prudente, ti consigliamo di vendere tutte le azioni americane.

     

    Gli ultimi scampoli della stagione delle trimestrali

    A contribuire al risultato incolore della Borsa Usa ci hanno pensato anche i conti trimestrali societari. Per esempio, quelli di Walt Disney (109,69 Usd; Isin US2546871060) non hanno convinto il mercato – il titolo in settimana ha perso il 2,1%. L’anno fiscale 2016/17 (termina il 30 settembre) fin qui non sta andando granché – gli utili sono saliti del 2%, ma le attività legate alla rete televisiva sportiva ESPN continuano a soffrire – ma è anche vero che si sapeva che questo sarebbe stato un anno di transizione. Continuiamo a stimare un utile per azione di 5,97 Usd per l’anno fiscale in corso – in rialzo rispetto a quello dell’anno precedente solo grazie al riacquisto di azioni proprie – e di 6,6 Usd per l’anno prossimo. Secondo noi, il titolo è correttamente valutato. Se ce l’hai, mantienilo. Meglio, invece, sono stati accolti i conti di Teva Pharma (31,89 Usd; Isin US8816242098) – il titolo in settimana è salito del 2,4%. Tra il lancio di nuovi farmaci generici e l’apporto di Allargan (società acquisita a metà dell’anno scorso), nel primo trimestre le vendite del gruppo sono salite del 22% rispetto a quelle del primo trimestre 2016. Teva ha, inoltre, aumentato le stime sui risparmi di costo ottenibili dall’acquisizione (e fusione) con Allargan e ha ottenuto il via libera a un suo nuovo farmaco da parte dell’autorità sanitaria a stelle e strisce. Secondo noi il titolo è ancora conveniente, acquista.

     

    Il prezzo del petrolio si riprende un po’

    A sostenere un po’ la Borsa Usa ci hanno pensato i titoli del settore petrolifero, saliti in settimana del 2% per effetto del +2,7% del prezzo del greggio. Eni (14,89 euro) si è mossa in linea col settore, salendo in settimana del 2,1% dopo la presentazione di conti trimestrali superiori alle attese. Abbiamo deciso di portare la stima sul dividendo a valere sul bilancio 2017 da 0,6 a 0,8 euro per azione. Questo, però, non basta a farci cambiare opinione sul titolo. Anche alla luce delle indagini della magistratura sull’attuale “capitano” dell’Eni per supposta corruzione internazionale, secondo noi l’azione resta correttamente valutata: non comprare le Eni – al massimo, se le hai, limitati a mantenerle. 

     

    Londra sostenuta dai farmaceutici, milano dalle banche

    A trainare le Borse europee c’è stata quella di Londra, salita in settimana dell’1,9%. Oltre a un indebolimento della sterlina, registrato nella parte finale della settimana, a contribuire a questo risultato ci sono stati i rialzi di alcuni titoli importanti per il listino. Tra tutti segnaliamo AstraZeneca (5.176 pence; Isin GB0009895292), che ha fatto +12,4%. Il gruppo farmaceutico ha beneficiato dei buoni risultati clinici ottenuti dal Durvalumab, farmaco per il trattamento del cancro al polmone. Si tratta di una buona notizia per questa società che è comunque alle prese con la scadenza di diversi brevetti. Se per caso hai le azioni in mano, approfitta di questo rialzo per venderle. Milano ha chiuso la settimana lievemente sopra la parità (+0,4%), ma ha fatto comunque meglio del resto delle Borse della zona euro (-0,6% in media). A sostenere il listino meneghino ci hanno pensato i titoli bancari: Unicredit (17,01 euro), per esempio, ha fatto +4,9% dopo aver pubblicato conti trimestrali rassicuranti. Li commentiamo sia a pagina 6, sia in Detto tra noi. Qui ti anticipiamo che il consiglio resta invariato: acquista le azioni ordinarie dell’Unicredit.

     

    Poste e telegrafi: gioie e dolori per Amsterdam e Madrid

    Sulla Borsa di Amsterdam (settimana chiusa a +0,3%) va segnalato il -6,8% di PostNL (4,31 euro; Isin NL0009739416). Anche se il gruppo ha chiuso il trimestre con un rialzo dell’utile per azione di quasi il 6%, il mercato è rimasto deluso dal calo della consegna delle lettere (-10%). La consegna dei pacchi continua, però, ad andar bene (+8%) e il piano di risparmio sui costi avanza in linea con le attese. La reazione del mercato ci sembra eccessiva: approfitta del calo per acquistare. Sul risultato di Madrid (-2,2%) ha pesato il -4,2% di Telefónica (10,06 euro; Isin ES0178430E18): nel primo trimestre, in Spagna (vale il 30% degli utili industriali del gruppo) il risultato industriale è sceso del 2,4%. La reazione del mercato è eccessiva: in America Latina, che vale più della Spagna (50% degli utili industriali), i risultati sono in crescita e le cessioni di attività dovrebbero aiutare il gruppo a ridurre l’indebitamento. Approfitta del calo per acquistare. Settimana positiva anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano, L’Etf Lyxor mid cap pir (131,62 euro; Isin FR0011758085) ha messo su lo 0,6% e resta valido per una speculazione sul successo dei fondi pir.

     

    L’attacco informatico di venerdì 12 ha permesso alle Check Point (107,6 Usd; Isin IL0010824113) di fare +1,5%. Le azioni di questa società israeliana che si occupa di sicurezza informatica meritano ancora una scommessa. -18% per Snapchat (19,14 Usd; Isin US83304A1060), dopo aver mostrato un profondo rosso nei conti trimestrali e un calo degli utenti. Restane alla larga. 

     

    Atlantia: offerta su Abertis

    Atlantia (24,21 euro) ha formalizzato l’offerta per l’acquisto di Abertis (16,45 euro). Le azioni della nuova società ai prezzi attuali di Borsa sarebbero convenienti. Ci sono però dei rischi, su tutti l’indebitamento. La nuova società avrà un rapporto tra debiti e utile industriale di 5,5: per le altre società del settore siamo intorno a 4. Per questo consigliamo prudenza. Limitati a mantenere le azioni Atlantia (tra l’altro, ci sono le incognite legate all’Alitalia). Limitati anche a mantenere le Abertis: potrai scegliere tra contanti (16,50 euro per azione Abertis) o azioni (0,697 per ogni Abertis). Queste azioni non saranno, però, negoziabili fino al febbraio 2019. Non è il massimo. Potrebbe essere il caso di accettare l’offerta in contanti. Torneremo a parlarne quando l’operazione verrà ufficialmente approvata e lanciata. Per ora mantieni le Abertis.

     

    Headwaters addio

    A seguito del successo dell’Opa di Boral, Headwaters è stata ritirata dagli scambi di Borsa. Dovresti aver già ricevuto sul tuo conto corrente il corrispettivo di 24,25 Usd per azione Headwaters, prezzo che valuta correttamente le prospettive del gruppo.

     

    Risposte per te

    @Andrea Anche se compri un’azione estera sulla Borsa di Milano, sui dividendi sarai comunque soggetto alla doppia tassazione.

    @Erminio La tassazione belga sui dividendi è salita al 30% nel 2017. Il netto che ti entra in tasca è ora pari al 51,8% dell’importo lordo.

    @Mauro Le minusvalenze su Etf azionari possono compensare plusvalenze su singole azioni, ma non plusvalenze su Etf azionari.

     

     



     

     

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  • Analisi
    Sinistri scricchiolii a New York: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 27 marzo 2017
    La Borsa di New York ha chiuso la settimana a -1,4%. Non è un calo drammatico, ma è comunque il peggior risultato settimanale dall’elezione di Trump. Hanno contenuto i danni le Borse della zona euro che, in media, hanno perso lo 0,1%. 

    New York: La paura che la riforma fiscale slitti

    A mettere di malumore la Borsa Usa sono stati i tira e molla, durati tutta la settimana, sull’approvazione della nuova riforma sanitaria – saltata poi definitivamente nella serata di venerdì 24. I dissidi che sono emersi all’interno del partito di Trump hanno fatto crescere la paura che l’attesa riforma fiscale possa non essere varata in tempi brevi. È il nuovo fisco che davvero interessa al mercato, perché considerato la leva fondamentale per la crescita economica degli Usa. Non per nulla, con la prospettiva di una riforma fiscale in tempi brevi offuscata, i tassi d’interesse sul mercato si sono raffreddati. Un fenomeno che ha pesato sull’andamento delle azioni delle grandi banche americane –guadagnano di più con i tassi elevati. Bank of America (23,12 Usd; Isin US0605051046), per esempio, ha perso il 7%. Per ora non ci spaventiamo: il titolo era salito di quasi il 50% dall’elezione di Trump e quindi un ripiegamento temporaneo è naturale. Inoltre, i conti annuali non avevano mostrato particolari elementi di tensione. Teniamo, però, la guardia alta. Limitati per ora a tenere le azioni che già hai in mano, ma non acquistarne altre. Al di fuori del settore bancario, qualche titolo Usa è comunque riuscito a salvarsi. Walt Disney (112,14 Usd; Isin US2546871060), per esempio, ha messo su lo 0,3% sulla scia degli ottimi risultati al botteghino del film La bella e la bestia. Mantieni.

     

    HealthEquity: chiudi la scommessa

    Uno dei titoli che maggiormente ha risentito del tira e molla sulla riforma sanitaria è stato HealthEquity (40,44 Usd; Isin US42226A1079). È il titolo che ti abbiamo consigliato speculativamente su Altroconsumo Finanza n° 1213: offre gli HSA, una sorta di conto di deposito che avevano un ruolo centrale nella riforma sanitaria di Trump. Non per nulla fino a quando la riforma sembrava poter procedere spedita il titolo è salito +10% dal momento del nostro primo consiglio al 17 marzo – poi, settimana scorsa, col rischio di una bocciatura della riforma, poi concretizzatasi, ha perso il 12,5%. Pur se i conti della società fin qui sono andati bene anche senza la riforma di Trump – per l’anno fiscale terminato il 31 gennaio hanno mostrato una crescita dei capitali in custodia e degli utili del 60% rispetto all’anno prima – l’elemento centrale della scommessa è venuto meno. Esci dal titolo e chiudi la scommessa anche se in perdita. Se sei un buon padre di famiglia restane alla larga – il titolo è caro (paghi 75 volte gli utili attesi per l’anno fiscale che termina il 31 gennaio 2018, uno sproposito).

     

    Risposte per te

    @Alessandro la Trc sta facendo una mini-Opa su Exxon a un prezzo più basso (78 Usd) di quello del titolo in Borsa (81,23 Usd). Rifiuta l’offerta, il titolo resterà regolarmente quotato.

    @Angelo Deutsche Telekom dovrebbe pagare il dividendo a giugno (stacco a maggio). Le date precise non si sanno ancora. Sarà tosato del 26,38% in Germania e poi del 26% in Italia.

    @Domenico Con Fineco, non hai accesso a tutta la Borsa svizzera, ma solo a una selezione di azioni elvetiche. La Borsa belga non è raggiungibile: online non puoi acquistare le Atenor.

     

     

    Mercati cinici

    In settimana c’è stato l’attentato a Londra e quando ci sono pochi morti, le Borse dimostrano tutto il loro cinismo: il giorno dell’attentato il listino britannico ha perso “solo” lo 0,7% e ha chiuso la settimana a -1,2%, un calo inferiore a quello di New York. Anche i titoli legati alla Difesa, che di solito dovrebbero (tristemente) salire in questi casi, hanno perso in media il 2,1%. Si è comunque distino Bae Systems (653 pence; Isin GB0002634946), colosso della Difesa britannica, salito dell’1%. Secondo noi resta un titolo conveniente e lo puoi acquistare. Valuta tu, se per la tua sensibilità, è un investimento da fare.

     

    Luci e ombre dal Vecchio continente

    I titoli del settore bancario in Europa si sono comportati, in media, meglio di quelli americani, chiudendo la settimana a -0,2%. Segnaliamo, però, il -4,3% di ING (13,77 euro; Isin NL0011821202): la banca è sotto indagine per sospetto riciclaggio di denaro e corruzione. Per ora non ci sono altri dettagli e la vicenda si preannuncia lunga. Seguiamo da vicino la situazione: per ora mantieni il titolo, ma ricorda che si tratta di un titolo dal rischio abbastanza elevato – 4 nella nostra scala che va da un minimo di 1 a un massimo di 5. A sostenere le Borse europee ci sono state le utility, che sono salite in media del 2,3% beneficiando del calo dei rendimenti dei bond che c’è stato anche in Europa – le utility sono considerate un po’ un’alternativa ai bond, quindi se i bond rendono meno, le utility tendono a salire. In particolare, a Piazza Affari (+0,6% in settimana) è proseguita la corsa di Iren (1,92 euro) che ha messo su un altro 7,6%. Dalla pubblicazione dei conti trimestrali, il rialzo è di quasi il 17%. È un titolo che ti abbiamo consigliato in passato, anche quando quotava intorno a 0,30 euro: ora limitati a mantenerlo. È continuata anche la corsa di Zignago Vetro (7,39 euro): +15,8% settimana scorsa e +23,3% dalla pubblicazione dei conti trimestrali. Il titolo resta buono, ma è ormai correttamente valutato: mantieni le azioni che hai, ma non acquistarne di nuove (se non le hai non le acquistare). n

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 115,84 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 91,17 USD
ISIN US2546871060
Borsa New York
Beta 1,18
Volatilità 17,25 %
Numero di azioni 1.543.480.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 151,82 USD
Settore Media e tempo libero
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 773.659 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2017-18 (e) 2016-17 (e) 2015-16 2014-15
Dividendo 1,70 1,59 1,49 1,37
Utile corrente 6,20 5,76 5,76 4,95
Utile netto 6,20 5,76 5,76 4,95
Cash Flow corrente 7,72 7,25 7,25 6,26
Cash Flow netto 7,72 7,25 7,25 6,26
EBIT 9,43 8,80 8,72 7,78
EBITDA 10,95 10,29 10,27 9,16
Patrimonio netto 35,24 30,74 26,56 26,28
Patrimonio netto tangibile 18,18 13,68 9,49 9,86

Rendimento in euro

Walt Disney Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -8,38 % 0,93 % 1,58 %
Rendimento ultimi 6 mesi -20,97 % 2,59 % -1,13 %
Rendimento ultimo anno 2,82 % 15,71 % 12,57 %
Rendimento ultimi 5 anni 17,73 % 7,21 % 14,36 %

Indici finanziari della società

2016-17 (e) 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out - 25,84 % 27,68 % 2,00 %
Current ratio - 1,01 1,03 1,14
ROE - 21,71 % 18,83 % 16,68 %
ROE netto - 21,71 % 18,83 % 16,68 %
Margine lordo - 100,00 % 45,94 % 100,00 %
Margine netto - 17,60 % 16,87 % 16,40 %
EBIT margin - 25,53 % 25,10 % 23,35 %
EBITDA margin - 30,07 % 29,59 % 28,04 %
Tax rate - 34,15 % 36,17 % 34,64 %
Gearing - 32,88 26,86 23,70
Patrimonio netto / totale attivo - 51,42 % 55,18 % 57,23 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17 (e)
Rendimento da dividendo 1,73 % 1,62 %
Prezzo/utile corrente 15,85 17,06
Prezzo/cash flow corrente 12,73 13,55
Prezzo/patrimonio netto 2,79 3,20
Prezzo/patrimonio netto tangibile 5,40 7,18
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,14 % -

(e) : stima

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