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    Zetes: successo dell'Opa di Panasonic 3 mesi fa - lunedì 26 giugno 2017
    Lo scorso 16 giugno, alla chiusura dell’offerta pubblica di acquisto, Panasonic possedeva già il 96,1% delle azioni della belga Zetes.

    Prezzo al momento dell'analisi (23/06/2017): 54,48 euro

    Se non lo hai ancora fatto, approfitta della riapertura dell’offerta per aderire. In seguito le azioni spariranno dalla Borsa.

    Visto che detiene già più del 95% delle azioni di Zetes (Isin BE0003827442) la giapponese Panasonic è stata costretta a lanciare un’offerta residuale (allo stesso prezzo dell’offerta di acquisto, 54,50 euro) sul resto delle azioni della società belga, che si concluderà il 12 luglio. Se non lo hai ancora fatto, non aspettare l’ultimo giorno per aderire all’offerta: per motivi amministrativi alcuni intermediari potrebbero chiudere l’operazione due o tre giorni prima.

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  • Analisi
    La peggior giornata del 2017: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    New York l’ha vissuta mercoledì 17 maggio, registrando un calo dell’1,8%. Poi, però, ha recuperato. Per la Borsa brasiliana, invece, la giornata nera è stata giovedì 18: -8,8%. Milano ha terminato piatta, ma Biesse... Qui trovi informazioni anche sui raggruppamenti di ArcelorMittal, National Grid e Saipem

    Variazioni settimanali su prezzi al 19/05/17 

     

    Scontro politico sempre più acceso negli Usa

    Le ragioni del calo di Wall Street sono ancora una volta legate alla politica e, in particolare, ai rapporti di Trump con la Russia: mercoledì 17 c’è addirittura chi si è spinto a prospettare la possibilità di impeachment per il presidente – è la procedura che può provocare la sua destituzione. La possibilità che si realizzi un evento di questo tipo è bassa e il mercato se n’è presto reso conto: dopo lo sbandamento di mercoledì – legato anche a qualche presa di beneficio, visto che a inizio settimana l’indice S&P500 della Borsa Usa aveva superato per la prima volta nella storia i 2.400 punti –Wall Street ha recuperato, tanto da chiudere la settimana a -0,4%. Nessun dramma, dunque. Resta comunque il fatto che il mercato ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump: più la posizione del presidente si indebolisce, più si riducono le probabilità che la riforma possa essere implementata in tempi rapidi, più la Borsa di New York rischia di registrare altre scivolate. Te lo diciamo già da tempo e te lo ribadiamo: se hai un profilo d’investitore “prudente”, vendi tutte le azioni Usa che hai mano. 

     

    Un titolo in controtendenza: colgate-Palmolive

    Tra i titoli che maggiormente hanno pagato gli alti e bassi di Wall Street ci sono quelli bancari: non per nulla sono anche quelli che più sono saliti dall’elezione di Trump. Per esempio, Bank of America (23,05 Usd; Isin US0605051046) ha perso quasi il 6% nella giornata di mercoledì 17 per poi chiudere la settimana a -4%. Non abbiamo motivi per cambiare il nostro prudente giudizio sul titolo: al più, mantieni. Tra tanti segni meno, spicca il +5% di Colgate-Palmolive (74,82 Usd; Isin US1941621039): per la prima volta i vertici della società hanno aperto alla possibilità di vendere a qualche altra società. Per il momento non c’è nessuna reale offerta, ma queste dichiarazioni hanno stuzzicato la fantasia del mercato – operazioni di questo tipo tendono sempre a far schizzare i prezzi delle società “preda”. Colgate è un titolo che conosci, perché è uno di quelli “che salgono sempre” – vedi Altroconsumo Finanza n° 1221. Non è un titolo conveniente, ma si può ancora scommettere sul fatto che continui, anche in futuro, a seguire la tendenza media di crescita registrata negli scorsi anni. Se compri le Colgate-Palmolive fai una scommessa: considerala una posta extra-portafoglio. Nonostante i risultati dell’anno fiscale 2016/17 (terminato il 31 marzo) abbiano superato le attese, anche le azioni della società americana CA (31,26 Usd; Isin US12673P1057) hanno perso terreno in settimana. È vero, le attese per i risultati nei prossimi anni non sono brillanti – anche noi ci aspettiamo utili in lieve calo rispetto a quelli dell’ultimo anno fiscale – ma la società è finanziariamente solida e potrà mettere a segno delle acquisizioni per migliorare la crescita. Il titolo è ancora conveniente. Acquista. 

     

    Un altro presidente a rischio, quello del brasile

    La Borsa di San Paolo ha chiuso la settimana a -8,2% (in real; -14,8% in euro). L’unico titolo carioca che ti consigliamo, Telefônica Brasil (14,11 Usd; Isin US87936R1068), ha retto un po’ meglio, calando del 5,3% (in real; in dollari Usa, visto che la compri su New York è -8,5%, in euro è -10,7%). L’investimento si può ancora fare a patto che tu non sia un investitore “prudente” e che il titolo pesi al massimo il 5% del tuo portafoglio.

     

    Londra si salva

    I listini europei hanno chiuso la settimana con un calo medio dell’1,1%. Spicca la Borsa di Londra, che ha archiviato un piccolo rialzo dello 0,5%. A contribuire a questo risultato c’è stato il rialzo di alcuni titoli importanti. Rio Tinto (3.167,5 pence; Isin GB0007188757), per esempio, ha fatto +6,7% beneficiando sia di un piccolo recupero dei prezzi delle materie prime, sia delle dichiarazioni dei vertici che hanno rassicurato sulla capacità del gruppo di dare soddisfazione agli azionisti. Il titolo è conveniente: acquista. Buono anche il traino di Vodafone (220,30 pence; Isin GB00BH4HKS39): nonostante la perdita riportata sul bilancio dell’ultimo trimestre, il titolo è salito in settimana del 4,4%. A pagina 6 ti spieghiamo il perché di questa reazione. Qui ci limitiamo a dirti che il titolo vale ancora un acquisto.

     

    Italia sotto il fuoco della ue

    Piazza Affari ha vissuto una settimana sulle montagne russe, riuscendo alla fine a chiudere invariata. A pesare a metà settimana, c’è stata anche la notizia della procedura di infrazione aperta sull’Italia per colpa di Fca (9,72 euro, -3% in settimana). Per fartela breve, Fca avrebbe “truccato” il programma informatico che controlla le emissioni della 500x, ma siccome spetta a ogni Paese (in questo caso l’Italia) verificare che un’automobile soddisfi tutte le norme europee prima che possa essere venduta sul mercato europeo, rischiamo tutti, come italiani, di beccarci una multa salata. Ulteriore motivo per confermare quello che ti diciamo da tempo: vendi le Fca. Bene, invece, le Biesse (32,56 euro) che sono salite in settimana del 4,9%. La scommessa di una crescita dei risultati a doppia cifra per ora è andata a buon fine – gli utili trimestrali sono addirittura triplicati rispetto a quelli del primo trimestre 2016. Dal primo consiglio dato a metà marzo su Altroconsumo Finanza n° 1214 il titolo ha guadagnato circa il 32% contro il +7,4% del resto di Piazza Affari. Fai così: portati comunque a casa una fetta di guadagni, vendendo metà delle azioni Biesse che hai (verifica comunque che ne valga la pena sulla base dell’entità del tuo investimento e delle commissioni che ti applica la banca). Tieni il resto se vuoi scommettere sul fatto che anche i prossimi conti trimestrali mostrino una crescita a doppia cifra – questi risultati dovrebbero essere annunciati il 4 agosto. Alti e bassi anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano. L’Etf Lyxor mid cap pir (130,70 euro; Isin FR0011758085) ha chiuso la settimana con un bilancio in calo (-0,7%), ma resta ancora valido per una scommessa.

     

    ArcelorMittal, National Grid e Saipem raggruppano

    Le operazioni sono avvenute questa settimana. Hai ricevuto 1 nuova azione Saipem ogni 10 possedute (le frazioni dovrebbero essere state vendute in automatico), 1 nuova ArcelorMittal ogni 3 possedute, 11 azioni National Grid ogni 12 possedute (inoltre questa ha staccato un dividendo straordinario di 84,375 pence che sarà pagato a giugno). I prezzi che vedi – alle ore 12 di lunedì mattina ArcelorMittal prezza 20,31 euro, Saipem 4,02 euro, National Grid 1.059 pence – sono legati a queste operazioni. L’operazione di raggruppamento di per sé è neutra: il valore dell’investimento non cambia


    Parrtita l’Opa su Zetes a 54,50 euro. Se per caso hai ancora queste azioni, aderisci all’Opa. 

     

    Risposte per te

    @Adriana Le azioni Chevron che hai visto sul listino Xetra sono le stesse quotate sulla Borsa di New York. La differenza di prezzo è legata fondamentalmente al cambio – su Xetra sono in euro. Su Xetra sono anche meno scambiate.

    @Alberto Non esistono più i lotti minimi per gli acquisti di azioni. Puoi comprare anche una sola singola azione di un dato titolo – occhio, però, che così le commissioni di compravendita bancarie possono valere più dell’investimento stesso.

    @Gaia Se vendi l’azione il giorno dello stacco del dividendo, avrai lo stesso diritto a quest’ultimo, anche se pagato tempo dopo – il giorno dello stacco, in apertura, il prezzo del titolo scende dell’importo del dividendo staccato.

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  • Analisi
    Zetes, risultati in chiaroscuro 7 mesi fa - lunedì 20 marzo 2017
    La pubblicazione dei risultati annuali non ha avuto alcun impatto sul titolo, che resta allineato a quello dell’offerta di Panasonic.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Zetes: offerta di Panasonic 10 mesi fa - venerdì 23 dicembre 2016
    Panasonic ha concluso degli accordi privati per acquisire il 51% di Zetes al prezzo di 54,50 euro. In una seconda fase, il gigante giapponese lancerà un’offerta sul resto delle azioni della società belga.

    Prezzo al momento dell'analisi: 45,84 euro alla chiusura di giovedì 22/12/2016, 54 euro alle 14.00 di venerdì 23/12/2016

    Consiglio: vendi

    Una volta perfezionata l’acquisizione del 51% di Zetes (Isin BE0003827442), Panasonic lancerà –  previo via libera delle autorità di controllo –  un’offerta in contanti sul resto delle azioni Zetes al prezzo di 54,50 euro l’una; un prezzo che supera del 27,7% il prezzo medio del titolo negli ultimi 3 mesi. Secondo noi, si tratta di un’offerta generosa e che, con tutta probabilità, andrà in porto. Una controfferta ci sembra del tutto improbabile, considerando che Panasonic ha l’appoggio unanime del Consiglio di amministrazione di Zetes e dei suoi azionisti di maggioranza. Visto che il prezzo del titolo si è già, sostanzialmente, allineato a quello dell’offerta, puoi vendere già da ora le tue azioni in Borsa senza attendere il varo dell’operazione.

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  • Analisi
    Zetes: 1° semestre sottotono un anno fa - venerdì 9 settembre 2016
    Dopo un 2015 record, il 1° semestre ha leggermente deluso, ma le prospettive del gruppo a medio-lungo termine restano positive.

    Prezzo al momento dell'analisi (08/09/2016): 40,52 euro

    Dopo le forti salite degli ultimi due anni, ai prezzi attuali il titolo naviga intorno ai massimi storici, ma resta correttamente valutato.
    Consiglio: mantieni
    Il fatto che nel 1° semestre il fatturato della belga Zetes (Isin BE0003827442) sia sceso del 5,4% (-4,7% per l’identificazione di beni; -7,6% per l’identificazione delle persone) rispetto a quello record di un anno fa (grande contratto per la posta svizzera) non deve allarmare: in valore assoluto resta il 2° migliore della storia del gruppo. L’utile netto è sceso dell’11,8%, penalizzato da effetti sfavorevoli di cambio e da negativi risultati finanziari, il calo dell’utile industriale si è limitato al 5,2% (leggero miglioramento dei margini). Per il 2016 il gruppo prevede ormai una leggera contrazione del fatturato nell’identi­ficazione dei beni, ma dei margini industriali (rapporto tra utili industriali e fatturato) stabili in entrambe le divisioni. Noi, più prudenti, abbassiamo le stime sul­l’utile per azione a 2,12 euro per il 2016 e a 2,19 euro per il 2017.

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Zetes

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