Analisi
Colpo grosso per i gestori 20 anni fa - giovedì 11 giugno 1998

Colpo grosso per i gestori

Le commissioni di gestione sono la remunerazione del lavoro svolto dalla società di gestione del fondo. Unite a quelle d'incentivo, diventano a volte un vero e proprio salasso - ingiustificato - per il risparmiatore. La nostra ricerca tra le pieghe dei rendiconti.

 

Stipendio...

• Sulle spalle dei sottoscrittori di fondi grava una serie di costi. Uno dei più consistenti va sotto il nome di "spese di gestione".
• Di cosa si tratta? Sono le commissioni richieste dalle società di gestione come remunerazione per il loro lavoro, per avere cioè amministrato il vostro denaro.
• Quando si pagano? Le spese di gestione sono prelevate direttamente dal patrimonio del fondo. Non vi viene cioè richiesto un esborso periodico. Il valore della quota che trovate sui quotidiani - e che esprime ogni giorno quanto vale il vostro fondo - è già al netto di queste spese.
• Come si calcolano? In pratica sono una percentuale del patrimonio del fondo stesso.
Vediamo di spiegare quanto appena detto con un esempio. Arca Azioni Italia preleva ogni anno l'1,8% del patrimonio del fondo. Negli ultimi 12 mesi ha registrato un rendimento del 73,5%. Se il fondo non avesse avuto spese di gestione, il rendimento sarebbe stato del 75,3%. E' evidente allora che quanto più le spese di gestione sono elevate, tanto più incidono sul rendimento dei vostri investimenti in fondi comuni.

 

... e premio di produzione

• Essere remunerati per il proprio lavoro è giusto, molto spesso però i gestori non si accontentano e chiedono - e intascano - anche il premio di produzione. Loro, in realtà, utilizzano un'espressione più elegante: commissioni di incentivo o di performance. Queste scattano quando il risultato del fondo raggiunge determinati obiettivi.
• Nella nostra tabella alle pagine 5 e 7 indichiamo con un asterisco, accanto alle commissioni di gestione, la presenza di commissioni di incentivo.
• Queste spese sono a nostro avviso ingiustificate. Ottenere il miglior risultato possibile per i propri sottoscrittori è il mestiere delle società di gestione, che per questo incassano già delle commissioni fisse. Non vediamo quindi il motivo per pretendere un premio per la loro bravura.
• Inoltre, poiché la loro misura varia a seconda degli obiettivi raggiunti, il sottoscrittore non può conoscerne l'ammontare quando sottoscrive il fondo. Non sa quindi se e quanto graveranno sull'investimento. Quanto alle formulazioni adottate per descrivere il meccanismo di calcolo delle commissioni d'incentivo, l'Azzeccagarbugli di manzoniana memoria non sarebbe riuscito a fare di meglio.

 

I parametri

E non è tutto. Oltre che difficilmente comprensibili, i parametri utilizzati per calcolare l'incentivo sono molto spesso inadeguati.
• Alcuni fondi utilizzano come parametro l'inflazione o il rendimento dei BoT (cioè prelevano una commissione se il rendimento del fondo è superiore all'inflazione o al rendimento dei BoT). Altri prelevano semplicemente una parte del rendimento del fondo. In parole povere, si assicurano le commissioni prima ancora di iniziare a lavorare! Ci sono comunque fondi che cercano di salvare le apparenze. Pur utilizzando parametri inadeguati, hanno infatti l'accortezza di porre dei limiti all'ammontare massimo di commissioni prelevabili (Gesticredit, Ducato,...) e le spese di gestione fisse sono comunque accettabili.
• Altri fondi (Centrale, Imi, Fonditalia, Prime...) utilizzano dei parametri di mercato, si confrontano cioè con il mercato in cui investono: l'indice Comit se investono sulla Borsa italiana, i BTp se investono in obbligazioni italiane... Pur non giustificando queste commissioni, un parametro di questo tipo è comunque coerente. In questo caso, i gestori che investono sulla Borsa italiana si confrontano con l'andamento della Borsa nel suo complesso. Se sono tanto bravi da battere la Borsa, incassano una parte della differenza tra il rendimento ottenuto dal fondo e l'andamento registrato dalla Borsa italiana. Anche in questo caso c'è comunque un "trucchetto" che consente ai gestori di intascare con meno fatica le commissioni d'incentivo: queste vengono di solito calcolate mensilmente o trimestralmente. E' quindi sufficiente che il fondo batta il mercato per brevi periodi per portare a casa il premio.

 

Un'annata d'oro per gli azionari Italia

• Vediamo ora un caso concreto. Abbiamo voluto verificare l'impatto delle commissioni di incentivo sui fondi azionari specializzati Italia nel corso del '97, andando a spulciare i rendiconti annuali dei fondi.
• Qui abbiamo trovato subito una sorpresa. Non tutte le società dichiarano qual è stato l'ammontare delle commissioni di incentivo prelevate. Molte preferiscono compattare in una sola voce spese di gestione e di incentivo. Abbiamo dovuto quindi fare una stima delle commissioni prelevate. Ben 9 (vedi tabella) dei 50 fondi circa che abbiamo analizzato hanno prelevato una commissione di performance superiore all'1%.
• Un bel bottino, soprattutto considerando che tutti questi fondi si sono intascati il sostanzioso premio battendosi contro l'inflazione. Per incassare le commissioni d'incentivo, l'anno scorso si sono cioè prefissi di ottenere un rendimento superiore a volte solo di 2-3 punti al livello dell'inflazione, pari al 2,5%. Proprio un grosso sforzo, considerando che la Borsa nel '97 è cresciuta di circa il 60%!
• I fondi Azimut hanno addirittura fatto di meglio: si sono intascati una quota del rendimento del fondo senza confrontarsi con alcun parametro.
Azimut Trend Italia, che lega la sua commissione a ogni punto percentuale di rendimento conseguito dal fondo, ha così portato a casa una delle commissioni di gestione più appetitose: il 4,56%. Registrando anche un record: quello di peggior fondo della categoria, con un rendimento di appena il 37%.
• Si sono trattati bene anche in casa Finanza & Futuro, dove il fondo Lagest (+41,3% nel '97) ha incassato una commissione di circa il 4%.
• Tra le pecore nere abbiamo segnalato anche Gesticredit Borsitalia, uno dei fondi da noi consigliati fino ad ora. Questo fondo ha tuttavia un'attenuante: pone un limite massimo alla commissione d'incentivo prelevabile (1,08%). Le spese di gestione fisse, comunque, sono tra le più basse (1,25%). Questo fondo, pur avendo portato a casa un ricco tesoro (2,25%), non arriva dunque al 4% o più degli altri fondi. Anche Risparmio Italia Crescita prevede un tetto massimo alle spese di incentivo dell'1,2% (più l'1,6% fisso). Capitalras lo ha introdotto lo scorso ottobre (1,5% più 1,5% di spese di gestione fisse).

 

Conclusioni

I fondi comuni in Italia hanno raggiunto ormai dimensioni considerevoli e le spese di gestione - calcolate sulla dimensione del patrimonio del fondo - sono più che sufficienti a ben remunerare le società di gestione. Le commissioni di incentivo potrebbero - e dovrebbero - quindi essere eliminate.
Da parte nostra, fino a quando queste commissioni non scompariranno o saranno almeno rapportate a parametri adeguati, eviteremo di consigliarvi i fondi più esosi come quelli di Azimut, Finanza & Futuro...

 

UN INCENTIVO A PESO D'ORO

Nome fondo
Spese in % sul patrimonio
di gestione
Totale
di incentivo

Azimut Crescita Italia

1,8

3,45 *

5,25

Azimut Trend Italia

1,8

2,76 *

4,56

Capitalras

1,5

2,9 *

4,4

F&F Lagest Az. Italia

1,98

1,92 *

3,9

F&F Prof. Gestione It.

1,5

2 *

3,5

F&F Select Italia

1,5

2,1 *

3,6

Gesticredit Borsitalia

1,25

1,005

2,255

Ing Sviluppo Azionario

1,8

1,55

3,35

Risparmio It. Crescita

1,6

1,2 *

2,8

*: Nostre stime.

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