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  • Analisi
    Mps, e ora che succederà? 6 mesi fa - giovedì 8 giugno 2017
    Azioni, obbligazioni, conti correnti, mutui… Dopo l’accordo di massima tra l’Italia e le autorità europee per l’ingresso dello Stato nel capitale di Mps, ecco cosa devi aspettarti se sei titolare di uno di questi prodotti targati Mps. 
    MPS

    MPS

    Lasciate ogni speranza, o voi azionisti…

    Per i dettagli di cosa succederà a chi è coinvolto in Mps bisognerà aspettare gli accordi definitivi delle prossime settimane, ma a grandi linee il quadro è già noto. Partiamo dal caso più critico: le azioni. Per rispettare le regole europee, prima dell’intervento pubblico anche gli azionisti dovranno pagare pesantemente. Le modalità pratiche di questo “sacrificio” dipenderanno dai due decreti del governo che ancora non sono stati emanati: quello che definirà, appunto, i dettagli del burden sharing (la “condivisione degli oneri”, vedi qui a lato) e quello che stabilirà le condizioni dell’aumento di capitale (numero di azioni, prezzo…) con cui lo Stato diventerà azionista di maggioranza di Mps. In teoria, è possibile che le vecchie azioni non vengano completamente annullate, ma che l’aumento di capitale preveda un numero di azioni talmente alto e un prezzo talmente basso da estromettere, o quasi, i vecchi azionisti. In tutti i casi, comunque, il tuo investimento sarà, in pratica, azzerato; a questo, purtroppo, non c’è scampo.

     

    Bond subordinati: azionisti forzati (e poche vie di scampo)

    L’altra categoria chiamata a “pagare” per ottenere il via libera dell’Europa sono le obbligazioni subordinate, che saranno convertite in azioni. Il rapporto di conversione non è ancora stato definito, ma certamente ti porterà a perdite consistenti, oltre a costringerti ad accettare un rischio più alto trasformandoti “forzosamente” da obbligazionista ad azionista.

    Ma non doveva esserci una “proposta di transazione” per gli investitori al dettaglio? Sì… e no. A dicembre la banca lo aveva annunciato, tanto da portare parte della stampa a sbandierare “obbligazionisti salvi”. Ma la realtà è molto più amara. Gli accordi di questi giorni ammettono questa possibilità, ma solo per gli obbligazionisti vittime di misselling, cioè di vendita “truffaldina”. Insomma non ci sarebbe nessun rimborso automatico, lasciando a te dimostrare che la banca ha agito scorrettamente. Un percorso, quindi, ben più lungo e difficile; senza contare, poi, il fatto che si tratta, a nostro avviso, di una procedura illegale perché viola l’articolo 23 del Testo Unico della Finanza (vedi qui a lato). Che fare quindi? Per ora non possiamo che aspettare, in attesa di vedere le modalità concrete della proposta di transazione saranno in questi termini. Ma intanto tu affila le armi. Accertati di avere a portata di mano tutta la documentazione che ti può essere utile: contabili di acquisto, il questionario Mifid che la banca ti deve aver fatto firmare, eventuali mail o comunicazioni dell’addetto titoli della banca… appena ci saranno notizie più precise, ti terremo aggiornato.

     

    Bond ordinari: salvi (o forse no)

    Le obbligazioni “ordinarie”, insomma quelle non subordinate, non dovrebbero subire tagli. Per ora restano ancora sospese, ma se tutto fila liscio tra qualche settimana torneranno ad essere negoziate in Borsa, dandoti la possibilità di recuperare il tuo capitale “congelato” dallo scorso dicembre. Attenzione però: questo non significa necessariamente che ne uscirai senza danni. Bisognerà vedere quanto il mercato darà fiducia al “risanamento” di Mps, e di conseguenza quale prezzo avranno i suoi bond in Borsa. È vero che gli 8,8 miliardi in arrivo sono una cifra consistente, ma il gruppo ne ha bruciati quasi altrettanti in soli due anni, con i precedenti aumenti di capitale. La fiducia del mercato, quindi, non è affatto scontata.

     

    Conti correnti e mutui: nessun rischio, ma c’è di meglio

    Chiudiamo con qualche buona notizia, almeno per qualcuno. Se hai un conto corrente, nell’immediato non rischi sostanzialmente nulla. La stessa cosa vale se hai un mutuo con Mps: se sei in regola con i pagamenti, e quindi non rischi di essere tra i crediti “marci” che saranno ceduti a creditori ben più solerti nel pretendere indietro il capitale, non subirai nessun impatto dal “risanamento” (o presunto tale) del gruppo.

    Ma se non per il rischio, vale la pena cambiare per convenienza. Sia nei conti correnti, sia nei mutui c’è di meglio: perché non cambiare, visto che oltre a stare tranquillo puoi anche risparmiare? Per i conti parti da qui per trovare il migliore per te. Per i mutui, puoi sfruttare la surroga, cioè l’opportunità di trasferire gratuitamente il tuo mutuo (salvo una tassa di 35 euro) a una banca che ti offre condizioni migliori: qui trovi tutte le informazioni e un aiuto per scegliere il mutuo migliore. 

    COME SI TRADUCE BURDEN SHARING? PAGHI TU!

    Burden sharing è, letteralmente, “condivisione degli oneri”. Un modo più elegante per dire che, in caso di difficoltà di una banca, prima di un intervento pubblico devono essere azionisti e obbligazionisti subordinati a pagare di tasca propria. Il burden sharing non è nato con la normativa sul bail-in, esisteva già prima: le norme sul bail-in ne hanno però allargato gli effetti anche agli obbligazionisti ordinari e ai correntisti per le cifre superiori a 100.000 euro.

    IL DIAVOLO STA NEI DETTAGLI

    Se riuscirai ad aver diritto alla “proposta di transazione”, non riceverai contanti. Le azioni che riceverai in cambio dei bond subordinati saranno, a loro volta, scambiate con nuovi bond ordinari Mps. Magari il valore nominale sarà identico ai tuoi vecchi bond, ma che scadenza avranno? E che cedola? Se per esempio fossero molto “lunghi”, per liberartene subito ti potresti ritrovare a venderli in perdita.

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Dettagli

Carta d'identità

Codice ISIN IT0003242382
Forma giuridica Fondo Comune Italiano
Passaporto europeo si
Data di lancio 19/04/2002
Politica d'investimento Bilanciati - Azionari
Dimensioni del fondo (30/11/2017) 66,460 Milioni di EUR
Gestore Unione di Banche Italiane Pramerica Sgr
Commissioni di gestione annue 1,80 %
Costi di gestione legati alla performance si
Total Expense Ratio (TER) 2,01 %
Fondo Etico no
Fondo di fondi no
Frequenza di calcolo Giornaliera
Dividendi no

Statistiche

Valutazione del rischio
Volatilità del fondo 8,97 %
Volatilità del benchmark 8,10 %
Beta 1,22
Tracking error 0,76 %
Correlazione col benchmark 0,96
Valutazione del rischio
Alfa 0,00 %
Indice di Sharpe 0,99
Indice di Treynor 7,26

Performance in EUR (6/12/2017)

Fondo Benchmark
Rendimento a 1 mese -1,59 % -1,21 %
Rendimento a 3 mesi 2,96 % 2,82 %
Rendimento a 6 mesi -0,32 % 0,15 %
Rendimento a 1 anno 7,30 % 8,91 %
Rendimento a 3 anni 5,54 % 3,84 %
Rendimento a 5 anni 8,63 % 6,57 %
Rendimento a 10 anni 3,63 % 2,84 %

Principali poste di portafoglio (31/12/2011)

Paesi Pesi
Stati Uniti 20,90 %
Germania 15,91 %
Olanda 10,97 %
Francia 8,04 %
Italia 7,09 %
Spagna 4,60 %
Giappone 4,01 %
Gran Bretagna 3,27 %
Finlandia 2,74 %
Svizzera 2,46 %
Principali titoli in portafoglio Pesi
OTHER ASSETS 10,49 %
UBI SICAV - GLOBAL DYNAMIC ALLOCATION I ACC 2,47 %
INTESA SANPAOLO SPA ORD 2,30 %
KONINKLIJKE AHOLD NV ORD 2,21 %
NETHERLANDS 4.500% 15-JUL-2017 2,17 %
NETHERLANDS 3.750% 15-JUL-2014 2,14 %
Total Sa Ord 2,06 %
SAMPO OYJ ORD 2,02 %
GERMANY 4.250% 04-JUL-2014 1,99 %
UNILEVER NV ORD 1,92 %
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