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Diamanti? Ma anche no! 3 anni fa - venerdì 12 dicembre 2014
La banca mi ha proposto un investimento in diamanti, dicendo che, nel lungo termine, potrebbe essere meno oneroso dei prodotti finanziari. Che ne pensate?
 

L’idea di investire in gemme e metalli preziosi è sempre affascinante. Ed è una soluzione che senz’altro mette al sicuro dai fallimenti degli Stati del Sud Europa se la Bce sbaglia le sue mosse. In un momento in cui si parla di alzare le tasse di successione qualcuno potrebbe essere pure allettato dal fatto che con una pietra preziosa è più facile nascondersi al fisco. È, però, la prima volta che ne sentiamo parlare come un mezzo per risparmiare sulle spese d’investimento.

Beninteso, se uno il diamante se lo tiene nascosto a proprio rischio e pericolo sotto una piastrella del ripostiglio il costo è zero. Ma in tutti i casi in cui lo si voglia custodire seriamente bisognerà affrontare i costi di una cassetta di sicurezza. Ciò detto, dal punto di vista finanziario restiamo perplessi. Se guardi il grafico Ballerini che luccicano, che mostra l’andamento dei prezzi dei diamanti nel tempo, noterai che gli alti e bassi sono frequenti e pure intensi. Un carato del diamante più puro ti veniva via a 21.000 euro il 5 agosto del 2011, ma già un anno dopo il prezzo era di meno di 12.000 euro, e sarebbe risalito sopra i 18.000 euro ora di novembre 2012. Insomma: ti porti a casa un livello di rischio non indifferente – e questo è un costo (implicito) - senza contare che questo investimento è tutt’altro che facile da capire (vedi riquadro). In secondo luogo, resta il fatto che nel lungo periodo i diamanti sono un investimento che rende meno delle Borse (vedi Dai diamanti non nasce niente) e questo perché (come l’oro d’altronde) non generano frutti (dividendi o cedole), ma il loro prezzo è determinato dalle sole domanda e offerta. In altri termini, come l’oro, non sono un investimento da tenere sotto lo zerbino, ma da seguire con continuità e magari rivendere e riacquistare a seconda dei momenti: ciò ne fa un prodotto incompatibile con l’idea di investire per il lungo termine.
 

BALLERINI CHE LUCCICANO

Il prezzo di un carato di diamanti della migliore qualità (in euro) è soggetto a una elevata volatilità, anche se alla lunga si è mosso seguendo una tendenza definita.
 

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE

I diamanti (in grassetto l’indice dei loro prezzi in euro) negli ultimi 12 anni hanno visto i loro prezzi salire e scendere senza grosse soddisfazioni. Già le Borse mondiali hanno fatto meglio in termini di prezzi (linea sottile), ma se si tiene conto che le azioni danno dividendi il risultato diventa incomparabilmente migliore (tratto intermedio).

 

TANTE COSE DA CAPIRE

 Senza per forza diventare un esperto gemmologo se investi in diamanti dovrai comunque imparare qualcosa sulla loro qualità e su come si differenziano. Ad esempio scoprirai che il prezzo non è proporzionale alle dimensioni. Un carato della miglior qualità è oggi sui 15.400 dollari. Tre carati della miglior qualità non sono tre volte tanto (46.200 dollari), ma valgono intorno ai 77.400 dollari. Ma non è finita qui: oltre alle dimensioni dovrai imparare anche le differenze tra i colori e quelle di purezza del diamante. Senza contare che anche il taglio dato al diamante ha una sua importanza nella valutazione. Tutto questo si sposa poco con l’idea base che prima di investire in qualcosa devi conoscerlo bene. Altrimenti vale il principio inossidabile: non capisco, non compro

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