News
Pir fai da te: vale la pena? 10 mesi fa - venerdì 15 dicembre 2017
Con Directa avete trovato il modo per realizzare dei Pir senza farsi "spennare" in commissioni e spese di gestione. Ma ne vale davvero la pena? Non è meglio continuare a investire in vari mercati senza fare il Pir?
Pir

Pir

Il Pir occupa solo una fetta del portafoglio

Cominciamo dalla diversificazione. Come sai, per ora abbiamo trovato solo due prodotti Pir che potrebbero essere interessanti. Il primo è il fondo Zenit Pianeta Italia W (6,367euro al 13 dicembre; Isin IT0005240236), il secondo è il conto titoli Pir con Directa Sim che va “riempito” acquistando solo l’Etf Pir Lyxor Italia equity (105,44 euro al 14 dicembre; Isin LU1605710802). Anche se decidessi di sottoscriverli, in questi prodotti dovresti versare comunque solo una fetta del tuo patrimonio, quella da dedicare alle azioni italiane. Esempio: hai 100.000 euro da investire e vuoi seguire il nostro portafoglio dedicato all’investitore difensivo. Devi, quindi, investire il 10% del tuo portafoglio, 10.000 euro, in azioni italiane. Invece di comprare varie azioni o vari fondi comuni/Etf, quei 10.000 euro li metti tutti nel fondo Zenit Pianeta Italia W, in modo da sfruttare i vantaggi fiscali del Pir. Gli altri 90.000 euro del tuo patrimonio, in ogni caso, continui a investirli tramite il tuo attuale conto titoli nei vari mercati e prodotti che ti suggeriamo. Allora bisogna vendere tutte le azioni italiane e farsi il fondo Zenit o aprire il Pir di Directa? Aspetta. Entrambi i prodotti hanno dei limiti.  

 

Primo: importi limitati

Innanzitutto, nel Pir puoi investire solo fino a 30.000 euro l’anno – con un massimo complessivo di 150.000 euro in 5 anni. Se hai un patrimonio complessivo da 500.000 euro, significa che devi dedicare alle azioni italiane 50.000 euro. I 20.000 euro di eccedenza rispetto ai 30.000 andranno comunque investiti in azioni e fondi/Etf al di fuori del Pir.

 

Secondo: un meccanismo complicato

Potresti dire: ma nel Pir posso mettere fino a 30.000 ogni anno, quindi per quei 20.000 euro aspetto un po’ e li metto di nuovo nel Pir. Vero, ma ricorda bene il meccanismo. Per poter versare nuovamente nel Pir devi aspettare 12 mesi solari dal primo investimento: in pratica, non puoi versare 30.000 euro a dicembre 2017 e poi altri 20.000 a gennaio 2018, ma dovrai aspettare dicembre 2018. Inoltre, alla fine dei cinque anni, a dicembre 2022, potrai riavere indietro solo i primi 30.000 euro. Per gli altri 20.000 euro versati a dicembre 2018, dovrai aspettare fino a dicembre 2023. In pratica se versi sul Pir ogni anno per cinque anni, la durata effettiva per beneficiare dell’esenzione su tutto quanto investito diventa di dieci anni.

 

Terzo: senza via d’uscita

Ricorda, infatti, che se per caso hai bisogno di disinvestire prima della scadenza dei cinque (o dieci) anni del Pir, perdi tutti i benefici fiscali fino ad allora maturati. In parole povere, dovrai pagare tutte le tasse sui guadagni esattamente come su investimento “normale” non Pir. E non è il massimo.

 

Quarto: occhio ai costi

Il motivo per cui non è il massimo è che i costi di questi 2 prodotti Pir, benché inferiori a quelli di altri prodotti Pir, sono comunque superiori a quelli di altri fondi comuni/Etf o depositi titoli “non Pir”. Attenzione, se la Borsa di Milano non cresce di almeno il 3% annuo, i benefici fiscali che hai investendo sul fondo Zenit vengono mangiati dai costi di questo fondo – se scegli il deposito titoli di Directa, per non vedere i tuoi vantaggi fiscali mangiati dai costi, la Borsa di Milano deve crescere almeno di un 2% medio annuo.

 

Quinto: quel portafoglio ricco di titoli dopati

Infine, ricorda che sia il fondo Zenit, sia l’Etf Lyxor Pir Italia puntano solo per una fetta del patrimonio sui grandi titoli di Piazza Affari. Per una quota che va dal 25% al 50% puntano sui titoli medi o piccoli della Borsa italiana: come ti abbiamo detto su Altroconsumo Finanza n° 1247, questi sono titoli che sono saliti molto proprio per la spinta degli acquisti dei signori del Pir. Una piccola “bolla” nostrana che rischia di scoppiare da qui ai prossimi cinque anni – e se perdi non ci sono minori tasse da risparmiare.

 

Per il lungo periodo valuta il fondo pensione

La morale è semplice: condividiamo molte delle tue perplessità. Per questa ragione il fondo Zenit e il conto titoli Pir di Directa non si sostituiscono ai tradizionali consigli su azioni, fondi e Etf italiani non Pir per l’Italia, ma si affiancano a questi ultimi. Noi ti abbiamo dato tutti gli strumenti per scegliere, ora sta a te decidere. Quello che ci limitiamo qui a ricordarti è che, se davvero sei interessato a investimenti con dei vantaggi fiscali, puoi considerare l’investimento in un fondo pensione. Ovviamente si tratta di tipologie di investimenti diversi – a meno di casi eccezionali, i soldi che investi nei fondi pensione li rivedrai quando avrai finito di lavorare – ma se il tuo orizzonte di investimento è di lungo periodo – e ti abbiamo dimostrato che anche con i Pir l’orizzonte d’investimento può diventare lungo – i fondi pensione sono quelli che ti danno i vantaggi fiscali maggiori. Per esempio, ti basta versare 1.000 euro ogni anno in un fondo pensione per avere un risparmio fiscale, sui 1.000 versati, che va dal 27% al 41% (a seconda del tuo reddito: più è alto, più risparmi). Capito? Al minimo il 27%, ogni anno, con certezza. E non il 26%, forse, se va tutto bene, tra 5 anni.

condividi questo articolo