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Bitcoin: cala la febbre

10 mesi fa - venerdì 12 gennaio 2018
Dopo i massimi di dicembre è crollato. Risalirà?
Bitcoin

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I Bitcoin (13.243,83 Usd) sono crollati a dicembre dopo la creazione a Chicago dei future a loro dedicati. La causa del calo potrebbe essere sia che qualcuno ha incassato i guadagni, sia la presa di coscienza che non si può crescere all’infinito. Non ci ha stupito (lo paventavamo da tempo). Dopo quel calo ha continuato a salire e scendere. Molte delle ultime notizie non sono buone: pare che la Cina voglia bandire del tutto l’uso dei Bitcoin dal suo territorio. Non è una impresa semplice, ma la volontà delle autorità di Pechino rema da sempre contro ciò che non possono controllare. Pure in Corea si è parlato di vietare i Bitcoin ed è bastata solo l’idea a spingerli verso un nuovo calo. Poi c’è la banca americana Merrill Lynch che sembra voler frenare l’interesse dei suoi clienti per i Bitcoin (teme che si facciano male e che poi diano colpa ai suoi consulenti?). Non basta? Il Gran Muftì del Cairo ha lanciato una fatwa (condanna) dicendo che il Bitcoin è vietato dalla legge islamica e le autorità di Europa e Israele stanno valutando proposte che limitino l’operatività di chi li usa. Microsoft ha sospeso i pagamenti in Bitcoin. I Bitcoin sono pure accusati di essere antiecologici perché i computer che fanno “muovere” le criptovalute consumano un sacco di corrente (anche indirettamente con i condizionatori nelle sale server). C’è chi dice che i Bitcoin bevono tanti kilowatt quanto la repubblica d’Irlanda, chi dice come metà Irlanda, chi dice che queste sono bufale (il calcolo è a spanne), ma certo è che c’è una crescente potenza di calcolo impegnata per produrre e certificare Bitcoin.

I problemi sul piatto restano i seguenti.

Primo: i Bitcoin sono ancora una tecnologia lenta; supportano poche transazioni al secondo e non sappiamo ancora se si riuscirà a velocizzarli. In altri termini come mezzo di pagamento non sono troppo efficienti.

Secondo: i Bitcoin sono sì un “bene” scarso come l’oro e come il giallo metallo fungono da valuta grazie alla fiducia delle persone che sanno che ci sarà sempre qualcuno desideroso di averne; ma l’oro è considerato merce di scambio dalla notte dei tempi dell’umanità, il Bitcoin no. 

Terzo: i Bitcoin non sono l’unica criptovaluta, come ben sai se ci segui (ad esempio ne parlammo in AF 1227). Ce ne sono in giro centinaia e tra queste ci potrebbe essere chi prenderà posto del Bitcoin con maggior successo.

Quarto: i Bitcoin sono sicuri? Sì, ma sono scambiati su mercati che possono anche essere oggetti di attacchi informatici. Di tanto in tanto si è parlato di furti di criptovalute. Ad esempio il 21 novembre era uscita la notizia di un furto di Theter (cugini dei Bitcoin) per 30 milioni di dollari. L’8 dicembre si è saputo che sono stati rubati 4.700 Bitcoin in Slovenia.

Quali conclusioni trarre? In AF 1249 abbiamo visto le opinioni sui Bitcoin di molti esperti. Warren Buffett era già tra i più scettici. Ha rincarato la dose dicendo due cose: in termini di criptovalute, in generale, posso dire con certezza che faranno una brutta fine e poi ho già avuto abbastanza problemi con cose su cui penso di saperne, perché mai dovrei prendere una posizione lunga o corta (cioè comprare o vendere, ndt) in qualcosa di cui non so nulla? (vedi qui). Avvertimento è chiaro: perché dovresti?

 

Dove li compri?

I Bitcoin si comprano o direttamente da altre persone che li hanno o sulle varie “exchange” (Borse) di Bitcoin come www.coinbase.com/?locale=it. Attenzione: questi “exchange” non sono intermediari come la tua banca (soggetti a controlli stringenti) e in nessun caso possono essere paragonati al tuo conto corrente con cui fai trading online. Non sono altrettanto sicuri, né efficienti, sia in termini di costi, sia in termini di costi. Preferisci se proprio devi scommettere sul Bitcoin (ma non te lo consigliamo) l’Etn BitCoin Tracker One XBT Provider (533 euro il 12/1/18; Isin SE0007525332).

 

 

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