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Eravamo quattro amici… in banca 3 mesi fa - venerdì 27 aprile 2018
Amici e parenti mi chiedono spesso consigli sugli investimenti. E se creassi un portafoglio unico?

Diversi di voi ci hanno scritto su questo argomento, qui abbiamo preso la mail di Alessandro a esempio. Con il supporto dei nostri consigli, perché non investire anche per altri, oltre che per sé? Non è impossibile, ma occorre un po’ di lavoro. Devi fare attenzione a tre aspetti: chi firma, come evitare di stipulare una vera e propria gestione patrimoniale – vietata per legge se non sei un intermediario – e come fare i conti. Partiamo dai primi due. Primo, apri conto corrente e conto titoli solo a tua firma (aprirli a nome di tutti è troppo complicato, specie se siete in tanti). Secondo, affianca al conto una scrittura privata, un contratto, in cui regolate i rapporti tra voi.

 

Partiamo dal caso più semplice

Supponiamo, per esempio, che siate in quattro e decidiate di investire 5.000 euro a testa; decidete inoltre di lasciare investito il capitale fino a una data precisa (per esempio tra 10 anni, quando eventualmente deciderete se rinnovare o no questo “investimento collettivo”). Il contratto dovrebbe prevedere, da un lato, l’impegno di tutti e quattro a versare una certa cifra sul conto e, dall’altro lato, l’impegno da parte tua a restituire pro quota il risultato degli investimenti alla scadenza.

Ma non è finita. Le nostre strategie di investimento richiedono anche delle scelte da parte vostra (quale strategia di portafoglio seguire, quali e quanti prodotti acquistare tra quelli consigliati per ogni “fetta” del portafoglio…). Difficile formalizzare su carta questi aspetti senza “scivolare” nella gestione di portafoglio, potrai inserire nel contratto solo un impegno a seguire i nostri consigli. Infine, il contratto può prevedere – e sarebbe buona cosa farlo – anche delle tutele per i tuoi amici per evitare che tu possa utilizzare il capitale per scopi personali.

Una bozza di contratto potrebbe suonare così. I signori a, b e c (i tuoi amici) si impegnano a versare in data xxx 5.000 euro a testa sul conto xyz intestato ad Alessandro. Alessandro si impegna a versare una cifra analoga, e a restituire ai signori a b e c in data yyy una somma pari a un quarto del saldo del conto xyz a tale data. Alessandro si impegna inoltre a investire il capitale presente sul conto xyz in base alla strategia “investitore dinamico/equilibrato/difensivo” indicata sul sito www.altroconsumo.it/finanza, e a tenere costantemente aggiornati gli investimenti in base ai cambiamenti della suddetta strategia.

Infine, Alessandro si impegna a inviare ogni trimestre/semestre/anno ai signori a, b e c un estratto conto aggiornato del conto xyz e del relativo conto titoli.

Nel caso una delle parti non rispettagli gli impegni indicati qui sopra, dovrà versare alle controparti una penale pari a euro zzz.

 

E se vuoi più flessibilità?

Resta da risolvere l’ultimo problema, quello dei calcoli, specialmente se quello che hai in mente non è un investimento una tantum, ma una “cassa comune” con cui investire o disinvestire in qualunque momento. Primo: calcolare il valore del portafoglio. Partiamo dall’esempio di prima, in cui ognuno ha versato il 25% del capitale – trovi i dettagli dei calcoli qui sotto.

Supponiamo che dopo un anno uno dei tuoi amici ti chieda indietro la metà della sua quota. Quanto gli spetta esattamente? Non basta guardare l’estratto conto della banca: quella è una “fotografia” del patrimonio che non tiene conto delle spese di vendita, mentre il 12,5% da restituire al tuo amico dovrebbe tener conto del “valore di liquidazione”. Per risolvere il problema, sottrai dal valore del conto una percentuale fissa che avrete stabilito, per esempio lo 0,5%. Secondo: calcolare le quote. Ogni volta che uno dei partecipanti versa nuovi capitali, o ne ritira una parte, la “fetta” di patrimonio a cui ha diritto cambia. Ti aiutiamo con le formule qui sotto. Terzo: gestire la liquidità. Il capitale non è fermo su un conto, ma viene investito. Se ci sono nuovi apporti, ma le cifre sono piccole, investire proporzionalmente in tutte le poste di portafoglio costerebbe troppo per le spese fisse. Se devi restituire una parte degli investimenti hai lo stesso problema delle spese fisse e, in più, puoi trovarti a dover vendere dei titoli nel momento sbagliato, senza dar loro il tempo di dare frutti. Ci sono due soluzioni: tenere un consistente “cuscinetto” di liquidità, o acquistare/vendere solo alcuni titoli e non una “fetta” di tutti. Certo, hanno qualche contropartita - la prima soluzione può ridurre il rendimento complessivo del portafoglio, la seconda ti fa allontanare un po’ dalla strategia che hai scelto – ma tutto sommato è accettabile.

Come hai visto, quella che hai in mente non è un’impresa così semplice come può apparire a prima vista. Ora, però, hai questo piccolo manuale per superare gli ostacoli da affrontare, e ne puoi discutere con i tuoi amici per decidere se e come procedere. La decisione finale spetta a voi.

 

I dettagli dei calcoli

Nel caso di un nuovo investimento, calcola prima di tutto di quanto aumenta il capitale complessivo. Se per esempio avete finora 10.000 euro e uno dei soci versa altri 2.000 euro, l’aumento è del 20%. La quota del socio che ha versato i nuovi capitali diventa pari alla quota vecchia + l’aumento percentuale, il tutto moltiplicato per il rapporto tra capitale vecchio e nuovo. Se per esempio aveva il 25%, la sua quota diventa (25%+20%)*10.000/12.000 = 37,5%. La quota degli altri soci è invece pari alla vecchia quota moltiplicata per il rapporto tra capitale vecchio e nuovo. Se ad esempio ci sono altri tre soci con ciascuno il 25%, la quota diventa 25%*10.000/12.000 = 20,83%. E se invece di investire altri 2.000 euro uno dei soci ritira questa cifra? In questo caso, calcola prima di tutto quanto rimane, in percentuale, del suo investimento. Nel nostro esempio ognuno ha 2.500 euro, per cui ne rimane il 20% (500 su 2.500). La quota che gli spetta d’ora in poi è pari alla quota vecchia moltiplicata per questa percentuale, il tutto moltiplicato per il rapporto tra capitale vecchio e nuovo. Nel nostro esempio, sarebbe pari a (25%*20%)*10.000/8.000 = 6,25%. Agli altri tre spetta la vecchia quota moltiplicata per il rapporto tra capitale vecchio e nuovo, cioè 25%*10.000/8.000 = 31,25%.

 

E se decidi di “scappare con la cassa”, o comunque di utilizzare i soldi sul conto in modo diverso da quanto concordato? Dato che il conto è intestato a te, i tuoi amici non possono chiedere nessun risarcimento alla banca. Al più possono querelarti per appropriazione indebita… e aspettare i tempi della giustizia.

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