News
Cripitovalute: ora le compra pure Soros 3 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
Dopo il crollo dai massimi, il prezzo del Bitcoin vivacchia, ma l’interesse dei finanzieri ci fa capire che non è “morto”. 

Il Soros Fund Management è stato autorizzato a compravendere criptovalute: nella titolazione dei giornali, è equivalso a dire che il suo mentore George Soros ha rivisto le sue idee sui Bitcoin (7.897,28 dollari Usa), verso cui, solo qualche mese fa, storceva il naso. Corretta o sbagliata che sia questa interpretazione dei giornali l’effetto Soros sul Bitcoin non è durato a lungo, anche perché l’avvicinarsi di importanti scadenze fiscali negli Usa sembra per ora contribuire alle vendite di criptovalute (gli investitori hanno bisogno di convertirle in dollari per pagare il fisco) e questo tiene bassi i prezzi. Eppure anche messa così l’interesse di Soros per il mondo delle criptovalute non può essere liquidato in due righe. Soros, lo ricordiamo, è uno dei maggiori finanzieri al mondo (vedi a fianco). Soros pone al centro del suo pensiero il concetto di riflessività. Che cos’è? È l’interazione tra i pregiudizi degli individui e le loro azioni. Prendiamo, per esempio. l’effetto gregge: se sono convinto che tutti si comporteranno in un certo modo (per esempio acquisteranno l’azione X) sarò tentato da fare lo stesso (acquistare X perché se tutti l’acquistano il suo prezzo sale). Il risultato è che il mio comportamento contribuirà a far salire X e a rafforzare questa convinzione sia in me, sia negli altri. Tuttavia un simile agire non è del tutto razionale e mette in crisi l’idea che i mercati siano in equilibrio perché la gente è razionale, anzi, Soros parla di disequilibrio dinamico, disequilibrio statico e condizioni di quasi equilibrio. Se ti paiono idee astratte vai a vedere nel riquadro le speculazioni di Soros su lira e sterlina nel 1992: ragionando così Soros non è stato nel gregge. A proposito della svalutazione della lira si trova in rete una sua intervista “Mi ero basato sulle dichiarazioni della Bundesbank, che dicevano che la banca tedesca non avrebbe sostenuto la valuta italiana. Bastava saperle leggere.” Cosa ci dice tra le righe? Che in quel frangente tutti erano così calati nelle loro convinzioni da ignorare una dichiarazione cruciale della Bundesbank, lui non lo fece e divenne ancora più ricco. Anche oggi potrebbe essere così. Soros è stato alla larga dalle criptovalute nel momento del boom stando fuori dal gregge e, ora che gli animi si sono calmati e che siamo lontani dai massimi ha deciso che in questa tecnologia c’è comunque qualcosa di interessante. Una convinzione che è anche la nostra, te lo abbiamo sempre detto: stai alla larga dai Bitcoin, ma ricorda che la blockchain che ne è alla base passerà alla storia.

Forse Soros dice solo che i tempi delle criptovalute stanno maturando. Questo è coerente con le scelte di un altro nome famoso, la famiglia Rockfeller, che ha annunciato il suo interesse per le criptovalute. La sua Venrock starebbe collaborando con Coinfund, gruppo di investitori che intende realizzare progetti legati alle criptovalute. Un dettaglio importante: non investe direttamente in queste ultime, ma collabora con chi le sviluppa. Se tieni conto che anche la famiglia Rotschild era entrata nel settore l’estate scorsa, tutti i nomi blasonati, tranne Warren Buffett, oramai sono coinvolti. Inoltre, dopo le dichiarazioni degli esperti islamici dei mesi scorsi per cui le criptovalute sarebbero contrarie all’Islam, oggi c’è un’apertura su questo fronte: il Muftì Muhammad Abu Bakar avrebbe recentemente dichiarato “halal” (lecito per i mussulmani) il Bitcoin. La strada resta lunga, ma è uno “sdoganamento” che potrebbe attirare i soldi dei ricchi arabi e rivitalizzare il Bitcoin. Noi restiamo scettici sull’andamento del Bitcoin in sé, tanto più che è vero che Soros si appresta a operare in criptovalute, ma non ha ancora detto, e non lo farà, se scommetterà sul suo rialzo o sul suo calo.




Nato a Budapest nel 1930 da famiglia di origini ebraiche, Soros riesce a scampare alle persecuzioni naziste e, dopo l’avvento del comunismo, arriva a Londra dove è, tra le altre cose, allievo di Karl Popper (la passione per la filosofia lo accompagna per tutta la vita). Fa diversi lavori, quindi sul finire degli anni Sessanta, crea il suo primo fondo d’investimento. Da lì è tutta una storia di successi. Nel 1992 attaccò la sterlina e la lira italiana costringendo a capitolare sia la Banca d’Inghilterra, sia la Banca d’Italia che svalutarono le loro monete. Soros fece soldi a palate. Li pagasti anche tu con le manovre correttive dei governi Amato prima e Ciampi poi - celebre fu il prelievo del 6 per mille sui conti correnti. Nei suoi molteplici interessi c’è anche la filantropia, ma non mancano le critiche. Tanto è amato di Liberal americani, tanto è odiato dai Conservatori europei (presidente ungherese in testa a tutti) per la sua idea di società aperta e la sua difesa dei diritti umani: c’è chi lo accusa di finanziare il processo migratorio verso l’Europa per farla disgregare, “distruggere” la valuta unica e, in qualche modo, farci i soldi.

condividi questo articolo