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Il Bitcoin è come l’oro? un mese fa - lunedì 2 luglio 2018
Ho letto che c'è chi paragona il Bitcoin all'oro sostenendo che questa criptovaluta sia stata creata per avere una moneta non inflazionabile e non manipolabile da un ente che la emette. Cosa ne pensate?

Il paragone è corretto solo in parte, perché come molto spesso accade il diavolo si annida nei particolari. Vediamoli punto per punto.

L’inflazione non erode il Bitcoin

È vero. Il Bitcoin è stato pensato e strutturato in modo che ne siano creati in un numero di pezzi limitati (massimo 21 milioni). Questo, in linea teorica, ne fa un bene soggetto a scarsità come l’oro e quindi non a rischio inflazione come le normali valute (euro, dollaro…) per le quali, anzi, un minimo di inflazione è comunque programmato (la Bce deve mantenere il carovita per l’Eurozona intorno al 2%). Tuttavia ci sono differenze fondamentali rispetto all’oro. In primo luogo l’oro ha anche un valore d’uso (per esempio nella gioielleria…); in secondo luogo l’uso dell’oro come riserva di valore è una convenzione con alle spalle migliaia di anni. Il fatto che il Bitcoin sia una moneta è una convenzione recente che può essere come non essere. Pensa per esempio a un’opera d’arte “replicabile” come le tele tagliate di Fontana. In sé e per sé una semplice tela tagliata è un’opera priva di valore economico, ma nel caso delle tele tagliate di Fontana il mercato dell’arte è pronto a attribuire loro un valore economico elevato in virtù del riconoscimento da parte della critica dell’importanza dell’opera dell’artista italoargentino.

Ma se siamo abbastanza certi che il genio di Fontana avrà un valore riconosciuto nel mercato dell’arte anche tra dieci o vent’anni (ha alcune delle caratteristiche indicate in Amici Miei per cui il genio è… fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione), possiamo dire che accadrà lo stesso dei Bitcoin nel mercato valutario? Non ne siamo certi, per ora possiamo goderci il gioco, ma solo finché dura.

Il Bitcoin non è manipolabile dall’emittente

È vero e non è vero. Il Bitcoin è stato pensato e strutturato per essere una valuta il cui funzionamento è decentralizzato presso tantissimi “notai” che validano ogni transazione e, quindi, non “manipolabile” nella misura in cui ogni notaio controlla solo un piccolo pezzo del mondo del Bitcoin e non può influire sugli altri. Tuttavia, la “non manipolabilità” è legata alla sicurezza delle transazioni e non è stata pensata come non manipolabilità da parte della banca centrale (qualunque cosa si voglia dire con questo concetto), salvo il tetto massimo al numero dei Bitcoin che saranno emessi. In altri termini stiamo parlando dell’affidabilità di un circuito di carte di credito rispetto alle frodi non di un emittente. Attenzione, poi, a non dare per scontato che questa situazione sia stabile e sicura per sempre. Recentemente Brad Garlinghouse, capo di Ripple (società fornitrice di servizi che ha messo in giro una criptovaluta concorrente del Bitcoin) ha sostenuto che oramai pochi “miner” (sono tra l’altro i “notai” del Bitcoin di cui dicevamo sopra) con sede in Cina contano per oltre il 50% del notariato dei Bitcoin. Ciò rende teoricamente controllabile il Bitcoin da parte del governo cinese sotto la cui giurisdizione ricadono questi quattro “miner”. Attenzione, quindi, questa vicenda ci ricorda che non dobbiamo mai dare per scontate una volta per tutte le conoscenze che abbiamo acquisito sul Bitcoin. Occorre aggiornarsi sempre con tutte le novità.

E che facciamo coi bitcoin?

Al momento il Bitcoin (6.204,24 dollari Usa) continua a oscillare lontano dai suoi massimi. Se sei un buon padre di famiglia non dovresti averla in mano.

Se sei uno speculatore che desidera approfittare dei suoi alti e bassi dovresti almeno farlo con strumenti quotati e regolamentati come l’Etn Bitcoin Tracker XBT Provider (241,4 euro; Isin SE0007525332) che sono molto più facili da gestire di un wallet (portafoglio) di Bitcoin. 

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Il Bitcoin (in dollari) è lontano dalla sua epoca d’oro. Può essere una fonte di speculazioni mordi e fuggi per chi ne sa scorgere i minimi e stare al pelo delle notizie che giorno dopo giorno ne influenzano il mercato, di per sé assai volatile. Il rischio di farsi male resta importante, visto che si tratta di una sorta di lotteria slegata da valori reali.

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