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BitCoin: ha toccato gli 8.000 dollari

un mese fa - venerdì 17 maggio 2019
Il BitCoin ha ripreso a correre, e ha raddoppiato il suo valore. Che cosa c’è alla base di questo ritorno sugli scudi?
Bitcoin

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Circolano diverse ipotesi. Una è la voce che Fidelity (uno dei grandi attori della finanza mondiale) potrebbe creare una piattaforma dedicata ai BitCoin (7.880 dollari Usa). Un’altra riguarda Microsoft che sarebbe al lavoro sulla blockchain (il sistema alla base di BitCoin). Si è parlato di un interessamento (smentito) da parte di eBay per usarli come mezzo di pagamento. Anche Starbucks e Wholefoods sono stati coinvolti in queste voci. Poi ci sarebbe Bakkt che sta testando lo scambio di contratti future sui BitCoin e pensa a un servizio di custodia, senza dimenticare chi spera che prima o poi la Sec (la Consob americana) si decida ad autorizzare Etf sul BitCoin. Poi c’è il fatto che con tutta questa ridda di notizie c’è pure chi fa incetta di criptovalute pensando che è meglio anticipare i buonumori del mercato, per poi guadagnarci. Anche il recente furto di BitCoin avvenuto ai primi di maggio per un valore di alcune decine di milioni di dollari sulla piattaforma Binance sembra aver fatto bene al BitCoin, perché dopo un momento di incertezza ha ripreso a salire. Comunque sia questo furto indica che la criptovaluta è appetibile e, cosa importante, che se pure restano i pericoli dell’hackeraggio a cui sono esposti i siti dove si pratica compravendita di criptovalute, ha mostrato anche la sua solidità. Infatti, sembra che da Binance abbiano chiesto aiuto ai miners (i notai delle transazioni dei BitCoin) chiedendo di annullare la transazione che ha portato al furto, ma è stato impossibile. Segno di solidità della criptovaluta, più che di debolezza. In questi giorni anche noi ti abbiamo messo in guardia da chi tenta di approfittare della moda BitCoin, vedi qui .

 

Il buon padre di famiglia stia alla larga

Secondo un recente sondaggio condotto per conto di Blockchain Capital i BitCoin piacciono molto ai millennials che vedono con diffidenza i mercati azionari dopo le burrasche della crisi subprime. In realtà il nostro pensiero è molto diverso. Il BitCoin si è dimostrato molto più volatile delle Borse, ed è oggi ben lontano dai suoi massimi. Inoltre, se sotto le Borse ci sta qualcosa di “reale”, cioè le società e la loro capacità di generare utili partecipando della crescita dell’economia mondiale, sotto il BitCoin ci sta la pura convenzione di ritenerlo un mezzo di pagamento e di scambio (però, con efficienza limitata, vedi qui sotto).

 

Per chi non li conosce, facciamo il punto su BitCoin

Il BitCoin è una criptovaluta, cioè una moneta digitale (una valuta elettronica, non cartacea, in pratica è un codice informatico) che basa la sua ragione di esistere sulla crittografia (cioè sulla possibilità di scambiarsi informazioni nascoste via internet). Il BitCoin esiste da circa 10 anni. Il BitCoin non ha una Banca centrale che lo emette, ma viene creato da reti di computer sparsi per il mondo con una attività di calcolo matematico detta mining cioè scavo in miniera. Questa rete di computer ha anche il compito di convalidare le transazioni di BitCoin che avvengono in giro per il mondo, impedendo la creazione di BitCoin falsi. In pratica agiscono come tanti notai che certificano la transazione. Per falsificare i BitCoin occorrerebbe “corrompere” la maggioranza dei notai sparsi per il mondo, ma visto che sono tantissimi è praticamente impossibile. Questo garantisce la sicurezza delle transazioni dei BitCoin.

I Bitcoin in circolazione sono attualmente circa 17,7 milioni. Attenzione: la loro produzione avviene a un ritmo decrescente nel tempo. Questi sono i BitCoin prodotti nel giro di dieci anni, ma il futuro ne vedrà prodotti molti meno. Il BitCoin è, infatti, strutturato per non superare i 21 milioni di pezzi. Questo ha una implicazione importante: il BitCoin è a offerta limitata e, quindi, non è soggetto a inflazione. Questo lo rende più simile all’oro e ai metalli preziosi che al dollaro o all’euro. Ciò è per alcuni molto attraente. In primo luogo, perché significa che, almeno in teoria, non è destinato a svalutarsi, quindi se l’euro (per esempio) perde ogni anno circa il 2% del suo potere d’acquisto, e sappiamo fin da ora che ora che nel 2050 il suo valore sarà quasi dimezzato, il BitCoin non subirà questa erosione, anzi potrebbe salire. In secondo luogo, perché lo mette al sicuro da “manipolazioni” da parte delle Banche centrali. Ora le Banche centrali serie (quella europea in primis, vincolata da rigidi trattati internazionali) non manipolano le valute, ma il mondo è pieno di complottisti che con il BitCoin si sentono rassicurati. Tutto ciò rende (in teoria) il BitCoin una specie di bene rifugio.

 

Il BitCoin è una moneta vera?

Le funzioni di una moneta sono tre: unità di conto (misura il prezzo delle cose), riserva di valore e mezzo di pagamento. Possiamo dire che sia considerata da molti come una riserva di valore. Unità di conto? In teoria sì, ma qui sorge qualche problema. Il BitCoin è una valuta il cui prezzo è stato finora molto ballerino saltando da un anno con l’altro da 1.000 a 15.000 dollari e poi di nuovo a 4.000 dollari. Insomma, per fare bene da unità di conto il valore di una valuta deve essere stabile, e qui il BitCoin al momento mostra una grande debolezza. È un mezzo di pagamento? In una certa misura (alcuni beni possono essere acquistati coi BitCoin), ma a parte il fatto che, come abbiamo visto prima, il BitCoin ha un valore instabile, per cui è anche difficile accordarsi sui pagamenti, ha soprattutto un problema di lentezza… Già perché quando compri qualcosa con una carta di credito la transazione è certificata in frazioni di secondi, quando usi il BitCoin bisogna fare prima il giro dei notai sparsi per il mondo per avere l’ok. Il che significa che possono passare diversi secondi e per una moneta elettronica è un handicap. È come andare al supermercato e pagare estraendo piano piano monete da 5 centesimi dal portafoglio, ora che si contano tutte si fa la fila dietro e ti urlano tutti.

 

Il BitCoin è segreto?

La segretezza è una delle caratteristiche che ha fatto avere un gran successo iniziale ai BitCoin che passavano per essere una criptovaluta che, in quanto tale, sfugge ai controlli delle autorità, buona quindi per comprare cose al mercato nero e per evadere il fisco. Questo è vero fino a un certo punto: il BitCoin, come vedremo tra poco, te lo compri con la carta di credito, quindi, visto che le tue transazioni con la carta di credito sono tutte visibili al fisco, è difficile che tu possa farla franca.

 

Il BitCoin è sicuro?

Come abbiamo detto sopra le transazioni sono certificate da truffe grazie alla crittografia, ma attenzione che i BitCoin possono comunque essere “rubati” o possono andare “persi”. Il BitCoin è un codice informatico, una serie di uno e di zero che in teoria possono essere rubati. È successo in passato. Inoltre, visto che questo codice informatico te lo puoi anche scaricare su una chiavetta Usb, se poi ti perdi la chiavetta Usb questo codice finisce che è perso per sempre (e il BitCoin è come se fosse distrutto).

 

BITCOIN: UNA VALUTA SULLE SPINE  

 

 BITCOIN: UNA VALUTA SULLE SPINE

Il successo del BitCoin (in dollari) è recente: è stato oggetto di una vera corsa all’oro alla fine del 2017. Ora le acque sono più tranquille, ma ugualmente non ci sembra non garantire sicurezze al buon padre di famiglia.

 

Anche se si sta dimostrando una tecnologia molto amata, noi non abbiamo nessuna certezza che ciò che sta alla base del BitCoin sarà ancora una tecnologia di punta e non sarà soppiantata da nulla di meglio da qui a cinque o dieci anni. Per carità, coi BitCoin si possono fare dei bei soldi (e quello che sta succedendo in questi giorni lo conferma), ma si tratta di azzeccare di quando in quando delle scommesse, non certo di investire su un mercato prevedibile, almeno nel lungo periodo. Non è un caso che le autorità americane da tempo stiano nicchiando all’idea di ammettere in quotazione un Etf sul BitCoin in particolare e sulle criptovalute in generale (cosa avvenuta in Europa). Il buon padre di famiglia stia alla larga.

 

L’inventore del BitCoin è noto sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto ma non si sa con certezza chi sia, anche se negli anni sono state fatte diverse ipotesi e la cosa ha creato un’aura di mistero sul suo conto e ha contribuito a fare di BitCoin un mito.

 

 

Su www.altroconsumo.it/finanza/ se clicchi sull’icona con la calcolatrice in alto a destra puoi accedere al nostro convertitore di Criptovalute in cui ti diciamo il valore aggiornato del Bitcoin in euro e in dollari, ma non solo, trovi anche il valore di altre criptovalute (Litecoin, Ripple, Ethereum, Monero, Tether, Bitcoin cash, Ethereum classic, Eos, Stellar, Dash, Tezos e Cardano).

 

Le criptovalute sono considerate molto poco ecologiche, perché i computer che le “producono” mangiano un sacco di corrente elettrica. Secondo alcune ricerche (vedi qui per una pubblicazione dello scorso novembre) la produzione di criptovalute è responsabile dell’immissione in atmosfera di diversi milioni di tonnellate di anidride carbonica.

 

 

 

 

Il furto di BitCoin più grande della storia che si ricordi risale a cinque anni fa, quando dal sito Mt.Gox furono trafugati 650.000 BitCoin (ai prezzi attuali equivalgono a circa 3,5 miliardi di dollari).

 

 

 

Le autorità di Borsa americane non vedono bene la creazione di Etf sul BitCoin che viene considerato come troppo volatile e troppo facilmente manipolabile. Finora hanno nicchiato e secondo alcuni è improbabile che sia approvato un Etf sul BitCoin prima di fine anno. Per chi vuole investire in criptovalute non restano che i prodotti svedesi come l’Etn Bitcoin Tracker EUR XBT Provider (339,58 euro; Isin SE0007525332) quotato al Nasdaq Omx.

Come si comprano i BitCoin?

Prima devi farti un portafoglio virtuale (wallet) dove tenerli. Questo portafoglio lo puoi sia tenere sul tuo computer (in tal caso è un programmino) o nel web (in tal caso è un sito internet). L’elenco dei posti dove puoi crearti un wallet sta qui https://bitcoin.org/en/choose-your-wallet). Sia quel che sia, sia quando ti crei un wallet sul tuo computer sia quando lo fai su internet ti viene generato un indirizzo BitCoin, che identifica in maniera univoca il tuo portafoglio. Per avere un’idea è un po’ come se ti venisse generato l’Iban del conto corrente da cui operi, né più, né meno. A questo punto sei pronto per comprare i BitCoin. Puoi farlo su un exchange, (cioè Borse di BitCoin, qui l’elenco https://bitcoin.org/en/exchanges#international) o comprandolo da privati che li vendono su siti di annunci di compravendita di Bitcoin (esempio su https://localbitcoins.com/it/). Infine, puoi andare a un bancomat specializzato (su https://coinatmradar.com/ trovi il più vicino a te).

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