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Non è tutto oro quel che luccica!

24 giorni fa - lunedì 24 giugno 2019
Stai pensando acquistare monete d’oro per mettere i soldi al sicuro dalla patrimoniale? Ecco a cosa stare attento!
Investire in oro

Investire in oro

Se il legislatore si ricorderà dell’oro, potrebbe importi di dichiarare le monete che hai. E se stai pensando che se nascondi le monete sotto una piastrella della cucina nessuno se ne accorge ricorda che al di là del fatto che per acquisti sopra i 500 euro ti viene chiesto un pagamento tramite assegno o bonifico (quindi tracciabile) c’è tra operatori e anagrafe tributaria un intenso colloquio. Gli operatori che vendono oro sono tenuti a comunicare le loro compravendite all’anagrafe tributaria (obbligo introdotto dal decreto Salva Italia).

In più, per acquisti sopra i 12.500 euro esiste l’obbligo di segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia https://uif.bancaditalia.it/adempimenti-operatori/op-oro/index.html). Qui occupiamoci, però, del fatto se sia un investimento interessante o meno!

Primo punto: l’oro è ballerino

Da tempo ti consigliamo di comprare oro fino a un massimo del 5% dei tuoi averi come posta extra portafoglio con l’Etfs gold bullion securities (115,84 euro; Isin GB00B00FHZ82), un prodotto finanziario che quasi sicuramente non sfuggirebbe alla patrimoniale. L’oro, tende a comportarsi bene quando i mercati vanno male, per questo se ne parla come di un bene rifugio, ma non significa che non sia soggetto ad alti e bassi (vedi grafico). Insomma, anche l’oro ha i suoi pericoli, uomo avvisato…

L’oro è un rifugio instabile

L’ORO È UN RIFUGIO INSTABILE

La linea in grassetto, scala sinistra ti dice il valore dell’oro in dollari per oncia, quella sottile, scala destra, lo indica in euro per oncia. Come vedi subisce alti e bassi anche repentini. 

Secondo punto: attento alle spese!

Poniamo che non te ne freghi nulla della volatilità e che proprio vuoi le monete d’oro… attento che il loro prezzo ha un consistente spread, ossia la differenza tra il prezzo (più alto) a cui puoi comprare e quello (più basso) a cui puoi vendere una moneta d’oro in uno stesso istante. Ecco un esempio tratto dal sito di uno dei principali venditori di monete a Milano. Alla voce quotazioni indicative del 21 giugno ci diceva che per una sterlina d’oro nuovo conio il prezzo della domanda è 280 euro, quello dell’offerta è 300,5 euro. Cioè se oggi vai lì con una sterlina e gliela vendi e poi dopo due minuti gliela ricompri ci perdi 300,5-280 = 20,5 euro. È all’incirca il 7% del prezzo della moneta ed è per te il costo di compravendita. Va a remunerare chi permette le compravendite. Visto che acquistare azioni quotate con il trading online costa lo 0,19% comprendi bene perché preferiamo un Etf a una moneta per investire in oro! Tanto più che difficilmente la patrimoniale potrebbe arrivare a una percentuale “monstre” del 7% (quando il governo Amato infilò la mano nei conti correnti, per esempio, chiese lo 0,6%).

Per la cronaca, lo stesso giorno l’ultima quotazione disponibile (al giorno precedente, il 20) ci risultava di 1384,84 dollari l’oncia troy (31,1034768 grammi). Visto che la sterlina nuovo conio pesa 7,98 grammi, di cui 7,3224 di oro, possiamo dire che contiene 0,2354 once troy di oro per un valore di 1384,84 x 0,2354 =325,89 dollari, ossia 288,63 euro. Ora, a seconda del mercato su cui è stata rilevata e dell’ora a cui è stata calcolata la quotazione può “ballare” qualche euro, ma è chiaro che il prezzo richiesto per l’acquisto supera il valore in oro, e quello di vendita è inferiore in una misura che è già di per sé una vera e propria patrimoniale, per cui, anche qui, uomo avvisato…

Le monete d’oro più diffuse e famose sono il Marengo (emesso da Italia, Francia, Belgio, Austria, Svizzera…) con 6,45 grammi di oro, la sterlina con 7,32 grammi di oro, il Krugerrand sudafricano con 31,1 grammi di oro (un’oncia), i 20 pesos messicani con 15 grammi di oro, i 10 dollari Usa con 15,04 grammi di oro, e i 20 dollari Usa con 30,09 grammi di oro… Alcune non sono più emesse, altre sono ancora in emissione. Ci sono anche emissioni austriache, australiane, canadesi e cinesi. 

TERZO PUNTO: ATTENTI ALLA ZECCA

A questo punto, nella speranza di spuntare condizioni migliori, puoi girarti tutti gli “operatori professionali d’oro” della tua città (qui trovi l’albo www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/intermediari/op-oro/index.html), oppure pensare soluzioni alternative… per esempio ti compri le sterline direttamente dalla zecca inglese (www.royalmintbullion.com). Il vantaggio è che le monete vendute qui sono tutte fior di conio (cioè perfette, nuove di pacca, senza un minimo graffio che gli porta via preziosi milligrammi di oro). Siamo andati sul sito (sempre il 21 giugno) e le sovrane (cioè la sterlina nuovo conio) del 2018 sono in vendita a 308,34 euro… (si scende a 303,38 euro se ne compri almeno 250). Insomma, costano di più che a Milano… e aggiungi i costi di spedizione a casa… Certo sono monete nuovissime, mai circolate… ma insomma… la situazione non ci pare così rosea. Per completezza ti segnaliamo, comunque, che anziché fartele spedire a casa puoi comprarle e tenerle al sicuro nei caveau di sua maestà. Ti fan pagare, però, la custodia… l’1% del valore medio annuo dei tuoi depositi, più Iva al 20%… Quindi, se depositi 10.000 euro ci paghi 100 euro più 20 euro di Iva per il solo deposito! Per curiosità siamo andati a vedere anche altre zecche, come quella austriaca (www.muenzeoesterreich.at/eng) che offre una bella moneta d’oro con su la filarmonica di Vienna del peso di un’oncia… al momento è fuori a 1271 euro, contro i 1226,11 euro dell’oncia… quindi anche qui c’è quasi un 4% circa di costo in più. E che dire della nostra zecca (www.shop.ipzs.it)? I marenghi italiani non sono più in emissione dal lontano 1923, ma sforna comunque ancora delle monete d’oro, per esempio dal 5 luglio 2019 ci sarà in vendita il bellissimo 10 euro in oro con su Augusto, 3 grammi di peso con 900 millesimi di oro a 160 euro… molto più del suo valore in oro. È per chi ama le belle monete. Insomma: anche a voler comprare l’oro dalla zecca rischi di pagarlo caro. Anche qui, uomo avvisato… Meglio l’Etn di cui ti abbiamo parlato prima.

MONETE D’ORO E FISCO

La compravendita di monete d’oro è esente da Iva ma sussistono, comunque, alcuni obblighi dichiarativi (sono complicazioni) come per esempio quello fiscale relativo alla tassazione in caso di plusvalenze (compilazione del quadro RT) e quello sul quadro RW (se l’investimento si trova all’estero) o all’Uif (Unità di informazione finanziaria) per l’Italia in caso di acquisto di quantità per valori superiori ai 12.500 euro. Il guadagno da compravendita di oro è tassato al 26%. In assenza di documentazione che descriva il prezzo di acquisto la tassazione è del 26% sul 25% del valore di compravendita (quindi conviene sempre tenere la fattura d’acquisto come prova di tale prezzo). Le minusvalenze possono essere portate in detrazione di successive plusvalenze per quattro anni. L’oro va dichiarato nella successione ereditaria – in mancanza si presume presente per un 10% del patrimonio - e paga quindi le tasse di successione (salvo le franchigie previste dalla legge).

Ci sono monete anche in altri materiali preziosi, come argento e platino, ma avendo questi materiali anche importanti usi industriali il loro valore dipende anche dalla domanda per questo uso. In particolare, l’argento oggi è su quotazioni storicamente basse rispetto all’oro (15,32 dollari l’oncia contro 1.393,47 il 21/6). Il platino, per la cronaca, vale 803 dollari l’oncia.

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