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  • News
    L’età dell’oro 5 mesi fa - venerdì 28 aprile 2017

    Nei primi quattro mesi del 2017 il prezzo dell’oro è salito di poco più del 9%. Oggi oscilla intorno ai 1.260 dollari per oncia: la sua corsa è destinata a continuare?

    Gold

    Gold

    Tre sono i motivi che spiegano il rialzo dell’oro nel 2017. Primo: l’indebolimento del biglietto verde nei confronti delle altre valute – in media ha perso circa il 4% da inizio anno. Il dollaro Usa è un “bene rifugio” alternativo all’oro, se il dollaro si svaluta, l’oro di solito tende a salire. Secondo: da metà febbraio le Borse mondiali si sono in media fermate – +0,2% in dollari Usa dal 23 febbraio al 21 aprile. Se le Borse non tirano, di solito l’oro ne beneficia. Terzo: i gestori di Etf sono tornati ottimisti. Le loro scommesse su una salita del metallo giallo– nel gergo finanziario si chiamano posizioni “lunghe”– si sono, almeno negli Usa, rialzate del 60% rispetto a inizio dell’anno. Le posizioni “corte” – le scommesse dei gestori che credono in un ribasso dell’oro – si sono praticamente dimezzate.

     

    Una salita che rischia di non durare

    Non tutto è rose e fiori. La domanda di oro “fisico” (per la gioielleria) da parte di Cina e India – i Paesi che “tirano” di più – continua a calare. Anche gli acquisti di oro da parte delle Banche centrali sono rallentati rispetto a qualche anno fa. Tutto questo non depone bene per il futuro del prezzo dell’oro. Non solo: con l’allontanarsi delle tensioni sulle elezioni francesi e con Trump che sembra spingere sulla riforma delle tasse (fino a poche settimane fa non sembrava così imminente) per ora le Borse non sembrano orientate al brutto – non per nulla nelle prime due sedute dell’ultima settimana di aprile, con Borse mondiali in rialzo del 2% in dollari Usa, l’oro ha perso l’1,4%. Morale: in questa situazione basta poco a far cambiare idea ai grandi gestori di fondi e Etf e non escludiamo che, almeno a breve termine, l’oro possa ripiegare un po’. Un’indicazione in questo senso arriva anche dall’analisi tecnica, vedi grafico. Il prezzo dell’oro non è riuscito a superare la quota di 1.300 dollari l’oncia, una soglia storicamente ostica, contro cui il prezzo dell’oro tende a scontrarsi per poi ripiegare verso quota 1.200 dollari l’oncia (sarebbe un possibile calo del 5% dai prezzi attuali).

    Quelle soglie invalicabili

    Oro 

    Quota 1.300 (grassetto) è una soglia ostica: corrisponde, infatti, a uno dei livelli di Fibonacci e spesso quando il prezzo dell’oro (linea sottile, in dollari per oncia) vi si avvicina tende poi a ridiscendere verso quota 1.200 dollari l’oncia (grassetto). Quest’ultima, invece, sembra aver assunto una sorta di ruolo “pavimento” che potrebbe impedire all’oro una discesa rovinosa. Compra (o mantieni) oro, ma solo per un 5% del valore del tuo patrimonio.

     

    La tua piccola assicurazione

    Vendere l’oro, allora? Non proprio. È importante, infatti, avere comunque un po’ di oro come forma di assicurazione in caso di calo futuro dei mercati. Questo è possibile: Wall Street, per esempio, non è più molto conveniente e se le riforme di Trump non dovessero andare in porto potrebbero essere dolori. Inoltre, crediamo che il dollaro non dovrebbe correre più, fatto che dovrebbe comunque sostenere un po’ l’oro. Fai così: vai a vedere quanto vale l’oro in cui hai investito rispetto al valore del tuo portafoglio e vendi la parte eccedente il 5%. Esempio: hai un portafoglio del valore di 100.000 euro e hai 10.000 euro investiti in oro? Vendi 5.000 euro d’oro. Se sei già al 5% mantieni i tuoi investimenti. Se sei sotto, puoi anche incrementare gli acquisti fino al 5% – magari non farli tutti subito, ma compra oro un po’ per volta, 1.000 euro un mese, 1.000 euro un altro… o aspetta che l’oro sia sceso intorno ai 1.200 dollari l’oncia. Occhio: se il calo delle Borse non ci sarà, l’oro continuerà a renderti poco o niente. Compra l’oro tramite l’Etfs gold bullion securities (110,44 euro; Isin GB00B00FHZ82), che segue da vicino il prezzo del metallo giallo, ma in euro. Lo compri a Piazza Affari

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  • Analisi
    La vacanza a Giava giova ai tuoi soldi 6 mesi fa - venerdì 31 marzo 2017
     L’economia indonesiana crescerà a passo di carica: approfittane acquistando un Etf quotato a Piazza Affari. Quale? Leggilo qui.

     

    Indonesia

    Indonesia

    Da poco meno di due anni ti consigliamo di puntare una piccola parte dei tuoi soldi (il 5% del tuo portafoglio) sulla Borsa indonesiana anche se sei un buon padre di famiglia (prima lo avevamo consigliato allo speculatore). Da allora (era il luglio 2015) la Borsa di Jakarta ha guadagnato quasi il 25% in euro a fronte di Borse mondiali cresciute meno del 15%. Questa meta d’investimento è presente ancora oggi in tutte le nostre strategie, dall0a più difensiva alla più dinamica, ed è un po’ di un unicum, perché consigliamo le altre Borse Emergenti solo a investitori che accettano un minimo di rischio.

    Ma perché l’Indonesia è così interessante? Innanzitutto è un grande Paese di 250 milioni di abitanti la cui economia nel 2016 è cresciuta di circa il 5% e per cui prevediamo una crescita del 5% anche per questo 2017. Il dato è un po’ meno brillante per il 2018 (+4,3%) e per gli anni successivi dal 2019 in poi (+4,5%), ma stiamo parlando di un tasso di espansione che qui da noi ci sogniamo (l’Eurozona crescerà dell’1,5% nel 2017). Il ritmo è tale che per il presidente indonesiano da qui al 2045 il Paese diventerà la quarta economia mondiale. Certo, si sa, queste dichiarazioni van prese con le pinze, ma sono indicative degli umori del mondo. Se ciò non basta, poi, per i nostri modelli, la Borsa di Jakarta è al limite tra il conveniente e il correttamente valutato.

    Come ci investi?

    Per puntare sulla Borsa di Jakarta il prodotto più comodo sono fondi ed Etf. In tutto, di fondi autorizzati in Italia, ce ne sono, però, solo una manciata e la loro valutazione è generalmente di una sola stella nella nostra scala di valutazione da uno a cinque. Per questo da tempo ci siamo orientati verso un Etf. Pratico (si acquista in Borsa come una normale azione) e poco caro in termini di spese di gestione.

    Quotati a Piazza Affari troviamo due Etf Lyxor Msci Indonesia (123,69 euro, Isin FR0011067511) e Db x-trackers Msci Indonesia (13,555 euro, Isin LU0476289623) che sono quasi identici. Il primo è lievemente meno caro del secondo sul fronte delle spese annue (0,55% contro 0,65%), mentre il secondo potrebbe essere lievemente meno caro del primo quando lo acquisti. Infatti secondo le ultime statistiche disponibili (febbraio 2017) lo spread denaro lettera (un costo occulto di compravendita dei titoli di Borsa) dell’Etf targato Lyxor è stato dello 0,889%, mentre quello del prodotto Db x-trackers è stato dello 0,431%. Ciò non stupisce il primo è infatti meno scambiato (1,276 milioni di euro di scambi tra gennaio e febbraio) rispetto al secondo (7,91 milioni di euro nello stesso periodo). Dal punto di vista della replica sono entrambi Etf “sintetici” ossia non investono direttamente nei titoli dell’indice indonesiano, ma ne replicano l’andamento grazie a un particolare prodotto finanziario, detto swap. Viste le differenze minime puoi comprare in teoria sia un prodotto, sia l’altro, tuttavia al momento le nostre preferenze (e quindi il nostro consiglio) vanno su Db x-trackers Msci Indonesia per via del minore spread denaro lettera.  

     

    In che cosa finisci per investire?

    Posto che non ti porti a casa un portafoglio di titoli indonesiani, ma un prodotto che “scimmiotta” con fedeltà un portafoglio di azioni indonesiane vediamo che cosa avrai dentro. In tutto sono 31 azioni (dato a fine febbraio, l’ultimo disponibile) di cui 4 hanno un peso notevole nel listino arrivando a contare per quasi metà investimento (Telekomunikasi IndonesiaBank Central AsiaAstra International e Bank Rakyat Indonesia). A livello settoriale il tuo portafoglio è diviso come segue. In primo luogo hai titoli finanziari per quasi i 2/5 del tuo portafoglio. Poi hai titoli del settore beni di consumo (ciclici e non ciclici) per quasi un altro terzo dell’investimento. Aggiungi circa un 15% di Telecom ed ecco che ti mancano solo settori il cui peso è inferiore al 5% del tuo investimento in Indonesia tra cui energetici, materiali (è un dato interessante visto che di solito siamo abituati a Paesi Emergenti assai legati a questo settore), industriali, salute e utility

    Una storia di successo (in anni facili)

     Indonesia grafico 2

    La Borsa indonesiana (in grassetto, base 100, dato in euro, include i dividendi) sta macinando un buon ritmo di crescita negli ultimi anni, confortata anche dalla buona intonazione delle Borse mondiali (linea sottile).

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