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  • Analisi
    Sudafrica, la porta del continente nero 8 mesi fa - venerdì 14 aprile 2017

    Se vuoi investire in Africa devi passare per la Borsa di Johannesburg, ricca di società che fanno affari in tutta la regione subsahariana. I bond in rand da questa settimana sostituiscono la Borsa russa per l’investitore dinamico.

    Sudafrica

    Sudafrica

    Iniziamo a fare il punto sulle ultime notizie. Il Sudafrica, dopo aver conservato a lungo la sua credibilità di fronte agli investitori internazionali per via della politica monetaria della South Africa Reserve Bank e degli sforzi di risanamento delle finanze pubbliche fatti dal ministro delle finanze Pravin Gordhan, è incappato in un incidente di percorso grave. Il Presidente Zuma, in calo di popolarità, ha deciso a fine marzo di sostituire Gordhan con un ministro più malleabile e meno austero. I mercati non hanno apprezzato la mossa e il rand, che con Gordhan era risalito a valori che non vedeva dal 2015, è crollato. Come se non bastasse due (S&P e Fitch) delle principali agenzie di rating hanno tagliato l’affidabilità del debito pubblico del Paese a livello spazzatura. Se il fenomeno dovesse estendersi ulteriormente molti fondi sarebbero costretti a vendere i titoli di Stato sudafricani, deprezzando ancora di più il rand. Il fenomeno è tanto più importante quanto più il Paese dipende dagli investimenti esteri per via del suo deficit commerciale (4,6% del Pil in media negli ultimi 10 anni).

     

    I mercati sperano in una svolta

    Ogni rovescio di medaglia ha, ovviamente il suo diritto. Il Sudafrica non è un Paese da operetta e ha istituzioni forti e un bilanciamento di poteri che garantisce il corretto funzionamento dello Stato. Il presidente Zuma è sempre più in discussione e dopo l’ultimo taglio di rating i mercati hanno iniziato a puntare sulla sua rimozione. Una tale situazione l’abbiamo vista anche in Brasile. E non è necessariamente un fatto negativo. Anzi, riporta al centro dello scenario le potenzialità del Paese.

     

    LA STORIA DEL RAND (CONFRONTATO CON L’EURO

    Sudafrica 

    Nel corso del 2016 il rand ha recuperato terreno sull’euro. Le turbolenze di questo aprile hanno rimesso in discussione questi progressi, ma non le potenzialità di un investimento in Sud Africa.

    Cambiamentinei consigli

    Bei 8,375% 29/07/22 (prezzo 102,98 al 13/4, XS1090019370); Bei 7,25% 28/02/23 (prezzo 95 al 13/4, XS1179347999); Bei 8,5% 17/09/24 (prezzo 102,95, XS1110395933); Bei 8,75% 18/08/25 (prezzo 101,90 al 13/4, XS1274823571); Bei 8,125% 21/12/26 (prezzo 95,80, XS1167524922).

    mantieni acquista

    iShares msci South Africa (30,275 euro al 13/4, Isin IE00B52XQP83).

    acquista

    DWS Russia (221,30 euro al 12/4, LU0146864797); Pioneer Funds Russian Equity E No Dis EUR (5,11 euro al 12/4, LU0551345530)

    acquista ➜mantieni

    Bers zc 31/12/20 (prezzo 75,02 al 13/4, XS0085289428); Birs zc 01/04/22 (prezzo 67,51 al 13/4, XS0074838300); Bers zc 17/06/27 (prezzo 42,59 al 13/4, XS0076593267); Bers zc 30/12/27 (prezzo 41,33 al 13/4, XS0080713497)

    mantieni ➜vendi

     

    Nonostante ci attendiamo una crescita abbastanza limitata nei prossimi anni (+1% quest’anno, +1,5% nel 2018 e +2,5% negli anni successivi) è ricco di materie prime e ha il vantaggio che una gran parte della sua industria è poco legata alla domanda locale e esporta in dollari, per cui non è neppure influenzata dai capricci del rand. Non è un caso che il mercato azionario di Johannesburg approfitti dei momenti di debolezza del rand costituendo, di fatto, uno dei mercati emergenti meno volatili. In più, le aziende sudafricane operano in Africa in mercati dove altre società mondiali sono poco presenti, per cui Johannesburg costituisce per noi occidentali la vera porta del Continente nero.

     

    CONTINUA A SCOMMETTERE SULLA BORSA

    Questi fattori ci inducono a ritenere che tu possa continuare a effettuare la scommessa sulla Borsa sudafricana di cui abbiamo parlato l’ultima volta in Fondi Comuni n°230. I prodotti destinati alla Borsa sudafricana più comodi da acquistare sono due Etf quotati a Piazza Affari. Il primo, già consigliato in Fondi Comuni, è Lyxor South Africa Ftse Jsetop 40 (35,34 euro, Isin FR0010464446), il secondo è iShares msci South Africa (30,275 euro, Isin IE00B52XQP83). Il primo punta sull’indice Ftse Jse top 40 net tri, il secondo sull’indice Msci South Africa Trn. In entrambi i casi i costi di gestione sono lo 0,65%, stando alle ultime statistiche di Borsa disponibili il primo è più scambiato del secondo (4,11 milioni di euro contro 2,225 nei primi tre mesi del 2017), ma le statistiche dicono che il secondo ha avuto nello stesso periodo uno spread denaro-lettera (costo occulto di acquisto) inferiore al primo (0,356% contro 0,417%). Li vediamo come due prodotti equivalenti. Puoi usarli entrambi per una scommessa.

     

    INSERISCI I BOND IN PORTAFOGLIO

    Ma il Sud Africa non è solo la sua Borsa, bensì anche la sua valuta, il rand, in cui sono espresse diverse obbligazioni quotate. Ora, se i titoli di Stato corrono il rischio di una bastonatura dalle agenzie di rating non è così per molti altri titoli in rand, pensiamo a quelli di enti sovranazionali come la Bei la cui affidabilità è eccellente. Sono interessanti? Dividiamo l’analisi nelle due componenti d’interesse: valuta e tassi. Iniziamo dalla valuta: il rand per noi è lievemente sottovalutato rispetto all’euro, ma questa situazione non è destinata a durare a lungo perché il Paese ha un tasso d’inflazione più elevato dell’Eurozona (prevediamo il 6,5% quest’anno, il 6% nel 2018 e un 4,7% dal 2019 in poi, contro un dato europeo dell’1,6% quest’anno, dell’1,3% l’anno prossimo e dell’1,8% dal 2019). In sé la valuta non è interessante, perché grosso modo dovrebbe svalutarsi di un importo pari alla differenza tra il carovita europeo e quello sudafricano (nel lungo periodo è quasi il 3% annuo). Passiamo ai tassi, che sono alti. Pensa che per scadenze entro la fine di quest’anno, abbiamo rendimenti intorno al 6,3% netto, per scadenze tra quasi 10 ani siamo intorno al 7,7% netto.

    LA POTENZA RUSSA RIUSCIRA' A TENERE BOTTA? 

    I recenti interventi americani in Siria e i battibecchi che ne sono venuti hanno messo a fuoco ancora una volta di più lo sforzo militare di Mosca al di fuori dai suoi confini. Nonostante la politica da superpotenza non è più l’Urss di un tempo, ma un Paese emergente che sta dedicando una fetta importante del suo budget alla Difesa. Nel 2016 questa somma ammontava a circa 48,5 miliardi di dollari, meno di quanto spende l’India, che di miliardi ne ha messi 50. La spesa militare dovrebbe tornare a salire quest’anno, ma con i recenti chiari di luna del petrolio, su cui il Paese ha contato in passato per finanziarsi, la situazione non è florida, tanto che alcuni analisti prevedono che da qui al 2020 Mosca sarà superata anche da Parigi in termini di spesa militare. Ovviamente questo tema è solo uno spunto di riflessione sul declino a cui sembra destinato il Paese ora che il petrolio costa, in dollari, metà di quello che valeva tre anni fa. Secondo noi la Russia nel 2017 crescerà solo dello 0,6% e anche nel 2018 non dovrebbe crescere che dell’1%. A fronte di questo, però, la Borsa russa (in euro) è su livelli di circa il 40% superiori rispetto a quelli di un anno fa, il doppio di quanto guadagnato dalla media delle Borse mondiali. Secondo noi il Paese ha oramai detto la sua. Per questo esce dai nostri portafogli. Se hai dei prodotti che investono nella Borsa di Mosca il consiglio diventa “mantieni, ma non acquistare”.

     

    Si tratta di rendimenti di tutto rispetto e superiori a quel 3% circa di differenza d’inflazione. Per questo motivo ti consigliamo di acquistare questi bond. Con quali scadenze? Pensiamo tra il 2022 e il 2026, una durata sufficiente per oltrepassare eventuali fluttuazioni a breve della valuta. I titoli da acquistare li trovi a pagina 13 e nella tabella in cui indichiamo i cambi di consiglio. Se hai altri bond in rand acquistati in precedenza, sulla scia di una speculazione che ti abbiamo consigliato in passato, li puoi mantenere, a meno che non siano degli zero coupon. Il nostro consiglio sugli zero coupon, infatti, passa a vendere: preferiamo consigliarti titoli con grosse cedole in modo da suddividere nel corso del tempo i tuoi incassi ed evitare di concentrare al solo momento della vendita o del rimborso del titolo il rischio derivante dai su e giù del rand. Ma non finisce qui: a differenza della Borsa sudafricana, che al momento resta ancora una scommessa, pensiamo che i bond in rand possano entrare direttamente nei tuoi investimenti da buon padre di famiglia se sei un investitore dinamico. Di che cosa prendono il posto? Delle azioni russe. Infatti da questo mese la Borsa della Russia passa a mantenere, i motivi di questo cambio di consiglio li trovi spiegati nel riquadro. 

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