News
Disoccupazione area euro: marzo stabile, ma deludente un anno fa - martedì 2 maggio 2017

La disoccupazione nell’area euro è rimasta stabile a marzo

Dato attuale: 9,5%
Attese: 9,4%
Periodo di riferimento: marzo 2017
Dato precedente: 9,5% (febbraio 2017)

L’inflazione della zona euro a marzo rimane stabile al 9,5%, ma delude comunque le attese che erano invece per un calo al 9,4%.

I tassi di disoccupazione più alti sono stati rilevati in Grecia (ultimo dato: 23,5%; gennaio 2017), Spagna (18,2%), Cipro (12,5%). A marzo, il tasso più basso si registra in Germania (3,9%) e Malta (4,1%).

DISOCCUPAZIONE: PER SAPERNE DI PIÙ

Descrizione. Una volta al mese, l’Eurostat (l’istituto statistico dell’Unione europea) calcola la percentuale di disoccupati rispetto all’intera forza lavoro. Per disoccupati si intendono le persone tra 15 e 74 anni che presentano tutte le seguenti caratteristiche: sono senza lavoro, sono disponibili a iniziare a lavorare entro due settimane e hanno attivamente cercato lavoro nelle ultime quattro settimane. Per forza lavoro, invece, si intende il totale degli occupati e dei disoccupati.

Punti di forza. Fornisce un chiaro quadro della situazione produttiva di un Paese.

Punti di debolezza. È soggetta a revisioni continue, poiché i livelli di disoccupazione sono stimati sulla base di campioni relativamente poco estesi. Per l’Europa, poi, la significatività del dato è ridotta dal fatto che il mercato del lavoro è più “rigido” rispetto a quello americano, dove gli alti e bassi dell’economia si traducono più facilmente in una variazione del numero di occupati.

È in grado di influenzare i mercati? Sì. Un numero minore di disoccupati significa più persone che ricevono un reddito e che quindi si tramutano direttamente in consumatori. La crescita dei consumi, a sua volta, migliora le prospettive dell’economia contribuendo ad aumentare il Pil (la ricchezza complessivamente prodotta in un Paese). Un minor numero di disoccupati, quindi, è in genere accolto positivamente dalle Borse, anche se non bisogna trascurare il rischio di inflazione che può preoccupare le Banche centrali spingendole ad alzare i tassi. Viceversa un aumento dei disoccupati significa un’economia che arranca e un’inflazione più fredda: la Borsa scende, così come i tassi.

condividi questo articolo