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Ordini beni durevoli Usa: dati in crescita, ma poco robusti 4 mesi fa - giovedì 27 luglio 2017

Meglio del previsto la crescita degli ordinativi a giugno, ma solo per il contributo di un unico settore.

Ordini in crescita, ma "dopati" dai trasporti

Ordini in crescita, ma "dopati" dai trasporti

Dato attuale: +6,5%
Attese: +3%
Periodo di riferimento: giugno 2017
Dato precedente: -0,1% (maggio 2017)

 

A guardare il dato complessivo, la crescita degli ordini di beni durevoli (vedi qui sotto la definizione) sembrerebbe attestare una robusta crescita dell’economia a stelle e strisce. Il progresso è infatti del 6,5%, contro un -0,1% del mese precedente. E per di più, la crescita è più che doppia rispetto alle attese.

Peccato, però, che il boom sia dovuto pressoché esclusivamente a un unico settore: quello dei trasporti, particolarmente volatile. Escludendo questo comparto, la crescita si ferma a un più che modesto +0,2%, inferiore al +0,6% del mese precedente e al +0,4% delle attese.

Una situazione in chiaroscuro, insomma, che non aiuta certo la Fed a prendere una direzione precisa per la sua futura politica monetaria (te ne abbiamo parlato ieri). Nell’attesa, confermiamo la nostra strategia sul dollaro Usa.

 

ORDINI BENI DUREVOLI: PER SAPERNE DI PIÙ

Descrizione. I beni durevoli sono prodotti industriali con una vita attesa di almeno un anno; sono quindi compresi i prodotti “intermedi”, come i macchinari e gli impianti, ma anche i beni destinati al consumo finale (mobili, auto, tv, elettrodomestici...). L’andamento degli ordinativi di questi beni è monitorato dal Dipartimento del Commercio americano, che svolge un’indagine mensile presso 4.200 aziende localizzate negli Stati Uniti e raggruppate in 89 categorie aziendali.

Punti di forza. Permette di ottenere una buona indicazione dello stato di salute dell’industria, in quanto la maggior parte della produzione industriale è fatta su ordinazione.

Punti di debolezza. Come per tutte le indagini “campionarie”, la rapidità nella diffusione dei dati può andare a discapito della loro accuratezza nel fotografare la situazione complessiva del Paese. Inoltre, il “campione” è sbilanciato verso le grandi imprese (che effettuano spedizioni per almeno 500 milioni di dollari l’anno) e comprende solo un numero limitato di piccole imprese.

È in grado di influenzare i mercati? Sì, perché riassume in modo soddisfacente l’andamento dell’economia (particolarmente significativo il dato al netto dei settori difesa e trasporti, vista la volatilità degli ordini in questi comparti). I beni “intermedi” sono una buona approssimazione degli investimenti, mentre i beni “finali“ danno un’idea dell’andamento dei consumi. Gli investimenti e i consumi, a loro volta, sono due componenti molto importanti del Pil, la ricchezza complessivamente prodotta da un Paese.

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