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Disoccupazione in Italia: agosto in calo

un anno fa - lunedì 2 ottobre 2017

La disoccupazione italiana scende all’11,2%

Dato attuale: 11,2%
Attese: 11,2%
Periodo di riferimento: agosto 2017
Dato precedente: 11,3% (luglio 2017)

A agosto il tasso di disoccupazione italiano scende all'11,2% dall’11,4%, in linea dunque, con le attese.

Sempre ad agosto il numero degli occupati continua a crescere (+0,2% rispetto a luglio, pari a +36.000) e il tasso di occupazione sale così al 58,2%.

DISOCCUPAZIONE: PER SAPERNE DI PIÙ
Una volta al mese, l’Istat calcola la percentuale di disoccupati rispetto all’intera forza lavoro. Per disoccupati si intendono le persone tra 15 e 74 anni che presentano tutte le seguenti caratteristiche: sono senza lavoro, sono disponibili a iniziare a lavorare entro due settimane e hanno attivamente cercato lavoro nelle ultime quattro settimane. Per forza lavoro, invece, si intende il totale degli occupati e dei disoccupati.
Punti di forza. Fornisce un chiaro quadro della situazione produttiva di un Paese.
Punti di debolezza. È soggetta a revisioni continue, poiché i livelli di disoccupazione sono stimati sulla base di campioni relativamente poco estesi. Per l’Europa, poi, la significatività del dato è ridotta dal fatto che il mercato del lavoro è più “rigido” rispetto a quello americano, dove gli alti e bassi dell’economia si traducono più facilmente in una variazione del numero di occupati.
È in grado di influenzare i mercati? Sì. Un numero minore di disoccupati significa più persone che ricevono un reddito e che quindi si tramutano direttamente in consumatori. La crescita dei consumi, a sua volta, migliora le prospettive dell’economia contribuendo ad aumentare il Pil (la ricchezza complessivamente prodotta in un Paese). Un minor numero di disoccupati, quindi, è in genere accolto positivamente dalle Borse, anche se non bisogna trascurare il rischio di inflazione che può preoccupare le Banche centrali spingendole ad alzare i tassi. Viceversa un aumento dei disoccupati significa un’economia che arranca e un’inflazione più fredda: la Borsa scende, così come i tassi.

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