Analisi
Fineco cambia le spese di trading 2 anni fa - martedì 10 novembre 2015

Se sei un piccolo investitore questo cambiamento è in peggio.

Sei fai poche operazioni di trading ogni anno, le nuove condizioni di Fineco non sono migliori delle precedenti. In particolare, se fai operazioni da meno di 10.000 euro l’una, cambiano in peggio per quanto riguarda il trading di azioni, Etf, obbligazioni e certificate su Piazza Affari (per gli altri mercati non cambia niente). Per esempio, se prima per comprare 2.000 euro di Etf a Piazza Affari potevi spendere 3,8 euro di commissioni, ora ne spendi 19. Se, invece, fai operazioni ogni volta da 10.000 euro in su, le condizioni restano le stesse. Solo se fai tante operazioni ogni mese – che generano commissioni per più di 100 euro, quindi all’incirca almeno una decina al mese – allora le nuove condizioni sono, in genere, migliori. Per esempio, se paghi ogni mese commissioni per circa 200 euro, comprare 2.000 euro di azioni americane ti costa ora 9,95 dollari a operazione rispetto ai 12,95 che si pagavano con le vecchie commissioni. Hai già il conto Fineco? Non ti spaventare: se lo hai aperto prima del 1° ottobre le tue condizioni non cambiano, restano quelle vecchie. Le nuove condizioni si applicano solo ai nuovi clienti di Fineco. Fineco si allontana dal piccolo investitore Abbiamo testato le condizioni di Fineco per un profilo di investitore che segue il nostro “portafoglio difensivo a 10 anni” –vedi riquadro Il profilo del test. Fineco costa ai nuovi clienti 758 euro l’anno, circa 150 euro in più di quanto costa ai vecchi clienti. In entrambi i casi siamo ben distanti da quanto costa il miglior conto, quello di Bccforweb, che grazie allo sconto sul bollo (fino a tutto il 2016) e alle nuove condizioni di trading, costa solo 268 euro l’anno, meno della metà di Fineco. Quella di Bccforweb è una piattaforma di trading semplice – non puoi, per esempio, impostare ordini automatici di vendita – ma completa: si possono comprare anche i bond in real. È adatta a un cassettista, ma non a un trader che compra e vende in giornata: per i certificate – quei prodotti che ti permettono di guadagnare 7 volte in più rispetto alla Borsa di Milano – per esempio, viene mostrato in giornata solo il prezzo di chiusura del giorno prima. L’alternativa “vera” per un trader è rappresentata da Binck Bank, che per il profilo del test costa 320 euro l’anno – devi attivare il prestito titoli (puoi farlo, i rischi sono bassi) e fare almeno 10 operazioni di trading all’anno per ottenere lo sconto sul bollo. In questo caso la piattaforma è rivolta anche a un trader più sofisticato – per vedere i prezzi bid-ask dei certificate (cosa che è utile su questi strumenti) devi, però, attivare un servizio che costa 1 euro al mese se non fai almeno un’operazione a trimestre – ed è comunque abbastanza completa: meno ricca di quella di Bccforweb perché mancano i bond in real brasiliani, ma più completa ed economica di quella di Fineco. Ricorda comunque che Binck è una pura piattaforma di trading: dovrai comunque affiancarla al tuo tradizionale conto corrente.

Il profilo del test

I nostri portafogli ti dicono cosa comprare e in che dosi a seconda del tempo che hai a disposizione per vedere i ritorni del tuo investimento e della tua propensione a correre qualche rischio in più per spuntare maggiori rendimenti. Trovi tutti i portafogli su www.altroconsumo.it/finanza/portafogli. Quello difensivo a 10 anni è rivolto a chi può tenere investiti i suoi soldi per, appunto, 10 anni e si accontenta di qualche soldino di rendimento in meno pur di non correre troppi rischi. Abbiamo quindi considerato per il test il caso di un risparmiatore con un patrimonio di investimenti di 80.000 euro. 40.000 sono investiti in obbligazioni quotate a Piazza Affari, su cui fa 4 compravendite in un anno da 10.000 euro ciascuna. 16.000 euro sono in azioni e Etf a Piazza Affari, su cui fa 10 operazioni di compravendita in un anno da 2.000 euro ciascuna. 4.000 euro sono in azioni francesi e altrettanti in azioni americane – per entrambe le poste effettua 4 operazioni di compravendita da 2.000 euro ciascuna all’anno. I restanti 16.000 euro sono investiti in azioni inglesi, su cui effettua 10 compravendite da 2.000 euro ciascuna ogni anno. La liquidità sul conto corrente è pari a 1.500 euro

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