Analisi
La corona svedese si scioglie? 4 mesi fa - venerdì 19 maggio 2017
La valuta scandinava sta attraversando un momento non positivo, ma visto che l’economia svedese è robusta e ha una crescita superiore a quella della zona euro, puoi continuare a puntarci.

La corona svedese negli ultimi mesi sta perdendo terreno nei confronti dell’euro e ora si trova su livelli che storicamente sono molto bassi (vedi grafico), tanto da arrivare a essere sottovalutata del 20% rispetto alla valuta unica. Ma perché la corona è in difficoltà? In parte è dovuto al rafforzamento dell’euro sulle maggiori valute mondiali dopo i risultati dell’elezioni francesi. Da dopo il primo turno delle presidenziali transalpine la valuta unica ha infatti guadagnato terreno non solo sulla corona svedese, ma anche su dollaro, sterlina, yen… perché è stato scampato il pericolo di una Francia fuori dall’euro e con essa un collasso di tutta l’eurozona.

LA CORONA PUNTA AL RIBASSO

Con la sola esclusione dei livelli raggiunti a novembre 2016, la corona svedese si trova su valori che non si vedevano dal 2010. 

Tuttavia, ci sono anche motivi legati alla Svezia stessa che hanno pesato sulla valuta. C’è stata infatti la mossa di fine aprile della Banca centrale di aumentare il piano di acquisti di titoli, rendendo così la politica monetaria ancora più accomodante.

I RENDIMENTI DELLA CORONA
  1 mese 3 mesi 6 mesi 1 anno 3 anni 5 anni 7 anni 10 anni
Corona svedese -1,3% -2,2% 0,3% -2,8% 0,5% 0,7% 2,7% 3,2%
Nordea 1 swedish bond bp -0,7% -2,3% 1,2% -3,4% -2,3% -1,1% 0,0% -0,5%
Rendimenti lordi. Per i periodi superiore all’anno i rendimenti sono annualizzati.

I PUNTI DI FORZA PER CUI VALE LA PENA AVERE LA CORONA

Pur con queste difficoltà, però, secondo noi la corona svedese deve continuare a essere presente nei nostri portafogli, come lo è oramai da molto tempo – nella tabella qui sopra trovi com’è andata non solo la valuta ma anche Nordea 1 swedish bond Bp, il fondo che ti abbiamo consigliato.

Investire in Svezia significa infatti puntare su un Paese sicuro: è uno dei pochi Stati che può vantare la tripla A come rating da tutte e tre le principali agenzie mondiali, e ha conti in ordine - il debito pubblico è sotto il 40% e il saldo tra entrate e uscite statali nel 2016 è stato positivo e pari allo 0,6% del Pil. La Svezia risulta essere così un’ottima meta in chiave di diversificazione del portafoglio e un porto sicuro che mette al riparo da possibili turbolenze della zona euro. Inoltre bisogna ricordarsi la Svezia gode di una robusta crescita economica. Il 2016 si è chiuso infatti con un +3% per il Pil, il doppio di quanto messo a segno dalla Germania, e anche per il 2017 e 2018 la crescita si manterrà sopra il 2% - vedi tabella – superiore a quella della zona euro nel suo complesso. Tutto questo grazie alla sua produttività, che sta crescendo a tassi superiori alla media europea (+2,4% per la Svezia, +1,2% per la Germania e +0,9% per la zona euro) e che quindi rende sempre più competitiva la produzione svedese.

Con queste prospettive per l’economia, anche la corona ha buone possibilità di recuperare il terreno perso fino ad ora e quindi val la pena di averla in portafoglio.

PIL: La svezia corre più dell’europa (e non solo)
  2015 2016 2017 2018 2019
Svezia 2,5% 3% 2,5% 2,3% 1,9%
Germania 1,8% 1,5% 1,6% 1,5% 1,3%
Unione Europea 1,4% 1,3% 1,5% 1,4% 1,6%
Stati Uniti 2,6% 1,8% 2% 2,3% 2%

I PRODOTTI DA SCEGLIERE

Non puntare sui singoli bond: i titoli acquistabili su Borsa italiana o Eurotlx hanno perlopiù rendimenti negativi e quei pochi bond che hanno rendimenti positivi offrono comunque un 0,7% netto su scadenze decennali. Troppo poco per titoli così lunghi, per i quali rischi un calo dei prezzi dei bond maggiore se i tassi in Svezia si alzeranno in futuro, cosa probabile visto che il piano di acquisto di titoli è destinato a terminare anche lì. Continua dunque a puntare sul fondo Nordea 1 swedish bond Bp (295,18 sek; Isin LU0064320186). 

Il fondo infatti è in grado di scegliere su un maggior numero di titoli rispetto a quelli a te accessibili e così può, soprattutto, adattare le sue scelte di investimento in termini di durata e tipo di strumenti (per esempio a tasso fisso o variabile, oppure anche bond corporate e ipotecari) in base al contesto di mercato.

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