Fondi pensione senza segreti

COSA SONO I FONDI PENSIONE?

I fondi pensione rientrano tra le cosiddette forme pensionistiche complementari e sono prodotti utili per integrare la tue futura pensione. Si dividono tra fondi pensione chiusi (o negoziali) e aperti.

Il fondo pensione chiuso è riservato a specifiche categorie di lavoratori: ogni contratto nazionale di lavoro ha un fondo chiuso dedicato. Per esempio, chi lavora nel settore metalmeccanico ha Cometa come fondo chiuso, chi lavora nel settore chimico-farmaceutico ha Fonchim…

Il fondo aperto è invece destinato a tutti, non c’è alcuna preclusione: chiunque può aderirvi.

FONDI PENSIONE E TFR: COSA CONVIENE?

Conviene investire nella pensione complementare tramite i fondi pensione. Dal 2008 a oggi i tuoi soldi nel Tfr in questi anni ti ha fruttato il 2,1% medio annuo, metterli in un fondo aperto il 3,1% e nei fondi chiusi il 3,5%. In questi 9 anni solo nel 2008 e 2011 i fondi hanno avuto un rendimento inferiore al Tfr, negli altri anni hanno reso di più. Non è finita qui. Nel fondo pensione fai di anno in anno nuovi versamenti, che vanno a aggiungersi a quelli degli anni precedenti, abbiamo fatto i calcoli considerando anche questo aspetto. I risultati sono riassunti nella tabella qui sotto. Se hai iniziato a investire nel 2008, versando di anno in anno 1.000, oggi hai 11.112 euro se hai scelto gli aperti, 11.062 euro se hai scelto i chiusi e 9.855 euro se li hai lasciati in azienda. A conti fatti hai in più il 12,7% se hai investito nel fondo aperto, e il 12,2% se hai scelto il chiuso. Ripetendo lo stesso calcolo, ipotizzando che tu abbia aderito ai fondi pensione negli anni successivi al 2008, dal 2009 in avanti il risultato non cambia: hai sempre di più con i fondi pensione.

MEGLIO IL FONDO PENSIONE CHIUSO O APERTO?

Se sei un lavoratore dipendente devi scegliere il fondo pensione chiuso del tuo settore. Se non puoi aderire a un fondo chiuso, oppure sei un lavoratore autonomo, devi per forza scegliere un fondo pensione aperto. I migliori fondi pensione aperti, così come la lista completa dei chiusi e degli aperti li scopri facilmente usando il nostro comparatore.

 

PERCHE’ SCEGLIERE I FONDI PENSIONE?

Aderire ai fondi pensione è necessario, perché le future pensioni saranno basse, circa il 50% del tuo ultimo stipendio. È necessario risparmiare fin da subito per garantirsi una vecchiaia dignitosa. Costruirsi una pensione integrativa è fondamentale per ottenere questo scopo. Ci sono però anche altri motivi.

I fondi pensione costano in media meno di altre forme di previdenza complementare (i cosiddetti Pip, Piani di investimento pensionistico). Inoltre, se sei un lavoratore dipendente, aderendo al fondo ottieni un contributo della tua azienda, un contributo, in media l’1% del tuo stipendio lordo annuo. Se hai uno stipendio di 30.000 euro, significa che il datore di lavoro scuce 300 euro di tasca sua. Se nei hai versati 5.000 di tasca tua, significa avere un rendimento del 6% (300 su 5.000) senza far nulla. A questo devi sommare i 1.570 euro di tasse risparmiate con la deducibilità dei contributi. Il totale fa 1.870 euro. Sui 5.000 scuciti fa il 37%! Un altro vantaggio è poi rappresentato dalla tassazione agevolata e dai rendimenti che battono quelli del Tfr.

COME SONO TASSATI I FONDI PENSIONE?

I contributi versati nel fondo pensione aperto o chiuso sono deducibili per un importo massimo annuo di 5.164,57 euro (rientrano nel calcolo i tuoi versamenti più quelli del datore di lavoro, non il Tfr). Significa che abbattono il reddito imponibile e, quindi, le tasse che paghi. Secondo: quando vai in pensione, tutti i contributi (Tfr incluso) saranno tassati tra il 9% e il 15%. In ogni caso con un’aliquota inferiore a quella Irpef meno elevata. Terzo: sui fondi pensione non si paga il bollo di legge (0,2% annuo), previsto su tutti gli altri prodotti. 

COME SI SCEGLIE IL FONDO PENSIONE?

Tutti i fondi pensione hanno diverse linee di investimento (sono chiamate comparti) e, al momento dell’iscrizione, devi scegliere quello giusto per te. Qual è?

Secondo noi la strategia migliore è quella di scegliere il comparto in base agli anni che ti mancano alla pensione. Tanto più saranno gli anni per cui dovrai lavorare prima di poter andare in pensione, tanto maggiore dovrà essere la quota di azioni in cui investe il comparto – ti riassumiamo il tutto nella tabella qui sotto.

Come scegliere i comparti dei fondi pensione

Se alla pensione ti mancano…    ...devi investire in un comparto Se alla pensione ti mancano…    ...devi investire in un comparto

Più di 20 anni                                    Azionario                                    Tra i 5 e i 10 anni                            Bilanciato obbligazionario

Tra i 15 e i 20 anni                            Bilanciato azionario                    Tra i 3 e i 5 anni                            Obbligazionario

Tra i 10 e i 15 anni                            Bilanciato                                     Meno di 3 anni                             Monetari 

Per sottoscrivere il fondo pensione devi andare sul sito del fondo, trova la sezione “modulistica” e, all’interno di quest’ultima, scegliere il modulo di adesione. Dopo averlo compilato, puoi consegnarlo all’ufficio risorse umane della tua azienda.

Parimenti, se sei un lavoratore dipendente e decidi di cambiare comparto per i tuoi versamenti, questa decisione va comunicata al tuo fondo pensione chiuso. Devi farlo anche qui tramite un modulo: vai sul sito internet del fondo negoziale e nella sezione “modulistica” trovi il modulo per la modifica del comparto di investimento. Qui seleziona il nome del comparto a cui vuoi destinare i nuovi versamenti.

COME RISCATTARE IL FONDO PENSIONE?

Il riscatto del fondo pensione, quando non sei ancora andato in pensione, può avvenire solo in alcuni casi. Se aderisci a un fondo pensione ci sono due modi per aver indietro i tuoi soldi: ricorrere a un’anticipazione oppure al riscatto totale. Si parla di anticipazione se durante la vita lavorativa decidi di chiedere una parte dei soldi che hai accumulato nel fondo e continui ad aderirvi. Se, invece, chiedi indietro tutti i tuoi soldi prima della pensione, e dunque in automatico cessi anche di aderire al fondo, allora stai facendo un riscatto.

Il riscatto totale si può chiedere in caso di decesso, invalidità permanente che riduca la capacità lavorativa a meno di un terzo, a prescindere dal fatto che il soggetto cessi o meno lo svolgimento dell’attività lavorativa, disoccupazione per almeno 48 mesi.

Il riscatto totale non può essere richiesto nei cinque anni che precedono la maturazione dei requisiti di accesso alla prestazione pensionistica complementare: in questo caso va richiesta la liquidazione della prestazione pensionistica stessa. Può anche essere richiesto per esempio nei casi di cessazione dell’attività lavorativa ovvero in caso di promozione a dirigente o cambio CCNL.

Ci sono delle situazioni in cui puoi farlo prima di esserti ritirato dal lavoro. Eccole.

Puoi chiedere un’anticipazione se devi pagare spese sanitarie (dovute a gravi motivi di salute, quindi per delle semplici visite specialistiche, per esempio, non puoi) per te, per il coniuge o per i figli: in questo caso puoi richiedere in ogni momento fino al 75% di quanto hai accumulato nel fondo. Sempre il 75% puoi ritirarlo anche se devi acquistare la prima casa o ristrutturarla (anche per i figli), ma in questi casi devi avere almeno 8 anni di partecipazione al fondo. Se hai aderito da meno tempo, non puoi. Infine, sempre passati 8 anni puoi chiedere fino al 30% dei soldi per qualunque motivo.

E se cambi lavoro?

Tieni a mente che se cambia anche il contratto collettivo che lo regola, cioè il settore in cui lavori, puoi (ma non devi) riscattare il tuo vecchio fondo di categoria. Puoi anche mantenere quanto accumulato in passato nel vecchio fondo, non farci più versamenti e destinare i nuovi flussi di Tfr e i contributi volontari al nuovo fondo pensione. Avrai due posizioni: una non più alimentata nel vecchio fondo e una nel nuovo fondo.  Puoi anche decidere di trasferire nel nuovo fondo tutto quanto hai accumulato nel vecchio.

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