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ContoinCreval, un buon “parcheggio”?

2 mesi fa - venerdì 12 aprile 2019
Le condizioni offerte dal conto deposito vincolato ContoinCreval sono interessanti. Ma la banca è sicura?
Creval

Creval

Dal punto di vista della convenienza, niente da dire…

ContoinCreval è il conto deposito vincolato di Credito Valtellinese che ti permette di investire il tuo capitale (minimo 5.000 euro) per 12 o per 18 mesi, offrendoti rispettivamente il 2% lordo (se vincoli per 12 mesi) o il 2,1% lordo (se vincoli per 18 mesi). Anche se l’imposta di bollo (dello 0,2% annuo) è a tuo carico, sono comunque condizioni migliori del conto deposito che, per queste scadenze, ti abbiamo finora segnalato come miglior scelta: il conto GBM Banca Time Deposit paga sì il bollo al posto tuo, ma ti offre un tasso dell’1,5% lordo se vincoli il capitale per 12 mesi e dell’1,65% lordo se vincoli il capitale per 18 mesi. Nella tabella puoi vedere che, pur pagando il bollo, ContoinCreval ti rende di più di GBM Banca.

CREVAL E IL MIGLIOR CONCORRENTE A CONFRONTO
Capitale investito Investimento per 12 mesi Investimento per 18 mesi
ContoinCreval 12 mesi GBM Banca Time Deposit online tasso fisso 12 mesi ContoinCreval 18 mesi GBM Banca Time Deposit online tasso fisso 18 mesi
5.000 5.064 5.055,50 5.101,55 5.091,58
10.000 10.128 10.111 10.203,10 10.183,15
20.000 20.256 20.222 20.406,20 20.366,30
50.000 50.640 50.555 51.015,50 50.915,75
100.000 101.280 101.110 102.031 101.831,50
Gli importi indicati in tabella sono in euro e rappresentano il capitale che puoi ritirare alla scadenza del vincolo, al netto delle tasse e del bollo (quando è a tuo carico). Per un investimento a 12 mesi, con un importo minimo di 10.000 euro, il conto deposito vincolato della Bcc di Cagliari offre condizioni migliori sia rispetto a Creval, sia rispetto a GBM Banca (tasso del 2,2% lordo con bollo a tuo carico). Non lo abbiamo considerato come miglior scelta perché il conto si può aprire solo in filiale, e ce ne sono solo 2 a Cagliari; se però abiti nella zona, per te resta la miglior scelta.

Vuoi investire un importo diverso da quelli che abbiamo indicato in tabella? Oppure sei già cliente di Credito Valtellinese e non puoi aprire ContoinCreval? Nessun problema, vai su https://www.altroconsumo.it/finanza/risparmiare/conti-deposito e verifica qual è il conto su misura per te e quanto ti offre. 

…ma quanto è sicuro Creval?

Fino ad oggi non ti abbiamo consigliato questo conto perché la situazione del gruppo, per diversi mesi, è stata problematica, e la differenza di rendimento offerta dai suoi conti non ripagava a sufficienza il rischio. A novembre 2017 il gruppo aveva dovuto annunciare un aumento di capitale di proporzioni enormi: l’importo era ben il doppio di quanto valeva in Borsa la banca al momento dell’annuncio, il che significa che il buon esito dell’operazione non era affatto scontato (e infatti, il gruppo ha dovuto offrire le nuove azioni a un prezzo stracciato). Per di più, l’aumento non è servito a rafforzare il gruppo, ma a ripianare le enormi perdite derivanti dalla svalutazione di crediti marci. Erano tutti elementi più che sufficienti, secondo noi, per sospendere il nostro giudizio sulla solidità del gruppo.  

E ora? L’assemblea che dovrà approvare il bilancio si terrà solo a fine aprile, ma il bilancio è già disponibile. Siamo perciò andati a spulciare i conti, per vedere se il sacrificio “lacrime e sangue” degli azionisti, tramite l’aumento di capitale, è servito a rendere il gruppo Creval sufficientemente sicuro per tornare a consigliarti il suo conto deposito.

Apparentemente tutto ok…

A prima vista, i problemi del gruppo sembrano risolti: il 2018 si è chiuso in positivo (utile di quasi 32 milioni di euro, a fronte di una perdita di 332 milioni nel 2017) e una fetta consistente dei crediti marci sono stati ceduti o svalutati (il loro valore di bilancio era di 2,2 miliardi a fine 2017, è calato a 860 milioni a fine 2018 riportando il rapporto tra crediti marci e crediti complessivi in linea con quello delle principali banche italiane).

Altra buona notizia, gli indicatori patrimoniali che utilizziamo per valutare la solidità di una banca sono risaliti al punto tale che la banca, con questi numeri, meriterebbe un giudizio di quattro stelle su un massimo di cinque. L’indice Cet1 del gruppo, per esempio, è balzato dal 10,6% di fine 2017 al 18,3% di fine 2018 (per gli altri indicatori, vedi qui a lato).

Ultimo, ma non ultimo, lo scorso febbraio c’è stato un cambio al vertice, che fa sperare in un cambio di rotta nella gestione del gruppo nei prossimi anni.

Con le regole di calcolo attualmente in vigore, il gruppo Creval a fine 2018 ha registrato un indice Cet1 del 18,3% e un total capital ratio del 20,2%. Simili i risultati della capogruppo, rispettivamente 18,9% e 20,8%. Per sapere come passiamo da questi “numeri” al giudizio di solidità della banca, consulta il nostro sito nella sezione Difendersi > metodologia.

…ma a ben guardare qualche dubbio resta

Guardando un po’ più a fondo, tuttavia, non tutto è brillante. Il risultato 2018 è in utile, certo, ma solo per componenti fiscali positive per circa 134 milioni di euro: senza questo elemento, il 2018 si sarebbe chiuso ancora in rosso per circa 100 milioni di euro. Nel 2018 sono entrate in vigore delle nuove norme contabili che obbligano le banche a essere più “severe” nel valutare i crediti, ma allo stesso tempo la normativa permette alle banche di applicare gradualmente le novità. E Creval ha (lecitamente) sfruttato questa possibilità: il 90% del costo per la svalutazione dei crediti sarà dedotto dagli utili futuri, da qui il beneficio fiscale che porta in positivo i conti 2018.

Ma non è finita: anche gli indicatori di solidità hanno beneficiato del “periodo di transizione” concesso dalla normativa. Il 18,3% di Cet1 di cui ti abbiamo parlato è calcolato in base alle regole attuali, ma considerando già oggi le regole che entreranno in vigore nei prossimi anni il suo valore sarebbe “solo” del 13,5%. Anche per altre banche, certo, ci sono differenze tra gli indicatori calcolati con le regole attuali e quelli calcolati con le regole future, ma il divario è in media molto più contenuto.

Per questi motivi, preferiamo mantenere ancora una certa cautela: non è più il caso, secondo noi, di sospendere il giudizio, il conto deposito della banca torna quindi tra quelli che ti consigliamo. Togliamo, però, una stella rispetto al giudizio che sia la banca, sia il gruppo avrebbero sulla carta: diamo un giudizio di tre stelle – comunque positivo – a entrambe. 

ContoinCreval, come si apre… e come si chiude

Puoi chiedere l’apertura dal sito della banca, poi devi aspettare che creval ti spedisca per posta i documenti cartacei, che devi firmare e rispedire entro 30 giorni, facendo nel frattempo il bonifico dal tuo conto a contoincreval. Non devi essere già cliente di creval, o perlomeno devi aver chiuso il conto con loro da più di sei mesi. Il conto corrente (di un’altra banca) da cui fai il bonifico deve avere la stessa intestazione del contoincreval (se per esempio il conto corrente è cointestato, dovrai cointestare anche contoincreval). Alla scadenza del vincolo, le somme non ti vengono riaccreditate automaticamente sul conto corrente: rimangono “parcheggiate” su contoincreval a un tasso dello 0,05% lordo, ricordati perciò di richiedere la chiusura del conto (devi farlo per posta, non si può fare online). Se chiudi contoincreval prima della scadenza, paghi una penale dell’1% del capitale (se per esempio hai investito 100.000 euro, paghi 1.000 euro); la penale non può però superare gli interessi maturati sul conto fino a quel momento, quindi nella peggiore delle ipotesi recuperi il capitale investito inizialmente meno il bollo.

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