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Fondi pensione 5 mesi fa - mercoledì 19 luglio 2017
Cosa sono i fondi pensione? Come sono tassati? Conviene il Tfr o i fondi pensione?

COSA SONO I FONDI PENSIONE?
I fondi pensione rientrano nella cosiddetta previdenza complementare e sono prodotti utili per integrare la futura pensione. Si dividono tra fondi pensione chiusi (o negoziali) e aperti.
I fondi pensione chiusi sono riservati a specifiche categorie di lavoratori: ogni contratto nazionale di lavoro ha un fondo chiuso dedicato. Per esempio, chi lavora nel settore metalmeccanico ha Cometa come fondo chiuso, chi lavora nel settore chimico-farmaceutico ha Fonchim…
I fondi pensione aperti sono invece destinati a tutti, non c’è alcuna preclusione: chiunque può aderirvi.

QUALE FONDO PENSIONE?
Se sei un lavoratore dipendente devi scegliere il fondo pensione chiuso del tuo settore. Se non hai un fondo chiuso a disposizione, oppure sei un lavoratore autonomo, devi per forza scegliere un fondo pensione aperto. I migliori fondi pensione aperti, così come la lista completa di tutti i fondi pensione, chiusi e aperti, li scopri facilmente usando il nostro comparatore.

PERCHE’ SCEGLIERE I FONDI PENSIONE?
Aderire ai fondi pensione è necessario, perché le future pensioni saranno basse, circa il 50% del tuo ultimo stipendio. È necessario dunque risparmiare fin da subito per garantirsi una vecchiaia dignitosa. Ci sono però anche altri motivi.
I fondi pensione costano in media meno di altre forme di previdenza complementare (i cosiddetti “pip”). Inoltre, se sei un lavoratore dipendente, aderendo al fondo ottieni che la tua azienda ti versi dei soldi di tasca sua, in media l’1% del tuo stipendio lordo annuo. Se hai uno stipendio di 30.000 euro, significa che il datore di lavoro scuce 300 euro di tasca sua. Se nei hai versati 5.000 di tasca tua, significa avere un rendimento del 6% (300 su 5.000) senza far nulla. A questo devi sommare i 1.570 euro di tasse risparmiate con la deducibilità dei contributi. Il totale fa 1.870 euro. Sui 5.000 scuciti fa il 37%! Un altro vantaggio è poi rappresentato dalla tassazione agevolata e dai rendimenti che battono quelli del Tfr.

COME SONO TASSATI I FONDI PENSIONE?
I contributi versati nel fondo pensione aperto o chiuso sono deducibili per un importo massimo annuo di 5.164,57 euro (rientrano nel calcolo i tuoi versamenti più quelli del datore di lavoro, non il Tfr). Significa che abbattono il reddito imponibile e, quindi, le tasse che paghi (vedi tabella Quanto risparmi in tasse ogni anno). Secondo: quando vai in pensione, tutti i contributi (Tfr incluso) saranno tassati tra il 9% e il 15%. In ogni caso con un’aliquota inferiore a quella Irpef meno elevata.
Terzo: sui fondi pensione non si paga il bollo di legge (0,2% annuo), previsto su tutti gli altri investimenti

FONDI PENSIONE E TFR: COSA CONVIENE?
Conviene investire nei fondi pensione.  Dal 2008 a oggi i tuoi soldi nel Tfr in questi anni ti ha fruttato il 2,1% medio annuo, metterli in un fondo aperto il 3,1% e nei fondi chiusi il 3,5%. In questi 9 anni solo nel 2008 e 2011 i fondi hanno avuto un rendimento inferiore al Tfr, negli altri anni hanno reso di più. Non è finita qui. Nel fondo pensione fai di anno in anno nuovi versamenti, che vanno a aggiungersi a quelli degli anni precedenti, abbiamo fatto i calcoli considerando anche questo aspetto. I risultati sono riassunti nella tabella qui sotto. Se hai iniziato a investire nel 2008, versando di anno in anno 1.000, oggi hai 11.112 euro se hai scelto gli aperti, 11.062 euro se hai scelto i chiusi e 9.855 euro se li hai lasciati in azienda. A conti fatti hai in più il 12,7% se hai investito nel fondo aperto, e il 12,2% se hai scelto il chiuso. Ripetendo lo stesso calcolo, ipotizzando che tu abbia aderito ai fondi pensione negli anni successivi al 2008, dal 2009 in avanti il risultato non cambia: hai sempre di più con i fondi pensione.

COME CAMBIARE IL FONDO PENSIONE?
In costanza dei requisiti di partecipazione al fondo pensione (senza quindi che sia cessata l’attività lavorativa), l’aderente può chiedere il trasferimento della posizione solo dopo il decorso dei limiti temporali previsti dalla normativa (è quindi possibile cambiare volontariamente fondo pensione solo dopo 2 anni di partecipazione). Qualora vengano meno i requisiti di partecipazione al fondo (per cessazione dell’attività lavorativa prevista per l’iscrizione, ovvero per cambio inquadramento con passaggio a dirigente), è possibile invece trasferire la propria posizione individuale, anche prima dei due anni, ad altra forma pensionistica complementare alla quale si acceda in relazione alla nuova attività lavorativa.

COME RISCATTARE IL FONDO PENSIONE?
Il riscatto del fondo pensione, quando non sei ancora andato in pensione, può avvenire solo in alcuni casi. Il riscatto totale si può chiedere in caso di decesso, invalidità permanente che riduca la capacità lavorativa a meno di un terzo, a prescindere dal fatto che il soggetto cessi o meno lo svolgimento dell’attività lavorativa, disoccupazione per almeno 48 mesi. Il riscatto totale non può essere richiesto nel quinquennio che precede la maturazione dei requisiti di accesso alla prestazione pensionistica complementare: in questo caso va richiesta la liquidazione della prestazione pensionistica stessa. Può anche essere richiesto per esempio nei casi di cessazione dell’attività lavorativa ovvero in caso di promozione a dirigente o cambio CCNL.

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