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Avere una pensione più alta si può!

2 mesi fa - martedì 22 gennaio 2019
Iniziando fin da oggi a risparmiare, con un piccolo sforzo mensile, attraverso i fondi pensione: eviterai di vivere una vecchiaia di stenti a causa della magra pensione pubblica.

QUANDO SI VA IN PENSIONE
La manovra finanziaria ha introdotto “quota 100”. È la somma tra l’età anagrafica e gli anni di contributi versati. Se la somma di questi due numeri dà 100, allora puoi andare in pensione senza aspettare i 67 anni che ti danno diritto alla pensione di vecchiaia. “Quota 100” ha dei paletti: sono, infatti, richiesti come minimo 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi. Quindi, se nel 2019 avrai compiuto 62 anni e avrai versato contributi per 38 anni, allora potrai andare in pensione. Se però avrai 61 anni di età e 39 anni di contributi, anche se la somma è comunque 100 non potrai andare in pensione. Le altre combinazioni per andare in pensione? 63 anni più 38 di contributi (somma 101), 64+38 (102), 65+38 (103) e 66+38 (104). Insomma, quota 100, quota 101, quota 102, quota 103 e quota 104. Attenzione, però. “quota 100” è stata introdotta in via sperimentale per tre anni. E dopo? Non si sa, bisognerà decidere cosa farne. Per cui potrebbe anche essere che tra una manciata d’anni non ci sarà più. Ricorda: “quota 100” è una pensione anticipata, cioè una possibilità per andare prima in pensione rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia, che dal 2019 si raggiunge a 67 anni (con almeno 20 anni di contributi – è un limite che vale per tutti, uomini, donne, lavoratori dipendenti e autonomi). 

QUANDO ANDRÒ IN PENSIONE? E CON QUANTO?
Con il 2019 è stata alzata l’età della pensione di vecchiaia a 67 anni. E non ci si fermerà qua. Con l’aumento delle speranze di vita, infatti, in futuro l’età minima per la pensione di vecchiaia salirà progressivamente fino a 70 anni.
Oltre alla pensione di vecchiaia e quella anticipata con quota 100, esiste anche un’altra pensione anticipata, determinata dagli anni di contributi versati: se si sono versati i contributi per 42 e 10 mesi (per gli uomini, per le donne sono 41 e 10 mesi), si può andare in pensione a prescindere dall'età.
Se vuoi conoscere quando e con quanto andrai in pensione, puoi usare il nostro calcolatore!

QUANTO SARÀ LA PENSIONE PUBBLICA
L’anticipo ha un costo: le pensioni pubbliche saranno magrissime. Partiamo dalla “normale” pensione di vecchiaia. Un trentenne di oggi, dipendente, ha come prospettiva di dover lavorare fino a 70 anni per poi andare in pensione con quasi 900 euro in meno (-29%) rispetto all’ultimo stipendio netto. E questo, come puoi vedere dalla tabella qui sotto, non è nemmeno il caso peggiore. E con “quota 100”? La pensione è ancora più bassa. Non perché ci sono delle penalizzazioni dirette sull’assegno, ma è conseguenza del metodo utilizzato per il calcolo delle pensioni. Se si sfrutta la “quota 100” si va in pensione prima, per cui si versano meno contributi. Inoltre, i contributi versati si rivalutano per meno anni. Questo porta ad avere un “tesoretto” contributivo più basso. E non è tutto. Questo “tesoretto” deve essere, infine, diviso per un numero più grande, perché andando in pensione prima, quest’ultima dovrà essere pagata per più anni. Il risultato di questi tre elementi messi insieme è di una pensione pubblica più bassa.

 LA TUA FUTURA PENSIONE SARÀ…

COME INTEGRARE LA PENSIONE
Non è una bella prospettiva, ma puoi agire per vivere una vecchiaia serena: risparmia per farti una seconda pensione da affiancare a quella dell’Inps. Basta un piccolo sforzo al mese e utilizzare i fondi pensione. Hanno infatti tutta una serie di vantaggi che li rendono, tra gli strumenti oggi presenti sul mercato, i migliori per farsi la pensione “integrativa”. 

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