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Copyright da rivedere

01 settembre 2009

01 settembre 2009

Intervista a V. Reding - commissario Ue

Servono nuove regole nell'era del digitale e un impegno maggiore per la diffusione della banda larga. Ne abbiamo parlato in esclusiva con il commissario comunitario per le telecomunicazioni. Sul nostro sito trovate il testo integrale dell'intervista.

Non sarebbe opportuno rivedere le rigide forme di distribuzione di contenuti protetti da copyright?
Il principio della libera circolazione delle merci e dei servizi dovrebbe applicarsi anche ai contenuti digitali disponibili su internet. Al momento, le società di gestione collettiva del diritto d'autore (Siae in Italia) esercitano di fatto un monopolio, perché i contenuti possono essere distribuiti attraverso le frontiere solo se c'è un accordo reciproco tra due società. Ma diventano sempre più chiari i vantaggi di avere licenze "pan-europee" per i contenuti online. Sono fiduciosa che alla Commissione riusciremo a presentare proposte concrete per la fine dell'anno.

Quanto è fondamentale promuovere i diritti digitali dei cittadini, rifiutando ogni forma di censura preventiva delle piattaforme web?
Per noi la promozione dei diritti digitali dei consumatori è una priorità assoluta.

I benefici derivanti dallo sviluppo delle nuove tecnologie devono essere condivisi con i consumatori?
Credo fermamente nella necessità di tenere internet aperto alla concorrenza, all'innovazione e alla scelta del consumatore, evitando che gli utenti vengano vincolati a certi servizi o prodotti proposti dalle aziende del settore.

Diritto d'autore e copia privata: che sviluppi si prevedono in Europa?
La materia è complessa. Dal 2001 c'è una direttiva sul diritto d'autore nella società dell'informazione, che lascia a ogni Stato la libertà di decidere se e a quali condizioni permettere la copia privata. Il risultato è una frammentazione di regole. Nella gran parte dei Paesi Ue si possono fare copie digitali per uso privato ma il loro numero, come anche il concetto di "uso privato", variano da Paese a Paese. Per dare certezze ai consumatori ci vuole una definizione chiara e armonizzata delle eccezioni e delle limitazioni del copyright.

Come si può garantire in tempi rapidi una connessione a banda larga a ogni cittadino europeo?
Il mio motto è sempre stato "Banda larga per tutti gli europei" entro il 2010. La mancanza di accesso o l'incapacità a usarlo potrebbero perpetrare discriminazioni esistenti o creare nuove divisioni. Sono contenta di vedere che ora tutti gli Stati membri si sono impegnati a raggiungere il 100% di copertura della banda larga tra il 2010 e il 2013.


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