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Cyberattacchi cresce la paura

01 maggio 2010

01 maggio 2010
Se vi piacciono i thriller fanta-tecnologici, quelli in cui i cattivoni lanciano cyber-attacchi contro le infrastrutture di un Paese, ma li avete sempre trovati poco realistici, ecco che un rapporto redatto per conto di McAfee (uno dei principali produttori di software legati alla sicurezza informatica) potrebbe farvi cambiare idea. Si tratta di un’inchiesta condotta interpellando i responsabili della sicurezza informatica di 600 aziende attive nel campo delle grandi infrastrutture in 14 Paesi, tra cui l’Italia: reti elettriche, di trasporti e di telecomunicazioni, produzione di gas e petrolio e similari. Secondo il rapporto, il 54% degli interpellati è già stato vittima di cyber-attacchi: estorsioni via internet, attacchi che bloccano il funzionamento delle infrastrutture informatiche e altri vandalismi online. E il futuro sembra ancora più inquietante: alla domanda “entro quando vi aspettate un grave cyber-incidente relativo a un’infrastruttura critica del vostro Paese”, il 20% ha risposto “entro cinque anni”, un altro 20% “entro due anni” e il 40% addirittura lo prevede entro i prossimi 12 mesi.
Per trovare un lato positivo bisogna chiudere il rapporto, che non ne contiene alcuno, e guardare altrove: per esempio a una recente operazione congiunta della Guardia civil spagnola e dell’Fbi, che hanno arrestato tre criminali ritenuti i capi di un’organizzazione che gestiva 13 milioni di computer infettati in 190 Paesi, usati per attacchi come quelli di cui si occupa il rapporto McAfee.
Se i cattivi si organizzano, pare che i buoni non stiano a guardare.

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