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Download illegali. Il p2p tira la volata al cinema

01 luglio 2009

01 luglio 2009
Cronologia di un successo. Stiamo parlando del film "X-Men Origins: Wolverine".
1 aprile 2009: un mese prima della sua uscita ufficiale nelle sale, il film appare nel circuito di BitTorrent, una delle più popolari applicazioni per lo scambio non autorizzato di file (peer to peer). La 20th Century Fox denuncia l'accaduto, lamentando gravi danni per le proprie casse.
6 aprile: il film viene scaricato dalla rete un milione di volte.
1 maggio: il film vero e proprie esce nelle sale.
7 maggio: il film è campione di incassi negli Usa. In una sola settimana incassa la bellezza di oltre 182 milioni di dollari in tutto il mondo.
Qui finiamo con la cronologia e proviamo a impostare un ragionamento:nell'annoso dibattito sulla pirateria digitale e sui danni che questa provocherebbe, ci tocca spesso sentire cifre campate in aria: ultima in ordine cronologico la sparata, su queste pagine, del presidente della Siae: 5 miliardi di euro. Su cosa siano basate tali stime non è dato sapere: più volte abbiamo chiesto di ricevere dati più precisi su tali ricerche, che invece non vengono mai resi pubblici.
La realtà dei fatti, però, è molto diversa e il caso del film Wolverine è emblematico. Certo, si potrebbe sempre ipotizzare che senza la "fuga sul p2p" gli incassi sarebbero stati ancora più alti, ma a noi pare più convincente la tesi contraria: non solo l'accaduto non ha danneggiato il film, ma lo ha addirittura aiutato, grazie al clamore (e quindi alla pubblicità) generato.
Ricordiamo, tra l'altro, che la versione del film uscita online in anticipo non era quella definitiva: in alcune scene si vedevano i trucchi alla base degli effetti speciali del film (cavi, fondali virtuali...) e dunque la fonte era certamente interna all'industria cinematografica: una fonte che, forse, ha fatto molto bene i suoi calcoli.

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