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Garanzia lAntitrust indaga sulle catene commerciali dellhitech

18 gennaio 2010

18 gennaio 2010

Sette grandi catene dell'elettronica nel mirino dell'Antitrust per pratiche commerciali scorrette sulla garanzia: Mediamarket (operante con il marchio Mediaworld), Unieuro, SGM Distribuzione (operante con il marchio MarcoPoloExpert), Euronics e Nova (operanti con il marchio Euronics), DPS Group e DML (operanti con il marchio Trony).

Sette grandi catene dell'elettronica nel mirino dell'Antitrust per pratiche commerciali scorrette sulla garanzia: Mediamarket (operante con il marchio Mediaworld), Unieuro, SGM Distribuzione (operante con il marchio MarcoPoloExpert), Euronics e Nova (operanti con il marchio Euronics), DPS Group e DML (operanti con il marchio Trony).

Comportamenti scorretti
L'Authority vuole "verificare se le aziende abbiano agito correttamente nell'informare i consumatori sull'esistenza della garanzia legale sui prodotti e sulle differenze con la garanzia convenzionale offerta a pagamento. Le istruttorie dovranno inoltre accertare se le imprese abbiano correttamente riconosciuto ai consumatori l'esercizio della garanzia legale e il diritto di recesso".

Un'indagine partita dalle segnalazioni dei consumatori. Anche Altroconsumo, nel dicembre scorso ha denunciato i problemi segnalati da circa 700 consumatori per far valere la garanzia di conformità.

Disinformazione su diritti e doveri
Dalle segnalazioni raccolte nella nostra inchiesta emerge che di fronte a un guasto o a un difetto del prodotto quattro negozianti su dieci mandano il cliente dal produttore sottraendosi alle proprie responsabilità, disinteressandosi del cliente che non conosce i suoi diritti. E non solo non informano il consumatore, ma danno indicazioni fuorvianti: il 15% dice che non è prevista la sostituzione del prodotto o il rimborso. E il 10% offre buoni spesa invece di riparare o sostituire il prodotto.

Riparazione o sostituzione?
Il negoziante è allergico alla sostituzione del prodotto difettoso anche quando sarebbe l'unica soluzione ragionevole. Spesso insiste sulla riparazione perché così si libera del cliente e scarica la questione sui centri di assistenza. Tanto più che il cliente troppo spesso non viene informato della possibilità di sostituire il bene e pensa di avere come unica possibilità la riparazione.

Richiesta di spese non dovute
Oltre il 20% delle segnalazioni racconta tempi di attesa lunghissimi (da 2 a sei mesi) per la riparazione. Non solo. In un caso su cinque viene chiesto al cliente di pagare la riparazione o il trasporto, spese che per legge sono a carico del negoziante. Che si guarda bene dall'informare il cliente.

Consumatori poco informati
Se i commercianti in molti casi cercano di confondere il cliente e di non rispettare la legge (che gli impone di farsi carico del prodotto che non funziona entro due anni dall'acquisto), chi compra, per difendersi, deve essere consapevole dei propri diritti. A questo scopo abbiamo messo a disposizione dei consumatori un numero verde (800.088265 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13), nell'ambito dell'iniziativa Rendiamoci conto finanziata dal ministero per lo Sviluppo economico, che risponde a tutti i dubbi sulla garanzia.


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