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Liberta di informazione in rete

08 luglio 2009

08 luglio 2009

Altroconsumo appoggia la giornata di "rumoroso silenzio", promossa dai blogger per il 14 luglio, contro le norme lesive della libertà di informazione in rete contenute nel disegno di legge Alfano.

Altroconsumo appoggia la giornata di "rumoroso silenzio", promossa dai blogger per il 14 luglio, contro le norme lesive della libertà di informazione in rete contenute nel disegno di legge Alfano.

Nella nostra campagna "Diritto di Rete" ci siamo già occupati di contrastare le varie proposte di legge che rischiavano di mettere un bavaglio inaccettabile a internet, formidabile strumento di diffusione, di libera condivisione dell'informazione e di partecipazione democratica.
Ricordiamo come il tanto discusso emendamento D'Alia, che avrebbe comportato gravi limitazioni alla libertà d'informazione nel nostro Paese, sia stato spazzato via grazie a una grande mobilitazione del popolo della rete e come anche Altroconsumo abbia fatto la sua parte mettendone in evidenza l'assurdità . Proprio in occasione del nostro convegno dello scorso 23 aprile, infatti, autorevoli esponenti della maggioranza avevano preannunciato l'intenzione di rivedere alla Camera il testo presentato al Senato, come poi è puntualmente avvenuto.

Ora la libertà di informazione in rete corre di nuovo grossi e imminenti rischi a causa della cosiddetta disciplina sulle rettifiche, applicabile anche ai blog, contenuta al comma 28 dell'art. 1 del disegno di legge Alfano, già approvato alla Camera e all'esame del Senato, la cui infelice formulazione rischierebbe di assoggettare il responsabile di qualsiasi "sito informatico" allo stesso obbligo di rettifica che la legge sulla stampa pone a carico del direttore responsabile delle testate giornalistiche. Il mancato adempimento dell'obbligo di rettifica entro 48 ore comporterebbe per il responsabile del sito la condanna a una multa fino a 25 milioni di vecchie lire.

È evidente che non si può pretendere da chi fa informazione online in modo non professionistico l'adempimento di un obbligo tanto stringente. Ci sono difficoltà di ordine tecnico, organizzativo ed economico che ostacolano al puntuale adempimento di un simile obbligo. L'effetto prevedibile del disegno di legge, se approvato, sarà pertanto quello di indurre i responsabili di "siti informatici" (blog ma anche social network come Facebook, Twitter…) a non pubblicare più o pubblicare molto meno.

Sia chiaro, Altroconsumo non dimentica che insieme alla tutela sacrosanta della libertà di informazione in rete occorre promuovere parallelamente una cultura della responsabilità di quanto si afferma o sostiene. Accanto ai diritti, anche su internet debbono esserci i doveri. È giusto e corretto che i blogger, o i cittadini e consumatori che postano le loro idee e i loro pensieri nei social network rispondano - nei limiti in cui sono personalmente responsabili - delle conseguenze connesse alla manifestazione del loro pensiero. Tuttavia, occorre ricordare che già oggi sono del tutto responsabili, in termini penali, per eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è quindi alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili, con il rischio di porre definitivamente un bavaglio alla rete.


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