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Cuffie antirumore: buone prestazioni anche senza spendere troppo

10 giugno 2016

10 giugno 2016

Siamo proprio certi che per sentire la musica (e non il rumore esterno) bisogna spendere parecchi soldi? No, perché tra i prezzi elevati delle cuffie antirumore spuntano due dispositivi low cost che si segnalano per le buone prestazioni. Ecco quali sono.

Lo sa bene chi fa la vita del pendolare, che per ricaricarsi a inizio giornata – o rilassarsi tornando a casa – vorrebbe almeno godersi in santa pace la playlist del giorno mentre il treno (o il metrò) sferraglia o l'autobus vibra e rintrona. Le soluzioni? O si alza il volume della musica (e ci si assorda) o si usano dispositivi intraurali, che isolano dall'esterno perché si inseriscono direttamente nel canale auricolare (ma possono essere fastidiosi) o si ricorre a un paio di cuffie – o auricolari – antirumore. Buona la terza, vien da dire. Del resto, le prime cuffie “noise cancelling” sono nate per isolare i piloti d'aereo dalle basse frequenze dei motori di allora, che non solo disturbavano l'ascolto delle comunicazioni via radio, ma nei tragitti di medio-lungo raggio toglievano concentrazione e procacciavano poderosi mal di testa. Nel tempo questi sistemi si sono via via evoluti, diventando finanche uno status symbol: nelle First e Business Class delle compagnie aeree più prestigiose, ai passeggeri top vengono messi a disposizione dispositivi antirumore a protezione delle orecchie durante i voli notturni.

Le proposte a buon prezzo

Alcuni di questi dispositivi hanno prezzi davvero alti.  Li abbiamo quindi portati in laboratorio e abbiamo visto che almeno due proposte offrono prestazioni più che buone spendendo un quinto delle marche più quotate. Ma quali pregi deve avere un buon sistema antirumore? Innanzitutto, oltre a isolare il più possibile dai rumori circostanti (in primis, dalle frequenze medio-basse), deve garantire un’audiofedeltà più che adeguata (che può cambiare se l’antirumore è in funzione o no). Se poi lo si utilizza d’abitudine per lo smartphone, dev’essere dotato di un microfono sufficientemente sensibile (ma non tutti ce l’hanno). Infine, se si sceglie una cuffia, deve pesare poco, essere pratica da trasportare e comoda da indossare, soprattutto se si portano gli occhiali. Tutte caratteristiche che il nostro laboratorio ha testato a lungo su 11 modelli, utilizzando come strumento di analisi anche una “testa artificiale”, che riproduce fedelmente i condotti auditivi umani e permette così di misurare “dall'interno” la nostra percezione effettiva di qualsiasi suono.

Isolati dall’esterno

In sintesi, gli apparecchi “noise cancelling” annullano efficacemente le onde acustiche a frequenza medio-bassa (meno, quindi, le voci umane o i suoni in rapida variazione) generando un segnale di “antirumore”. In che modo? Alcuni minuscoli microfoni all’interno della cuffia captano i rumori ambientali, li convertono in segnali elettrici, li filtrano e li invertono, creando onde sonore uguali ma di “segno” opposto a quelle provenienti dall'esterno. Il rumore così alterato entra poi negli altoparlanti della cuffia e neutralizza l’insieme di suoni in arrivo da fuori senza interferire sulla musica riprodotta. Una funzione così apprezzata che c’è anche chi usa le cuffie solo per far riposare le orecchie, senza neppur sentire la musica.

A ognuno il suo modello

È importante sapere quali sono le differenze tra i diversi modelli di cuffie antirumore disponibili in commercio per scegliere quelle più adatto alle proprie esigenze. Ecco quali sono le più comuni:

  • Circumaurali: le più voluminose, grazie alle imbottiture laterali che circondano tutto l’orecchio. E anche le più confortevoli, salvo errori di progettazione nel fattore “peso” e nel design dei cuscinetti.
  • Sovraurali: l'imbottitura poggia sulla parte superiore delle orecchie. Di solito più piccole e leggere delle circumaurali, ma più scomode in un utilizzo prolungato, riducono meno i rumori esterni.
  • Auricolari: si tratta di piccoli altoparlanti da posizionare direttamente davanti al canale uditivo. In genere sono pratici , ma non isolano granché dai rumori esterni: e si finisce così per alzare il volume.
  • Intraurali: grazie a un manicotto di gomma (con misure diverse), si inseriscono direttamente nel canale auricolare. Isolano dai rumori esterni meglio degli auricolari, ma possono risultare fastidiosi.

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