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Videogiochi e app: come tutelare i più piccoli

06 luglio 2015
google play sicurezza

06 luglio 2015

Abituati a utilizzare tablet e smartphone fin dai primi anni di vita, proteggere i bambini dai pericoli della rete diventa sempre più complicato. Europa e Stati Uniti hanno da tempo un sistema di controllo sui videogiochi e, adesso, anche Google Play ha adottato il suo per tutelare i più piccoli. Ecco cosa prevede.

Sempre più amati, soprattutto tra i giovanissimi, i videogiochi sono diventati il passatempo di tanti. A causa di contenuti, grafica e tematiche affrontate, però, spesso possono sconfinare in argomenti sensibili, che richiedono una certa maturità. Per questo motivo esistono sistemi per monitorare e classificare i contenuti dedicati ai bambini.

La nuova classificazione di Google Play

Sulla falsariga di quanto viene già fatto dal sistema europeo PEGI e da quello americano ESRB, anche Google ha deciso di classificare le app in funzione dell'età dell'utilizzatore. Sul proprio marketplace, infatti, ha adottato un sistema di classificazione delle app per tutelare i più piccoli. La novità introdotta da Google Play è un raggruppamento delle applicazioni dedicate ai minori sotto una categoria denominata "Famiglia", ulteriormente suddivisa in base alle fasce di età a cui le app sono rivolte: "fino a 5 anni", "6-8 anni" e "da 9 anni in su". Il sistema utilizzato da Google dà la possibilità di filtrare i contenuti in base ai contenuti dell'applicazione.

I sistemi di controllo di Europa e Stati Uniti

Il sistema di classificazione PEGI (Pan European Game Information) espone sulle scatole dei videogiochi acquistati su territorio europeo un logo con l'indicazione dell'età minima raccomandata al di sotto della quale il videogioco non andrebbe acquistato. Con un criterio simile vengono classificati anche i giochi negli Stati Uniti, dove ci si attiene al sistema ESRB (Entertainment Software Rating Board). Per fare un esempio, un gioco con indicazione PEGI 12 potrebbe contenere elementi grafici che rimandano alla violenza simulata, anche se limitati. Uno destinato agli adolescenti (PEGI 16), invece, può richiamare a violenza, sessualità o tematiche scottanti: niente di troppo diverso da quello che viene mostrato quotidianamente in televisione.

Fondamentale il ruolo dei genitori

Tutti questi strumenti sono utili, certo, ma non possono sostituire il controllo e l'autorevolezza dei genitori. Come tutti gli strumenti di controllo, infatti, son efficaci solo se usati correttamente. I bimbi sono esposti alle moderne tecnologie fin dall'infanzia ed è necessario che siano accompagnati dai genitori nel loro processo di crescita e apprendimento. Senza considerare smartphone e tablet dei semplici giocattoli.



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