News

Tracking devices: alla ricerca dell’oggetto perduto

25 settembre 2015
tracking devices

25 settembre 2015

Sono poco più grandi di una moneta, ma possono essere un valido aiuto, specialmente per chi è così sbadato da perdere chiavi di casa, telecomando o oggetti personali. Di sicuro, però, possono ancora essere migliorati. Ecco il risultato del nostro test.

Ti capita spesso di non ricordare dove hai messo le chiavi della macchina o di casa e di passare ore prima di uscire a cercare il cellulare? Forse la tecnologia può venirti incontro con i tracking devices: piccoli aggeggi, poco più grandi di una moneta, che comunicano via bluetooth (quindi a corto raggio) con il vostro telefono, previa l’installazione di un’apposita applicazione.

Come funzionano?

Non sono dotati di gps, quindi non possono essere usati, ad esempio, per tracciare animali: riescono a segnare la propria posizione solo quando si trovano a poche decine di metri dall’oggetto a cui sono stati applicati e, appena escono dal raggio di azione, non funzionano più. Se invece sono attaccati a dispositivi inanimati potrai ritrovarli perché, in quel caso, sarà il telefono a ricordarsi dove li ha “visti” l’ultima volta. Si tratta però di una tecnologia ancora agli albori: nel nostro test, infatti, abbiamo rilevato parecchi aspetti sicuramente migliorabili.

I tre usi principali

I tracking device vengono utilizzati principalmente per tre scopi:

  • telecomando: quando non lo trovi è sufficiente prendere il telefono, aprire l’app e fagli emettere un suono, o in certi casi, anche una luce, che ti aiuterà a ritrovarlo;
  • chiavi: grazie all'app potrai vedere sulla mappa in che zona ti trovavi l’ultima volta che telefono e device sono stati a pochi metri l’uno dall’altro;
  • borsa: tieni il telefono in tasca e attiva la funzione “guinzaglio”. Se ti allontani più di tot metri dalla borsa, il cellulare inizierà a squillare avvertendoti del fatto che ti stai dimenticando la borsa.

Ecco quali sono quelli che preferiamo.



Stampa Invia