Consigli

La sfida della sharing economy e i consigli per chi cerca e chi offre

16 marzo 2016

16 marzo 2016

Piattaforme online che ti mettono in contatto con altri privati per viaggiare, fare acquisti e divertirti. Sarà il tema del Festival di Altroconsumo il 24 e 25 settembre a Milano. Intanto abbiamo svolto un'idagine tra utenti e piattaforme per capire il fenomeno. Ecco quanto è emerso e qualche suggerimento per chi cerca e chi offre.

Una rivoluzione, definita come Sharing economy, che per il momento si stima rappresenti meno dell’1% dell’economia mondiale, si basa su un concetto semplice: quello che mi serve non devo chiederlo necessariamente a un’azienda, ma posso rivolgermi a un cittadino come me, un non professionista. Ma c'è da fidarsi? E soprattutto quanto si è tutelati se qualcosa va storto? Per rispondere abbiamo svolto un'analisi a tutto tondo sugli utenti e le piattaforme della sharing economy. Degli oltre 2.300 intervistati italiani il 62% ha partecipato almeno una volta a esperienze di consumo collaborativo. Tra chi ha provato esperienze di mobilità e alloggi si dichiara molto soddisfatto l’80% del campione; percentuali ridotte tra chi non lo è: rispettivamente il 4% e il 3%. La non partecipazione è ricondotta a mancanza di necessità (61%) e alla barriera degli aspetti informativi (43%). Solo un quarto di chi non ha mai partecipato ha citato come motivo la sfiducia nelle persone.

I pareri sulla sharing economy

La sharing economy sarà il filo conduttore del Festival di Altroconsumo 2016 che si terrà il 24 e il 25 settembre quest'anno per la prima volta a Milano. Un tema caldo che, come sempre in questi casi, ha diviso e divide l’opinione pubblica tra chi guarda al consumo collaborativo come alla realizzazione di un sogno e chi invece lamenta la perdita di guadagni e posti di lavoro. La verità sta probabilmente nel mezzo. Sì, la sharing economy ha portato sul mercato nuove opportunità di guadagno da un lato e di risparmio dall’altro, ma è anche vero che l’intermediario non è sparito affatto e che molto spesso quella che chiamiamo condivisione prevede in realtà un pagamento. Si tratta di una realtà che funziona, che non si può ignorare e che può portare notevoli benefici ai consumatori: bisogna però fare in modo che le leggi stiano al passo con l’innovazione tecnologica e anche culturale che è già nella società.

I suggerimenti per chi cerca 

A cosa prestare attenzione quando si cerca un appartamento da affittare o qualunque altro tipo di bene o servizio offerto su una delle tante piattaforme di sharing economy online? Ecco alcuni consigli:
  • Spesso i siti che mettono insieme domanda e offerta sono stranieri, di solito americani. Pur essendo una clausola vessatoria quella che prevede che il tribunale deputato a decidere in caso di controversie sia quello del Paese dell’azienda e non del consumatore, nella realtà, accettando le condizioni poste al momento dell’iscrizione, si acconsente proprio a questo. Leggi sempre attentamente i termini e le condizioni di servizio per non avere sorprese. 
  • Le recensioni degli altri utenti sono l’unico modo per avere informazioni su un utente che offre un servizio: è stato corretto? Ha fornito quello che prometteva? Leggi e cerca di scegliere prodotti e servizi che hanno il maggior numero di recensioni positive
  • Se qualcosa nel servizio non è di vostro gradimento fallo notare subito: il rischio di avere una brutta recensione di solito è sufficiente a far prodigare l’offerente per migliorare le cose. 
  • I pagamenti spesso avvengono per via elettronica sul sito. La loro tracciabilità è una sicurezza ulteriore. In siti come Airbnb, per esempio, il pagamento viene trattenuto dalla piattaforma fino al momento in cui il soggiorno è andato a buon fine: una tutela in più per gli utenti.

Le dritte giuste per chi offre 

Anche chi offre deve tutelarsi e usare dei piccoli trucchi per avere maggiore successo sulle piattaforme. Ecco alcuni suggerimenti:
  • Il modo in cui si presenta il servizio può determinare il suo successo. Nel caso tu metta a disposizione un alloggio, per esempio, avere belle foto può fare la differenza. Ma anche dare spiegazioni il più possibile dettagliate è un sinonimo di serietà. 
  • Opta sempre per pagamenti elettronici eseguiti tramite la piattaforma. Il pagamento in contanti potrebbe riservare qualche brutta sorpresa. 
  • Non c’è chiarezza sul tipo di tassazione alla quale servizi come questi sono sottoposti. Sopra i 5.000 euro l’anno si è tenuti a versare anche i contributi Inps, quindi la cosa si complica. Se pensi di cominciare a offrire un servizio su una di queste piattaforme, informati prima da un commercialista
  • Il consumo collaborativo prevede recensioni sia per chi offre sia per chi cerca. Leggi prima di dare un passaggio o affittare casa tua a un utente sconosciuto. Cerca sempre di anticipare domande e dubbi con la controparte prima di concludere la transazione per evitare sorprese sgradevoli.

Stampa Invia