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Telelavoro ancora poco diffuso per incidere sul traffico

24 agosto 2010

24 agosto 2010
Se in Italia tutti gli impiegati telelavorassero qualche giorno a settimana quale sarebbe l’impatto sul traffico e sull’ambiente? “L’impatto ambientale è una delle prime ragioni per cui vale la pena implementare il telelavoro”, afferma Patrizio Di Nicola, professore all’Università La Sapienza di Roma. Eppure in Italia sembra non sia tenuto in grande considerazione come elemento di appoggio alla mobilità sostenibile.
“È un’esperienza di nicchia”, sostiene Arcangelo Merella, presidente di Euromobility, associazione dei mobility manager italiani, ovvero quelle figure che all’interno dei Comuni promuovono pratiche improntate a migliorare la mobilità. “Si tratta per il momento di casi ininfluenti e i soldi spesi superano i benefici legati all’impatto ambientale”.
Ma come, far stare a casa la gente non dovrebbe essere il non plus ultra in termini di abbattimento delle emissioni? “Noi crediamo che la telematica possa aiutare a decentrare molte funzioni”, spiega Merella. “Quello che paga davvero però è la possibilità di accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione attraverso la rete. Se per ogni dipendente del Comune si muovono, poniamo, 50 persone al giorno per andare da lui a fare una pratica, è meglio far stare a casa i 50 cittadini che non il singolo dipendente”.

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