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Acquisti online: segnalati sette siti per commissioni su carte di credito

10 giugno 2013
Acquisti online: segnalati sette siti per commissioni su carte di credito

10 giugno 2013

Abbiamo segnalato all’Antitrust sette siti di shopping online che applicano delle commissioni (dall'1,5% al 3%) ai clienti che pagano con carta di credito o paypal. Una pratica commerciale scorretta: per legge, infatti, il beneficiario non può applicare al cliente spese aggiuntive per l’uso di un certo strumento di pagamento.

Pagando con carta di credito o paypal il prezzo per gli acquisti online sale. La “colpa” è delle commissioni che alcuni siti applicano ai clienti che utilizzano queste due modalità di pagamento. Una pratica commerciale scorretta. Per legge (art. 3, del D. Lgs. 11/2010), infatti, “il beneficiario non può applicare spese al pagatore per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento”. Abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato sette siti di shopping online: clickforshop.it, marketstore.it, elettronicainofferta.it, prezzoforte.it, gcomm.it, XTRONICA.it, lina24.com. Questi siti si aggiungono agli altri 11 segnalati a fine 2012 (starstore.it , ollo.it, diwo.it, maintstore.com, pixellmania.it , eglobal.it , biggy.it, epto.it, hw1.it, tel-web.it, redcoon.it)Le commissioni vanno dall’1,5% fino al 3%. Nel caso del sito lina24.com viene applicata una commissione aggiuntiva rispetto al prezzo dei prodotti di 0,35 euro a cui si aggiunge 1,55% sul totale dell’ordine.

Se hai avuto dei problemi con i tuoi acquisti online e hai bisogno del nostro aiuto, chiamaci allo 02/69.61.550.

 

Si tratta di una pratica commerciale scorretta

Secondo il Codice del consumo, il prezzo finale deve essere chiaro al consumatore fin dall’inizio. Le commissioni che i siti applicano sui pagamenti con carta di credito o paypal, invece, incrementano sensibilmente il prezzo di partenza ingannando il consumatore che, in pratica, viene a conoscenza del costo totale effettivo solo alla fine del processo d’acquisto, quando sta per pagare. Inoltre, la legge stabilisce con chiarezza che il beneficiario non può applicare spese (ma solo sconti) al pagatore per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento.


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