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Amazon ebook sotto censura

01 settembre 2009

01 settembre 2009
Una società che si introduce, non vista, nelle nostre case ed elimina i libri "scomodi". Nel suo capolavoro, "1984", Orwell non ne fa menzione, ma forse solo perché è un'idea che non gli era venuta in mente. E se non ci ha pensato, è per uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia.
A fine luglio scorso Amazon, gigante della vendita di libri online e produttore del lettore di libri elettronici Kindle, in seguito a una controversia riguardante i diritti d'autore di un paio di libri in formato ebook (ironia della sorte, proprio due opere di Orwell: "1984" e la "Fattoria degli animali") non solo ne ha cessato la vendita, ma li ha anche cancellati dal dispositivo di chi li aveva acquistati. Agli acquirenti è stato fornito un rimborso, e l'amministratore delegato si è prontamente scusato per l'accaduto, definendolo "stupido e irragionevole da parte di Amazon". Ma il punto non è questo. Il punto è che quando usciamo da un negozio con un libro in mano sappiamo di possedere quel libro e, salvo alcune limitazioni ben chiare e logiche, ne potremo fare l'uso che vogliamo e sicuramente il negoziante non ha né i mezzi né il titolo per entrare in casa nostra a riprenderselo.
Quando acquistiamo un libro digitale (una canzone, un film...), invece, dobbiamo sottoscrivere contratti chilometrici che nessuno leggerà mai (ma che non contengono clausole a nostro favore), accettiamo irragionevoli restrizioni sull'uso e - adesso lo sappiamo - non abbiamo nemmeno la certezza di possederlo per sempre.
Sarebbe ora di cambiare lo stato delle cose.

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