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Diritto d'autore online: il Presidente della Camera rivendica il ruolo del Parlamento

15 novembre 2013
Diritto d

15 novembre 2013

Per la Presidente Boldrini, la riforma della legge sul diritto d’autore deve essere fatta in Parlamento. Anche Frank La Rue, speciale relatore dell'Onu, definisce incostituzionale una riforma al di fuori delle Camere, gestita dall'Agcom. L'Autorità intende approvare un regolamento che prevede la chiusura anche senza processo di siti solo sospettati di aver violato le norme.

La presa di posizione del presidente della Camera insieme a quella di Frank La Rue, relatore speciale dell'Onu sulla protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione, è quella che auspicavamo, tanto che abbiamo promosso una petizione in tal senso, insieme ad altre associazioni. E’ il Parlamento la sede dove si possono contemperare gli interessi e i diritti dei diversi soggetti interessati dalle norme sul copyright. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non ha le prerogative per garantire il giusto equilibrio tra i diversi interessi e i principi fondamentali della libertà di informazione. Il diritto d'autore, da strumento di promozione della creatività e di nuovi contenuti, non deve diventare un sistema di controllo e censura pervasivo e un ostacolo intollerabile all’accesso alla cultura e all’informazione.

Frank La Rue (Onu): "Incostituzionale una riforma dell'Agcom"

Frank La Rue ha espresso la sua preoccupazione sul ruolo dell’Agcom nella predisposizione di sanzioni in materia di proprietà intellettuale: "in quanto autorità indipendente, l’Agcom ha la responsabilità di applicare le disposizioni in vigore previste dalla legge. È solo a tal fine che l’Agcom ha il potere di adottare regolamentazioni amministrative proprie.”  Ha ribadito il ruolo ineludibile del Parlamento con queste parole: "tutte le normative che disciplinano i diritti costituzionali, in particolare se riguardano la libertà di espressione, dovrebbero essere approvate dal Parlamento".

Oscuramento senza processo

Il rischio era che l’Autorità approvasse entro breve il regolamento nonostante nel frattempo non fosse intervenuta alcuna legge che gliene riconoscesse i poteri. Il regolamento del Garante delle comunicazioni che rischia di passare consentirebbe all’Autorità di cancellare e oscurare siti internet solo sospettati di violare il diritto d’autore senza alcun processo. La legittima tutela del copyright si tramuterebbe in censura arbitraria. Per questo riteniamo inopportuno che l'Autorità possa pretendere di regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario, che in altri Paesi dell'Unione europea sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari e con un approccio rispetto al quale, peraltro, la Commissione europea aveva espresso molteplici perplessità.

Per altro verso, in un momento come quello attuale così deficitario per le casse dello Stato, non è chiaro con quali risorse pubbliche sarà finanziata l’istituzione del proposto procedimento di risoluzione delle controversie in materia di diritto d’autore che dovrebbe essere gestito dalla stessa Autorità.


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