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Diritto d'autore online: buone notizie dall'Europa

11 luglio 2012

11 luglio 2012

Respinto, con larga maggioranza, dal Parlamento europeo il trattato Acta che minacciava di introdurre in Europa norme repressive della privacy dei cittadini per tutelare il diritto d’autore. Un risultato che anche noi avevamo auspicato.

L'assemblea plenaria del Parlamento europeo ha respinto con larga maggioranza l'approvazione del trattato Acta, l’accordo internazionale pensato per combattere la contraffazione e le violazioni di copyright in rete, ma diventato di fatto uno strumento che penalizza i diritti dei consumatori e le libertà fondamentali dei cittadini.
Il voto del Parlamento è definitivo: il trattato dunque non entrerà in vigore all'interno dell'Unione europea.

Che cos’è l’Acta
Il trattato Acta metteva in serio pericolo il diritto alla privacy richiedendo in sostanza ai providers di controllare i comportamenti online degli utenti e di rivelare i loro dati personali al di fuori di un procedimento giudiziario e sulla base di una semplice accusa di violazione senza necessità di prove consistenti. Acta poneva anche in discussione il diritto al giusto processo, un diritto fondamentale sancito dalla Carta europea dei diritti fondamentali, chiaramente riaffermato nella recente revisione del Pacchetto Telecom.

I pericoli
Se fosse stato approvato, il Trattato Acta avrebbe aperto la strada a possibili abusi da parte dei titolari dei diritti: chi detiene i diritti, infatti, avrebbe avuto la facoltà di chiedere la rimozione immediata di contenuti online che riteneva violassero i diritti stessi, senza dover fornire una prova efficace e sostanziale dell’avvenuta violazione. Infine, i criteri stabiliti dall’Acta per la quantificazione del risarcimento dei danni non coincidevano con il criterio di appropriatezza del danno all’effettivo pregiudizio sofferto.
Acta rischiava in sostanza di erodere ogni eventuale residuo sostegno nel sentire comune ai diritti della proprietà intellettuale, mentre le sproporzionate misure repressive comportavano il rischio di limitare l’accesso dei consumatori all’informazione e alla conoscenza senza portare alcun beneficio tangibile ad artisti e creatori di opere protette.

I prossimi passi
Resta da vedere cosa farà la Commissione europea che comunque ha già annunciato di voler aspettare il parere della Corte di giustizia europea sulla compatibilità di Acta con i trattati dell'Unione, compresa la carta dei diritti fondamentali. Parere che arriverà entro la fine del 2013.

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