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Email: l'Italia tra i principali produttori di spam

01 marzo 2010

01 marzo 2010
Per ogni 5 email che arrivano, ce ne sono potenzialmente altre 95 che vengono bloccate dai sistemi antispam. È uno dei principali dati che emergono dall’ultimo rapporto dell’Enisa, l’Agenzia europea per la sicurezza cibernetica. L’indagine ha coinvolto un centinaio di provider di posta elettronica che gestiscono circa 80 milioni di email in 30 Paesi europei.
Anche se in buona parte arginato, lo spam non è comunque sconfitto: un quarto dei gestori segnala che oltre il 10% delle richieste di assistenza riguarda proprio la difficoltà di respingere i messaggi spazzatura. I provider più grandi spendono fino a un milione di euro all’anno per mettere a punto software per catturare le comunicazioni indesiderate. I metodi che vanno per la maggiore rimangono le liste nere, che fermano le email se arrivano da siti “sospetti”, e i filtri che intervengono se il messaggio veicola contenuti non graditi. Un’ultima cattiva notizia: secondo la Commissione europea, l’Italia è uno dei principali Paesi produttori di spam del vecchio continente.

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