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Facebook e privacy: occhio ai "mi piace"

09 aprile 2013
Facebook e privacy: occhio ai "mi piace"

09 aprile 2013

Non importa se restringi la tua cerchia di amici e rendi visibili i tuoi dati sensibili a solo pochi eletti: ogni volta che clicchi su “mi piace” stai lasciando indizi nella rete sui tuoi gusti e le tue preferenze.

Dovrebbe essere una regola generale valida per tutta la rete: prima di fare qualsiasi operazione è bene essere consapevoli che stiamo lasciando una traccia. Nulla di particolarmente grave se si considera che questo accade anche fuori dal web. Da come si veste, dall’automobile che ha o dagli acquisti fatti con un bancomat o la carta di credito, ogni individuo lascia tracce di sé, elementi utilizzabili per farne un ritratto e prevederne i consumi.

Lo studio della Cambridge University

Ma c’è un gesto, che gli utenti di Facebook compiono quotidianamente, che fornisce altrettanti indizi “privati”: cliccare su “mi piace”. A dirlo è la Cambridge University, che ha terminato uno studio condotto dal 2007 al 2012 su 58 mila utenti Facebook d’oltreoceano; monitorando quanti e su quali contenuti questi volontari hanno messo “mi piace”, i ricercatori sono riusciti a raccogliere una quantità enorme di microinformazioni che, elaborate assieme ad altri elementi, come i loro post e i commenti, hanno permesso non solo di ricostruire il profilo degli utenti, ma anche di prevederne le scelte future.

Le informazioni che si possono ricavare, quindi, ogni volta che mettiamo “mi piace” su Facebook permettono alla rete di sapere chi siamo con una precisione davvero sconcertante e questo anche se abbiamo l’accortezza di mantenere i nostri dati sensibili riservati o aperti solo agli amici.

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